Chiesa e pedofilia, l'oscuro volto della Chiesa

37 messaggi in questa discussione

Ma sai che novità , per i  pedofili , i seminari sono il loro un porto franco da SEMPRE . Dicasi altrettanto per  i missionari in Africa !

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Il 4/3/2021 in 10:13 , vincent29264 ha scritto:

 

***: Francia, 10mila vittime nella chiesa da anni 50

Secondo una stima provvisoria di una Commissione Indipendente

Articolo ansa : ***: Francia, 10mila vittime nella chiesa da anni 50

© ANSA

Non arriverà mai troppo presto il giorno in cui ci libereremo delle religioni. Senza le religioni sarebbe molto più facile parlare di onestà, sincerità, fratellanza, uguaglianza, solidarietà. Personalmente non voglio farmi rubare questi sentimenti dalle religioni. E spesso mi capita di vedere atei con sentimenti migliori dei religiosi che usano la religione solo per ripulirsi la propria coscienza, nera più del carbone.

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6 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Non arriverà mai troppo presto il giorno in cui ci libereremo delle religioni. Senza le religioni sarebbe molto più facile parlare di onestà, sincerità, fratellanza, uguaglianza, solidarietà. Personalmente non voglio farmi rubare questi sentimenti dalle religioni. E spesso mi capita di vedere atei con sentimenti migliori dei religiosi che usano la religione solo per ripulirsi la propria coscienza, nera più del carbone.

Concordo su tutto !

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Il 6/3/2021 in 16:36 , lupogrigio1953 ha scritto:

ci libereremo delle religioni.

meglio liberarsi da chi delle religioni ha fatto il proprio tornaconto..

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12 ore fa, sempre135 ha scritto:

meglio liberarsi da chi delle religioni ha fatto il proprio tornaconto..

Si, è scontato ciò che dici, ovvio. Il problema, però, è che chi ha messo in piedi le religioni ci ha pensato eccome al proprio tornaconto. Poi magari all'iterno delle religioni ci sarà pure chi è veramente in buona fede, penso, per esempio, a Madre Teresa di Calcutta, lei veramente è stata una santa, ha fatto grandi cose, ma lei stessa è stata plagiata da chi c'è dietro.

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48 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Si, è scontato ciò che dici, ovvio. Il problema, però, è che chi ha messo in piedi le religioni ci ha pensato eccome al proprio tornaconto. Poi magari all'iterno delle religioni ci sarà pure chi è veramente in buona fede, penso, per esempio, a Madre Teresa di Calcutta, lei veramente è stata una santa, ha fatto grandi cose, ma lei stessa è stata plagiata da chi c'è dietro.

Lupogrigio , guarda che madre teresa é morta atea , fatto che hanno tentato di nascondere , ma sotto traccia é emerso !!!! 

 

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1 minuto fa, mariellasikelia ha scritto:

ecco .

«Sostiene il “Time” che Madre Teresa di Calcutta era atea. Lo ha confessato lei stessa in molte lettere del- le quali inutilmente aveva chiesto la distruzione. Dal 1947 fino alla morte avvenuta nel settembre del 1997 non ebbe più fede nell'esistenza di Dio.

 

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9 ore fa, mariellasikelia ha scritto:

Sostiene il “Time” che Madre Teresa di Calcutta era atea.

il fatto di fare delle opere di bene mette proprio in risalto l'insegnamento di Gesù, e di conseguenza una fede ben radicata, fede che secondo me non c'entra nulla con la religione, la religione è un tornaconto sopra tutto per quelli che decisero di metterlo in croce...

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Il 9/3/2021 in 15:17 , mariellasikelia ha scritto:

Lupogrigio , guarda che madre teresa é morta atea , fatto che hanno tentato di nascondere , ma sotto traccia é emerso !!!! 

Beh questo non lo sapevo.  Se pure Madre Teresa di Calcutta non migliora "il volto della Chiesa", allora ho ancora più ragione (io, tu e altri) nel non apprezzare le religioni.

Comunque una parola definitiva ce la potrebbe dire Padre Etrusco, il cappellano di questo forum, il quale ci fornirà 7-8 link a Radio Maria, mettendoci a tacere.

A proposito, Padre Etrusco è un po' che non passa da queste parti...

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Non sono d'accordo nel definire la religione un male, non che io lo sia religioso o voglia fare l'avvocato del diavolo, in fin dei conto altro non è che una filosofia di vita, il male in sé non è la filosofia (religione) ma coloro che l'adottano, facendone diventare una verità assoluta, ed è proprio in tal caso che la religione diventa un male, in quanto coloro che la praticano non accettano e non concedono agli altri di esprimere le proprie opinioni e le proprie idee, imponendo la propria volontà anche con la forza.

Pensandoci bene, è proprio quello che successe al cristianesimo, quando entro nell'impero romano, essa venne accolta con entusiasmo, principalmente dai semplici (principalmente schiavi) poiché per tale filosofia di vita tutti gli uomini era uguali di fronte al dio. finche rimase in mano dei semplici e dei diseredati essa rimase giusta su può dire, fino a quanto uomini di potere non ne fecero religione di stato, facendo di tale filosofia una verità assoluta, ovvero una religione cui tutti dovevano piegarsi e obbedire ciecamente. 

LA NASCITA DEL CRISTIANESIMO UFFICIALE, COSTANTINO E IL SUO CONCILIO DI NICEA

 

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30 minuti fa, vincent29264 ha scritto:

Non sono d'accordo nel definire la religione un male, non che io lo sia religioso o voglia fare l'avvocato del diavolo, in fin dei conto altro non è che una filosofia di vita, il male in sé non è la filosofia (religione) ma coloro che l'adottano, facendone diventare una verità assoluta, ed è proprio in tal caso che la religione diventa un male, in quanto coloro che la praticano non accettano e non concedono agli altri di esprimere le proprie opinioni e le proprie idee, imponendo la propria volontà anche con la forza.

Pensandoci bene, è proprio quello che successe al cristianesimo, quando entro nell'impero romano, essa venne accolta con entusiasmo, principalmente dai semplici (principalmente schiavi) poiché per tale filosofia di vita tutti gli uomini era uguali di fronte al dio. finche rimase in mano dei semplici e dei diseredati essa rimase giusta su può dire, fino a quanto uomini di potere non ne fecero religione di stato, facendo di tale filosofia una verità assoluta, ovvero una religione cui tutti dovevano piegarsi e obbedire ciecamente. 

LA NASCITA DEL CRISTIANESIMO UFFICIALE, COSTANTINO E IL SUO CONCILIO DI NICEA

 

Per come ragiono io, se la religione è una raccolta di frottole, allora è un male. Se invece la religione è una raccolta di verità, allora è un bene. Non vedo vie di mezzo. Con lo stesso principio per cui accettiamo le frottole essere tutto sommato un bene, se mai dovessimo trovare batteri su Marte, dovremmo nasconderlo perché sarebbe uno sgambetto alle religioni che partono dalla favoletta di Adamo ed Eva. E su questa "verità" hanno impiantato un'industria da far impallidire Microsoft e altre.

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La Chiesa sta subendo da diversi anni una lenta e penetrante demonizzazione, utilizzando quante più causali si riescano a trovare o a creare all’interno del suo groviglio clericale multistrato. Si concentrano su di essa perversioni sessuali, corruzione delle anime, ingerenze politiche privatistiche e gli immancabili scandali finanziari. Sostanzialmente, convergono sotto un unico corpus tutti i mali del mondo, il campionario completo dell’umana debolezza si raccoglie sotto la Cupola di San Pietro che non viene mai scoperchiata completamente. Però, io darei la colpa agli uomini e non alle religioni, perché le deviazioni non partono dagli insegnamenti spirituali, ma fermentano nelle persone che non li recepiscono o non sono disposte a riconoscere una via comune da percorrere con i propri simili. Le religioni hanno una funzione sociale ben precisa, fanno da collante per una auspicabile e ordinata consuetudine di vita comune, smorzano gli istinti individualistici ed egoistici, dettano delle regole di convivenza improntate sul rispetto fraterno e sull’uguaglianza. In assenza delle indicazioni religiose, le relazioni sociali tra uomini sarebbero regolate da un rapporto di forza privo di equità; non ci sarebbe quella componente umana, etica e morale che permette ai più deboli di vivere. Basti notare lo sviluppo del diritto, il cambiamento nelle istituzioni in funzione del riconoscimento religioso, politeista o monoteista che sia. I valori accennati da Lupogrigio, (onestà, fratellanza, solidarietà) sono indicazioni religiose, sono insegnamenti e non principi congeniti. E’ vero che oggi, non abbiamo bisogno di accettare e seguire il settimo comandamento per essere consapevoli di non dover rubare, ma abbiamo questa indicazione “automatica” perché deriva da migliaia di generazioni sovrapposte che hanno assorbito e tramandato geneticamente quell’insegnamento. Migliaia di anni fa, per esempio, quando due individui appartenenti a tribù diverse s’incontravano per caso, lottavano tra loro (fino alla morte di uno dei due) se non riuscivano a trovare un legame tra le loro comunità o famiglie perché, in quanto sconosciuti, erano vicendevolmente nemici. Le religioni hanno smorzato questi istinti, ma non possono eliminarli, neanche in concorrenza con il diritto, com’è facile constatare tutti i giorni; ma è anche facile immaginare una maggiore ed estrema inciviltà cui saremmo stati condannati in assenza di un’idea di guida superiore e divina.

Tornando al tema della *** nella Chiesa, certo che abusi di questo genere assumono un aspetto ancor più orrendo perché consumati in un ambiente che dovrebbe essere scevro da ogni pericolo, sereno e formativo, uno dei luoghi dove fare esperienze propedeutiche ad una condotta di vita improntata all’onesta e al rispetto dei propri simili (senza considerare gli aspetti intimamente spirituali). Hanno una risonanza enormemente amplificata rispetto agli stessi fatti che accadono in altri luoghi, come le palestre e centri sportivi, le scuole, le famiglie. Tra l’altro, la *** è stata sempre condannata dall’ordinamento ecclesiastico e non solo in età moderna, ma ha lasciato a desiderare il metodo di repressione (blando o, addirittura, assente) di queste pratiche perverse, a volte (molte) nascoste o messe velocemente a tacere per non intaccare il potere che la Chiesa aveva sui credenti. Capite bene che ogni forma di corruzione interna, indebolisce il prestigio della Chiesa, così come ridimensiona l’influenza del clero sulla vita dei fedeli, aumentando i detrattori di tutto l’impianto spirituale. Tuttavia, una religione offre e indica dei valori, fornisce l’esempio di una condotta di vita, crea delle scelte nella coscienza di ognuno che si trasformano in un bluff o in un “terreno raggiro” a causa degli uomini che la diffondono e la rappresentano, ma non a causa della validità  o dell’efficacia degli insegnamenti. L’articolo proposto da Vincent è istruttivo ed apre una miriade di diramazioni storiche (molte delle quali di natura esclusivamente politica) che è impossibile sintetizzare in poche battute, visto il punto di partenza così lontano fissato al Concilio di Nicea. Quel fatto storico, però, non rese il cristianesimo la religione ufficiale dell’impero romano (fu l’Armenia il primo Stato ufficialmente cristiano), ma trattò in particolare la questione dottrinale dell’arianesimo; e riguardo alla conversione di Costantino il Grande, posso dire che ancora oggi è motivo di studio e dibattito. In più, fino al 379 d.C. gli imperatori mantennero per se il titolo di Pontefice Massimo (carica del culto pagano), quindi oltre la data del primo concilio ecumenico. Ad ogni modo, millesettecento anni di storia non si estendono o riassumono in un articolo ed il connubio tra potere e fede è presente ovunque nel mondo, prima ancora che la Terra iniziasse a girare. La religione la considero una intenzionale conseguenza dell’intelletto umano (intesa come voluta costruzione), il risultato della capacità di pensare e la conseguente consapevolezza e necessità di porsi delle domande e “costruire” le risposte adatte allo scopo. Credere in un qualsiasi Dio, per come la vedo io, significa avere dubbi sugli uomini che lo hanno “creato”, ma anche accettarne i precetti, se tendono a migliorarci  e a rendere sopportabile la vita di molti.

 

DvMcEv

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Il 10/3/2021 in 21:41 , lupogrigio1953 ha scritto:

Per come ragiono io, se la religione è una raccolta di frottole, allora è un male. Se invece la religione è una raccolta di verità, allora è un bene. Non vedo vie di mezzo. Con lo stesso principio per cui accettiamo le frottole essere tutto sommato un bene, se mai dovessimo trovare batteri su Marte, dovremmo nasconderlo perché sarebbe uno sgambetto alle religioni che partono dalla favoletta di Adamo ed Eva. E su questa "verità" hanno impiantato un'industria da far impallidire Microsoft e altre.

La religione, di per sé, è una menzogna, non può essere da meno, quando il cristianesimo è diventato religione? esattamente al concilio di Nicea, Costantino, l'imperatore ne fa religione di stata, ma solo allora diventa religione, di conseguenza verità assoluta, in principio era una comune filosofia di vita, in cui si professava l'uguaglianza tra gli uomini, non ditemi che questo è sbagliato. Come ho sempre detto, il problema non è la filosofia in sé ma ciò che se ne fa. Il fascismo, il nazismo, il comunismo, mica erano religioni, eppure anche loro professavano quelle idee come verità assolute, il vero problema, almeno dal mio punto di vista, non è tanto la religione ma il fatto che diventa qualcosa di assoluto.

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2 ore fa, londonercity ha scritto:

La Chiesa sta subendo da diversi anni una lenta e penetrante demonizzazione, utilizzando quante più causali si riescano a trovare o a creare all’interno del suo groviglio clericale multistrato. Si concentrano su di essa perversioni sessuali, corruzione delle anime, ingerenze politiche privatistiche e gli immancabili scandali finanziari. Sostanzialmente, convergono sotto un unico corpus tutti i mali del mondo, il campionario completo dell’umana debolezza si raccoglie sotto la Cupola di San Pietro che non viene mai scoperchiata completamente. Però, io darei la colpa agli uomini e non alle religioni, perché le deviazioni non partono dagli insegnamenti spirituali, ma fermentano nelle persone che non li recepiscono o non sono disposte a riconoscere una via comune da percorrere con i propri simili. Le religioni hanno una funzione sociale ben precisa, fanno da collante per una auspicabile e ordinata consuetudine di vita comune, smorzano gli istinti individualistici ed egoistici, dettano delle regole di convivenza improntate sul rispetto fraterno e sull’uguaglianza. In assenza delle indicazioni religiose, le relazioni sociali tra uomini sarebbero regolate da un rapporto di forza privo di equità; non ci sarebbe quella componente umana, etica e morale che permette ai più deboli di vivere. Basti notare lo sviluppo del diritto, il cambiamento nelle istituzioni in funzione del riconoscimento religioso, politeista o monoteista che sia. I valori accennati da Lupogrigio, (onestà, fratellanza, solidarietà) sono indicazioni religiose, sono insegnamenti e non principi congeniti. E’ vero che oggi, non abbiamo bisogno di accettare e seguire il settimo comandamento per essere consapevoli di non dover rubare, ma abbiamo questa indicazione “automatica” perché deriva da migliaia di generazioni sovrapposte che hanno assorbito e tramandato geneticamente quell’insegnamento. Migliaia di anni fa, per esempio, quando due individui appartenenti a tribù diverse s’incontravano per caso, lottavano tra loro (fino alla morte di uno dei due) se non riuscivano a trovare un legame tra le loro comunità o famiglie perché, in quanto sconosciuti, erano vicendevolmente nemici. Le religioni hanno smorzato questi istinti, ma non possono eliminarli, neanche in concorrenza con il diritto, com’è facile constatare tutti i giorni; ma è anche facile immaginare una maggiore ed estrema inciviltà cui saremmo stati condannati in assenza di un’idea di guida superiore e divina.

 

Tornando al tema della *** nella Chiesa, certo che abusi di questo genere assumono un aspetto ancor più orrendo perché consumati in un ambiente che dovrebbe essere scevro da ogni pericolo, sereno e formativo, uno dei luoghi dove fare esperienze propedeutiche ad una condotta di vita improntata all’onesta e al rispetto dei propri simili (senza considerare gli aspetti intimamente spirituali). Hanno una risonanza enormemente amplificata rispetto agli stessi fatti che accadono in altri luoghi, come le palestre e centri sportivi, le scuole, le famiglie. Tra l’altro, la *** è stata sempre condannata dall’ordinamento ecclesiastico e non solo in età moderna, ma ha lasciato a desiderare il metodo di repressione (blando o, addirittura, assente) di queste pratiche perverse, a volte (molte) nascoste o messe velocemente a tacere per non intaccare il potere che la Chiesa aveva sui credenti. Capite bene che ogni forma di corruzione interna, indebolisce il prestigio della Chiesa, così come ridimensiona l’influenza del clero sulla vita dei fedeli, aumentando i detrattori di tutto l’impianto spirituale. Tuttavia, una religione offre e indica dei valori, fornisce l’esempio di una condotta di vita, crea delle scelte nella coscienza di ognuno che si trasformano in un bluff o in un “terreno raggiro” a causa degli uomini che la diffondono e la rappresentano, ma non a causa della validità  o dell’efficacia degli insegnamenti. L’articolo proposto da Vincent è istruttivo ed apre una miriade di diramazioni storiche (molte delle quali di natura esclusivamente politica) che è impossibile sintetizzare in poche battute, visto il punto di partenza così lontano fissato al Concilio di Nicea. Quel fatto storico, però, non rese il cristianesimo la religione ufficiale dell’impero romano (fu l’Armenia il primo Stato ufficialmente cristiano), ma trattò in particolare la questione dottrinale dell’arianesimo; e riguardo alla conversione di Costantino il Grande, posso dire che ancora oggi è motivo di studio e dibattito. In più, fino al 379 d.C. gli imperatori mantennero per se il titolo di Pontefice Massimo (carica del culto pagano), quindi oltre la data del primo concilio ecumenico. Ad ogni modo, millesettecento anni di storia non si estendono o riassumono in un articolo ed il connubio tra potere e fede è presente ovunque nel mondo, prima ancora che la Terra iniziasse a girare. La religione la considero una intenzionale conseguenza dell’intelletto umano (intesa come voluta costruzione), il risultato della capacità di pensare e la conseguente consapevolezza e necessità di porsi delle domande e “costruire” le risposte adatte allo scopo. Credere in un qualsiasi Dio, per come la vedo io, significa avere dubbi sugli uomini che lo hanno “creato”, ma anche accettarne i precetti, se tendono a migliorarci  e a rendere sopportabile la vita di molti.

 

 

 

DvMcEv

 

 

 

Per come la vedo io, "un’idea di guida superiore e divina" la si può avere ugualmente, quando non anche migliore, senza le religioni. Anzi,le religioni ci hanno insegnato che si può uccidere (magari solo quelli che non sono credenti, si intende), combattere, conquistare, bruciare, ripulire etnicamente, ecc ecc.
Il concetto di aiuto ai poveri che hanno le religioni è quello di sfruttarli. Per i poveri ha fatto molto di più la tanto vituperata politica che le religioni. Quanto al permettere "ai più deboli di vivere", il finto buonismo delle religioni li relega sempre di più ai margini della società, in una fogna dalla quale è impossibile uscire. Sarebbe molto meglio dire a queste persone "se vuoi uscire da quella fogna, ti aiuto, ma devi dimostrare di voler essere aiutato". Si potrebbe dare loro qualche lavoro "Socialmente Utile", come, inizialmente, ripulire una strada, togliere le erbacce, ecc, in cambio di uno stipendio. Personalmente non condivido il voler recuperare per forza le persone: se ti vuoi recuperare, ti fornisco in ogni momento tutte le possibilità di farlo, ma devi volerlo anche tu; diversamente rimani nella tua melma.
Ovunque ci sono stati regimi teocratici, sono state compiute nefandezze inenarrabili.
E le persone che sono lontane dalle religioni, sono nettamente migliori delle altre: mio figlio, per esempio, non ha fatto il catechismo, non ha frequentato una sola ora di religione in tutta la sua carriera scolastica (ho sempre lasciato comunque a lui la scelta), e però ha principi etici che ben pochi ragazzi della sua età hanno.
Sta di fatto che con i comportamenti delle persone religiose, gli insegnamenti di quelle persone non sono solo inutili, ma anche dannosi. Praticamente si dice agli individui "segui questi principi, così diventerai come me".
Ribadisco infine  che generalmente la media delle persone religiose è peggiore della media delle persone atee. E questo lo dico da persona assolutamente non atea (ma neanche religiosa).

 

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Vincent, la Verità che indica o propone una religione è assoluta solo per chi abbraccia quella fede. Inoltre, insisto a precisare (come nella precedente risposta) che il cristianesimo non è diventato la religione dell'impero sotto Costantino. Lui stesso non era cristiano ed era, anzi, il massimo esponente del culto pagano. Il concilio di Nicea ha affrontato questioni dottrinali sulle quali si è basata la successiva politica religiosa dell'impero romano d'oriente, in contrapposizione con quella occidentale. 

DvMcEv

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40 minuti fa, vincent29264 ha scritto:

La religione, di per sé, è una menzogna, non può essere da meno, quando il cristianesimo è diventato religione? esattamente al concilio di Nicea, Costantino, l'imperatore ne fa religione di stata, ma solo allora diventa religione, di conseguenza verità assoluta, in principio era una comune filosofia di vita, in cui si professava l'uguaglianza tra gli uomini, non ditemi che questo è sbagliato. Come ho sempre detto, il problema non è la filosofia in sé ma ciò che se ne fa. Il fascismo, il nazismo, il comunismo, mica erano religioni, eppure anche loro professavano quelle idee come verità assolute, il vero problema, almeno dal mio punto di vista, non è tanto la religione ma il fatto che diventa qualcosa di assoluto.

Si poteva "professare tutta l'uguaglianza che vuoi", ma alla fine c'era sempre un capo, una gerarchia, c'era chi tradiva, chi campava a sbafo, c'era la gelosia, l'invidia, ecc ecc. E' che una cosa sono le parole, e un'altra sono i fatti. Quindi poi quando mettevano in pratica le cose, queste si distanziavano sempre più dalle teorie.
E comunque rimango della mia idea: ritengo assolutamente dannoso “l’oppio dei popoli”. Io per i popoli vedo la crescita culturale o niente. Crescita culturale che passa anche dalle parti della crescita economica, la quale deve tendere, soprattutto attraverso la crescita culturale, in un circolo virtuoso, essere sempre più giusta, più orientata ai bisogni dei popoli, tramite anche con dei politici più “illuminati” (ma vanno scelti oculatamente, non con il metodo “ma a me tanto che me ne frega). Come ho scritto nel commento precedente, sarei per “se vuoi rimanere nella melma, rimanici!”. Se invece vuoi uscirne, datti da fare.

 

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2 ore fa, londonercity ha scritto:

I valori accennati da Lupogrigio, (onestà, fratellanza, solidarietà) sono indicazioni religiose, sono insegnamenti e non principi congeniti. E’ vero che oggi, non abbiamo bisogno di accettare e seguire il settimo comandamento per essere consapevoli di non dover rubare, ma abbiamo questa indicazione “automatica” perché deriva da migliaia di generazioni sovrapposte che hanno assorbito e tramandato geneticamente quell’insegnamento

Come vede, suo figlio potrebbe essere un esempio pratico che spiega questa considerazione.  

2 ore fa, londonercity ha scritto:

La religione la considero una intenzionale conseguenza dell’intelletto umano (intesa come voluta costruzione), il risultato della capacità di pensare e la conseguente consapevolezza e necessità di porsi delle domande e “costruire” le risposte adatte allo scopo. Credere in un qualsiasi Dio, per come la vedo io, significa avere dubbi sugli uomini che lo hanno “creato”, ma anche accettarne i precetti, se tendono a migliorarci  e a rendere sopportabile la vita di molti.

2 ore fa, londonercity ha scritto:

Tuttavia, una religione offre e indica dei valori, fornisce l’esempio di una condotta di vita, crea delle scelte nella coscienza di ognuno che si trasformano in un bluff o in un “terreno raggiro” a causa degli uomini che la diffondono e la rappresentano, ma non a causa della validità  o dell’efficacia degli insegnamenti

Ribadisco un concetto molto comune e che non trova difficoltà nell'essere accettato anche da me: in discussione sono gli uomini e non i precetti. Non ne faccio una questione di proporzioni o presenza statistica dentro o fuori dalle religioni. Io non ho mai discusso l'esistenza di Dio (per incapacità e disinteresse), ma ho sempre messo in dubbio la fattiva applicazione e il vero sentire delle indicazioni religiose. In questi tre passaggi che ho estrapolato dal mio precedente post convergono i contenuti del suo. Il suo riferimento ai regimi teocratici richiede altre argomentazioni e aprirebbe altri contesti, ma indubbiamente sono espressione di intolleranza senza margini di difesa.

DvMcEv

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27 minuti fa, londonercity ha scritto:
3 ore fa, londonercity ha scritto:

I valori accennati da Lupogrigio, (onestà, fratellanza, solidarietà) sono indicazioni religiose, sono insegnamenti e non principi congeniti. E’ vero che oggi, non abbiamo bisogno di accettare e seguire il settimo comandamento per essere consapevoli di non dover rubare, ma abbiamo questa indicazione “automatica” perché deriva da migliaia di generazioni sovrapposte che hanno assorbito e tramandato geneticamente quell’insegnamento

 

Come vede, suo figlio potrebbe essere un esempio pratico che spiega questa considerazione.  

E quindi a cosa servono le religioni?

Se fosse vero che per essere migliori abbiamo bisogno di ricorrere alle religioni, allora veramente saremmo messi male. Io continuo a dire che delle religioni non abbiamo nessun bisogno e che oltretutto sono un danno per la società civile, causa di arretratezza e ottenebrazione mentale.

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10 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

E quindi a cosa servono le religioni?

Se fosse vero che per essere migliori abbiamo bisogno di ricorrere alle religioni, allora veramente saremmo messi male. Io continuo a dire che delle religioni non abbiamo nessun bisogno e che oltretutto sono un danno per la società civile, causa di arretratezza e ottenebrazione mentale.

Il 9/3/2021 in 15:17 , mariellasikelia ha scritto:

ecco .

«Sostiene il “Time” che Madre Teresa di Calcutta era atea. Lo ha confessato lei stessa in molte lettere del- le quali inutilmente aveva chiesto la distruzione. Dal 1947 fino alla morte avvenuta nel settembre del 1997 non ebbe più fede nell'esistenza di Dio.
Su questo argomento condivido su tutta la linea , non si rendono conto di essere  manipolati per il loro tornaconto , la prova ..... Lo IOR ..... Ricordo a TUTTI che il cardinale Bertone , con il denaro raccolto per l'ospedale pediatrico Bambino Gesù ( un'eccellenza ! ) si é ristrutturato l'attico di 400 mq. con vista p.zza San Pietro , uno degli invitati fu Bruno Vespa , l'inamovibile da Rai 1 ( leggasi rai vaticano ) da quarant'anni ! Qualcuno scoprì questo schifo e Bertone , preso in castagna , restituì il denaro all'ospedale . Se ne parlò tanto , ma loro confidano nella memoria corta dei più !!!

 

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21 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

E quindi a cosa servono le religioni?

Se fosse vero che per essere migliori abbiamo bisogno di ricorrere alle religioni

Non abbiamo bisogno degli uomini che sfruttano le religioni. Mi sembra una cosa decisamente diversa.

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19 minuti fa, londonercity ha scritto:

 

Non abbiamo bisogno degli uomini che sfruttano le religioni. Mi sembra una cosa decisamente diversa.

Le religioni le fanno gli uomini. Come si può dire "ho bisogno della religione, ma non degli uomini che le hanno create"? Mia mamma, classe 1915, diceva: "da una mala pianta non può nascere un frutto sano". Ribadisco che per me le religioni sono immondizia. Forse non è ben chiaro che le religioni sono invenzioni dalla prima all'ultima sillaba? Inoltre certe religioni, come la cattolica per esempio, hanno l'istituto della "confessione"; si può commettere ogni sorta di atrocità, tanto poi c'è la confessione che ripulisce ogni coscienza, anche quella di certi tipetti di nero vestiti che risiedono i Vaticano e non solo.

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19 minuti fa, londonercity ha scritto:

 

Non abbiamo bisogno degli uomini che sfruttano le religioni. Mi sembra una cosa decisamente diversa.

Le religioni le fanno gli uomini. Come si può dire "ho bisogno della religione, ma non degli uomini che le hanno create"? Mia mamma, classe 1915, diceva: "da una mala pianta non può nascere un frutto sano". Ribadisco che per me le religioni sono immondizia. Forse non è ben chiaro che le religioni sono invenzioni dalla prima all'ultima sillaba? Inoltre certe religioni, come la cattolica per esempio, hanno l'istituto della "confessione"; si può commettere ogni sorta di atrocità, tanto poi c'è la confessione che ripulisce ogni coscienza, anche quella di certi tipetti di nero vestiti che risiedono i Vaticano e non solo.

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Sig. lupogrigio, io ho detto che non c'è bisogno di uomini che sfruttano le religioni e non di quelli che le hanno create. Come non abbiamo bisogno di uomini che sfruttano le pensioni di invalidità, ma c'è stato bisogno di quelli che le hanno istituite. La disonestà e la corruzione (nell'ampiezza del suo significato) è ovunque, per questo il problema è dato dagli uomini che non seguono determinati principi di serena convivenza. Ogni categoria, fascia sociale e dislocazione geografica presenta una percentuale di degenerati, ma se non ci fossero le religioni, la situazione non sarebbe migliore, perchè anche i credenti (in assenza di precetti), almeno in parte, condurrebbero una vita disonesta e corrotta. Questa è antropologia e non una mia opinione; ed io non mi riferisco alla religione come mero programma liturgico da seguire, io non spiego la religione con il messale della domenica. Si tratta di uno sviluppo culturale che contempla la parte positiva e negativa di una evoluzione, appunto, antropologica. Le preghiere, alla sua stessa maniera sig lupogrigio, sono quanto di più inadatto ad indicare la mia strada, perchè non mi rapporto con nessun essere superiore (come le ho detto, è un tema sul quale non indago mai), ma è indubbio che i principi delle religioni vengono seguiti anche da chi non ne è coinvolto moralmente.

DvMcEv

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13 ore fa, londonercity ha scritto:

Sig. lupogrigio, io ho detto che non c'è bisogno di uomini che sfruttano le religioni e non di quelli che le hanno create. Come non abbiamo bisogno di uomini che sfruttano le pensioni di invalidità, ma c'è stato bisogno di quelli che le hanno istituite. La disonestà e la corruzione (nell'ampiezza del suo significato) è ovunque, per questo il problema è dato dagli uomini che non seguono determinati principi di serena convivenza. Ogni categoria, fascia sociale e dislocazione geografica presenta una percentuale di degenerati, ma se non ci fossero le religioni, la situazione non sarebbe migliore, perchè anche i credenti (in assenza di precetti), almeno in parte, condurrebbero una vita disonesta e corrotta. Questa è antropologia e non una mia opinione; ed io non mi riferisco alla religione come mero programma liturgico da seguire, io non spiego la religione con il messale della domenica. Si tratta di uno sviluppo culturale che contempla la parte positiva e negativa di una evoluzione, appunto, antropologica. Le preghiere, alla sua stessa maniera sig lupogrigio, sono quanto di più inadatto ad indicare la mia strada, perchè non mi rapporto con nessun essere superiore (come le ho detto, è un tema sul quale non indago mai), ma è indubbio che i principi delle religioni vengono seguiti anche da chi non ne è coinvolto moralmente.

DvMcEv

Ho capito benissimo il ragionamento, è che non sono d'accordo. Non me ne faccio niente degli insegnamenti di cattivi insegnanti. Pessimi insegnanti possono produrre solo pessimi insegnamenti. E, coerentemente con quanto dico, per la mia famiglia (ho portato l'esempio di mio figlio) ho rinunciato a tali insegnamenti senza che diventassimo persone peggiori. Il problema delle religioni non è dato da alcune persone che si sono allontanate dagli insegnamenti delle stesse, ma da chi ha istituito tali insegnamenti. Oggi la società è bacata non perché non segue più gli insegnamenti religiosi, ma perché le persone non hanno più alcuna prospettiva di futuro, forse anche perché le persone vengono ingannate da falsi ideali piuttosto che concentrarsi e lottare per averne di più adatti a fare una vita dignitosa e rispettosa delle regole, anziché poi andare a confessarsi perché si sono fatti attribuire una pensione di invalidità che non spettava loro, per fare esempio. Quanto al “seguire i principi”, ho già scritto che mediamente sono più onesti  la media degli atei che la media dei religiosi (fonte: esperienza di vita). Non c’è niente da fare:  per avere un miglioramento della nostra civiltà, la strada passa solo dalla cultura; e le religioni ci allontanano dalla cultura. E stavolta la fonte non è la mia esperienza, ma basta guardare in giro per il mondo, dove, come dicevo più sopra, nei regimi teocratici la cultura è sotto zero e i problemi sociali sono centuplicati.
La realtà è una sola: le religioni, tutte le religioni, nessuna esclusa, sono la rovina dell’umanità.

 

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