Cosa non sai della storia del vaccino Pfzier-BioNTech

La storia fa ben capire con i fatti, i terribili errori che vengono compiuti, il più grande è forse lo sterminio degli ebrei per mano dei nazisti con la collaborazione di gran parte del popolo tedesco ed europeo.

Oggi ci troviamo in piena pandemia e in tutta Europa è una corsa al vaccino, uno dei più efficaci e sicuri è quello della Pfzier frutto della intuizione e determinazione del suo amministratore delegato Albert Bourla. Leggere la storia di Bourla fa riflettere su come il figlio di una famiglia di ebrei di Salonicco stia salvando vite anche di tedeschi cioè proprio di quel popolo nel quale nacque il progetto di sterminare gli ebrei.

Bourla è nato a Salonicco in una famiglia ebrea sefardita, suo padre e sua madre erano sopravvissuti all'invasione nazista e alla Shoah in una città dove la stragrande maggioranza degli ebrei era finita nelle camere a gas, la sua famiglia si salvò miracolosamente, suo padre e suo zio misero su un negozio di alcolici a Salonicco, dove è nato Albert che prestissimo si appassionò di animali e decise di studiare per diventare veterinario. Il suo percorso di vita portò questo veterinario greco inaspettatamente a Pfizer, nel 1993, prima nella sede greca, poi in Polonia, in Belgio e infine negli Stati Uniti. Nel 2014 era un dirigente di alto livello e nel 2019 fu nominato amministratore delegato.
La corsa al vaccino è stata piena di momenti di difficoltà, la Pfizer negli ultimi anni aveva ridimensionato la sua ricerca antivirale, Bourla temeva che questa mancanza avrebbe ritardato il processo, ma l'azienda ha deciso di appoggiarsi a laboratori esterni, anche in Europa, iniziando così una collaborazione intensa e incessante con la BioNTech. Quello prodotto da Pfizer-BioNTech è stato il primo vaccino occidentale a essere registrato e approvato.

La vita di tanti tedeschi e persone di tutto il mondo verrà quindi salvata da un ebreo di Salonicco e una coppia di figli di immigrati Turchi in Germania, i fondatori della BioNTech.

bourla.JPG

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8 messaggi in questa discussione

Grazie per le interessanti notizie, a presto e continua a scrivere - d/b -

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1 ora fa, passolesto ha scritto:

La storia fa ben capire con i fatti, i terribili errori che vengono compiuti, il più grande è forse lo sterminio degli ebrei per mano dei nazisti con la collaborazione di gran parte del popolo tedesco ed europeo.

Oggi ci troviamo in piena pandemia e in tutta Europa è una corsa al vaccino, uno dei più efficaci e sicuri è quello della Pfzier frutto della intuizione e determinazione del suo amministratore delegato Albert Bourla. Leggere la storia di Bourla fa riflettere su come il figlio di una famiglia di ebrei di Salonicco stia salvando vite anche di tedeschi cioè proprio di quel popolo nel quale nacque il progetto di sterminare gli ebrei.

Bourla è nato a Salonicco in una famiglia ebrea sefardita, suo padre e sua madre erano sopravvissuti all'invasione nazista e alla Shoah in una città dove la stragrande maggioranza degli ebrei era finita nelle camere a gas, la sua famiglia si salvò miracolosamente, suo padre e suo zio misero su un negozio di alcolici a Salonicco, dove è nato Albert che prestissimo si appassionò di animali e decise di studiare per diventare veterinario. Il suo percorso di vita portò questo veterinario greco inaspettatamente a Pfizer, nel 1993, prima nella sede greca, poi in Polonia, in Belgio e infine negli Stati Uniti. Nel 2014 era un dirigente di alto livello e nel 2019 fu nominato amministratore delegato.
La corsa al vaccino è stata piena di momenti di difficoltà, la Pfizer negli ultimi anni aveva ridimensionato la sua ricerca antivirale, Bourla temeva che questa mancanza avrebbe ritardato il processo, ma l'azienda ha deciso di appoggiarsi a laboratori esterni, anche in Europa, iniziando così una collaborazione intensa e incessante con la BioNTech. Quello prodotto da Pfizer-BioNTech è stato il primo vaccino occidentale a essere registrato e approvato.

La vita di tanti tedeschi e persone di tutto il mondo verrà quindi salvata da un ebreo di Salonicco e una coppia di figli di immigrati Turchi in Germania, i fondatori della BioNTech.

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Il medico curante della famiglia Hitler era un ebreo Eduard Bloch

Eduard Bloch (Frauenberg, 30 gennaio 1872  New York, 1º giugno 1945) è stato un medico austriaco, noto per essere stato il medico curante della famiglia Hitler nei primi anni del XX secolo, in particolar modo assistendo Klara Pölzl, madre di Adolf Hitler, nell'ultimo periodo della vita.

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Inviata (modificato)

Il soldato che salvò Hitler  -  "Dio solo sa quanto mi dispiace averlo risparmiato". Il soldato inglese Henry Tandey non sospettava di salvare la vita ad Adolf Hitler, il dittatore nero, lo sterminatore. Ma durante la Prima guerra mondiale il 28 settembre del 1918, in una trincea vicino Cambrai in Francia, ebbe pietà di quel caporale tedesco che qualche attimo prima aveva ferito, difendendosi.   

Modificato da dune-buggi

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Il 16/3/2021 in 15:55 , passolesto ha scritto:

 Leggere la storia di Bourla fa riflettere su come il figlio di una famiglia di ebrei di Salonicco stia salvando vite anche di tedeschi cioè proprio di quel popolo nel quale nacque il progetto di sterminare gli ebrei.

Immagine romantica e poetica, ma forzare delle implicazioni di questo tipo mi sembra la solita occasione per parlare dei fantasmi del passato e collegare, immancabilmente, due temi che seguono percorsi e risvolti diversi.

Albert Bourla è un amministratore delegato di una multinazionale che deve fare soldi, per cui ha il compito di fatturare, viene pagato per incrementare i guadagni, per produrre ricchezza. Il fatto che sia ebreo non consente di collegare con rilievo il suo ruolo imprenditoriale, manageriale ad un periodo storico tragico e indelebile come la pulizia etnica attuata dal nazismo. Questa continua ricerca del simbolismo forzato, questo desiderio ossessivo e retorico (quando non ipocrita) di trovare riferimenti che rivangano attriti ideologici, non dovrebbero trovare spazio nelle circostanze che stiamo vivendo. Coincidenza vuole che da due anni il sig. Bourla sia a capo di una azienda (ma gli ebrei che mandano avanti l’economia americana sono tanti) molto importante soprattutto in questo periodo e che porta avanti la sua funzione, essendo pagato per farlo (aspetto secondario, certo) e anche bene, suppongo. Non è  Oskar Schindler, come non è un personaggio accostabile alle migliaia di benefattori di quell’epoca, i Giusti tra le Nazioni, che hanno salvato direttamente (rischiando essi stessi la vita e, a volte, quella dei propri famigliari) decine, centinaia e migliaia di vite. Il sig. Bourla è alla guida di una catena di montaggio, di un processo produttivo e non di un’auto sulla quale nasconde degli ebrei da portare in salvo, superando un posto di blocco nazifascista. La Pfizer produrrebbe vaccini anche senza di lui, o no?

Il capo della ricerca del vaccino è tedesco, ma non credo che possa significare qualcosa in funzione di un indegno passato del suo popolo che non lo ha visto protagonista.

La Pfizer è stata fondata da due tedeschi. Dovrei forse costruire dei riferimenti storici su questo elemento o dovrei creare appositamente una storia che attiri interesse in funzione del ruolo che questa azienda sta avendo nei confronti dello Stato di Israele? Avrebbe senso parlare di riscatto sociale del popolo tedesco che fornisce vaccini agli ebrei di Israele dal 20 dicembre scorso, tramite un’azienda di origini tedesche? Cosa sarebbe, se non propaganda al contrario o etica paradossale?

Se vogliamo abbellire liricamente dei fatti che attirano sempre applausi e approvazione anche a scatola chiusa, allora questa è un’occasione per andare oltre la retorica e valutare con obiettività l’operato di queste persone che oggi hanno delle responsabilità diverse rispetto a quelle di ieri.

Sono consultabili diverse pagine web che descrivono le diverse vicende che hanno coinvolto la Pfizer in scandali e processi che le sono costati centinaia di  “dollareschi” milioni, ma che non hanno smosso (oggi) la benché minima suggestione etica e morale.

Bourla è sostenitore della sanità privata (oltre che della ricerca farmaceutica pubblica) e suggerisce anche alla UE di approfittare di questo splendido ed equo scambio di funzioni: lo Stato finanzia la ricerca, la multinazionale produce e vende allo stesso Stato. I cittadini ringraziano.

Accontentiamoci, di tanto in tanto, di dare un senso stretto all’attualità e di raccontare, si, le storie personali, ma con una sorta di opportuna discrezione e una sobria curiosità che possa stimolare il lettore, senza ricorrere a dietrologie o esche ideologiche.

 

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Grazie London per le notizie e le precisazioni. (un difetto di questa rubrica è quello di dimenticarsi le regole del dialogo). Quando ero radioamatore era fondamentale il rispetto sia delle persone, sia delle idee, sia della ruota nel procedere il dialogo. Importante precisare che le fabbriche farmaceutiche fanno ricerca con i soldi dello stato (quindi nostri) poi vendono allo stato (quindi a noi) i loro prodotti ed i guadagni li tengono per se stesse. - Mi piacerebbe sapere quali situazioni "strane" e/o "avverse" si sono verificate con gli altri modelli di vaccino. Sarebbe serio dire - fabbrica uno ... uno per cento ; fabbrica due ... due per cento ; fabbrica tre ... tre per cento / si tratta di un esempio per mettere tutti sullo stesso piano. Senza chiamare in causa i terra piattisti, i pasta fariani, i carrettieri del mare, i si ed i no vax. Solo e solamente casa per casa elencare le situazioni strane. Ciao London, a presto ed un saluto da d/b.-  

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Inviata (modificato)

12 ore fa, londonercity ha scritto:

 

Ciao London, riprendo questa mattina per precisare ... il riferimento al NON rispetto delle regole, NON era riferito a te, ma al sig. "Leo/Olotto" che scrive solo per offendere sia gli scritti altrui e sia le altrui persone. Prova a controllare, NON ha mai pubblicato una sola domanda e gli scritti sulle sue risposte sono solo di critica e di disprezzo. - firmato d/b - oggi venerdi mattino del diciannove marzo.- 

Modificato da dune-buggi

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17 ore fa, londonercity ha scritto:

Immagine romantica e poetica, ma forzare delle implicazioni di questo tipo mi sembra la solita occasione per parlare dei fantasmi del passato e collegare, immancabilmente, due temi che seguono percorsi e risvolti diversi.

 

Albert Bourla è un amministratore delegato di una multinazionale che deve fare soldi, per cui ha il compito di fatturare, viene pagato per incrementare i guadagni, per produrre ricchezza. Il fatto che sia ebreo non consente di collegare con rilievo il suo ruolo imprenditoriale, manageriale ad un periodo storico tragico e indelebile come la pulizia etnica attuata dal nazismo. Questa continua ricerca del simbolismo forzato, questo desiderio ossessivo e retorico (quando non ipocrita) di trovare riferimenti che rivangano attriti ideologici, non dovrebbero trovare spazio nelle circostanze che stiamo vivendo. Coincidenza vuole che da due anni il sig. Bourla sia a capo di una azienda (ma gli ebrei che mandano avanti l’economia americana sono tanti) molto importante soprattutto in questo periodo e che porta avanti la sua funzione, essendo pagato per farlo (aspetto secondario, certo) e anche bene, suppongo. Non è  Oskar Schindler, come non è un personaggio accostabile alle migliaia di benefattori di quell’epoca, i Giusti tra le Nazioni, che hanno salvato direttamente (rischiando essi stessi la vita e, a volte, quella dei propri famigliari) decine, centinaia e migliaia di vite. Il sig. Bourla è alla guida di una catena di montaggio, di un processo produttivo e non di un’auto sulla quale nasconde degli ebrei da portare in salvo, superando un posto di blocco nazifascista. La Pfizer produrrebbe vaccini anche senza di lui, o no?

 

Il capo della ricerca del vaccino è tedesco, ma non credo che possa significare qualcosa in funzione di un indegno passato del suo popolo che non lo ha visto protagonista.

 

La Pfizer è stata fondata da due tedeschi. Dovrei forse costruire dei riferimenti storici su questo elemento o dovrei creare appositamente una storia che attiri interesse in funzione del ruolo che questa azienda sta avendo nei confronti dello Stato di Israele? Avrebbe senso parlare di riscatto sociale del popolo tedesco che fornisce vaccini agli ebrei di Israele dal 20 dicembre scorso, tramite un’azienda di origini tedesche? Cosa sarebbe, se non propaganda al contrario o etica paradossale?

 

Se vogliamo abbellire liricamente dei fatti che attirano sempre applausi e approvazione anche a scatola chiusa, allora questa è un’occasione per andare oltre la retorica e valutare con obiettività l’operato di queste persone che oggi hanno delle responsabilità diverse rispetto a quelle di ieri.

 

Sono consultabili diverse pagine web che descrivono le diverse vicende che hanno coinvolto la Pfizer in scandali e processi che le sono costati centinaia di  “dollareschi” milioni, ma che non hanno smosso (oggi) la benché minima suggestione etica e morale.

 

Bourla è sostenitore della sanità privata (oltre che della ricerca farmaceutica pubblica) e suggerisce anche alla UE di approfittare di questo splendido ed equo scambio di funzioni: lo Stato finanzia la ricerca, la multinazionale produce e vende allo stesso Stato. I cittadini ringraziano.

 

Accontentiamoci, di tanto in tanto, di dare un senso stretto all’attualità e di raccontare, si, le storie personali, ma con una sorta di opportuna discrezione e una sobria curiosità che possa stimolare il lettore, senza ricorrere a dietrologie o esche ideologiche.

 

 

 

Grazie di queste interessanti considerazioni che condivido e che nulla tolgono alla coincidenza simbolica, al fatto che volevo sottolineare, cioè che per fortuna il progetto nazista non è stato portato a compimento come avrebbero voluto, qualcuno si è salvato.

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2 ore fa, passolesto ha scritto:

interessanti considerazioni che condivido e che nulla tolgono alla coincidenza simbolica,

Certo, nulla tolgono perché nulla intendono togliere, ma sembra una coincidenza mirata e ragionata a scapito delle altre che ho proposto nella risposta. Ritengo sia una forzatura descrivere il Bourla come il salvatore di milioni di persone (tedesche o meno), visto che ricopre un ruolo amministrativo e non di altra natura. Ad ogni modo, non intendevo criticare il suo riferimento simbolico, ma solo estenderlo. In altri siti e forum questo aspetto non viene mai preso in considerazione e lei, almeno qui, è il primo a farlo. Grazie anche per la sua risposta.

DvMcEv

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