I giovani emigrano ma il figlio di Poletti no grazie ai soldi pubblici

Evviva i nostri ministri!

 

Lo scivolone (piuttosto fastidioso) del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sui giovani italiani che emigrano - "Conosco gente che è bene non avere tra i piedi", ha detto tirandosi dietro la censura collettiva - non finisce lì. La polemica infatti continua alla luce della vita lavorativa del figlio del ministro, Manuel. Il quale dirige il Sette Sere Qui, settimanale che copre i territori di Faenza, Lugo, Ravenna e Cervia. L'editore è una delle tante coop dell'Emilia Romagna la Cooperativa giornalisti "Media Romagna" che ha dieci soci e Manuel Poletti nel ruolo di presidente. Ebbene: nel 2015 il giornale diretto da Poletti Jr ha incassato ben 190 mila euro di fondi pubblici grazie ai finanziamewnti per l'editoria. 

I social hanno fatto da perfetta cassa di risonanza per le vicende di un ministro che da una parte denigra chi è costretto a emigrare per cercare lavoro e dignità e dall'altra ha un figlio che conduce facile vita lavorativa. Accedendo ai fondi pubblici appunto. 

Il contributo non rimane isolato. Perché in un triennio il periodico Sette Sere Qui ha intascato ben 521.598 euro versate dalle casse pubbliche. Manuel, come il padre, ha costruito la sua vita lavorativa all'interno di Lega Coop Romagna, di cui Giuliano, prima di diventare titolare di uno dei ministeri chiave (sua la riforma che cancella l'art. 18, chiamata Jobs Act) era presidente nazionale. Come evidenziato da Italia Oggi, Manuel Poletti oggi guida anche il network Treseiuno sostenuto da un'associazione di imprese nei settori della comunicazione e dell'informatica.

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14 messaggi in questa discussione

bella figura! bravo! facile sparare sentenze sui figli degli altri, quando i tuoi sono agevolati in tutto!

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Mi sembra la solita notizia populista per alimentare la polemica...

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Poletti ha espresso un'opinione, condivisibile o meno. Il problema è che poi ha ritrattato! Incapace di sostenere le proprie idee!

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35 minuti fa, crocy75 ha scritto:

Mi sembra la solita notizia populista per alimentare la polemica...

il problema non è voler far polemica, il problema sono i contributi all'editoria che proprio non dovrebbero esserci! Sei bravo? Vendi? Bene. Non ci riesci? Chiudi e arrivederci

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30 minuti fa, crocy75 ha scritto:

Mi sembra la solita notizia populista per alimentare la polemica...

concordo con crocy

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Rammento agli smemorati che il figlio di Poletti e' editore di quel settimanale dal 2009 e quindi non beneficia di nessun vantaggio per essere figlio di un Ministro che , rammento sempre , lo e' diventato nel 2014. Il beneficio dei fondi per l'editoria e' appannaggio di altri 650 giornali. Oppure si vuol far credere che Poletti ha 650 figli tutti editori ?? 

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2 minuti fa, mark525 ha scritto:

Rammento agli smemorati che il figlio di Poletti e' editore di quel settimanale dal 2009 e quindi non beneficia di nessun vantaggio per essere figlio di un Ministro che , rammento sempre , lo e' diventato nel 2014. Il beneficio dei fondi per l'editoria e' appannaggio di altri 650 giornali. Oppure si vuol far credere che Poletti ha 650 figli tutti editori ?? 

si cpmpreso il giornale del tuo amico ridolini che senza i fondi dovrebbero riconvertire l'azienda non so potrebbero fare i fazzolettini di carta sempre di carta parliamo.

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37 minuti fa, mark525 ha scritto:

Rammento agli smemorati che il figlio di Poletti e' editore di quel settimanale dal 2009 e quindi non beneficia di nessun vantaggio per essere figlio di un Ministro che , rammento sempre , lo e' diventato nel 2014. Il beneficio dei fondi per l'editoria e' appannaggio di altri 650 giornali. Oppure si vuol far credere che Poletti ha 650 figli tutti editori ?? 

Non è che prima stessa a casa fare ricamo eh? 

Dal 1992 al 2000 è stato presidente di «Efeso», ente di formazione della Legacoop Emilia-Romagna, quindi, fino al settembre 2000, presidente della Legacoop di Imola, poi presidente della Legacoop Regionale Emilia-Romagna e vicepresidente Legacoop Nazionale. Dal 2002 è presidente di Legacoop Nazionale.

Diciamo che qualche "appoggio" ce l'aveva pure prima di diventare ministro!

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In questo momento, jbarnes ha scritto:

Non è che prima stessa a casa fare ricamo eh? 

Dal 1992 al 2000 è stato presidente di «Efeso», ente di formazione della Legacoop Emilia-Romagna, quindi, fino al settembre 2000, presidente della Legacoop di Imola, poi presidente della Legacoop Regionale Emilia-Romagna e vicepresidente Legacoop Nazionale. Dal 2002 è presidente di Legacoop Nazionale.

Diciamo che qualche "appoggio" ce l'aveva pure prima di diventare ministro!

Se non lo sai mark etta è molto legato alla dc.2 !

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39 minuti fa, mark525 ha scritto:

Rammento agli smemorati che il figlio di Poletti e' editore di quel settimanale dal 2009 e quindi non beneficia di nessun vantaggio per essere figlio di un Ministro che , rammento sempre , lo e' diventato nel 2014. Il beneficio dei fondi per l'editoria e' appannaggio di altri 650 giornali. Oppure si vuol far credere che Poletti ha 650 figli tutti editori ?? 

650 "ladri" di soldi altrui. Ribadisco il concetto, non vedo perché il governo debba dare soldi ad attività COMMERCIALI e per giunta private per lo più. Se sei bravo continui se sei una p.i.p.p.a. chiudi. A casa. Tanto per il pluralismo e l'etica deontologica dei giornali (soprattutto quotidiani) che circolano in Italia averne 30 invece che 650 non cambia nulla! Anzi miglioriamo la situazione

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