come fare carriera politica :dai centri sociali,ai call center,ad un alto scranno

Io – scrive Rossi – ho molta fiducia in Fico che è una persona seria, non parla a vanvera, ed è pure di sinistra. Rappresenta da sempre l’ala sinistra del M5stelle e non ha partecipato alle votazioni sui decreti sicurezza e immigrazione di Salvini, prendendone chiaramente le distanze e criticandoli. Il presidente Mattarella ha fatto la mossa giusta, come sempre, viene da dire, e con rapidità.

È il 24 marzo 2018 quando quel ragazzotto con barba incolta, jeans e zainetto che va in bus viene chiamato sullo scranno più alto della Camera. Il segreto dell’era Fico? Mollare subito Beppe Grillo. Affidarsi completamente ai consigli del presidente Mattarella. Così da guadagnarsi il rispetto di tutte le forze politiche. Una guida equilibrata, senza partigianeria. Senza colpi di testa. Al punto che nessun partito avanza mai richieste di dimissioni. Cosa che invece è accaduta per due illustri predecessori: Laura Boldrini e Gianfranco Fini. Prima della militanza grillina, Fico calca le stanze dei centri sociali partenopei. Vicino all’ambientalismo di sinistra, il numero uno di Montecitorio si muove tra piazza Bellini e piazza del Gesù:   sinistra rivoluzionaria. Nelle pause dell’attività politica ritorna in quei luoghi insieme alla compagna Ivonne. Poi l’incontro con Grillo: è colpo di fulmine.  C’è chi gli rimprovera la scarsa attenzione per i protocolli istituzionali e il bon ton: ha sfilato davanti al picchetto dei corazzieri in alta uniforme del Quirinale senza abbottonarsi la giacca. Altri due scivoloni: il pugno sinistro alzato in occasione della parata del 2 giugno per la Festa della Repubblica e le mani in tasca durante una commemorazione a Palermo della strage di Capaci. Proprio mentre viene intonato l’inno di Mameli. 

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1 messaggio in questa discussione

l'incarico "esplorativo" spettava alla CASELLATI!!! ecco i lperchè:

C’è chi pensa che in fondo Fico è espressione del partito che ha vinto le elezioni politiche di tre anni fa, il M5s. Precisiamo. Per la verità il M5s le elezioni non le ha vinte, è il primo partito con la maggioranza relativa dei voti, il 32,7%, ma la legge elettorale – il Rosatellum – prevedeva anche le coalizioni tra liste, tanto è vero che la coalizione più votata fu il centrodestra col 37% dei voti. Né il M5s, né il centrodestra avevano da soli i numeri per governare, ma entrambi – rispettivamente come partito e come coalizione – erano arrivati primi. La coalizione di centrosinistra invece, col suo 22,8%, arrivò ultima (e oggi è al governo). Di fronte allo sfaldamento del Conte bis sarebbe stato più opportuno che il Capo dello Stato fosse tornato a riflettere sui risultati elettorali del 2018, conferendo un primo incarico esplorativo alla seconda carica dello Stato, la Presidente del Senato Casellati, esattamente ciò che ieri sera gli hanno chiesto tutti i leader del centrodestra nel caso la crisi si fosse risolta con un incarico istituzionale.

ammattare'..ripassate la costituzione!!!

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