Il male assoluto della civiltà moderna

Leggendo qualche articolo ANSA, questa mattina mi sono imbattuto in uno che parlava del maxiprocesso fatto a cosa nostra (mafia siciliana), istituito trentacinque anni fa. Sono passati trentacinque anni da quel giorno, e si, non ce da dubitare, guardandomi allo specchio i capelli bianchi adesso sono la maggioranza, quindi il tempo è trascorso per davvero. In questi tre decenni e mezzo trascorsi da quel giorno, da quella vittoria - purtroppo non definitiva sul male che affligge la civiltà moderna -, cosa è cambiato? Non saprei che dire, come comune cittadino, dire nulla o quasi nulla, nel senso che la mafia siciliana continua ad esistere, ogni tanto si sentono degli arresti, sequestri di beni mobili e immobili di svariati milioni; questa gente, però, coi loro introiti del malaffare, e definirlo tale avvolte è solo un eufemismo, dato che certi crimini commessi per fare denaro a tutti i costi, supera persino la fantasia del più fervido scrittore dell'orrore, sono sempre lì. Già sono sempre lì, nel loro mondo infido e oscuro, fatto solo di ambiguità e perversioni, ogni tanto cambia il personaggio, come dire che il figlio eredità il trono dal padre, così come fanno i politici, alcuni arrestati, anche loro per malaffare di corruzione, magari collusi proprio con questi signori del male. I politici, a differenza dei mafiosi, non ereditano dai loro familiari la poltrona, la scambiano coi consociati (il partito) che se compromesso dal mal comportamento del loro associato messo in mostro, tutto quello che deve fare è cambiare pelle e anche nome, riscattando, così, l'infamia che gli era stata bittata addosso.

Trentacinque anni da quel fatidico giorno in cui, chi mise in gioco persino la propria vita per fare il proprio dovere, cercò in tutti i modi di portare giustizia e onore a tutti quelle persone che nella società odierna sono costretti a subire le angherie di coloro che si credono superiore ai propri simili e di aver diritti che non stanno né in cielo né in terra.

Articolo ANSA: Mafia: 35 anni fa Maxiprocesso sancì sconfitta boss

Mafia: 35 anni fa Maxiprocesso sancì sconfitta boss © ANSA

 

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2 ore fa, vincent29264 ha scritto:

Leggendo qualche articolo ANSA, questa mattina mi sono imbattuto in uno che parlava del maxiprocesso fatto a cosa nostra (mafia siciliana), istituito trentacinque anni fa. Sono passati trentacinque anni da quel giorno, e si, non ce da dubitare, guardandomi allo specchio i capelli bianchi adesso sono la maggioranza, quindi il tempo è trascorso per davvero. In questi tre decenni e mezzo trascorsi da quel giorno, da quella vittoria - purtroppo non definitiva sul male che affligge la civiltà moderna -, cosa è cambiato? Non saprei che dire, come comune cittadino, dire nulla o quasi nulla, nel senso che la mafia siciliana continua ad esistere, ogni tanto si sentono degli arresti, sequestri di beni mobili e immobili di svariati milioni; questa gente, però, coi loro introiti del malaffare, e definirlo tale avvolte è solo un eufemismo, dato che certi crimini commessi per fare denaro a tutti i costi, supera persino la fantasia del più fervido scrittore dell'orrore, sono sempre lì. Già sono sempre lì, nel loro mondo infido e oscuro, fatto solo di ambiguità e perversioni, ogni tanto cambia il personaggio, come dire che il figlio eredità il trono dal padre, così come fanno i politici, alcuni arrestati, anche loro per malaffare di corruzione, magari collusi proprio con questi signori del male. I politici, a differenza dei mafiosi, non ereditano dai loro familiari la poltrona, la scambiano coi consociati (il partito) che se compromesso dal mal comportamento del loro associato messo in mostro, tutto quello che deve fare è cambiare pelle e anche nome, riscattando, così, l'infamia che gli era stata bittata addosso.

Trentacinque anni da quel fatidico giorno in cui, chi mise in gioco persino la propria vita per fare il proprio dovere, cercò in tutti i modi di portare giustizia e onore a tutti quelle persone che nella società odierna sono costretti a subire le angherie di coloro che si credono superiore ai propri simili e di aver diritti che non stanno né in cielo né in terra.

Articolo ANSA: Mafia: 35 anni fa Maxiprocesso sancì sconfitta boss

 

Facciamo un piccolo esperimento. Pensa a 5 politici “collusi con i signori del male”. Non scrivere qui i nomi perché non sono i nomi il problema, ma è il modo in cui ragioniamo noi Italiani. Ora invece pensa a chi potrebbe essere il politico più odiato d’Italia, ancora senza fare alcun nome (anche perché la pagina della “Politica” è altrove). Quest’ultimo politico non risulta essere stato coinvolto in alcuna collusione con associazioni criminali, non ha avuto comportamenti disdicevoli che abbia compromesso l’immagine dell’Italia nel mondo, non ha sfasciato la sua famiglia, non risulta che abbia corrotto qualcuno, né ha offeso pesantemente qualche persona, anzi risulta che abbia spesso preso le difese di persone pesantemente attaccate sui social e sui mezzi di informazione. Eppure, sorprendentemente, questo politico è senza alcun dubbio, il politico più odiato d’Italia.

Ora, con questi 6 nomi ben memorizzati, potresti onestamente dire che il sesto appartenga a uno dei 5 che hai pensato prima? Ovvio che il sesto appartenga a una categoria diversa. E ora vediamo il perché è così. E’ così perché evidentemente in Italia abbiamo un’informazione giornalistica di infimo ordine, come ci ricordano le statistiche a livello mondiale. Sappiamo per certo che ci sono potenze straniere (se ne sono accorte perfino alcune importanti autorità europee) che hanno interesse a diffondere disinformazione allo scopo di danneggiare l’Italia e soprattutto l’Europa, ma anche l’intero occidente (vedasi la probabile interferenza russa nelle elezioni americane). Comprenderai che questo è un problema che allontana la soluzione per la nostra ripresa economica (crescita vicino allo zero da circa 30 anni), per la lotta alla criminalità, alla corruzione e all’evasione fiscale.

Se non si risolve il problema di una corretta informazione giornalistica, in Italia non tireremo mai fuori il classico ragno dal buco. E continueremo ad avere una politica malsana e\ una società civile disinformata, diseducata, scarsamente scolarizzata, insomma poco civilizzata e quindi relegata tra i paesi più scalcinati, pur avendo delle individualità di grande eccellenza che sono costrette ad andare via oppure a rimanere qui, ma a caricarsi sulle proprie spalle quella parte di cittadinanza abituata a vivere a spese degli altri.

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13 ore fa, vincent29264 ha scritto:

Già sono sempre lì, nel loro mondo infido e oscuro, fatto solo di ambiguità e perversioni

E si...ed in più alle volte si fanno leggi su misura per loro stessi.....

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21 ore fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Facciamo un piccolo esperimento. Pensa a 5 politici “collusi con i signori del male”. Non scrivere qui i nomi perché non sono i nomi il problema, ma è il modo in cui ragioniamo noi Italiani. Ora invece pensa a chi potrebbe essere il politico più odiato d’Italia, ancora senza fare alcun nome (anche perché la pagina della “Politica” è altrove). Quest’ultimo politico non risulta essere stato coinvolto in alcuna collusione con associazioni criminali, non ha avuto comportamenti disdicevoli che abbia compromesso l’immagine dell’Italia nel mondo, non ha sfasciato la sua famiglia, non risulta che abbia corrotto qualcuno, né ha offeso pesantemente qualche persona, anzi risulta che abbia spesso preso le difese di persone pesantemente attaccate sui social e sui mezzi di informazione. Eppure, sorprendentemente, questo politico è senza alcun dubbio, il politico più odiato d’Italia.

Ora, con questi 6 nomi ben memorizzati, potresti onestamente dire che il sesto appartenga a uno dei 5 che hai pensato prima? Ovvio che il sesto appartenga a una categoria diversa. E ora vediamo il perché è così. E’ così perché evidentemente in Italia abbiamo un’informazione giornalistica di infimo ordine, come ci ricordano le statistiche a livello mondiale. Sappiamo per certo che ci sono potenze straniere (se ne sono accorte perfino alcune importanti autorità europee) che hanno interesse a diffondere disinformazione allo scopo di danneggiare l’Italia e soprattutto l’Europa, ma anche l’intero occidente (vedasi la probabile interferenza russa nelle elezioni americane). Comprenderai che questo è un problema che allontana la soluzione per la nostra ripresa economica (crescita vicino allo zero da circa 30 anni), per la lotta alla criminalità, alla corruzione e all’evasione fiscale.

Se non si risolve il problema di una corretta informazione giornalistica, in Italia non tireremo mai fuori il classico ragno dal buco. E continueremo ad avere una politica malsana e\ una società civile disinformata, diseducata, scarsamente scolarizzata, insomma poco civilizzata e quindi relegata tra i paesi più scalcinati, pur avendo delle individualità di grande eccellenza che sono costrette ad andare via oppure a rimanere qui, ma a caricarsi sulle proprie spalle quella parte di cittadinanza abituata a vivere a spese degli altri.

Scusa ma non capisco il tuo ragionamento, il gioco degli indovinelli lo trovo fuori luogo, che significa i politici odiati? vuoi forse dire che quanto detto sulla politica collusa e sui quelli corrotti non corrisponde al vero? Soprattutto che vuoi dire con in Italia abbiamo una cattiva informazione, non mi pare che i giornalisti faccia disinformazione; gli errori ci sono stati, commessi, almeno a loro dire, involontariamente ma subito ammessi con le dovute scuse, nessuno è infallibile. Più che disinformazione direi che nel giornalismo si fa un po' troppa politica, anche se nessuno lo vuole ammettere, finendo così per esprimere una notizia con quelle differenze che poi sono solo in virgole e accenti, ma questo non accade solo in Italia, da per tutto è cosi, questo accade perché l'informazione è accentrata amministrativamente sul bisogno di vendere ma soprattutto su quell'oscuro mondo che è la finanza economica che tutti usano per sopravvivere; questo significa che nella propria onestà, per quanto la si perpetri in buona fede, si finisce per cedere al bisogno della sopravvivenza forzata, limitando così la libertà di stampa. E per concludere, si parlava di mafia, di criminalità organizzata non di certo di politica e di cattiva informazione.

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1 ora fa, vincent29264 ha scritto:

Scusa ma non capisco il tuo ragionamento, il gioco degli indovinelli lo trovo fuori luogo, che significa i politici odiati? vuoi forse dire che quanto detto sulla politica collusa e sui quelli corrotti non corrisponde al vero? Soprattutto che vuoi dire con in Italia abbiamo una cattiva informazione, non mi pare che i giornalisti faccia disinformazione; gli errori ci sono stati, commessi, almeno a loro dire, involontariamente ma subito ammessi con le dovute scuse, nessuno è infallibile. Più che disinformazione direi che nel giornalismo si fa un po' troppa politica, anche se nessuno lo vuole ammettere, finendo così per esprimere una notizia con quelle differenze che poi sono solo in virgole e accenti, ma questo non accade solo in Italia, da per tutto è cosi, questo accade perché l'informazione è accentrata amministrativamente sul bisogno di vendere ma soprattutto su quell'oscuro mondo che è la finanza economica che tutti usano per sopravvivere; questo significa che nella propria onestà, per quanto la si perpetri in buona fede, si finisce per cedere al bisogno della sopravvivenza forzata, limitando così la libertà di stampa. E per concludere, si parlava di mafia, di criminalità organizzata non di certo di politica e di cattiva informazione.

Cominciamo dall’ultima tua affermazione “si parlava di mafia, di criminalità organizzata non di certo di politica e di cattiva informazione”. Ma tu stesso ammetti che “così come fanno i politici, alcuni arrestati, anche loro per malaffare di corruzione, magari collusi proprio con questi signori del male”. Quindi, come è ovvio ed evidente, come tu stesso ammetti, che la politica c’entra eccome con il malaffare e spesso con veri e propri assassinii, quando non addirittura di stragi (si veda quella della stazione di Bologna o di piazza fontana, ecc). E il giornalismo funziona sul concetto del “tengo famiglia”, il che vuol dire che la stampa non è libera, neanche un po’, perché fa capo a editori che hanno troppi interessi da dividere con la politica e i giornalisti devono scrivere ciò che viene loro imposto. E quando dici che al massimo le imprecisioni dei giornalisti riguardano le virgole, ti faccio notare che una singola virgola può stravolgere totalmente il senso di una frase. Ad esempio, se dico “Ho mangiato, nonna”, significa che sto dicendo alla nonna che ho mangiato; invece, se dico “Ho mangiato nonna”, senza la virgola, significa che sto dicendo a una terza persona di aver mangiato mia nonna. Ti faccio un altro esempio: giorni fa sono intervenuto su un commento di fosforo311 che proponeva un video che riguardava un certo politico (quello più odiato in Italia, per coincidenza), il quale, intervistato, in lingua inglese, da una giornalista della CNN (se non ricordo male), e questo politico avrebbe fatto scena muta. Avevo già visto questo video in un paio di testate giornalistiche online e in un primo momento non avevo capito che si trattasse di un montaggio costruito da un abile video maker (esattamente come non lo aveva capito fosforo 311), né questi disonesti giornalai avevano specificato che si trattasse di un montaggio messo in piedi per far ridere le persone. Ieri mattina uno di questi “giornalai”ha pubblicato un altro video, costruito dallo stesso video maker e riguardante un altro politico (non quello più odiato d’Italia, per intenderci), stavolta specificando chiaramente che si trattava di “…scena muta da Lilli Gruber: il montaggio comico di Marzilli per Propaganda Live”. Quindi vedi che quando c’è malafede si possono raccontare le cose che si vuole, anche senza incorrere in denunce (e sarebbe il minimo).

Ma comunque, non mi interessa granché della sorte di quel tale politico, mi preoccupa invece che e elezioni nel Paese in cui vivo siano inquinate da una pessima informazione di tipo delinquenziale. E tutto ciò porta alla non soluzione dei problemi che tu stesso lamenti nel tuo post iniziale sul quale stiamo discutendo.

Ma se proprio non vuoi chiamare in causa i politici, a me rimane da capire se i problemi d’Italia ce li mandi la natura, il troppo sole, la nebbia, la cattiva sorte o non so cos’altro fino ad arrivare alla conclusione che è inutile parlarne, tanto ci arriva perché siamo sfortunati

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Mi sa che noi due non ci capiamo molto nel parlare di argomenti tirando in ballo politica e società. Certo che la politica centra, eccome se centra, pensi veramente che un branco di idioti con la pistola in tasca possa aver spadroneggiato per tutto il paese senza che nessuno li coprisse? Che li avvantaggiasse? Mi sembra ovvio che così deve essere e non altrimenti, da un lato i politici aiutavano i mafiosi a fare carriera criminale dall'altro i politici ne ricavavano i voti che abbisognavano per stare al potere dagli stessi mafiosi che costringevano le persone a votare per loro sotto la spinta della minaccia fisica. Comunque, non si può fare di tutta l'erba un fascio, però, alcuni la differenza l'hanno fatta, e non solo gli agenti, i magistrati ma anche politici e non di meno giornalisti, tutte persone che per la maggior parte dei casi, per non dire quasi sempre, hanno messo, rischiato e anche perso la vita. Ma tornando all'inizio della pubblicazione che ho fatto, dicendo che nonostante tutti gli sforzi, le battaglie, i sequestri, gli arresti, questo male sociale assoluto, proprio non si è in grado di eliminarlo una volta per tutte. La ragione di questa... diciamo sopravvivenza del male, indubbiamente è dovuta la fatto che non tutti voglio, non a tutti conviene che la mafia scompaia.

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2 ore fa, vincent29264 ha scritto:

Mi sa che noi due non ci capiamo molto nel parlare di argomenti tirando in ballo politica e società. Certo che la politica centra, eccome se centra, pensi veramente che un branco di idioti con la pistola in tasca possa aver spadroneggiato per tutto il paese senza che nessuno li coprisse? Che li avvantaggiasse? Mi sembra ovvio che così deve essere e non altrimenti, da un lato i politici aiutavano i mafiosi a fare carriera criminale dall'altro i politici ne ricavavano i voti che abbisognavano per stare al potere dagli stessi mafiosi che costringevano le persone a votare per loro sotto la spinta della minaccia fisica. Comunque, non si può fare di tutta l'erba un fascio, però, alcuni la differenza l'hanno fatta, e non solo gli agenti, i magistrati ma anche politici e non di meno giornalisti, tutte persone che per la maggior parte dei casi, per non dire quasi sempre, hanno messo, rischiato e anche perso la vita. Ma tornando all'inizio della pubblicazione che ho fatto, dicendo che nonostante tutti gli sforzi, le battaglie, i sequestri, gli arresti, questo male sociale assoluto, proprio non si è in grado di eliminarlo una volta per tutte. La ragione di questa... diciamo sopravvivenza del male, indubbiamente è dovuta la fatto che non tutti voglio, non a tutti conviene che la mafia scompaia.

Non è che non ci capiamo, anzi praticamente stiamo dicendo le stesse cose. E tu pensa che noi che diciamo le stesse cose già facciamo i nostri distinguo, figurati quei politici che hanno interessi opposti ai nostri e tra i quali ci sono degli onesti (forse pochi e forse no, non saprei), ma ci sono anche dei disonesti pagati dalle cosche mafiose. Io ti dico che la politica c’entra e tu mi dici che non c’entra, ma c’entra. E lo stesso vale per i mezzi di informazione: ci sono stati giornalisti che ci hanno rimesso la vita, ma ci sono stati e ci sono ancora giornalisti che dovrebbero cambiare mestiere, come quelli che non si limitano a esprimere le loro opinioni, legittimamente diverse da quelle dei lettori. Il problema nasce non dalla diversità di opinioni, ma dallo scientifico orientamento delle opinioni verso i desideria dei vari editori. E ciò che vale per i politici e per i giornalisti, purtroppo vale anche per certa magistratura. Lo abbiamo letto del caso Palamara, no? E io ancora non ho capito se Palamara sia stato quello che ha fatto i casini oppure se è una vittima di chi i casini li ha fatti davvero. Ma la cosa neanche mi interessa perché tanto non ho gli elementi per capire da che parte schierarmi; solo che non seguo la corrente che a me pare che dica che Palamara sia il corruttore della magistratura. No, io non lo credo, o almeno non ho elementi per giudicare. E le forze dell’ordine? Anche tra di loro ci sono stati degli eroi e tutti i giorni rischiano la propria vita. Ma anche lì, sono tutti santi? Naturalmente non sono tra quelli che per colpa di qualche corrotto io vada a pensare che tutte le forze dell’ordine o tutti i magistrati o tutti i giornalisti o tutti i politici siano dei delinquenti.

Poi concludi con una ovvietà quando dici che non tutti hanno interesse a risolvere il problema della criminalità. Ma ciò che dici in questa tua chiusura non è che porti a una qualche conclusione: ti limiti a constatare un fatto e basta.

Il mio ragionamento, invece, magari non ti piacerà, magari ti apparirà troppo semplicistico, magari ti apparirà anche irrealizzabile, ma almeno porta a una qualche conclusione su quali sono le cause e quindi quali dovrebbero o potrebbero essere le soluzioni. Sostanzialmente ho detto che la cittadinanza che elegge i politici è male informata tramite disinformazione decisa e studiata a tavolino (non l’avevo detto prima, ma lo faccio ora), disinformazione voluta e finanziata in parte dalle stesse organizzazioni criminali e in parte da chi (potenze straniere, ho detto più sopra) ha interesse a danneggiare l’Italia e ancora di più l’Europa unita. Ma tu non è che devi essere per forza d’accordo con me: puoi anche pensare che è tutto casuale e che i nostri problemi magari sono causati dalla nostra genetica.

Mi piacerebbe capire quale sarebbe, secondo il tuo punto di vista, l’origine dei problemi che hai elencato. Così potremmo fare un confronto con quella che ho scritto io e finalmente potremo capirci e stabilire se saremo d’accordo o no. Diversamente stiamo a confrontare le mele con le uova, come più o meno ho spiegato nelle prime 5-6 righe di questo commento.

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Oddio, il male assoluto? Ma non trovate che sia decisamente riduttivo associarlo alla mafia e ad altri fatti che per quanto ci è dato di sapere con la mafia non hanno nulla a che fare?  A meno  che non consideriate il male assoluto un prodotto "made i Italy" si insomma come si suol dire, "cosa nostra"; Non credo che esista il male assoluto, ma che esista il male, come esiste il bene, ma niente di assoluto. Il bene e il male esistono sono contrapposizioni del nostro esistere come il buio e le luce, la vita e la morte. Ci sono e coesistono, ma non sono forme astratte, si associano tutte nel medesimo soggetto, noi, l'uomo. L'uomo che in alcune delle sua forme, molte oserei dire, crea le sitiuazioni chiamiamole "negative" .L'uomo con la sua ignoranza, la sua stupidità. il suo egoismo, la sua ingordiga, il suo desiderio di sopraffazione, di primeggiare, di ricchezza e di potere, questo è il male, assoluto o non,  tutto il resto non sono altro che le naturali conseguenze. E senza voler andare a sindacare troppo lontano ma attenendoci ai tempi moderni, mi sapete dire quanti Gandhi abbiamo avuto? E in contrapposizione, quanti Hitler, Mussolini, Stalin Saddam,  Bin Laden? Beh fate un po' i conti e avrete da soli le risposte.

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14 ore fa, il.pignonista ha scritto:

Oddio, il male assoluto? Ma non trovate che sia decisamente riduttivo associarlo alla mafia e ad altri fatti che per quanto ci è dato di sapere con la mafia non hanno nulla a che fare?  A meno  che non consideriate il male assoluto un prodotto "made i Italy" si insomma come si suol dire, "cosa nostra"; Non credo che esista il male assoluto, ma che esista il male, come esiste il bene, ma niente di assoluto. Il bene e il male esistono sono contrapposizioni del nostro esistere come il buio e le luce, la vita e la morte. Ci sono e coesistono, ma non sono forme astratte, si associano tutte nel medesimo soggetto, noi, l'uomo. L'uomo che in alcune delle sua forme, molte oserei dire, crea le sitiuazioni chiamiamole "negative" .L'uomo con la sua ignoranza, la sua stupidità. il suo egoismo, la sua ingordiga, il suo desiderio di sopraffazione, di primeggiare, di ricchezza e di potere, questo è il male, assoluto o non,  tutto il resto non sono altro che le naturali conseguenze. E senza voler andare a sindacare troppo lontano ma attenendoci ai tempi moderni, mi sapete dire quanti Gandhi abbiamo avuto? E in contrapposizione, quanti Hitler, Mussolini, Stalin Saddam,  Bin Laden? Beh fate un po' i conti e avrete da soli le risposte.

Lo sai quanti Gandhi esistono al mondo, una infinità, tutti quelli che non sono menzionati e messi in pubblico dalla propaganda, e direi che sono quelli, che fanno il loro dovere senza aspettarsi nulla. Lo sai quanti hitler, mussolini, e stalin esistono al mondo, una infinità, tutti quelli che non sono menzionati, messi in pubblico e pubblicizzati, questo perché non conviene essere esposti per operare per certe iniziative, stare nell'ombra è il modo migliore per mettere in pratica i propri propositi perversi liberamente, lasciando che siano gli altri a sporcarsi le mani.

Tu dici che il male assoluto della nostra società non è la mafia ma il comportamento più basso e arcaico della specie umana, secondo te, in che modo si comportano l mafie in società? E secondo te per mafia che cosa si intende? Dal mio punto di vista, ma non credo di sbagliarmi, queste associazioni e non, non fanno altro che esprimere appieno tutto ciò che di basso, istintivo, privo di ogni logica e ragione e soprattutto antisociale posso esistere nella natura umana; i cui unici sentimenti sociali non sono altro che il domino e la sopraffazione, la possessione e il controllo assoluto. Questi signori, ripeto, mafiosi e non, non vogliono altro che il controllo totale della vita altrui, questa gente, incapace di vivere la propria vita liberamente, l'unica relazione sociale che conoscono è solo la possessione; questi signori, temono la democrazia perché non sono capaci di essere come gli altri, non si sentono al sicuro relazionandosi liberamente coi propri simili ma solo possedendo le loro vite si sentono al sicuro, eleggendosi al di sopra di loro. Questi comportamenti sono estremi, lo so, da malati di mente, ma così erano i signori della guerra nel lontano passato, cosi sono i padroni dell'economia globale, così sono quelle genti che vogliono fare è fanno i mafiosi. Conclusione, la mafia è il male assoluto della civiltà moderna, quel cancro di pensiero arcaico, medievale, feudale soprattutto, che nonostante le moderne filosofia, in cui tutti gli uomini sono eguali difronte alla legge, essi non possono fare a meno di elevarsi al di sopra dei loro simili.

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7 minuti fa, vincent29264 ha scritto:

Lo sai quanti Gandhi esistono al mondo, una infinità, tutti quelli che non sono menzionati e messi in pubblico dalla propaganda, e direi che sono quelli, che fanno il loro dovere senza aspettarsi nulla. Lo sai quanti hitler, mussolini, e stalin esistono al mondo, una infinità, tutti quelli che non sono menzionati, messi in pubblico e pubblicizzati, questo perché non conviene essere esposti per operare per certe iniziative, stare nell'ombra è il modo migliore per mettere in pratica i propri propositi perversi liberamente, lasciando che siano gli altri a sporcarsi le mani.

Tu dici che il male assoluto della nostra società non è la mafia ma il comportamento più basso e arcaico della specie umana, secondo te, in che modo si comportano l mafie in società? E secondo te per mafia che cosa si intende? Dal mio punto di vista, ma non credo di sbagliarmi, queste associazioni e non, non fanno altro che esprimere appieno tutto ciò che di basso, istintivo, privo di ogni logica e ragione e soprattutto antisociale posso esistere nella natura umana; i cui unici sentimenti sociali non sono altro che il domino e la sopraffazione, la possessione e il controllo assoluto. Questi signori, ripeto, mafiosi e non, non vogliono altro che il controllo totale della vita altrui, questa gente, incapace di vivere la propria vita liberamente, l'unica relazione sociale che conoscono è solo la possessione; questi signori, temono la democrazia perché non sono capaci di essere come gli altri, non si sentono al sicuro relazionandosi liberamente coi propri simili ma solo possedendo le loro vite si sentono al sicuro, eleggendosi al di sopra di loro. Questi comportamenti sono estremi, lo so, da malati di mente, ma così erano i signori della guerra nel lontano passato, cosi sono i padroni dell'economia globale, così sono quelle genti che vogliono fare è fanno i mafiosi. Conclusione, la mafia è il male assoluto della civiltà moderna, quel cancro di pensiero arcaico, medievale, feudale soprattutto, che nonostante le moderne filosofia, in cui tutti gli uomini sono eguali difronte alla legge, essi non possono fare a meno di elevarsi al di sopra dei loro simili.

Ecco appunto. :/

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18 ore fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Non è che non ci capiamo, anzi praticamente stiamo dicendo le stesse cose. E tu pensa che noi che diciamo le stesse cose già facciamo i nostri distinguo, figurati quei politici che hanno interessi opposti ai nostri e tra i quali ci sono degli onesti (forse pochi e forse no, non saprei), ma ci sono anche dei disonesti pagati dalle cosche mafiose. Io ti dico che la politica c’entra e tu mi dici che non c’entra, ma c’entra. E lo stesso vale per i mezzi di informazione: ci sono stati giornalisti che ci hanno rimesso la vita, ma ci sono stati e ci sono ancora giornalisti che dovrebbero cambiare mestiere, come quelli che non si limitano a esprimere le loro opinioni, legittimamente diverse da quelle dei lettori. Il problema nasce non dalla diversità di opinioni, ma dallo scientifico orientamento delle opinioni verso i desideria dei vari editori. E ciò che vale per i politici e per i giornalisti, purtroppo vale anche per certa magistratura. Lo abbiamo letto del caso Palamara, no? E io ancora non ho capito se Palamara sia stato quello che ha fatto i casini oppure se è una vittima di chi i casini li ha fatti davvero. Ma la cosa neanche mi interessa perché tanto non ho gli elementi per capire da che parte schierarmi; solo che non seguo la corrente che a me pare che dica che Palamara sia il corruttore della magistratura. No, io non lo credo, o almeno non ho elementi per giudicare. E le forze dell’ordine? Anche tra di loro ci sono stati degli eroi e tutti i giorni rischiano la propria vita. Ma anche lì, sono tutti santi? Naturalmente non sono tra quelli che per colpa di qualche corrotto io vada a pensare che tutte le forze dell’ordine o tutti i magistrati o tutti i giornalisti o tutti i politici siano dei delinquenti.

 

Poi concludi con una ovvietà quando dici che non tutti hanno interesse a risolvere il problema della criminalità. Ma ciò che dici in questa tua chiusura non è che porti a una qualche conclusione: ti limiti a constatare un fatto e basta.

 

Il mio ragionamento, invece, magari non ti piacerà, magari ti apparirà troppo semplicistico, magari ti apparirà anche irrealizzabile, ma almeno porta a una qualche conclusione su quali sono le cause e quindi quali dovrebbero o potrebbero essere le soluzioni. Sostanzialmente ho detto che la cittadinanza che elegge i politici è male informata tramite disinformazione decisa e studiata a tavolino (non l’avevo detto prima, ma lo faccio ora), disinformazione voluta e finanziata in parte dalle stesse organizzazioni criminali e in parte da chi (potenze straniere, ho detto più sopra) ha interesse a danneggiare l’Italia e ancora di più l’Europa unita. Ma tu non è che devi essere per forza d’accordo con me: puoi anche pensare che è tutto casuale e che i nostri problemi magari sono causati dalla nostra genetica.

 

Mi piacerebbe capire quale sarebbe, secondo il tuo punto di vista, l’origine dei problemi che hai elencato. Così potremmo fare un confronto con quella che ho scritto io e finalmente potremo capirci e stabilire se saremo d’accordo o no. Diversamente stiamo a confrontare le mele con le uova, come più o meno ho spiegato nelle prime 5-6 righe di questo commento.

 

Tu vuoi una spiegazione sul perché le mafie persistono in Italia così come nel mondo? non ho la risposto, nessun storico s'è mai interessato alla questione, nessun storico che io sappia ha mai scritto un qualche libro sul perché le mafie nella nostra epoca abbiano avuto un tale potere. Qui non si tratta solo di criminalità, ma di una vera e propria lotta alla supremazia, la mafia, ovvero quei criminali locali, sono stati strumento di quei poteri governativi occulti, come istituzioni di spionaggio, per il controllo e il potere politico ed economico su territori che non appartenevano alle loro istituzioni statali; questo ha favorito le mafie, potere che hanno acquisito soprattutto nel dopo guerra, non solo in Italia; la guerra fredda è stata un vero e proprio terreno fertile alle organizzazioni criminali nel mondo. queste non sono parole mie ma di esperti storici, che come ho detto prima mai affermano apertamente quello che sanno, limitandosi a dire sporadicamente qualcosa di tanto in tanto ma mai mettendolo per iscritto.

Basta pensare quello che accadde nel dopo guerra, durante la guerra fredda combattuta dagli stati uniti e dall'unione sovietica, controversie che hanno finito per dividere in due il mondo intero tra occidente e oriente. In quel periodo la Germania venne spaccata letteralmente in due, fisicamente e politicamente, per quanto riguarda l'Italia, beh, nulla di tutto questo successe ma gli storici non dicono così, non fisicamente ma lo stato italiano venne smembrato in più parti tra gli stati uniti d'America, l'Inghilterra, la Francia, unione sovietica compresa. Questo smembramento virtuale ha portato a conseguenze ancora più nefaste rispetto alla Germania, non essendo ufficiale la conquista e il controllo del territorio, questi signori della guerra hanno dovuto ricorrere a mezzi poco e per nulla convenzionali per il controllo del territorio, le mafie erano uno di questi strumenti, essendo radicate nel territorio l'interazione con la popolazione locale era più diretta e quindi più efficace. Ma come ho detto prima queste non sono affermazioni che si trovano in libri di storia, queste non essendo confermate da studiosi storici, rimangono solo e soltanto teorie campate per aria.

In conclusione, a questo punto mi sembra ovvio il perché queste organizzazioni criminali non possono essere distrutte, soprattutto del perché esse proliferarono nel sud dell'Italia. La cosa più tragica, comunque, è che nonostante non vi sia più una guerra fredda in atto, queste personaggi non si è capace di toglierli di mezzo una volta per tutte, lasciando che spadroneggino nel territorio come fossero degli imperatori privi di corona ma soprattutto di abiti regali, ma solo quegli stracci di ignoranza e stupidità cui molti fa comodo che indossino.

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32 minuti fa, vincent29264 ha scritto:

"...ma lo stato italiano venne smembrato in più parti tra gli stati uniti d'America, l'Inghilterra, la Francia, unione sovietica compresa. Questo smembramento virtuale ha portato a conseguenze ancora più nefaste rispetto alla Germania, non essendo ufficiale la conquista e il controllo del territorio, questi signori della guerra hanno dovuto ricorrere a mezzi poco e per nulla convenzionali per il controllo del territorio, le mafie erano uno di questi strumenti, essendo radicate nel territorio l'interazione con la popolazione locale era più diretta e quindi più efficace. Ma come ho detto prima queste non sono affermazioni che si trovano in libri di storia, queste non essendo confermate da studiosi storici, rimangono solo e soltanto teorie campate per aria.

 

In conclusione, a questo punto mi sembra ovvio il perché queste organizzazioni criminali non possono essere distrutte..."

Intendi dire che la nazione Italia non ha l'autonomia necessaria per intervenire sul proprio territorio perché la proprietà della stessa è stata suddivisa tra le nazioni vincitrici della guerra?

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Inviata (modificato)

Il 7/2/2021 in 11:58 , vincent29264 ha scritto:

Trentacinque anni da quel fatidico giorno in cui (...)

Vedo nella Mafia un male incurabile che si è sviluppato nel tempo, modificando anche le proprie sembianze, ma perdendo quel poco di aspetto culturale che aveva alle origini. La Mafia parte da un concetto sul quale si sono basati i rapporti politici e, soprattutto, sociali di un’epoca cancellata da avvenimenti storici che ne hanno causato la degenerazione in criminalità. La spiegazione scolastica del fenomeno Mafia viene rappresentata con la contrapposizione tra nobiltà e classe contadina che rivendicava i propri diritti in un sistema ancora feudale al tempo di Garibaldi. Quest’ultimo, concretamente liberò la Sicilia e il Mezzogiorno dai Borboni, ma non poté sradicare una struttura sociale così profondamente intessuta su quel territorio. Non ci riuscì lui e non ci riuscirà nessuno, perché da quel tempo, la Mafia ha cambiato aspetto, adeguandosi alle trasformazioni politiche sopraggiunte, perdendo anche il vincolo “culturale” con la propria terra per poter espandere non più il concetto, ma il potere, verso l’esterno. Aggiungete anche la contrapposizione con il Brigantaggio e vedrete nascere quell’usanza di offrire servizi di “protezione” a coloro che consideravano minacciati i propri interessi. Anche se questo malcostume fu esportato oltreoceano, non credo che le altre popolazioni abbiano scoperto la malavita grazie agli italiani. Ma questa è una divagazione e chiudo questa striminzita e incompleta sintesi, consigliando la lettura di qualche opera di Giovanni Verga, esponente del verismo italiano, quindi un autore che poneva in evidenza la necessità di una narrazione oggettiva, ambientata nella prima metà dell’Ottocento. Se in quel tempo la Mafia era il braccio armato della nobiltà (latifondista), rivolta contro ogni tentativo di cambiamento e affrancamento da quella egemonia politico-sociale, oggi il suo ruolo è cambiato e sfrutta la classe dirigente (o la borghesia sostituitasi alla nobiltà fondiaria) come strumento di controllo per affari e gestione del territorio, non solo siciliano e non solo italiano. Allora, mi sembra che la situazione si sia aggravata. La causa principale, a mio avviso, è proprio il fatto di aver causato la scomparsa del regno borbonico, senza sostituirlo con istituzioni forti e una presenza costante e contrastante rispetto alla capillarità delle strutture mafiose che hanno approfittato degli eventi politici complessi di quel tempo per consolidare il vincolo con la popolazione, povera e manipolabile.

Oggi, sconfiggere la Mafia, credo sia più difficile che sanare il bilancio dello Stato e abbattere il debito pubblico. Il Maxi processo, del quale Vincent ha ricordato il compleanno, va visto come il tentativo di mettere un tappo all’Etna per non farlo eruttare. Come ho accennato, la Mafia parte da un concetto, da un’idea e chi l’ha fatta propria, ha creato una piramide, una gerarchia nella quale, partendo dalla base e avendo la fortuna di sopravvivere, si può arrivare in cima, consapevole delle continue lotte che bisognerà affrontare. E’ una sorta di dinamismo verticale bizantino con l’aggiunta della conflittualità tra i livelli di appartenenza. In virtù di questo ricambio gerarchico, fisiologico o indotto, ho affermato che la Mafia è associabile ad un male incurabile, che miete vittime dentro e fuori dalla propria organizzazione. Una vittima della Mafia non esaurisce una condizione specifica, ma la diffonde a chi gli sta intorno, sotto l’aspetto etico - morale oltre a quello socio-economico. L’omertà nasce dalla paura di cessare di esistere, accettando privazioni o richieste che soggettivamente non si possono rifiutare. In tutto questo, le istituzioni sono parte integrante di un meccanismo che facilità la sistematica violazione dei diritti e l’appropriazione indebita delle coscienze. La collusione, meglio dire la sinergia, tra cosche e parti dello Stato è un vincolo di mutua assist.enza radicato sul territorio, quindi interessa gli strati più bassi del mondo politico; più bassi e per questo meglio inseriti nel tessuto sociale. I quartieri alti della politica (sempre secondo il mio giudizio) portano con se la consapevolezza di questo “inquinamento” e forse non sono direttamente partecipi della sua opera, ma sanno che il loro intervento per cercare di limitarne gli effetti deve essere blando o labilmente spettacolare, affinché entrambe le parti possano continuare per la propria strada. Il maxi processo lo vedo proprio in quest’ottica: grande impatto sociale e mediatico, poca incidenza sull’eliminazione del problema. In sostanza, l’impegno profuso lo considero vano.

 

DvMcEv

Modificato da londonercity
censura idiota
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@londonercity non concordo su tutte le parti ma... si, direi che più o meno sono d'accordo, una cosa, però, non accetto, quando dici che la mafia è un male che non si può sconfiggere, sarebbe come dire che nel voler essere liberi e determinanti a pensare con la propria testa, a voler costruire il proprio futuro e decidere del proprio destino sia quasi un reato. La mafia non è una ideologia, non può nemmeno essere definita condizione sociale ma è solo l’aberrazione mentale di un manipolo di individui con l'idea di porsi al di sopra dei loro simili. la mafia, ovvero gli idioti che vanno in giro con la pistola in tasca, poiché a qualcuno fa comodo son qualcosa che può e deve essere eliminata, per quanto riguarda debellarla socialmente, beh, questo un altro paio di maniche, non di certo è qualcosa ce la si può eliminare con la forza, ovvero solo con la legislatura e con le forse dell'ordine.

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3 ore fa, vincent29264 ha scritto:

(...) come dire che nel voler essere liberi e determinanti a pensare con la propria testa, a voler costruire il proprio futuro e decidere del proprio destino sia quasi un reato. La mafia non è una ideologia, non può nemmeno essere definita condizione sociale (...)

Non credo sia corretto dire che non esiste una ideologia mafiosa, perché i dati di fatto dimostrano il contrario e la Mafia parte da valori e ideologie solide (potrei citare l'aspetto religioso e l'onore), seppur sbagliate nelle applicazioni. Se ritieni che la Mafia non esprima una condizione sociale, devi però accettare il fatto che la Mafia  è creatrice di  condizioni sociali. Crea l’habitat idoneo alla sua crescita, diffusione e mantenimento. Allo stesso modo, per spiegare la similitudine con un male incurabile, dire che una persona ha vinto la battaglia contro un tumore, non significa che la società abbia sconfitto i tumori, perché rimangono le condizioni affinché possano svilupparsi in altri soggetti. Sono proprio le condizioni a non poter essere oggettivamente modificate radicalmente. Se vuoi addentrarti anche i una riflessione di “logica filosofica”, potrei dirti che la contrapposizione tra il Bene e il Male fa stare il mondo in equilibrio. L’assenza di uno dei due comporterebbe la mancanza dell’altro e rimarrebbe la quiete e la neutralità della Natura. Quello sarebbe un mondo davvero invivibile.

Essere liberi di costruire il proprio futuro non è certamente un reato, Vincent; è, invece, un motivo di lotta; è quell’equilibrio tra il Bene e il Male che va raggiunto soggettivamente per sommarlo a quello degli altri.

DvMcEv

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