Grande rispetto per Roberto.

Roberto, giovane malato di sla di Pula (Ca'), ha deciso di porre fine alle sue sofferenze decidendo di andare in una clinica Svizzera a praticare l'autanasia.

Qualcuno sicuramente troverà da dire su questa sua decisione magari perché ha avuto la fortuna di non essere mai venuta a contatto con un malato di sla e di non essere per niente a conoscenza di come progredisce questa terribile malattia senza lasciare scampo alcuno e nessuna speranza.

Chi invece, come me ha potuto toccare con mano cosa vuol dire vedere un amico che, dopo pochi mesi, da persona viva e attiva, che aveva una bella famiglia, che era attiva nel lavoro e nel sociale, che amava la campagna, che praticava sport e che, da prima è finita in carrozzina, trasportato dalla figlia e anche da molti di noi che, quando potevamo, cercavamo di sostituirla e di darle un po' di respiro, capisce perfettamente di che dramma trattasi. Prima la carrozzina,  poi la perdita progressiva della parola fino al punto di non poter più muovere nessuna parte del corpo e ridursi unicamente solamente a roteare gli occhi, diventati alla fine l'unico strumento con cui, tramite l'ausilio di un apposito macchinario, riuscire a formare le parole e a "parlare" con una voce anonima e metallica.

E tutto questo accompagnato al fatto di essere rimasto sempre perfettamente cosciente e quindi conscio della propria situazione e di quello che comportava e comporta per la famiglia. La mente e la capacità di raziocinio perfettamente intatta in un corpo immobile, diventato come un albero, alla stregua di un vegetale.

Tutto ciò premesso, rimane il fatto che la scelta di Roberto  è senz'altro una decisione forte, sicuramente meditata, affatto avventatave, altrettanto sicuramente anche coraggiosa.  Ragion per cui, al netto di qualsiasi forma di ipocrisia e quant'altro, l'unico  sentimento non può che essere quello di un grande rispetto nei confronti di Roberto e della sua scelta.

Rip Roberto. 

https://www.castedduonline.it/pula-dice-addio-a-roberto-sanna-il-malato-di-sla-che-sceglie-leutanasia-commuove-la-sardegna/

 

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6 messaggi in questa discussione

Sommo rispetto e  cordoglio

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41 minuti fa, ildi_vino ha scritto:

ha deciso di porre fine alle sue sofferenze decidendo di andare in una clinica Svizzera a praticare l'autanasia.

una scelta giusta e coraggiosa che merita rispetto.

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A questi malati e alle loro scelte si deve solo rispettoso e doloroso silenzio, ma, visto che è aperta una discussione, dico la mia. Non posso ovviamente sapere cosa significhi trovarsi in uno stato del genere, ovvero una mente lucida prigioniera in un corpo inerte. E non posso prevedere come reagirebbe la mia mente se mi trovassi in questa terribile condizione. Non escludo che impazzirei. Tuttavia, anche quando ero giovane e forte e facevo sport a livello agonistico, io pensavo che il corpo sta alla mente come la cornice sta a un quadro di Caravaggio, o la carta a un romanzo di Dostoevskij. Oggi la penso quasi come gli antichi egizi, per i quali il corpo era il carcere dell'anima (che per me è la mente), o come Platone che lo considerava la tomba dell'anima: finché viviamo siamo come morti e il corpo è per noi una tomba (Gorgia). In realtà, sia dal punto di vista ontogenetico che da quello filogenetico, il corpo precede la mente e in qualche modo la determina. L'io della prima infanzia è essenzialmente corporeo, e la nostra specie si separò dalle scimmie per effetto di una evoluzione del corpo e non della mente (per l'esattezza della parte meno nobile: i piedi, grazie ai quali assumemmo l'andatura bipede che innescò tutto il resto dell'evoluzione umana). Quindi, al contrario di quanto sostiene la religione, è del tutto naturale che una mente privata del corpo desideri la morte. E i malati di Sla e simili hanno diritto all'eutanasia. È un diritto naturale: come il latte per i neonati o la pensione per gli anziani. Mentre è innaturale la visione di Platone e la mia. In base alla quale Platone e il sottoscritto dovrebbero vedere nella Sla addirittura una sorta di liberazione: una mente viva in un corpo morto significherebbe per quest'ultima liberarsi dal carcere o dalla tomba. Sarebbe paradossalmente quasi uno stato celestiale di puro pensiero, di anima liberata dal corpo. In linea di principio nulla vieta alla mente di un malato di Sla di spaziare in pensieri profondi e anche gratificanti sul piano intellettuale. Stephen Hawking aveva una forma di Sla a lenta evoluzione e fu uno dei più grandi scienziati di sempre. Questo anche grazie alla tecnologia moderna che gli consentì di mantenere un buon livello relazionale con la comunità scientifica e con il pubblico. Finché mi restasse almeno la vista, io dovrei accontentarmi di leggere qualche buon libro e di guardare qualche buon film, e il sorriso dei miei familiari. Ma alla lunga credo che chiederei l'eutanasia. Mi sentirei un peso troppo grande per loro e per la società. Penso che molti malati di Sla la chiedano principalmente proprio per questa ragione.  

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Ammutolito dal coraggio di questo giovane, esprimo solo le più sentite condoglianze alla sua famiglia, che, con altrettanto coraggio, lo ha sostenuto nella sua decisione.

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Non intendo proferire verbo , chi sono io per dire questo o quell'altro ?

 PICCOLO ,che la terra ti sia lieve , Carissimo Roberto . RESPECT .

Un forte abbraccio a tutta la Sua Famiglia .

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