Figlio di Vasco: "Mamma era la Gabri della canzone. A 14 anni ho deciso..."

Lorenzo Rossi Sturani è uno dei tre figli di Vasco Rossi. Sua madre, Maria Gabriella Sturani, è quella Gabri a cui il Blasco dedicò una nostalgica canzone al termine di un’intensa storia d’amore da cui nacque Lorenzo.
La sua infanzia non è stata facile per via di quel cognome, comune ma pesante. Oggi a 34 anni, Lorenzo Rossi lavora nel marketing ma è anche uno speaker radiofonico; conduce un programma a Radio 1909 di Bologna, i primi passi li ha mossi a Punto Radio, fondata a Zocca da Vasco Rossi.

Ecco una sua recente intervista

Dopo 30 anni un altro Rossi come speaker. Perché ha cercato questa esperienza?
«E’ il mio hobby. Da piccolo, quando abitavo in provincia di Ferrara, ero in un momento traumatico, senza amici, senza famiglia, mio padre non era ancora nella mia vita, mia madre aveva i suoi problemi. Ascoltare la radio giorno e notte era la mia compagnia».

Perché proprio in quella radio?
«Una coincidenza, grazie a Biagio Antonacci, uno zio acquisito. Dopo un concerto mi fece conoscere Ruocco, che aveva le frequenze di Punto Radio e parlandogli della mia passione, mi disse di provare».

Non c’era l’idea di ripercorrere la strada di suo padre?
«E’ l’ultima cosa a cui ho pensato, non volevo seguire nessuna strada. Ero affascinato dalla libertà di parlare e di non provare imbarazzo nel farlo a tante persone».

Il suo cognome è stato maledetto nei momenti difficili?
«Si, ma non per colpa mia, ma di altre persone. Ci ho messo parecchio a tenerlo sulle spalle, ma nell’estate del 2017 quando ho deciso di fregarmene è stato tutto più bello. Avvicinai il cognome ad una causa benefica e questo mi ha cambiato».

Qual è stato il momento più duro?
«Ce ne sono stati diversi, legati anche a situazioni in casa».

Racconti.
«Non mi interessa parlarne».

Si, ma il peggiore?
«Alcuni anni fa, prima di conoscere mia moglie, perché non avevo un lavoro, una famiglia e mi chiedevo che senso avesse proseguire la mia vita. Finché non è accaduta la magia».

Ha mai pensato che la vita non valesse la pena di essere vissuta?
«Si, in passato. Quando scriverò la mia autobiografia, vorrei far capire che nei momenti in cui pensi che non valga la pena vivere, bisogna cercare una piccola speranza per andare avanti».

E negli anni dell’adolescenza era arrabbiato con suo padre?
«Mai stata rabbia. C’era solo la volontà, a 14 anni, di volerlo conoscere, anzi c’era molta gioia».

Nel primo incontro cosa vi siete detti?
«E’ stato emozionante, non ricordo cosa ci siamo detti, ma è stato molto bello».

Ha scattato una foto a Punto Radio, simile a quello che fece Vasco. Perché l’ha fatta?
«Una mia amica ha trovato la foto di mio padre sul web, fece un piccolo montaggio per scherzare, così la mandai a mio padre, in modo tenero, come un ricordo nostalgico della sua giovinezza».

E lui?
«La pubblicò su Facebook».

Mai sentito il richiamo del palco?
«Non canto e non suono, non ho mai avuto quella vocazione. Sono sempre stato lontano da qualsiasi palco musicale o televisivo, non mi ha mai interessato».

Da deejay ha mai messo Gabri, la canzone che suo padre ha dedicato a sua madre?
«No mai».

Cosa prova quando la sente?
«Mi passano le immagini di mia mamma, momenti di felicità, ricordi belli».

Oggi sembra una persona serena. Su Instagram appare così. Corrisponde?
«Da qualche anno a questa parte corrisponde molto, da quando ho trovato la mia compagna ed è nata mia figlia. Ho capito il significato della vita».

Quale?
«Dare agli altri. Da piccolo non ho mai avuto una famiglia e non sapevo neanche come costruirmela e fino a quel momento non sapevo neanche se ce l’avrei fatta».

Oggi Lorenzo Rossi chi è?
«Un papà, un marito che vuole dare tutto quello che non ha ricevuto da piccolo, presenza, amore e tanta continuità».

Le canzoni di Vasco che non può non ascoltare?
«Sally, è quella che mi ha aiutato, quando dice che “la vita è un brivido che vola via”, significa che bisogna stare attenti a tutto quello che si fa. E poi c’è Un gran bel film, che dice agli altri di farsi gli affari loro. Cambia-menti, fondamentale negli ultimi anni, quando dice che si può cambiare se stessi e fare la rivoluzione».

La storia di una rinascita direi, non è facile crescere senza un padre, ma lui ce l'ha fatta, che ne pensi?

 

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