Il caso Gibilterra

Ieri il computo di Worldometer ha raggiunto i 100 milioni di casi positivi nel mondo dall'inizio della pandemia. Sono l'1,3% della popolazione mondiale, oltre 2 milioni di loro non ce l'hanno fatta. Naturalmente i test non riescono a tenere il passo del contagio cosicché i contagi e i decessi reali sono sottostimati. In particolare i primi visto che ai primi di ottobre, quando la seconda ondata era appena agli inizi, l'OMS ipotizzava che un 10% dell'umanità fosse già venuto in contatto col virus.

Ma nel tabellone statistico di ieri c'è un altro dato che ha attirato la mia attenzione. Si direbbe poco significativo, una mera curiosità statistica, e invece è molto interessante e ahinoi anche preoccupante. Gibilterra ha strappato a San Marino il triste primato mondiale nel tasso di mortalità (rapporto decessi/popolazione): 1,930 per mille contro 1,913. La cosa curiosa è che Gibilterra e San Marino hanno lo stesso numero di decessi, 65, e quasi la stessa popolazione (poco meno di 34mila residenti) ma la colonia britannica ha qualche centinaio di abitanti in meno quindi il tasso di mortalità è maggiore. Per inciso nei primi 13 della classifica ci sono altri due staterelli: il Liechtenstein e Andorra. Non credo che la cosa sia casuale: le piccole comunità hanno grosse difficoltà nell'affrontare la pandemia. Tuttavia Gibilterra, che è da 3 secoli sotto la sovranità britannica, non sembra a corto di mezzi. Infatti detiene un secondo primato mondiale, questa volta lusinghiero: il maggior numero di test effettuati in rapporto alla popolazione: quasi 4500 per mille abitanti, mentre noi siamo a poco più di 500. Pensate che ieri a Gibilterra hanno fatto quasi 20mila test (per lo più tamponi antigenici rapidi), che in rapporto alla popolazione è come se noi ne facessimo 35 milioni in 24 ore! Ovviamente molti gibilterrini avranno fatto il test più di una volta ma è plausibile che l'intera popolazione sia stata testata almeno una volta. E una comunità interamente testata, per quanto piccola (come il paesino di Vo Euganeo o la nave da crociera Diamond Princess), è un campione statistico molto utile per la stima di importanti parametri epidemiologici, in primis il tasso di letalità effettivo o IFR  (decessi effettivi/casi effettivi di infezione). Infatti, con un testing così spinto è plausibile che il tasso di letalità osservato o CFR (decessi/casi positivi registrati) sia una stima di IFR meno rozza che nei casi di popolazione non testata a tappeto. Un'altra peculiarità di Gibilterra è che i suoi 65 decessi sono avvenuti tutti nel corso della seconda ondata. Il primo decesso risale infatti all'11 novembre. A questo punto, se ipotizziamo che la seconda ondata sia partita il primo settembre, dividendo i decessi (65) per il totale dei casi positivi dal primo settembre (3704) otteniamo una letalità osservata (CFR) nella seconda ondata pari all'1,75%. Se consideriamo questo valore come una stima di IFR, avremo un errore per eccesso dovuto al fatto che perfino a Gibilterra qualche infetto sfugge ai test (per evitarlo bisognerebbe testare tutti e tutti giorni) e un errore per difetto perché i contagi precedono i decessi e qualche attuale positivo potrebbe morire nei prossimi giorni o settimane (Gibilterra ha 89 ricoverati in terapia intensiva contro gli 11 di San Marino). Ipotizzando una grossolana compensazione tra i due errori avremo una stima di IFR nella seconda ondata pari all'1,75%. Una letalità effettiva ben maggiore di quella della prima ondata (stimata dall'OMS tra lo 0,5 e l'1%). Se questa stima grossolana fosse corretta ci sarebbe dunque ragione di preoccuparsi. Vorrebbe dire che le nuove varianti del virus non sono solo più contagiose ma anche più letali. 

 

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15 messaggi in questa discussione

CORREZIONE.

Scrivendo tra sonno e veglia si commettono errori grossolani. Confondendo due colonne adiacenti del tabellone Worldometer avevo scritto che ieri a Gibilterra erano stati eseguiti quasi 20mila test. In realtà  sono stati 662, che comunque, in rapporto alla popolazione, corrispondono a quasi 1,2 milioni di test in 24 ore in Italia. 

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Colgo l'occasione per un aggiornamento. Dopo quello del 14 gennaio (il primo in quasi 8 mesi), oggi si registra un nuovo decesso in Cina. Dove si muore con il contagocce ma si muore. La seconda ondata è arrivata anche lì. 

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Ciao Fosforo da d/b - anche le mie due gatte non mi lasciano dormire e mi costringono a svegliarmi alle cinque del mattino - Ciao, torno a letto - buona giornata a te da d/b -

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4 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Ieri il computo di Worldometer ha raggiunto i 100 milioni di casi positivi nel mondo dall'inizio della pandemia. Sono l'1,3% della popolazione mondiale, oltre 2 milioni di loro non ce l'hanno fatta. Naturalmente i test non riescono a tenere il passo del contagio cosicché i contagi e i decessi reali sono sottostimati. In particolare i primi visto che ai primi di ottobre, quando la seconda ondata era appena agli inizi, l'OMS ipotizzava che un 10% dell'umanità fosse già venuto in contatto col virus.

Ma nel tabellone statistico di ieri c'è un altro dato che ha attirato la mia attenzione. Si direbbe poco significativo, una mera curiosità statistica, e invece è molto interessante e ahinoi anche preoccupante. Gibilterra ha strappato a San Marino il triste primato mondiale nel tasso di mortalità (rapporto decessi/popolazione): 1,930 per mille contro 1,913. La cosa curiosa è che Gibilterra e San Marino hanno lo stesso numero di decessi, 65, e quasi la stessa popolazione (poco meno di 34mila residenti) ma la colonia britannica ha qualche centinaio di abitanti in meno quindi il tasso di mortalità è maggiore. Per inciso nei primi 13 della classifica ci sono altri due staterelli: il Liechtenstein e Andorra. Non credo che la cosa sia casuale: le piccole comunità hanno grosse difficoltà nell'affrontare la pandemia. Tuttavia Gibilterra, che è da 3 secoli sotto la sovranità britannica, non sembra a corto di mezzi. Infatti detiene un secondo primato mondiale, questa volta lusinghiero: il maggior numero di test effettuati in rapporto alla popolazione: quasi 4500 per mille abitanti, mentre noi siamo a poco più di 500. Pensate che ieri a Gibilterra hanno fatto quasi 20mila test (per lo più tamponi antigenici rapidi), che in rapporto alla popolazione è come se noi ne facessimo 35 milioni in 24 ore! Ovviamente molti gibilterrini avranno fatto il test più di una volta ma è plausibile che l'intera popolazione sia stata testata almeno una volta. E una comunità interamente testata, per quanto piccola (come il paesino di Vo Euganeo o la nave da crociera Diamond Princess), è un campione statistico molto utile per la stima di importanti parametri epidemiologici, in primis il tasso di letalità effettivo o IFR  (decessi effettivi/casi effettivi di infezione). Infatti, con un testing così spinto è plausibile che il tasso di letalità osservato o CFR (decessi/casi positivi registrati) sia una stima di IFR meno rozza che nei casi di popolazione non testata a tappeto. Un'altra peculiarità di Gibilterra è che i suoi 65 decessi sono avvenuti tutti nel corso della seconda ondata. Il primo decesso risale infatti all'11 novembre. A questo punto, se ipotizziamo che la seconda ondata sia partita il primo settembre, dividendo i decessi (65) per il totale dei casi positivi dal primo settembre (3704) otteniamo una letalità osservata (CFR) nella seconda ondata pari all'1,75%. Se consideriamo questo valore come una stima di IFR, avremo un errore per eccesso dovuto al fatto che perfino a Gibilterra qualche infetto sfugge ai test (per evitarlo bisognerebbe testare tutti e tutti giorni) e un errore per difetto perché i contagi precedono i decessi e qualche attuale positivo potrebbe morire nei prossimi giorni o settimane (Gibilterra ha 89 ricoverati in terapia intensiva contro gli 11 di San Marino). Ipotizzando una grossolana compensazione tra i due errori avremo una stima di IFR nella seconda ondata pari all'1,75%. Una letalità effettiva ben maggiore di quella della prima ondata (stimata dall'OMS tra lo 0,5 e l'1%). Se questa stima grossolana fosse corretta ci sarebbe dunque ragione di preoccuparsi. Vorrebbe dire che le nuove varianti del virus non sono solo più contagiose ma anche più letali. 

 

Ma vah , senti senti il Cazzaro napoletano !! Il Pulcinella partenopeo si alza dal letto intorno alle 3 di notte e decide immediatamente che e’ giunto il momento di “ illustrare “ ai forumisti un post che possano classificarlo come forumista di primissimo piano . Anzi , non un forumista bensi ...il forum ista per eccellenza . Tralasciando ovviamente post prettamente politici visto l’attuale momento “poco positivo “ dell’inviato della Divina Provvidenza tal Giuseppi Conte , si tra ve ste da studioso statistico . In questo campo ha già detto più volte di essere nettamente superiore al Presidente dell’istituto italiano di statistica , tal Prof Blanciardo, che il Cazzaro di Napoli definisce una mezza calzetta . Ed allora decide di propinarci un post che , nelle sue intenzioni , dovrebbe appassionare le foltissime schiere di forumisti che lo leggono con pruriginosa avidità . Ed ecco allora che ritiene che l’incidenza delle statistiche sul COVID su Gibilterra sia un argomento interessantissimo per la comunità forumistica . Si precipita nel cuore della notte nel suo studiolo posto al sesto piano ( con ascensore mai usato ) del condominio dove vive. Non prima però di aver fatto fuori un etto e mezzo di spaghetti alla pummarola avanzati dal mezzo chilo della cena e già ingurgitati in precrdenza e decide , seduta stante , che non bastano le caga te che ci fornisce nella fase diurna ma che e’ importantissimo fornirle qualcuna anche nella fase notturna . Dopo il ruttino della spaghettata , si mette in cerca di un sito da dove ritiene possa copiaincollare un articolo che riguardi la pandemia a Gibilterra . Lo trova e le danze hanno inizio . Un post chilometrico come chilometrica e’ la sua caga ta . E’ una caga ta perché i dati citati dal Cazzaro sono completamente sbagliati perché partono dall’assunto che a Gibilterra vivono 34.000 circa di persone mentre invece sono oltre 60.000 . Lo capirebbe anche Direttoretto che dare percentuali su un dato di partenza completamente errato falsa completamente i risultati finali . Purtroppo il sito da dove il Cazzaro napoletano si e’ abbeverato , non dice che a Gibilterra vivono quasi 15.000 persone stanziali e circa 10.000 cittadini spagnoli che giornalmente , tramite la frontiera del “campo di Gibraltar “, definita “Hard Border” per la quantità e della massa di frontalieri che giornalmente l’attraversano  giungendo dalla vicina città spagnola di La Linea e per fare il percorso inverso la sera e così via da anni ed anni . Basterà fare due conti ed anche la desaparecida Signorina Sanchina ridente si renderà conto che la statistica del Cazzaro di Napoli che si basava su una popolazione di 34.000 persone e’ una caga ta micidiale perché la popolazione ammonta a 60.000. Si consiglia quindi al Cazzaro napoletano di astenersi dalle emissioni di caga te notturne visto che sono già più che sufficienti quelle che emette nella fase diurna . Tanto dovevo e cordialmente saluto . 

 

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Tutta questione di fame | immagini e vignette divertenti |

questa è la mia gatta

 

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8 ore fa, dune-buggi ha scritto:

Ciao Fosforo da d/b - anche le mie due gatte non mi lasciano dormire e mi costringono a svegliarmi alle cinque del mattino - Ciao, torno a letto - buona giornata a te da d/b -

Concordiamo anche in questo, d/b. I gatti, e in modo particolare le gatte, sono di gran lunga i miei animali preferiti. La pulizia, la flemma, la saggezza, l'indipendenza dei gatti le trovo virtù ammirevoli ed esemplari anche per gli esseri umani. Purtroppo in vita mia ho potuto avere in casa solo due gatte, per appena 15 anni in tutto. Le rimpiango moltissimo, a volte me le sogno addirittura. Ambedue imparararono rapidamente e misteriosamente a distinguere il venerdì dagli altri giorni. Il venerdì ogni napoletano verace esce per comprare il pesce. Solo quel giorno si piazzavano vicino alla porta d'ingresso, per ore, per accogliere me o mia moglie come farebbe un cane col padrone. E alici, seppioline e merluzzetti a volontà. Purtroppo mia moglie dice che le rovinano i tendaggi e da molti anni ha messo il veto. Perfino più rigido di quello sulle motociclette (oggi mi sogno pure quelle). Invece detesto i cani, salvo rare eccezioni come i golden retriever (grandi amici dei bambini) e certi bastardini quasi indipendenti come i gatti. Da piccolo vivevo al piano terra, affacciato su un giardino pieno di gatti. I miei mi dicevano che imparai a contare, molto prima che a leggere e scrivere, contando i gatti che passavano sotto la finestra. Saluti

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16 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

....,Purtroppo in vita mia ho potuto avere in casa solo due gatte, per appena 15 anni in tutto. Le rimpiango moltissimo, a volte me le sogno addirittura. Ambedue imparararono rapidamente e misteriosamente a distinguere il venerdì dagli altri giorni. Il venerdì ogni napoletano verace esce per comprare il pesce. Solo quel giorno si piazzavano vicino alla porta d'ingresso, per ore, per accogliere me o mia moglie come farebbe un cane col padrone. E alici, seppioline e merluzzetti a volontà. Purtroppo mia moglie dice che le rovinano i tendaggi e da molti anni ha messo il veto. Perfino più rigido di quello sulle motociclette (oggi mi sogno pure quelle). Invece detesto i cani, salvo rare eccezioni come i golden retriever (grandi amici dei bambini) e certi bastardini quasi indipendenti come i gatti. Da piccolo vivevo al piano terra, affacciato su un giardino pieno di gatti. I miei mi dicevano che imparai a contare, molto prima che a leggere e scrivere, contando i gatti che passavano sotto la finestra. Saluti

Mi sembrava strano che il Cazzaro napoletano non avesse pure non uno , ma due gatti che conoscevano i giorni della settimana . Uno , sembra , che la Domenica andasse a Messa. Addirittura sembra che uno miagolasse in inglese e l’altro in latino . Ma , quel che è certo  ,e’  che insegnarono al Cazzaro napoletano a contare . Sigh .,... aiutate il Cazzaro napoletano !!

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Di tanto in tanto, a mia discrezione, contravvengo alla regola generale di non leggere i post dell'incivile pisano. Ogni regola ha le sue eccezioni, motivate in questo caso da due ragioni. O desidero farmi due risate oppure, più raramente, vado a verificare se l'incivile non abbia per caso spezzato l'incantesimo di cui è vittima da quasi un decennio e con il quale un pifferaio toscano da due soldi trasformò un forumista serio in un asino ragliante e in un falsario matricolato. Ma ormai le speranze sono al lumicino. Per es. nel post di oggi l'incivile si cala in ambedue i ruoli. Da falsario svergognato mi accusa per l'ennesima volta di avere copiato il mio post da qualche parte. Per l'ennesima volta potrei sfidarlo a indicare DOVE il sottoscritto abbia copiato anche un solo rigo. Dopodiché io lascerei per sempre il forum, altrimenti lo lascia lui. Ma sarebbe tempo perso. Quando viene sfidato, infatti, il falsario subisce una ulteriore e istantanea metamorfosi: diventa un coniglio.  Da asino ragliante il nostro raglia che avrei dovuto tenere conto, nel tasso di mortalità di Gibilterra, anche dei non residenti (pendolari spagnoli e simili). A parte il fatto che in Statistica la popolazione residente generalmente include anche i residenti di diversa cittadinanza (immigrati, etc.), se ci sono dei pendolari questi rientrano ovviamente nelle statistiche del paese di provenienza (nel caso in oggetto la Spagna). D'altra parte, se anche li si inglobasse, in modo del tutto arbitrario, nelle statistiche Covid di Gibilterra, il tasso di mortalità probabilmente non cambierebbe granché. Perché crescerebbe il denominatore (da 34mila a 60mila) ma crescerebbe pure il numeratore (il totale dei decessi, pendolari inclusi). L'asino pisano non perde occasione per ragliare e per ampliare la sua vasta collezione di figure di letame. 

 

 

 

 

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viene da chiedersi se il virus parli inglese oppure ha bisogno di un traduttore

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17 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Di tanto in tanto, a mia discrezione, contravvengo alla regola generale di non leggere i post dell'incivile pisano. Ogni regola ha le sue eccezioni, motivate in questo caso da due ragioni. O desidero farmi due risate oppure, più raramente, vado a verificare se l'incivile non abbia per caso spezzato l'incantesimo di cui è vittima da quasi un decennio e con il quale un pifferaio toscano da due soldi trasformò un forumista serio in un asino ragliante e in un falsario matricolato. Ma ormai le speranze sono al lumicino. Per es. nel post di oggi l'incivile si cala in ambedue i ruoli. Da falsario svergognato mi accusa per l'ennesima volta di avere copiato il mio post da qualche parte. Per l'ennesima volta potrei sfidarlo a indicare DOVE il sottoscritto abbia copiato anche un solo rigo. Dopodiché io lascerei per sempre il forum, altrimenti lo lascia lui. Ma sarebbe tempo perso. Quando viene sfidato, infatti, il falsario subisce una ulteriore e istantanea metamorfosi: diventa un coniglio.  Da asino ragliante il nostro raglia che avrei dovuto tenere conto, nel tasso di mortalità di Gibilterra, anche dei non residenti (pendolari spagnoli e simili). A parte il fatto che in Statistica la popolazione residente generalmente include anche i residenti di diversa cittadinanza (immigrati, etc.), se ci sono dei pendolari questi rientrano ovviamente nelle statistiche del paese di provenienza (nel caso in oggetto la Spagna). D'altra parte, se anche li si inglobasse, in modo del tutto arbitrario, nelle statistiche Covid di Gibilterra, il tasso di mortalità probabilmente non cambierebbe granché. Perché crescerebbe il denominatore (da 34mila a 60mila) ma crescerebbe pure il numeratore (il totale dei decessi, pendolari inclusi). L'asino pisano non perde occasione per ragliare e per ampliare la sua vasta collezione di figure di letame. 

 

 

 

 

Eh no , Cazzaro !! Te non hai detto :” Di tanto in tanto contravvengo alla regola di non leggere i post dell’incivile pisano “.   Eh no , bugiardo patentato !! Te , decine di volte , hai giurato e spergiurato : “Che te non leggi i post del maleducato del forum “. Questo hai detto . Ergo : il Falsario e pluribugiardo sei te e ti concedo ampia e facoltà di prova . Punto e basta !!  Entrando nel merito del post di confermi il solito Cazzaro con spiccata tendenza alla menzogna ed allo stravolgimento dei fatti oltre a cercare di “devastare “ il cervello di tanti forumisti che già , di per se , sono già pieni di devastazione . Sei te , Cazzaro , che nel tuo post hai parlato di Gibilterra . Sei te , Cazzaro , che hai analizzato i dati di Gibilterra .  Non io !!  Sei te , Cazzaro che su quei dati imprecisi ed incompleti , hai costruito il solito teorema a tuo uso e consumo che non avrebbero nessuna possibilità di essere recepiti nemmeno al Barber Shop di Carmine Petruzziello . Io te li ho smontati con estrema facilità perché partivano da una popolazione residente di 34.000 abitanti mentre io ti ho dimostrato , con i fatti e non solo a parole come fai te , che gli abitanti sono oltre 60.000 . Quindi sono perfettamente inutili le tue giravolte ed i tentativi di strambare . I numeri sono numeri e non si discute . Non si citato Denominatori del caz.z.o ai quali ti attacchi per arrampicarti con gli zoccoli sugli specchi sempre più scivolosi .  Te hai impregnato i tuoi cervellotici dati sulla metà della popolazione presente su Gibilterra ogni giorno che Cristo fa sorgere . Buffone !! 

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Inviata (modificato)

Il disinformato pisano non ha ancora capito che i dati Covid di Gibilterra (e di tutti gli altri paesi seri) si riferiscono alla popolazione residente, e la popolazione residente a Gibilterra sono circa 34mila persone e non 60mila, questo secondo tutti i siti e tutti i libri seri. Tuttavia, se c'è un caso attivo (in isolamento o in ospedale) proveniente dall'estero (come per es. i due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani a fine gennaio 2020) questo viene conteggiato nel bollettino interno. Lo fa anche Gibilterra e allora andiamo a leggere la fonte ufficiale: 

https://mobile.twitter.com/gibraltargov/status/1354090523032776705

Leggiamo che i casi attivi sono 453 di cui 452 residenti + 1 visitatore. Come si vede il contributo esterno è minimo, non certo quello che immaginava l'ingenuo pisano. D'altra parte, come ho scritto infinite volte, i numeri esatti della pandemia sono ignoti e ben diversi dai dati confermati. Quello che volevo evidenziare in questa discussione è un aspetto qualitativo, ovvero che la popolazione di gran lunga più testata al mondo (4,5 test per abitante) è anche, guarda caso, quella con il più alto tasso di mortalità ufficialmente rilevato. Cosa ci suggeriscono questi dati di Gibilterra, pur da considerare con cautela essendo il campione relativamente piccolo (34mila unità)? Ci suggeriscono che laddove si fanno meno test (ovvero praticamente in tutto il resto del mondo) il tasso di mortalità è probabilmente sottostimato: i decessi effettivi da Covid sono di più, in certi paesi molti di più, di quelli registrati nelle statistiche. Prendiamo l'India che dichiara un tasso di mortalità quasi 20 volte più basso di quello di Gibilterra. Ebbene l'India fa, in rapporto alla popolazione, meno di un 30simo dei test di Gibilterra. Quindi il tasso di mortalità di Gibilterra (che con i 4 decessi di ieri ha superato il 2 per mille) è un dato molto più credibile della mortalità dichiarata dall'India.  È vero che l'età mediana della popolazione indiana (29 anni) è più bassa di quella di Gibilterra (36), ma il sistema sanitario indiano è quello che è: quasi da terzo mondo. Dunque è probabile che i decessi in India siano in realtà molti di più dei 153mila oggi dichiarati. A fine luglio un servizio del Tg1 riportava una stima di "esperti" secondo i quali l'India aveva già raggiunto il milione di decessi. Il dato di Gibilterra, corroborato dalla larga e capillare diffusione del testing, ci suggerisce anche un'altra cosa interessante. Dato che tutti i 69 decessi registrati appartengono alla seconda ondata (il primo risale all'11 novembre), essi confermano che le nuove varianti del virus sono senza dubbio più contagiose e dunque più mortali, a parità di letalità, rispetto a quelle della prima ondata. Ma i numeri di Gibilterra ci fanno sospettare che le nuove varianti potrebbero addirittura essere anche più letali delle precedenti. Sospetto venuto anche a qualche scienziato e al premier inglese Boris Johnson pochi giorni fa. 

Modificato da fosforo311

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Marcello Gandini (Torino, 26 agosto 1938) è un designer italiano. Ha disegnato alcune delle più belle automobili italiane a partire dalla metà degli anni sessanta.

Anche se la maggior parte della sua capacità creativa è stata impiegata nel design di vetture, si è occupato anche di disegno industriale e di complementi d'arredo.

Appassionato di meccanica fin dall'infanzia, fu capo-designer della Bertone sino al 1980, quando la abbandonò per dedicarsi all'attività di freelance-designer.

Succeduto al coetaneo Giorgetto Giugiaro alla carrozzeria Bertone, disegnò le più apprezzate sportive italiane degli anni 60 e 70, tra le quali la celebre Lamborghini Miura, l'Alfa Romeo Montreal, la Lancia Stratos, la Fiat X1/9 e la Lamborghini Countach. Autobianchi Runabout 

Piccola, poco citata, ma significativa anche la collaborazione tra Gandini e la Innocenti di Milano, che portò nel 1974 alla presentazione delle nuove Mini 90/120, auto che in diverse evoluzioni meccaniche, ma con una carrozzeria sostanzialmente immutata, rimasero in produzione per ben 19 anni, segno tangibile di un design "sempreverde", capace di resistere bene alle mode e alle tendenze temporanee.

Fantastica è stata la Alfa Sud sia come meccanica che come carrozzeria – Ha fatto vivere molti sogni a noi giovani di un tempo … ancora attuale. 

 

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1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

Marcello Gandini (Torino, 26 agosto 1938) è un designer italiano. Ha disegnato alcune delle più belle automobili italiane a partire dalla metà degli anni sessanta.

Anche se la maggior parte della sua capacità creativa è stata impiegata nel design di vetture, si è occupato anche di disegno industriale e di complementi d'arredo.

Appassionato di meccanica fin dall'infanzia, fu capo-designer della Bertone sino al 1980, quando la abbandonò per dedicarsi all'attività di freelance-designer.

Succeduto al coetaneo Giorgetto Giugiaro alla carrozzeria Bertone, disegnò le più apprezzate sportive italiane degli anni 60 e 70, tra le quali la celebre Lamborghini Miura, l'Alfa Romeo Montreal, la Lancia Stratos, la Fiat X1/9 e la Lamborghini Countach. Autobianchi Runabout 

Piccola, poco citata, ma significativa anche la collaborazione tra Gandini e la Innocenti di Milano, che portò nel 1974 alla presentazione delle nuove Mini 90/120, auto che in diverse evoluzioni meccaniche, ma con una carrozzeria sostanzialmente immutata, rimasero in produzione per ben 19 anni, segno tangibile di un design "sempreverde", capace di resistere bene alle mode e alle tendenze temporanee.

Fantastica è stata la Alfa Sud sia come meccanica che come carrozzeria – Ha fatto vivere molti sogni a noi giovani di un tempo … ancora attuale. 

Caro d/b, a te piace uscire fuori tema. Prima le gatte, ora le auto. Ma qui si parlava di pandemia. Tuttavia, dato che sei una persona garbata, non te ne faccio una colpa, anzi ti assecondo. Ti ho già accennato alle mie gatte, ora ti rispondo su Gandini. Per me Marcello è stato, anzi è perché credo sia tuttora attivo, il Raffaello dell'automobile. E lo attesta la Miura esposta al MoMA di New York. Molto più di un'auto sportiva: un capolavoro dell'arte moderna. Nonostante tutte le limitazioni imposte dalla tecnologia dell'epoca e da un costruttore coraggioso ma piccolo e quasi artigianale come Ferruccio Lamborghini. Ti propongo un video interessante (anche se l'avrai già visto) e uno eccitante. Il primo è una bella intervista a Gandini dell'ottimo Davide Cironi, un giovane abbruzzese appassionato di auto storiche e della grande tradizione italiana degli anni 60-70-80, quando sapevamo costruire automobili esteticamente inarrivabili e tecnicamente eccellenti. Il secondo è un video per me semplicemente eccitante. È una breve prova su strada dell'auto per me più bella disegnata da Gandini, personalmente la preferisco perfino alla Miura. Quest'automobile letteralmente mi eccita. Dal vivo l'avrò intravista due o tre volte, nel secolo scorso, sfrecciarmi davanti in autostrada. Altrettanti brividi. Una dozzina di anni fa ne vidi una, verdina come quella del filmato, perfetta, come nuova benché avesse almeno 30 anni, parcheggiata al porto, al molo Beverello. Dimenticai di colpo tutto quello che dovevo fare al porto e le girai intorno ad ammirarla per almeno un quarto d'ora. A bocca aperta, come un bambino davanti al giocattolo irraggiungibile oltre la vetrina. Ma io potevo perfino toccarla. Lo feci una sola volta: una scossa elettrica! Non saprei dire se fosse l'emozione o la carica elettrostatica delle gomme. Ubriacato com'ero dal piacere, lì per lì pensai che fosse una specie di antifurto. Ogni dettaglio, ogni componente, perfino la serratura cromata delle porte, mi eccitava. Lo stile, inconfondibile Gandini anni '70, mi entusiasmava fino alla pelle d'oca. Come il Canone di Pachelbel del XVII secolo. Dal vivo non c'è paragone con le foto o i video: in tre dimensioni è molto più bella. Mi accorsi che stavo per raggiungere l'or.gasmo. Estetico ed estatico. Finché arrivò il proprietario, che doveva essere molto geloso e la teneva lucidata a specchio e senza un graffio. Come un diamante d'acciaio. Mi disse che da lontano aveva temuto che fossi 'nu mariuolo. Non lo conoscevo e non osai chiedergli di farci un giro, anche solo come passeggero. Ma ti giuro che è l'unica e sola automobile che io abbia desiderato e desideri tuttora possedere come una bellissima donna. Paradossalmente è una delle rare auto con un nome maschile. Pazienza: un difettuccio doveva averlo perfino lei. Un'avvertenza per tutti prima del filmato: non imitate il conducente. Saluti

https://youtu.be/BZJtMmMhj0Q

https://youtu.be/wKwIfsAMZfs

Modificato da fosforo311
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20 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Caro d/b, a te piace uscire fuori tema. Prima le gatte, ora le auto. Ma qui si parlava di pandemia. Tuttavia, dato che sei una persona garbata, non te ne faccio una colpa, anzi ti assecondo. Ti ho già accennato alle mie gatte, ora ti rispondo su Gandini. Per me Marcello è stato, anzi è perché credo sia tuttora attivo, il Raffaello dell'automobile. E lo attesta la Miura esposta al MoMA di New York. Molto più di un'auto sportiva: un capolavoro dell'arte moderna. Nonostante tutte le limitazioni imposte dalla tecnologia dell'epoca e da un costruttore coraggioso ma piccolo e quasi artigianale come Ferruccio Lamborghini. Ti propongo un video interessante (anche se l'avrai già visto) e uno eccitante. Il primo è una bella intervista a Gandini dell'ottimo Davide Cironi, un giovane abbruzzese appassionato di auto storiche e della grande tradizione italiana degli anni 60-70-80, quando sapevamo costruire automobili esteticamente inarrivabili e tecnicamente eccellenti. Il secondo è un video per me semplicemente eccitante. È una breve prova su strada dell'auto per me più bella disegnata da Gandini, personalmente la preferisco perfino alla Miura. Quest'automobile letteralmente mi eccita. Dal vivo l'avrò intravista due o tre volte, nel secolo scorso, sfrecciarmi davanti in autostrada. Altrettanti brividi. Una dozzina di anni fa ne vidi una, verdina come quella del filmato, perfetta, come nuova benché avesse almeno 30 anni, parcheggiata al porto, al molo Beverello. Dimenticai di colpo tutto quello che dovevo fare al porto e le girai intorno ad ammirarla per almeno un quarto d'ora. A bocca aperta, come un bambino davanti al giocattolo irraggiungibile oltre la vetrina. Ma io potevo perfino toccarla. Lo feci una sola volta: una scossa elettrica! Non saprei dire se fosse l'emozione o la carica elettrostatica delle gomme. Ubriacato com'ero dal piacere, lì per lì pensai che fosse una specie di antifurto. Ogni dettaglio, ogni componente, perfino la serratura cromata delle porte, mi eccitava. Lo stile, inconfondibile Gandini anni '70, mi entusiasmava fino alla pelle d'oca. Come il Canone di Pachelbel del XVII secolo. Dal vivo non c'è paragone con le foto o i video: in tre dimensioni è molto più bella. Mi accorsi che stavo per raggiungere l'or.gasmo. Estetico ed estatico. Finché arrivò il proprietario, che doveva essere molto geloso e la teneva lucidata a specchio e senza un graffio. Come un diamante d'acciaio. Mi disse che da lontano aveva temuto che fossi 'nu mariuolo. Non lo conoscevo e non osai chiedergli di farci un giro, anche solo come passeggero. Ma ti giuro che è l'unica e sola automobile che io abbia desiderato e desideri tuttora possedere come una bellissima donna. Paradossalmente è una delle rare auto con un nome maschile. Pazienza: un difettuccio doveva averlo perfino lei. Un'avvertenza per tutti prima del filmato: non imitate il conducente. Saluti

https://youtu.be/BZJtMmMhj0Q

https://youtu.be/wKwIfsAMZfs

Spero che i filmati vengano visti e memorizzati anche dai giovani di oggi e non solo dagli anziani come noi. Grazie ed a presto.  

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Inviata (modificato)

Ci eravamo lasciati 10 giorni fa in questa discussione con Gibilterra a quota 68 decessi e San Marino a 65. Purtroppo oggi sono a 83 e 69 rispettivamente. Con il che Gibilterra consolida il suo primato mondiale nella classifica del tasso di mortalità (decessi/popolazione) che sale al 2,464 per mille secondo Worldometer, davanti a San Marino con il 2,031 per mille. L'Italia al momento è settima, preceduta anche da Belgio, Slovenia, UK e Cechia nell'ordine, la nostra mortalità è pari a 1,511 per mille. Ma gli USA e soprattutto il Portogallo, probabilmente il paese più colpito dalla seconda ondata, sono in rapido avvicinamento.  Naturalmente il tasso di mortalità (e non il numero assoluto dei morti) è il parametro che meglio di tutti quantifica l'impatto della pandemia sulle diverse nazioni (Gibilterra, come anche Hong Kong, non è politicamente indipendente ma lo è nel quadro epidemiologico). Però, come ho scritto, è un parametro generalmente sottostimato perché dal computo dei morti da Covid sono esclusi quelli non testati (che in Italia e in altri paesi occidentali sono intorno al 20% del totale, nei paesi poveri presumibilmente molti di più). Ma Gibilterra ha anche il primato mondiale dei test: al momento ha fatto 4,9 tamponi per abitante, gli USA 0,97, noi 0,57, l'India e il Sudafrica 0,14, il Brasile 0,13, la Nigeria 0,006. Quindi è verosimile che pochissimi decessi siano sfuggiti al computo e anche relativamente pochi contagi. Dal che deduciamo, come scrivevo all'inizio di questa discussione, che i dati di Gibilterra sono probabilmente più significativi di quelli degli altri paesi sia in merito alla mortalità effettiva che alla letalità effettiva (decessi effettivi/contagi effettivi). La letalità osservata (decessi/casi positivi) al momento è pari all'1,98%. Valore basso rispetto a quello di altri paesi (es. in Italia è il 3,46%) ma ben al di sopra delle attuali stime della letalità effettiva del Covid (per lo più al di sotto dell'1%). Considerato anche che a Gibilterra non si sono registrati decessi nella prima ondata, questi numeri indurrebbero a credere che le varianti del virus in circolazione nella seconda ondata siano non solo più contagiose (dunque più mortali) ma anche più letali delle precedenti.

Per quanto riguarda l'Italia, voglio aggiungere che il dato di mortalità che ci attribuisce Worldometer è sottostimato anche per un'altra ragione. Il sito infatti ci attribuisce una popolazione nazionale attuale di oltre 60,4 milioni di abitanti, ricavata dalle proiezioni ONU di qualche tempo fa e non ancora aggiornate. In realtà, la popolazione italiana residente (che include anche gli immigrati stabili) oggi è ben sotto i 60 milioni. I dati anagrafici ISTAT (basati sui dati dei Comuni) arrivano per ora alla fine di ottobre 2020 e stimano una popolazione residente pari a 59,354 milioni contro i 59,612 milioni del primo gennaio. Quindi un saldo negativo di quasi 300mila unità, dovuto al saldo migratorio negativo ma sopratutto al saldo naturale (nascite-decessi) in pesante deficit. E tutto lascia credere che il trend sia proseguito anche in novembre, dicembre e gennaio (50mila morti di Covid in tre mesi). Verosimilmente oggi in Italia siamo 59,2 milioni se non meno. Assumendo una popolazione media durante la pandemia di 59,4 milioni, il tasso di mortalità di Worldometer va corretto da 1,511 per mille a 1,537. Qualche giorno fa il presidente dell'ISTAT Blangiardo ha fatto qualche anticipazione rispetto al consuntivo 2020 della natalità e della mortalità generale. Ha detto che è ormai certo che supereremo e non di poco i 700mila decessi per tutte le cause, mentre le nascite stabiliranno il nuovo ed ennesimo record negativo dall'unità d'Italia (1861), forse scendendo anche sotto quota 400mila (contro le 420mila del 2020). Con il che il saldo naturale negativo supererà le 300mila unità. Cosa che si verificò solo nel 1918, anno di guerra ma soprattutto anno di picco della terribile pandemia di influenza Spagnola che causò circa la metà degli 1,3 milioni di decessi di quell'anno. Va osservato che il calo di natalità del 2020 riflette il trend in atto dal 2008 ed  è dovuto solo in parte alla pandemia, che può avere influenzato solo la natalità di fine novembre e dicembre stante il fisiologico intervallo di 9 mesi tra concepimento e parto.  

Modificato da fosforo311

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