IL SUPERMINISTRO E IL ROBOT

Ho sempre diffidato, anche in base a esperienze dirette, dei cacciatori di poltrone. In tutti i campi, ma in particolare in quello scientifico e accademico. Conosco bene la figura del professorone in carriera. Il più delle volte si tratta di baroni o baronetti che hanno bruciato le tappe del percorso accademico anche, o soprattutto, leccando il sedere di altri come loro, o per puro nepotismo grazie a un cognome importante. Naturalmente ogni regola ha le sue eccezioni ma in questo caso vi assicuro che sono rare. Peraltro, anche i carrieristi bravi e preparati, impegnati come sono nel tessere la loro fitta rete di relazioni e nell'esercitare plurimi ruoli dirigenziali (anche in ambiti extra-universitari) sacrificano al loro ego una buona parte dell'attività didattica e di ricerca. I carrieristi guidano istituti universitari e centri di ricerca, siedono nei cda e arrotondano lo stipendio anzi gli stipendi con consulenze, perizie e simili, sulle quali non di rado si limitano a una supervisione e a una firma in bella mostra davanti a quelle degli sherpa e dei portatori d'acqua. Ciascuno di loro, infatti, si circonda all'interno del suo dipartimento di una nutrita corte di aspiranti carrieristi, di assistenti e ricercatori precari (non di rado più anziani del baronetto), dottorandi, tesisti, borsisti, portaborse, etc. I quali naturalmente si fanno il mazzo anche sui lavori e sulle pubblicazioni scientifiche che vanno a dare lustro all'immagine e alla carriera del professorone, nonché a incrementare il suo H-index o il fattore di impatto sulla comunità scientificaLa carriera dei carrieristi, manco a dirlo, non si interrompe con il pensionamento.  Al professorone emerito, specie nel paese di Pulcinella, non si nega un'altra cadrega di prestigio. Vedasi per es. il virologo padovano Giorgio Palù, passato dalla cattedra e da una lista interminabile di incarichi alla presidenza dell'AIFA. Su questo signore - che provò a dileggiare uno scienziato molto più importante di lui definendolo: "un esperto di zanzare" - mi sono già espresso in una risposta a Cortomaltese:

https://forum.virgilio.it/argomento/99922-covid19perché-è-giusto-non-allarmarsi/

L'umiltà è propria del vero scienziato quanto l'arroganza e la supponenza lo sono del "professorone" in carriera. Ricordo un mio docente di Misure Elettriche al politecnico di Napoli. Era il dominus incontrastato del suo dipartimento e dirigeva uno dei più importanti centri di ricerca del Sud. Ma le lezioni erano un pianto greco quando spiegava (si fa per dire) la materia, e una boriosa esibizione di potere baronale quando caldeggiava la presenza di noi studenti per fare la claque nei suoi convegni o quando si vantava, per esempio, di avere acquistato per il laboratorio un wattmetro numerico della Siemens al "prezzo stracciato" (a suo dire) di 13 milioni di lire grazie alle sue aderenze in Germania. Era uno strumento digitale nuovissimo per l'epoca: con quella cifra si compravano all'incirca tre Fiat 127 o una Mercedes 200. Poi l'assistente di laboratorio, che era un tecnico serio, ci spiegò (sottovoce) che un buon wattmetro elettrodinamico era più accurato e costava un quarto di quei soldi. 

Non mi sembra, per ora, né arrogante né supponente, a dispetto della brillante carriera e della poltrona ministeriale, il "superministro" tecnico voluto da Draghi e (pare) da Grillo al "superministero" della Transizione Ecologica (ex Ambiente). Roberto Cingolani mi sembra uno scienziato serio e non borioso, almeno nei modi in cui si esprime, con qualche riserva sui contenuti come dirò più avanti. Pare che sia un amico di Renzi, di sicuro è intervenuto in diverse "Leopolde". Evidentemente Grillo ha copiato dall'amico dei petrolieri nostrani e sauditi l'idea di usare Cingolani per fare greenwashing. Perché tale e pacchiana è stata l'operazione architettata dal comico che si crede il padrone del M5S per convincere la base a ingoiare il rospo Draghi (più Berlusconi, più Salvini e lo stesso Renzi in un'ammu.cchiata che fa vomitare i grillini seri). Il "superministero" inventato da Grillo è una supercazzola secondo Travaglio. È il vecchio ministero dell'Ambiente, forse con qualche delega in più sull'energia, con un tecnico al posto dell'ottimo grillino Costa, e dal quale passeranno parecchi miliardi di Recovery ma nemmeno un centesimo che Draghi non voglia. Il punto non è tanto capire l'indipendenza di Cingolani dai poteri forti, quanto quella di Draghi. Pare anche che ci sia qualche ombra sulla brillante carriera dirigenziale del superministro. Centinaia di milioni pubblici piovuti sull'IIT di Genova da lui diretto e mai spesi, ma anche fondi dirottati a un ente diretto dalla sua ex moglie. Però io aspetto i fatti prima di giudicare un ministro. Per ora ho letto solo i sei articoli in tema di ambiente e green economy, che Cingolani ha inviato a Repubblica (ripresi da Grillo nel suo blog) nel congedarsi dai lettori della rubrica Green&Blue a causa del nuovo impegno.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/02/16/news/roberto_cingolani_saluta_i_lettori_di_green_blue_ecco_le_6_priorita_per_l_ambiente-287807096/

Sono articoli ben fatti e interessanti, a parte un uso eccessivo e ostentato di anglicismi tecnici, che evidenziano una buona cultura green in questo scienziato/manager, professore di fisica, esperto di robotica e che era da poco passato a Leonardo (settore armamenti). Naturalmente io spero che li abbia scritti lui e non i suoi sherpa. Sono un'ottima sintesi descrittiva dei problemi ambientali che affliggono il pianeta e di quelli sociali ed economici correlati. Purtroppo non c'è molto di propositivo, a parte il generico imperativo di abbattere le emissioni inquinanti e climalteranti nel modo più rapido possibile con la transizione dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili. Peraltro traspare anche, tra le righe, un certo scetticismo sulla possibilità nel medio periodo di una transizione radicale, in particolare sulla rapida conversione del settore trasporti alla mobilità elettrica. Tuttavia, e qui sono in totale disaccordo, il nuovo ministro sembra animato da una visione positiva e fiduciosa nel progresso e nell'uomo, costantemente definito Sapiens con la maiuscola, ovvero nella crescita cosiddetta sostenibile. Ma le cifre che lui stesso correttamente esibisce evidenziano che la crescita non è più sostenibile. Per esempio, Cingolani sottolinea che l'Earth Overshoot Day (il giorno in cui l'umanità esaurisce tutte le risorse che il pianeta è in grado di rinnovare entro l'anno) cade ormai molto prima di San Silvestro e cade con crescente anticipo (a parte il 2020 quando la crisi pandemica lo ha posticipato al 22 agosto dal 29 luglio del 2019). E sottolinea che ci resta un budget di 600-800 miliardi di tonnellate di CO2 che possiamo ancora immettere in atmosfera senza fallire il target di Parigi sui 2°C di riscaldamento massimo rispetto all'era preindustriale, oltre i quali il danno climatico sarebbe probabilmente catastrofico e irreversibile. Ma in un anno ne emettiamo oltre 40 miliardi di tonnellate e il valore è in crescita (a parte il 2020), quindi a questi ritmi ci restano appena 15 o 20 anni di emissioni. Tuttavia, secondo Cingolani, tra poco più di un secolo il Sapiens, se non avrà esaurito le risorse del suo pianeta, sarà in grado di visitare il primo esopianeta!  Secondo me è già un crimine sprecare 500 miliardi di dollari per andare su Marte (circa 100 milioni di km di distanza) invece di destinarli alla transizione ecologica. E credo che tra un secolo il Sapiens, ammesso e non concesso che avrà la tecnologia sufficiente, avrà ben altro a cui pensare che andare a piantare una bandierina su un pezzo di roccia inospitale a 40.000 miliardi di km (la distanza dell'esopianeta più vicino, nel sistema di Proxima Centauri).

Ma c'è un altro esempio del positivismo illusorio di Cingolani che mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia. E questa volta mi ha anche fatto pensare a quel venditore di tappeti suo amico. In questo video del 2013 l'allora direttore dell'IIT ci presenta un simpatico robottino "frutto del lavoro di 1200 persone dell'Istituto Italiano di Tecnologia" (al quale certo non mancavano i fondi). E, forse nel tentativo inconscio di giustificare tutto quel personale e tutti quei fondi pubblici, lo presenta con una certa enfasi, quasi come farebbe un venditore di tappeti... pardon di robot. Il professorone scandisce con solennità: 

"Lui è un bambino, è alto circa un metro, è cosciente di se stesso". 

https://youtu.be/Il8AKrb1uUQ

La prima asserzione è simpatica. Mia moglie la nostra gatta la chiamava come le figlie: "la mia bambina". La seconda è oggettiva. La terza è suggestiva ma è campata in aria. Ed è molto grave e molto impegnativa per uno scienziato serio. Diciamo subito una cosa: se un robot, una macchina, è cosciente di se stesso, allora è un individuo e come tale ha dei diritti. Almeno sul piano etico se non ancora su quello giuridico. Per esempio, bisognerebbe pensarci due volte prima di staccare la batteria e rottamare il robottino. Non è un bel destino per un individuo pensante e cosciente di sé finire nella differenziata e reincarnarsi in un ferro da stiro o in un frullatore. Premesso ciò, che io sappia il problema della possibilità di autocoscienza delle macchine è aperto. Ma è una possibilità molto dubbia. Quello che è certo è che una macchina dotata di coscienza, dunque di mente e di libertà, in grado di scegliere e di risolvere sua sponte anche problemi che non è stata programmata a risolvere, cioè in grado di mostrare intelligenza creativa, al momento non esiste e siamo lontani dal poterla realizzare. In termini tecnici, esistono da tempo macchine e algoritmi assimilabili alla cosiddetta Intelligenza Artificiale Debole. In grado cioè di eseguire specifici compiti complessi con un'abilità che simula e supera quella umana. Un esempio è il computer della IBM Deep Blue che, dopo essere stato sconfitto in un primo match (1996) dal campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, fu perfezionato e lo sconfisse clamorosamente l'anno dopo. Ricordo che ci furono molte polemiche. Il gran maestro italo-argentino Carlos Garcia Palermo durante un torneo mi confidò di essere certo che Kasparov si fosse venduto alla IBM (le cui azioni lievitarono in Borsa dopo l'impresa). Ma il tempo ha spazzato via ogni dubbio. Oggi i più forti GM vanno in difficoltà anche giocando contro lo smartphone, es. la versione per Android del programma Stockfish e simili. Non solo. L'intelligenza artificiale "debole" si è terribilmente rafforzata negli ultimi anni con i programmi dotati di capacità di autoapprendimento (che è una delle facoltà dell'intelligenza naturale). Come, per restare in ambito scacchistico, il programma AlphaZero che ha massacrato Stockfish in un match di 100 partite e che oggi farebbe polpette di Deep Blue. Ma si tratta sempre di algoritmi limitati a un compito ben definito: non c'è coscienza, non c'è libero pensiero, non c'è creatività, non c'è mente ma solo cervello (elettronico). Tutte queste belle cose, qualità tipicamente umane, dovrebbero essere simulate, un giorno, dalla cosiddetta Intelligenza Artificiale Forte (o Generale: AGI). Ma esistono seri argomenti, per quanto controversi e non definitivi, che negano la possibilità teorica stessa di concretizzare l'AGI. Il più famoso di tutti, nonché quello che ha finora resistito a ogni tentativo di confutazione, è un sottile esperimento mentale escogitato dal grande filosofo americano John Searle e conosciuto come l'argomento della STANZA CINESE. Chi fosse interessato, può leggere per es. qui:

https://www.britannica.com/topic/Chinese-room-argument

In ogni caso, caro prof. Cingolani, lei è stato troppo partigiano nell'attribuire una "coscienza" al suo pur valido robottino. Probabilmente intendeva riferirsi all'autoconsapevolezza o meglio alla registrazione in memoria dello "stato" interno della macchina, così come è inteso nella Teoria degli automi a stati finiti, ovvero una configurazione di variabili matematiche codificate in stringhe di bit. Ma lei sa meglio di me che la coscienza è ben altra e ben più complessa cosa (anzi, per la verità non si sa nemmeno esattamente cosa sia). È come se da ministro della Transizione Ecologica lei ci raccontasse che abbiamo già a disposizione la fusione nucleare o l'energia talassotermica per azzerare le emissioni globali di gas serra. 

Modificato da fosforo311

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22 messaggi in questa discussione

Ora scrivo a Mariolino tuo e gli chiedo di ripensare la scelta di Cingolani per mettere in sua vece il forumista fosforo31.

Sono certo che Mariolino tuo non si lascerà scappare uno che si è laureato alla Federico II in pari e con la media del 30.

Poi ti faccio sapere cosa ha risposto Mariolino tuo.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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Che razza di commento mi tocca leggere! Voglio specificare, a beneficio dei forumisti seri, che quello della Transizione non è il superministero raccontato da un tappetaro genovese, ma è comunque un ministero molto importante. Quanto spendere lo deciderà Draghi ma dove lo proporrà Cingolani. Certo non spetta a un ministro ma al premier indirizzare la politica del governo verso la crescita (a mio avviso illusoria e insostenibile) o la decrescita (realistica e necessaria). In ogni caso, dobbiamo tutti augurarci che il nuovo ministro sia una persona competente e che faccia scelte oculate. Essendo stato scelto da Draghi e da Grillo, cioè da due che di economia green non sanno una beata  mazza (il secondo crede di saperne, ma crede tante cose), ed essendo noto soprattutto per la sua carriera manageriale in altri settori, i dubbi sono legittimi. Ho solo voluto specificare che, per quanto ho potuto capire, Cingolani mi sembra essere una persona all'altezza, anche se un paio di sue affermazioni farebbero temere il contrario. Ovvero che sia il classico collezionista di poltrone che ho descritto nel post e di cui in passato ho fornito decine di esempi. Quindi vigileremo sul suo operato. 

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Un tizio Arcuri sig. Domenico ... di danni "misteriosi" ne ha combinati diversi ... dimettersi sarebbe cosa bella ... (la prima cosa bella ... cantavano i Ricchi e Poveri) ... i ricchi sono loro, i poveri siamo noi che paghiamo le tasse.  Ciao Fosforo a presto - 

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7 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Ho sempre diffidato, anche in base a esperienze dirette, dei cacciatori di poltrone. In tutti i campi, ma in particolare in quello scientifico e accademico. Conosco bene la figura del professorone in carriera. Il più delle volte si tratta di baroni o baronetti che hanno bruciato le tappe del percorso accademico anche, o soprattutto, leccando il sedere di altri come loro, o per puro nepotismo grazie a un cognome importante. Naturalmente ogni regola ha le sue eccezioni ma in questo caso vi assicuro che sono rare. Peraltro, anche i carrieristi bravi e preparati, impegnati come sono nel tessere la loro fitta rete di relazioni e nell'esercitare plurimi ruoli dirigenziali (anche in ambiti extra-universitari) sacrificano al loro ego una buona parte dell'attività didattica e di ricerca. I carrieristi guidano istituti universitari e centri di ricerca, siedono nei cda e arrotondano lo stipendio anzi gli stipendi con consulenze, perizie e simili, sulle quali non di rado si limitano a una supervisione e a una firma in bella mostra davanti a quelle degli sherpa e dei portatori d'acqua. Ciascuno di loro, infatti, si circonda all'interno del suo dipartimento di una nutrita corte di aspiranti carrieristi, di assistenti e ricercatori precari (non di rado più anziani del baronetto), dottorandi, tesisti, borsisti, portaborse, etc. I quali naturalmente si fanno il mazzo anche sui lavori e sulle pubblicazioni scientifiche che vanno a dare lustro all'immagine e alla carriera del professorone, nonché a incrementare il suo H-index o il fattore di impatto sulla comunità scientificaLa carriera dei carrieristi, manco a dirlo, non si interrompe con il pensionamento.  Al professorone emerito, specie nel paese di Pulcinella, non si nega un'altra cadrega di prestigio. Vedasi per es. il virologo padovano Giorgio Palù, passato dalla cattedra e da una lista interminabile di incarichi alla presidenza dell'AIFA. Su questo signore - che provò a dileggiare uno scienziato molto più importante di lui definendolo: "un esperto di zanzare" - mi sono già espresso in una risposta a Cortomaltese:

https://forum.virgilio.it/argomento/99922-covid19perché-è-giusto-non-allarmarsi/

L'umiltà è propria del vero scienziato quanto l'arroganza e la supponenza lo sono del "professorone" in carriera. Ricordo un mio docente di Misure Elettriche al politecnico di Napoli. Era il dominus incontrastato del suo dipartimento e dirigeva uno dei più importanti centri di ricerca del Sud. Ma le lezioni erano un pianto greco quando spiegava (si fa per dire) la materia, e una boriosa esibizione di potere baronale quando caldeggiava la presenza di noi studenti per fare la claque nei suoi convegni o quando si vantava, per esempio, di avere acquistato per il laboratorio un wattmetro numerico della Siemens al "prezzo stracciato" (a suo dire) di 13 milioni di lire grazie alle sue aderenze in Germania. Era uno strumento digitale nuovissimo per l'epoca: con quella cifra si compravano all'incirca tre Fiat 127 o una Mercedes 200. Poi l'assistente di laboratorio, che era un tecnico serio, ci spiegò (sottovoce) che un buon wattmetro elettrodinamico era più accurato e costava un quarto di quei soldi. 

Non mi sembra, per ora, né arrogante né supponente, a dispetto della brillante carriera e della poltrona ministeriale, il "superministro" tecnico voluto da Draghi e (pare) da Grillo al "superministero" della Transizione Ecologica (ex Ambiente). Roberto Cingolani mi sembra uno scienziato serio e non borioso, almeno nei modi in cui si esprime, con qualche riserva sui contenuti come dirò più avanti. Pare che sia un amico di Renzi, di sicuro è intervenuto in diverse "Leopolde". Evidentemente Grillo ha copiato dall'amico dei petrolieri nostrani e sauditi l'idea di usare Cingolani per fare greenwashing. Perché tale e pacchiana è stata l'operazione architettata dal comico che si crede il padrone del M5S per convincere la base a ingoiare il rospo Draghi (più Berlusconi, più Salvini e lo stesso Renzi in un'ammu.cchiata che fa vomitare i grillini seri). Il "superministero" inventato da Grillo è una supercazzola secondo Travaglio. È il vecchio ministero dell'Ambiente, forse con qualche delega in più sull'energia, con un tecnico al posto dell'ottimo grillino Costa, e dal quale passeranno parecchi miliardi di Recovery ma nemmeno un centesimo che Draghi non voglia. Il punto non è tanto capire l'indipendenza di Cingolani dai poteri forti, quanto quella di Draghi. Pare anche che ci sia qualche ombra sulla brillante carriera dirigenziale del superministro. Centinaia di milioni pubblici piovuti sull'IIT di Genova da lui diretto e mai spesi, ma anche fondi dirottati a un ente diretto dalla sua ex moglie. Però io aspetto i fatti prima di giudicare un ministro. Per ora ho letto solo i sei articoli in tema di ambiente e green economy, che Cingolani ha inviato a Repubblica (ripresi da Grillo nel suo blog) nel congedarsi dai lettori della rubrica Green&Blue a causa del nuovo impegno.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/02/16/news/roberto_cingolani_saluta_i_lettori_di_green_blue_ecco_le_6_priorita_per_l_ambiente-287807096/

Sono articoli ben fatti e interessanti, a parte un uso eccessivo e ostentato di anglicismi tecnici, che evidenziano una buona cultura green in questo scienziato/manager, professore di fisica, esperto di robotica e che era da poco passato a Leonardo (settore armamenti). Naturalmente io spero che li abbia scritti lui e non i suoi sherpa. Sono un'ottima sintesi descrittiva dei problemi ambientali che affliggono il pianeta e di quelli sociali ed economici correlati. Purtroppo non c'è molto di propositivo, a parte il generico imperativo di abbattere le emissioni inquinanti e climalteranti nel modo più rapido possibile con la transizione dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili. Peraltro traspare anche, tra le righe, un certo scetticismo sulla possibilità nel medio periodo di una transizione radicale, in particolare sulla rapida conversione del settore trasporti alla mobilità elettrica. Tuttavia, e qui sono in totale disaccordo, il nuovo ministro sembra animato da una visione positiva e fiduciosa nel progresso e nell'uomo, costantemente definito Sapiens con la maiuscola, ovvero nella crescita cosiddetta sostenibile. Ma le cifre che lui stesso correttamente esibisce evidenziano che la crescita non è più sostenibile. Per esempio, Cingolani sottolinea che l'Earth Overshoot Day (il giorno in cui l'umanità esaurisce tutte le risorse che il pianeta è in grado di rinnovare entro l'anno) cade ormai molto prima di San Silvestro e cade con crescente anticipo (a parte il 2020 quando la crisi pandemica lo ha posticipato al 22 agosto dal 29 luglio del 2019). E sottolinea che ci resta un budget di 600-800 miliardi di tonnellate di CO2 che possiamo ancora immettere in atmosfera senza fallire il target di Parigi sui 2°C di riscaldamento massimo rispetto all'era preindustriale, oltre i quali il danno climatico sarebbe probabilmente catastrofico e irreversibile. Ma in un anno ne emettiamo oltre 40 miliardi di tonnellate e il valore è in crescita (a parte il 2020), quindi a questi ritmi ci restano appena 15 o 20 anni di emissioni. Tuttavia, secondo Cingolani, tra poco più di un secolo il Sapiens, se non avrà esaurito le risorse del suo pianeta, sarà in grado di visitare il primo esopianeta!  Secondo me è già un crimine sprecare 500 miliardi di dollari per andare su Marte (circa 100 milioni di km di distanza) invece di destinarli alla transizione ecologica. E credo che tra un secolo il Sapiens, ammesso e non concesso che avrà la tecnologia sufficiente, avrà ben altro a cui pensare che andare a piantare una bandierina su un pezzo di roccia inospitale a 40.000 miliardi di km (la distanza dell'esopianeta più vicino, nel sistema di Proxima Centauri).

Ma c'è un altro esempio del positivismo illusorio di Cingolani che mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia. E questa volta mi ha anche fatto pensare a quel venditore di tappeti suo amico. In questo video del 2013 l'allora direttore dell'IIT ci presenta un simpatico robottino "frutto del lavoro di 1200 persone dell'Istituto Italiano di Tecnologia" (al quale certo non mancavano i fondi). E, forse nel tentativo inconscio di giustificare tutto quel personale e tutti quei fondi pubblici, lo presenta con una certa enfasi, quasi come farebbe un venditore di tappeti... pardon di robot. Il professorone scandisce con solennità: 

"Lui è un bambino, è alto circa un metro, è cosciente di se stesso". 

https://youtu.be/Il8AKrb1uUQ

La prima asserzione è simpatica. Mia moglie la nostra gatta la chiamava come le figlie: "la mia bambina". La seconda è oggettiva. La terza è suggestiva ma è campata in aria. Ed è molto grave e molto impegnativa per uno scienziato serio. Diciamo subito una cosa: se un robot, una macchina, è cosciente di se stesso, allora è un individuo e come tale ha dei diritti. Almeno sul piano etico se non ancora su quello giuridico. Per esempio, bisognerebbe pensarci due volte prima di staccare la batteria e rottamare il robottino. Non è un bel destino per un individuo pensante e cosciente di sé finire nella differenziata e reincarnarsi in un ferro da stiro o in un frullatore. Premesso ciò, che io sappia il problema della possibilità di autocoscienza delle macchine è aperto. Ma è una possibilità molto dubbia. Quello che è certo è che una macchina dotata di coscienza, dunque di mente e di libertà, in grado di scegliere e di risolvere sua sponte anche problemi che non è stata programmata a risolvere, cioè in grado di mostrare intelligenza creativa, al momento non esiste e siamo lontani dal poterla realizzare. In termini tecnici, esistono da tempo macchine e algoritmi assimilabili alla cosiddetta Intelligenza Artificiale Debole. In grado cioè di eseguire specifici compiti complessi con un'abilità che simula e supera quella umana. Un esempio è il computer della IBM Deep Blue che, dopo essere stato sconfitto in un primo match (1996) dal campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, fu perfezionato e lo sconfisse clamorosamente l'anno dopo. Ricordo che ci furono molte polemiche. Il gran maestro italo-argentino Carlos Garcia Palermo durante un torneo mi confidò di essere certo che Kasparov si fosse venduto alla IBM (le cui azioni lievitarono in Borsa dopo l'impresa). Ma il tempo ha spazzato via ogni dubbio. Oggi i più forti GM vanno in difficoltà anche giocando contro lo smartphone, es. la versione per Android del programma Stockfish e simili. Non solo. L'intelligenza artificiale "debole" si è terribilmente rafforzata negli ultimi anni con i programmi dotati di capacità di autoapprendimento (che è una delle facoltà dell'intelligenza naturale). Come, per restare in ambito scacchistico, il programma AlphaZero che ha massacrato Stockfish in un match di 100 partite e che oggi farebbe polpette di Deep Blue. Ma si tratta sempre di algoritmi limitati a un compito ben definito: non c'è coscienza, non c'è libero pensiero, non c'è creatività, non c'è mente ma solo cervello (elettronico). Tutte queste belle cose, qualità tipicamente umane, dovrebbero essere simulate, un giorno, dalla cosiddetta Intelligenza Artificiale Forte (o Generale: AGI). Ma esistono seri argomenti, per quanto controversi e non definitivi, che negano la possibilità teorica stessa di concretizzare l'AGI. Il più famoso di tutti, nonché quello che ha finora resistito a ogni tentativo di confutazione, è un sottile esperimento mentale escogitato dal grande filosofo americano John Searle e conosciuto come l'argomento della STANZA CINESE. Chi fosse interessato, può leggere per es. qui:

https://www.britannica.com/topic/Chinese-room-argument

In ogni caso, caro prof. Cingolani, lei è stato troppo partigiano nell'attribuire una "coscienza" al suo pur valido robottino. Probabilmente intendeva riferirsi all'autoconsapevolezza o meglio alla registrazione in memoria dello "stato" interno della macchina, così come è inteso nella Teoria degli automi a stati finiti, ovvero una configurazione di variabili matematiche codificate in stringhe di bit. Ma lei sa meglio di me che la coscienza è ben altra e ben più complessa cosa (anzi, per la verità non si sa nemmeno esattamente cosa sia). È come se da ministro della Transizione Ecologica lei ci raccontasse che abbiamo già a disposizione la fusione nucleare o l'energia talassotermica per azzerare le emissioni globali di gas serra. 

Vorrei sapere chi sono quei forumisti che non sono caduti in un sonno profondo a meno della metà del post ...!! 

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17 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

.....Ovvero che sia il classico collezionista di poltrone che ho descritto nel post e di cui in passato ho fornito decine di esempi. Quindi vigileremo sul suo operato. 

Vigila vigila !! Di sicuro Cingolani e’ preoccupatissimo per la tua e di altri (?) vigilanza. Brrrrr suda già freddo!!  . Sulla poltrona di Einstein su cui sedeva tuo fratello Visiting Professor a Princeton , hai vigilato ?? 

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Parlavo in questa discussione del "superministro" cui è stato affidato da Draghi, con il placet di Grillo, il "superministero" della Transizione Ecologica. Una "supercazzola", secondo Travaglio, escogitata dal guitto genovese per far digerire alla base del suo ex Movimento (ridotto a partito come tanti salvo miracoli di Conte) l'inopinato sostegno a un governo di banchieri e di poteri forti. Secondo me, Roberto Cingolani non possiamo ancora giudicarlo come ministro ma a quanto pare ha una fantasia super. Ho già ricordato il positivismo illusorio che lo conduce a credere nella sostenibilità della crescita e a prevedere che tra poco più di un secolo andremo a conquistare non solo i pianeti del sistema solare ma anche esopianeti distanti anni luce da noi. E addirittura a dare per cosa fatta, già nel 2013, l'Intelligenza Artificiale Forte, ovvero la realizzazione di macchine pensanti e autocoscienti. Nella fattispecie un simpatico robottino costruito dall'IIT di Genova, istituto che Cingolani dirigeva e che veniva lautamente finanziato dallo Stato. Ebbene, ieri il superministro è stato audito dalle commissioni Ambiente e Attività produttive e Industria di Camera e Senato, e nelle repliche ha sciolto ancora una volta le briglie alla sua superfantasia. Potrei dire che ha fatto outing gettando la maschera del nuclearista animato da finalità ecologiche, ma lui non è un Chicco Testa qualsiasi. Lui è un super e a qualche giorno dal decennale del disastro di Fukushima non poteva certo parlare dei tradizionali e problematici reattori nucleari a fissione. Gli ambientalisti e perfino i grillini più imborghesiti lo avrebbero ricoperto di fischi e pernacchie. Cingolani guardava lontano e parlava di fusione nucleare! D'altra parte, quando arrivano 200 miliardi dall'Europa bisogna essere ambiziosi e lungimiranti, e dare priorità ai progetti sufficientemente faraonici e costosi. E in questo campo il reattore a fusione nucleare controllata non conosce rivali: al confronto il TAV Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto sono robette da governicchi spilorci e pidocchiosi. Immaginate, per capirci, di voler fare un esperimento preliminare per dimostrare la fattibilità tecnica del ponte sospeso a campata unica, e di realizzare un modellino in scala ridotta sul quale effettuare questo esperimento. Ebbene, nel nostro caso il modellino preliminare e puramente dimostrativo è il reattore sperimentale ITER in costruzione in Francia dal 2007 da un consorzio comprendente l'UE e tutte le maggiori potenze mondiali (alcune delle quali hanno anche progetti autonomi). L'esperimento si prevede che sarà effettuato nel 2035, con molto ritardo sui tempi inizialmente previsti, e costerà 22 miliardi di dollari secondo la stima ufficiale, 65 miliardi secondo una più realistica stima del DOE americano. In realtà, ammesso che questo esperimento vada a buon fine, ITER non dimostrerà la fattibilità della produzione di energia nucleare su larga scala e a fini commerciali. A questo provvederà un successivo reattore dimostrativo denominato DEMO che dovrebbe entrare in funzione nel 2050. DEMO sarà più grande e potente, dunque presumibilmente molto più costoso di ITER. Ma, anche ammesso che funzioni, non produrrà elettricità per la rete. Questo, se tutto andrà bene, inizierà a farlo PROTO, un prototipo di reattore commerciale a fusione, verso la fine del secolo. Ma i fondi europei sono in arrivo (almeno si spera) e allora il superministro Cingolani prova a convincere le commissioni parlamentari che l'Italia deve "potenziare il suo ruolo" nei sopracitati progetti per la fusione nucleare. L'ovvia obiezione è che questo potenziamento distoglierebbe miliardi di euro dalle ben più attuali e concrete fonti energetiche rinnovabili (fotovoltaico, eolico, etc.). Niente paura: Cingolani, da buon tecnocrate e divulgatore scientifico, è stato bravissimo nel suggestionare gli interlocutori:

 "La vera fonte energetica universale saranno le stelle. L'Universo funziona con la fusione nucleare. Quella è la rinnovabile delle rinnovabili".

Alé! In effetti la fusione nucleare si può tranquillamente considerare una fonte rinnovabile, stante la grande abbondanza e reperibilità del deuterio e del trizio (gli isotopi dell'idrogeno usati come "combustibile"), molto maggiore di quella dell'uranio fissile. Ma in verità non è a impatto ambientale zero, anche se molto minore di quello del nucleare a fissione. Tuttavia, io ricorderei prosaicamente al prof. Cingolani che anche il fotovoltaico, il solare a concentrazione e l'eolico derivano in ultima analisi dall'energia irradiata dal Sole sulla Terra, e il Sole, come tutte le stelle, la produce per mezzo della fusione nucleare. Quindi, perché investire oggi per aspettare la fine del secolo (se tutto va bene) quando abbiamo la concreta possibilità di coprire il fabbisogno energetico dell'intera umanità con tecnologie pulite e già disponibili? Al suo posto io avrei suggerito, per esempio, il rientro dell'Italia nel progetto Desertec. Come ho già scritto in passato, basterebbe ricoprire poco più dell'1% della superficie del Sahara con moduli fotovoltaici per ottenere quanto sopra.

Alla fine del post iniziale (24 febbraio) avevo accennato alla possibilità che il fantasioso Cingolani ci venisse a parlare di fusione nucleare. La cosa si è verificata 20 giorni dopo. Bene, adesso segnatevi quest'altra mia previsione. Temo che prima o poi il superministro positivista ci parlerà di geoingegneria e di qualche faraonico progetto per la mitigazione del riscaldamento globale. Tipo il SRM (Solar Radiation Management), ovvero l'effetto Pinatubo artificiale. Giusto per realizzare una buona transizione ecologica, gradita perfino ai petrolieri. 

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Ricordo, quando ero giovane e forte, all'epoca della lira (la lira soldi, non la lira strumento musicale), alle sagre di paese vi era il gioco dei "bussolotti". Su di una asse rialzata vi erano vari bussolotti, di quelli tipo pomodoro in scatola. Erano ricoperti con le foto dei vari politici "antipatici" e noi ragazzi si giocava a chi buttava giù il più antipatico. - preciso, ho scritto antipatico, e lo si "buttava giù" il bussolotto adoperando delle palline da golf lanciate a mano. - divertente gioco, solo un gioco da e di ragazzi. Buona mattinata di sabato con il sole caldo.   

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Il 24/2/2021 in 08:47 , mark222220 ha scritto:

Vorrei sapere chi sono quei forumisti che non sono caduti in un sonno profondo a meno della metà del post ...!! 

Anche io leggo,le prime righe dei post di fosforo, poi capito l'antifona lascio perdere, il napoletano nn ha il dono della sintesi, e poi risaputo, un nostalgico di Giuseppi, la nostalgia..il sentimento dei perdenti xD

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2 minuti fa, coccardanera ha scritto:

Anche io leggo,le prime righe dei post di fosforo, poi capito l'antifona lascio perdere, il napoletano nn ha il dono della sintesi, e poi risaputo, un nostalgico di Giuseppi, la nostalgia..il sentimento dei perdenti xD

Se io non ho il dono della sintesi, tu non hai quello della pazienza. In compenso hai il vizio del pregiudizio: giudicare prima di leggere e di capire.

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18 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Se io non ho il dono della sintesi, tu non hai quello della pazienza. In compenso hai il vizio del pregiudizio: giudicare prima di leggere e di capire.

Effettivamente , Cazzaro di Napoli , tu non sei “viziato “ da nessun pregiudizio . Dovremmo imparare tutti da te.  Ma te guarda che faccia tosta !! Per me ci crede pure a quel che dice ...!!

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55 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Effettivamente , Cazzaro di Napoli , tu non sei “viziato “ da nessun pregiudizio . Dovremmo imparare tutti da te.  Ma te guarda che faccia tosta !! Per me ci crede pure a quel che dice ...!!

Il napoletano è colto nel vivo, i suoi post alla promessi sposi, sono il suo nervo scoperto, infine è prolisso fino allo sbadiglio , e sbaraglia la concorrenza quanto a copia e incolla. 

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16 minuti fa, coccardanera ha scritto:

Il napoletano è colto nel vivo, i suoi post alla promessi sposi, sono il suo nervo scoperto, infine è prolisso fino allo sbadiglio , e sbaraglia la concorrenza quanto a copia e incolla. 

In solo 3 mosse hai fatto un quadro perfetto !! Ottimo !!

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Inviata (modificato)

31 minuti fa, coccardanera ha scritto:

Il napoletano è colto nel vivo, i suoi post alla promessi sposi, sono il suo nervo scoperto, infine è prolisso fino allo sbadiglio , e sbaraglia la concorrenza quanto a copia e incolla. 

Non immagini quale enorme complimento mi fai, Coccarda, se accosti i miei post al modo di scrivere del Manzoni. Troppo buono. Il grande scrittore aveva il dono della sintesi ma scrisse un capolavoro di 38 capitoli che non poteva essere più breve di quello che è. La sintesi non si giudica dalla lunghezza di uno scritto, ma dai suoi contenuti. In un solo capitolo dei Promessi Sposi ci sono molti più contenuti che nelle 3700 pagine della Recherche di Proust. Durante il lockdown della scorsa primavera ho riletto il libro di Renzo e Lucia. Sarà stata la mia quinta o sesta lettura integrale, ma ogni tanto mi divoro un capitolo qua e là, per il puro piacere di gustare la lingua italiana. Faresti bene a farlo anche tu. Alzeresti di molto il tuo livello di scrittura.

Ti pregherei poi di non intervenire più in questa discussione se non hai nulla da dire nel merito delle questioni trattate. Se hai trovato anche una sola riga di quanto scrivo che sia stata copiata senza indicare la fonte, non devi fare altro che indicarla tu.

Modificato da fosforo311

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Quindi , mi par di capire che te ti attieni scrupolosamente a quel che il Manzoni espresse solo in una unica opera . Esticaxxi !! L’allievo Fosforo fa capire di aver superato persino il maestro Manzoni . Al Cazzaro gli fa unasega il patetico Manzoni, tse !! Quanto all’invito del Cazzaro rivolto a Coccarda di non intervenire più , mi trova totalmente in disaccordo . Coccarda , intervieni quanto e piace a te e non curarti affatto dei “consigli “ solo interessati del Pulcinella Partenopeo . 

4 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Non immagini quale enorme complimento mi fai, Coccarda, se accosti i miei post al modo di scrivere del Manzoni. Troppo buono. Il grande scrittore aveva il dono della sintesi ma scrisse un capolavoro di 38 capitoli che non poteva essere più breve di quello che è. La sintesi non si giudica dalla lunghezza di uno scritto, ma dai suoi contenuti. In un solo capitolo dei Promessi Sposi ci sono molti più contenuti che nelle 3700 pagine della Recherche di Proust. Durante il lockdown della scorsa primavera ho riletto il libro di Renzo e Lucia. Sarà stata la mia quinta o sesta lettura integrale, ma ogni tanto mi divoro un capitolo qua e là, per il puro piacere di gustare la lingua italiana. Faresti bene a farlo anche tu. Alzeresti di molto il tuo livello di scrittura.

Ti pregherei poi di non intervenire più in questa discussione se non hai nulla da dire nel merito delle questioni trattate. Se hai trovato anche una sola riga di quanto scrivo che sia stata copiata senza indicare la fonte, non devi fare altro che indicarla tu.

 

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25 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Non immagini quale enorme complimento mi fai, Coccarda, se accosti i miei post al modo di scrivere del Manzoni. Troppo buono. Il grande scrittore aveva il dono della sintesi ma scrisse un capolavoro di 38 capitoli che non poteva essere più breve di quello che è. La sintesi non si giudica dalla lunghezza di uno scritto, ma dai suoi contenuti. In un solo capitolo dei Promessi Sposi ci sono molti più contenuti che nelle 3700 pagine della Recherche di Proust. Durante il lockdown della scorsa primavera ho riletto il libro di Renzo e Lucia. Sarà stata la mia quinta o sesta lettura integrale, ma ogni tanto mi divoro un capitolo qua e là, per il puro piacere di gustare la lingua italiana. Faresti bene a farlo anche tu. Alzeresti di molto il tuo livello di scrittura.

Ti pregherei poi di non intervenire più in questa discussione se non hai nulla da dire nel merito delle questioni trattate. Se hai trovato anche una sola riga di quanto scrivo che sia stata copiata senza indicare la fonte, non devi fare altro che indicarla tu.

Percorso completo : Fermo e Lucia , Gli sposi promessi ( ma Fermo ora é Renzo ) ed infine " I promessi sposi " . I fantasiosi miei conterranei , datano la nascita della mafia proprio da " I promessi sposi " ed esattamente al primo cap. .... quando Don Abbondio "  ben bello " intanto che camminava , leggeva il breviario quando giunge in un punto dove la strada si restringeva e ai lati seduti sui muretti c'erano i bravi che ingiunsero al curato di campagna " questo matrimonio non s'ha da fare né domani né mai "  !!!

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26 minuti fa, mariellasikelia ha scritto:

Percorso completo : Fermo e Lucia , Gli sposi promessi ( ma Fermo ora é Renzo ) ed infine " I promessi sposi " . I fantasiosi miei conterranei , datano la nascita della mafia proprio da " I promessi sposi " ed esattamente al primo cap. .... quando Don Abbondio "  ben bello " intanto che camminava , leggeva il breviario quando giunge in un punto dove la strada si restringeva e ai lati seduti sui muretti c'erano i bravi che ingiunsero al curato di campagna " questo matrimonio non s'ha da fare né domani né mai "  !!!

Il sugo della storia, come direbbe il Manzoni, è che nel '600 la mafia stava al Nord. Noi del Sud l'abbiamo importata. 

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7 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Il sugo della storia, come direbbe il Manzoni, è che nel '600 la mafia stava al Nord. Noi del Sud l'abbiamo importata. 

Che gli piaccia o no é esattamente come hai detto !!!!

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In questo momento, mariellasikelia ha scritto:

Che gli piaccia o no é esattamente come hai detto !!!!

Dimmi tu se quell'episodio non configura un atteggiamento mafioso ! Il povero Fra Cristoforo che tentò di opporsi lo mandarono in esilio a Pescasseroli !! Tu ed io , appartenenti al regno delle due Sicilie , penso che de " I promessi sposi " ne sappiamo di più di un " Lumbard " . Nel biennio superiore , era obbligatoria la lettura in classe , ed io che sapevo leggere , nei toni giusti , era quella chiamata a leggere  ahaha per me , il capolavoro del Manzoni , non ha segreti  ahahahah

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2 minuti fa, mariellasikelia ha scritto:

Dimmi tu se quell'episodio non configura un atteggiamento mafioso ! Il povero Fra Cristoforo che tentò di opporsi lo mandarono in esilio a Pescasseroli !! Tu ed io , appartenenti al regno delle due Sicilie , penso che de " I promessi sposi " ne sappiamo di più di un " Lumbard " . Nel biennio superiore , era obbligatoria la lettura in classe , ed io che sapevo leggere , nei toni giusti , era quella chiamata a leggere  ahaha per me , il capolavoro del Manzoni , non ha segreti  ahahahah

Ricordo che una volta ho incontrato all'aeroporto di Linate il Renzo Tramaglino televisivo , Nino Castelnuovo ed ebbi a dirgli che dopo quello sceneggiato di A. Bolchi , visualizzavo lui come lo sposo promesso , e lui ne fu compiaciuto !

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23 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Il sugo della storia, come direbbe il Manzoni, è che nel '600 la mafia stava al Nord. Noi del Sud l'abbiamo importata. 

 

19 minuti fa, mariellasikelia ha scritto:

Che gli piaccia o no é esattamente come hai detto !!!!

 

In effetti le guerre che piemontesi, liguri, lombardi hanno compiuto al sud raccontandole poi come "indipendenza ed unione" erano volte a portare via oro e soldi (a volte altro) per arricchire se stessi e finanziare altre guerre fuori confine. (Angelita Romano, una bimbetta di sette anni uccisa in Sicilia) - (Luigi Cadorna, Enrico Cialdini, e molti altri, partiti dal nord per distruggere il sud) - (ho avuto la fortuna di imparare la storia su libri liberi ed indipendenti, non di regime).-  Ciao, alle prossime.-

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Inviata (modificato)

1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Il sugo della storia, come direbbe il Manzoni, è che nel '600 la mafia stava al Nord. Noi del Sud l'abbiamo importata. 

E come no !! Di questo passo la Mafia e’ nata a Busto Arsizio , la Camorra e’ nata a Belluno e la ‘Ndrangheta  a Cuneo ...!! Ma vah ed io che ho sempre pensato che invece fossero nate al Sud e successivamente esportata al Nord . Meno male che c’è qualcuno , che giustamente , si 👍 a vicenda , che hanno colmato questa lacuna storica ...!! 

Modificato da mark222220

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