Exploit di Solinas. Riesce nell'epica impresa di fare passare in secondo piano le gesta di Fontana.

Fa ricorso al Tar per la Sardegna in arancione e il Tar respinge il ricorso.

La prima domanda che verrebbe spontaneo porsi è sulla opportunità di un ricorso al Tar per pochi giorni con la reale possibilità di un pronunciamento del Tar in tempi maggiori di quelli previsti per l'aggiornamento automatico della situazione.

La seconda domanda riguarda invece l'opportunità di ricorrere al Tar sapendo che la decisione Governativa è scaturita per manifesta incapacità e pressappochismo non da parte del Governo ma propria.

E, in tal modo, ancora una volta, Solinas non ha fatto altro che far sbellicare i Sindaci dei Comuni di Cheremule, Bortigiadas e Mogorella, paesini tra i 500 e 1000 abitanti che però, ogni volta che prendono una decisione o emettono una ordinanza, sono sicuri che nessuno si sogna di non metterla in attuazione.

Solinas invece che fa? Sicuramente  ben sollecitato dal Capitano per dare una mano a Fontana che, alla fine vi ha dovuto perfino rinunciare, e mostrare al mondo esterno che le p@ugnette di Fontana non potevano rimanere isolate, decide di mostrare i muscoli e fare lui il ricorso al Tar. 

E il Tar, in tempi tutto sommato brevi, gli risponde. OVVIAMENTE dandogli torto. e addirittura facendo fare un figurone a Fontana perché la motivazione è bla seguente: "si tratta di un caso diverso perché la Lombardia ha mandato dati sbagliati".

Tutto questo naturalmente partendo da due premesse: che il cambio di colore avviene dopo 15 giorni e che in Regione erano in grado di sapere perfettamente come sarebbero andate le cose in quanto anche loro sono in possesso del software a ciò dedicato per cui sarebbe bastato fare una simulazione.

Insomma, in sintesi, la farsa (tra l'altro nobile categoria dello spettacolo) e la propaganda di stile celoduro è stata portata a compimento, superando addirittura quella di Fontana, illudendo in tal modo gli operatori per poi sentirsi rispondere con la solita p@ernacchia, questa volta da parte del Tar Sardegna che non poteva rispondere se non nella maniera in cui ha risposto.

E facendosi dire come ovvia e scontata risposta "COME NEI FILM DI TARANTINO, MUOIONO TUTTI E NON VINCE NESSUNO".

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2021/02/02/la-sardegna-resta-arancione-il-tar-respinge-il-ricorso-136-1111031.html

Ma d'altronde, dopo che Solinas si è fatto immortalare a fare il sandwich con i cartelli elettorali durante la campagna elettorale per la Borgonxoli, mica c'è poi così tanto da sorprendersi.... Sarebbe un po' come sorprendersi delle del Capitano al citofono. E, a tal proposito, alzi la mano chi ha il coraggio di provare anche solo un po' di meraviglia per le avventure del Capitano al Citofono. 

Ragion per cui, perché meravigliarsi tanto invece delle avventure di Solinas che, per spirito di emulazione e di obbedienza, fino a prova contraria, non è secondo a nessuno?

____Attilio Fontana e la Moratti pertanto DISINTEGRATI, annichiliti. Si, yes. Due poveri ragazzini alle prime armi al suo confronto.____

 

 

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1 messaggio in questa discussione

Al di là della indubbia pochezza politica e della probabile pochezza intellettuale e culturale del personaggetto Solinas, farei una considerazione generale. Molti irrazionali e molti irresponsabili, politici e cittadini, giornalisti e opinionisti, e quel che è peggio perfino qualche medico scellerato come quel tale del San Raffaele, vedono nella decolorazione della loro regione un lieto evento da festeggiare, una sorta di liberazione per cui esultare, una conquista. E nella colorazione una delusione, un affronto, un atto di prepotenza dello Stato. È opportuno puntualizzare che in ogni caso l'allentamento della profilassi e delle restrizioni alla mobilità comporta sempre e comunque un AUMENTO del rischio di contagio e dunque un AUMENTO DEL RISCHIO DI MORTE per tutti i cittadini della regione, anche se ovviamente il rischio sarà maggiore per gli anziani e i malati. Certo si concede maggiore libertà di movimento e ossigeno alle attività economiche, ma il prezzo da pagare c'è, è alto e molti non ne sono minimamente coscienti. E i media fanno poco o nulla per responsabilizzare le persone. Anzi spesso fanno pubblicità a questi atteggiamenti superficiali e irresponsabili. Su Rainews24 intervistavano una signora, nemmeno troppo giovane, di una regione che stava per passare in giallo. La signora ripeteva con enfasi: "Non vedo l'ora, non vedo l'ora di ritornare a prendermi caffè e aperitivi al bar". La signora non sembrava nemmeno sfiorata dall'idea che quei caffè potrebbero costare la vita a qualcuno, magari a un suo parente anziano. Un giornalista del servizio pubblico avrebbe dovuto almeno dirle, a beneficio dei telespettatori più che della incosciente: "Signora, lo sa che si espone a un rischio e che espone a un certo rischio anche le persone con cui verrà in contatto?". Io avrei aggiunto: "Signora cara, ma il caffè e l'aperitivo non se li potrebbe prendere in santa pace a casa sua?". 

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