verdi...ecologisti..ambientalisti....auto elettriche,vero??

8 messaggi in questa discussione

Ma il kapitone non doveva aiutarli a casa loro?

È sufficiente che vada in Congo ad insegnare ai bambini come usare la ruspa, così non dovranno più scavare a mani ***, sig frizz.

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15 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Ma il kapitone non doveva aiutarli a casa loro?

È sufficiente che vada in Congo ad insegnare ai bambini come usare la ruspa, così non dovranno più scavare a mani ***, sig frizz.

l'idea delle auto elettriche è della ue..dicono che cosi' non inquinano...chissa' poi con che verra' caricata la batteria dell'auto..a pedali,come fantozzi?? bè..mettiamoci loro..che di panze ce ne sono abbastanza nella ue..tutti beli pasciutti...le cavalette le fanno amngiare a noi..anzi  a te,mentre loro banchettano con ostriche e caviale russo..a 5 euro ....con il vino che a noi vorebbero boicottare..in compenso se lo bevono loro.

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Carissimo direttore, buona mattinata da d/b - per il passato ho più volte scritto di Bhopal in India. Del coltan in Congo. Dei diamanti e smeraldi in Africa. Delle mono colture per farci i bio carburanti. Di Monsanto e Caffaro. Di Seveso e diossina. Cosa dire poi di milano expo che ha alimentato se stessa nonostante che il tema fosse "alimentare il mondo ...". -

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A fine ottocento in Italia, c'erano molti bambini che lavoravano.

 

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In Italia ci sono 340mila bambini e adolescenti costretti a lavorare. Minori di sedici anni che hanno dovuto abbandonare gli studi, in quasi 30mila casi sono impiegati in attività pericolose per la loro salute e sicurezza. Numeri sconvolgenti, presentati da Save the Children e Ilo – l’organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite – in occasione della recente giornata mondiale contro il lavoro minorile. Nel 2006 la legge italiana ha fissato a 16 anni l’età minima di accesso al lavoro. Eppure secondo la ricerca “Game Over” nel nostro Paese il 7 per cento dei minori nella fascia di età tra i 7 e i 15 anni è coinvolto nel fenomeno. Più in generale «il picco di lavoro minorile si registra tra gli adolescenti – spiega Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa Save the Children – In quell’età di passaggio dalla scuola media alla superiore, che vede in Italia uno dei tassi di dispersione scolastica più elevati d’Europa e pari al 18,2 per cento». Ecco perché per intervenire concretamente sul problema è necessario «intervenire per spezzare il circuito perverso tra disaffezione scolastica e lavoro minorile – continua la dirigente di Save the Children – rafforzando i progetti contro la dispersione scolastica, gli interventi di sostegno formativo per i ragazzi che hanno prematuramente abbandonato gli studi e favorendo una maggiore continuità fra scuola e lavoro attraverso percorsi protetti di inserimento lavorativo».

In quasi 30mila casi sono impiegati in attività pericolose per la loro salute e sicurezza

Per un bambino su dieci la situazione è particolarmente grave. Circa 28mila adolescenti sono coinvolti nelle forme più drammatiche di lavoro minorile. Non è scorretto parlare di sfruttamento. «Con orari notturni – si legge nella ricerca – o con un impegno continuativo, con il rischio reale di compromettere gli studi, di non avere neanche uno spazio minimo per il gioco e il divertimento o per il necessario riposo». Spesso è difficile vederli. Nel 44,9 per cento dei casi i minori sono impegnati in attività di famiglia. Per gli altri, il settore di lavoro più comune è quello della ristorazione (43 per cento). Ma non mancano impieghi nell’artigianato (20 per cento) e in campagna (20 per cento).  Dati preoccupanti, che a causa della crisi economica rischiano persino di peggiorare. Anche per questo le organizzazioni impegnate in questa battaglia chiedono l’adozione urgente di un piano nazionale sul lavoro minorile nel nostro Paese. Anche attraverso un programma in grado di contrastare e prevenire lo sfruttamento lavorativo di bambini e adolescenti.

Linkiesta.it

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Inviata (modificato)

La causa è giusta e nobile ma il titolaccio è indecente, schifoso e vergognoso, da giornalismo spazzatura, tipo Libero (anzi Occupato secondo Travaglio). E questo vale sia che il titolo sia originale dell'autore, il compianto ambasciatore Luca Attanasio, sia che lo abbia confezionato il direttore Stefano Feltri, un promettente giornalista economico quando scriveva per il Fatto, un pennivendolo come tanti, degno cioè dell'omonimo Vittorio, da quando è a libro paghe di De Benedetti. Propenderei per la seconda perché in 2 su 3 degli articoli che mi hanno pubblicato giornali e riviste mi è stato alterato o addirittura stravolto il titolo, e talora sono stato costretto a esigere rettifica dal direttore. Come si fa a dire che le automobili elettriche avvelenano i bambini del Congo? Quei bambini sono avvelenati dai farabutti che li mettono a lavorare come schiavi, dalle aziende mineriarie schifose che sfruttano quel lavoro rubato, e dai governanti del Congo che permettono questo scempio. Enormi responsabilità hanno anche i produttori di batterie e i produttori di auto elettriche e ibride che non chiedono garanzie e certificazioni sulla provenienza delle materie prime e sulle condizioni di lavoro dei minatori.  Ma l'auto elettrica è innocente, non avvelena nessuno, non ha il tubo di scappamento (a meno che non sia a fuel cell e in tal caso dallo scarico esce acqua potabile): è un veicolo a emissioni zero. Anzi, contribuendo a ridurre, insieme alle ibride, le emissioni di polveri sottili e altri inquinanti nei centri urbani, evita a tanti bambini e adulti di ammalarsi di leucemia e di cancro ai polmoni. I killer che causano milioni, ripeto milioni di morti all'anno, sono i combustibili fossili e i mezzi di trasporto, le industrie, le centrali elettriche e gli impianti di riscaldamento che li bruciano. Per non parlare dei gas serra e dei mutamenti climatici. D'altra parte il cobalto non è usato solo come catodo negli accumulatori a ioni di litio delle auto elettriche e ibride (dove entro 10 anni sarà sostituito da altri materiali), ma è usato anche nelle batterie di una infinità di apparecchi elettronici: dai telefonini ai tablet, dai computer portatili alle calcolatrici elettroniche. Quindi l'articolo poteva intitolarsi: "I bambini del Congo avvelenati dai nostri smartphone". Ma così non avrebbe fatto il gioco di quei colossi dell'auto come la Toyota che cercano di ritardare il più possibile la conversione alla mobilità elettrica. Non dimentichiamo poi che il cobalto è ampiamente usato anche in medicina nucleare, es. in radioterapia. E allora Feltri cosa avrebbe scritto: i malati di cancro avvelenano i bambini del Congo? Discorso analogo per il Coltan (columbite-tantalite), altro famigerato minerale estratto in Congo. Se ne ricavano il niobio, il tantalio e i rispettivi pentossidi, utilizzati (come anodo e come dielettrico) nei condensatori elettrolitici ad alte prestazioni larghissimanente impiegati nei circuiti elettronici dei suddetti apparecchi. Ma anche di molti altri apparecchi, per es. i pacemaker. E allora il giornale di De Benedetti avrebbe potuto titolare: "I cardiopatici portatori di pacemaker avvelenano i bambini del Congo". 

Modificato da fosforo311

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19 ore fa, director12 ha scritto:
 
 
 
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E lei non si vergogna neppure un poco a negare accoglienza ai pochi che riescono a scappare da questi inferni ?

Ma lo sa che è proprio un PEZZODIMERDA ?

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