monte dei paschi di siena
Monte dei paschi di Siena e politica......

Noto che la maggior parte delle discussioni si preoccupa di quello che avviene in America  oppure dell'agonia  del governo Italiano, ma nessuno parla del sistema bancario Italiano e delle conseguenze del coronavirus;         tutte le attività  commerciali  (negozi alberghi ecc ) che  come conseguenza  del coronavirus sono chiuse hanno fidi con le banche Italiane, riusciranno queste aziende a restituire i soldi che hanno ricevuto in prestito? oppure falliranno? e se le banche non recuperano i soldi che hanno prestato, cosa succede? non è che si rischia che salti tutto?  che salti anche il sistema bancario?  in questo scenario si inserisce la vicenda del Monte dei Paschi di Siena che a mio parere dovrebbe restare  una banca pubblica, magari facendolo acquisire dal  bancoposta ; in una situazione attuale con i rischi economici e finanziari originati dal coronavirus una banca in mano pubblica  potrebbe essere indispensabile.  A Siena temo che molti abbiano le dee leggermente confuse  , sperano in una mini banca  con 300 sportelli controllata dalla fondazione senza considerare che l'attuale legislazione non consente alle fondazioni la detenzione di partecipazioni nelle banche; questo articolo trovato in rete spiega molte cose sull'attuale situazione del Monte dei Paschi vista dalla parte degli abitanti di Siena

 https://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/siena-cronaca/riabbiamo-una-banca-riecco-il-tormentone/

 

Modificato da etrusco1900

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9 messaggi in questa discussione

Con la diffusione della moneta elettronica è molto probabile che le banche in un prossimo futuro (10 massimo 20 anni) si smaterializzino riducendosi a mere banche virtuali, ovvero siti web che faranno lo stesso sporco e vergognoso lavoro dei banchieri privati: fare soldi con i soldi. Ma lo faranno in modo assai più agile. Niente sportelli, niente file, tempi rapidissimi anche per le operazioni più complesse. È chiaro che il denaro, per la sua intrinseca natura immateriale, si presta molto più delle merci ad essere scambiato on line. Amazon ha bisogno di personale, di magazzini e di una rete di distributori per le consegne a domicilio. Nulla di tutto questo serve a una banca in rete. Il processo è già in corso da anni con i tagli del personale e degli sportelli, i soli due motivi per cui non si è ancora completato sono la diffidenza tuttora presente in molti per la moneta elettronica e le operazioni on line (cui si aggiunge la propensione degli evasori all'uso del contante), ma soprattutto il fatto che le banche sono una lobby molto potente e cercano di ritardare il più possibile il loro pur ineluttabile KODAK MOMENT. Questo perché, a regime, le banche virtuali non formeranno più lobby e cartelli, la concorrenza sarà spietata, i margini di guadagno minimi per non dire irrisori. Oggi fondare una banca richiede capitali e strutture ingenti, nonché appoggi nel mondo politico e in quello finanziario. Le banche on line invece avranno costi bassissimi e personale ridotto all'osso. Uno smanettone bravo e fortunato potrebbe avviare l'attività con un capitale minimo, sfruttando il noto meccanismo della moltiplicazione dei depositi. Che poi in sostanza è anche il principio truffaldino della catena di sant'Antonio e dello schema Ponzi. In teoria basterebbe abolire il meccanismo perverso della riserva frazionaria per tenere in vita l'attuale sistema, ma in pratica esso perderebbe la vera leva dei suoi profitti. Naturalmente nella giungla delle banche virtuali lo spazio per le truffe crescerebbe a dismisura da una parte e dall'altra, cioè di chi presta e di chi si fa prestare. Ragion per cui io prevedo che il sistema on line, dopo una rapida espansione, a un certo punto imploderà e le banche virtuali saranno poco più che meteore, o meglio finiranno come buchi neri, ovvero come l'ultimo stadio di evoluzione stellare delle morenti banche tradizionali. In altri termini non basterà a queste ultime traslocare sul web per sopravvivere. L'antico mestiere del banchiere privato è destinato a sparire per effetto della tecnologia, come sparì quello dei produttori delle vecchie pellicole e delle vecchie macchine fotografiche. Nella seconda metà del secolo resteranno solo le banche centrali, quelle che stamperanno la moneta non più su carta e metallo ma su schede magnetiche e che saranno le sole accreditate dagli utenti. Questo processo andrebbe velocizzato il più possibile. Perché le banche private sono già oggi un freno all'economia reale e diventeranno sempre più inaffidabili a causa della riduzione dei margini di profitto. L'economia reale, come si evidenzia durante la pandemia ma è un concetto valido sempre (vedasi il boom della Cina), ha bisogno dello Stato. Quindi di grandi banche pubbliche, coordinate con l'azione dei governi nel sostenere famiglie e imprese, cultura e innovazione, e assolutamente prive di fini di lucro. 

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Prova a leggere il libretto - Carlo Cipolla ; allegro ma non troppo - contiene due favolette di facile lettura. In una di essere si parla proprio di quattro banche toscane che sin dalle origini finanziavano le guerre ed i fabbricanti di armi. - la seconda favoletta riporta su di un diagramma cartesiano a quattro quadranti il genere umano in base alle proprie caratterisiche.  

Modificato da dune-buggi

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11 ore fa, fosforo311 ha scritto:

L'economia reale, come si evidenzia durante la pandemia ma è un concetto valido sempre (vedasi il boom della Cina), ha bisogno dello Stato. Quindi di grandi banche pubbliche, coordinate con l'azione dei governi nel sostenere famiglie e imprese, cultura e innovazione, e assolutamente prive di fini di lucro. 

E' quello che viene proposto di fare con il Monte dei Paschi, una banca pubblica fusa con il bancoposta in modo da dare al Monte dei Paschi la capillarità degli sportelli delle poste e alle poste l'esperienza  e i prodotti  di una grande banca ; c'è il pericolo che le nostre banche in crisi  vengano comperate da banche estere con la conseguenza che  direzioni e centri  politici e decisionali siano all'estero e  che i risparmi  degli Italiani  raccolti in Italia  anziché essere utilizzati per finanziare le aziende Italiane vengano invece usati per  finanziare le aziende Francesi o Tedesche

Modificato da etrusco1900

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16 minuti fa, etrusco1900 ha scritto:

E' quello che viene proposto di fare con il Monte dei Paschi, una banca pubblica fusa con il bancoposta in modo da dare al Monte dei Paschi la capillarità degli sportelli delle poste e alle poste l'esperienza  e i prodotti  di una grande banca ; c'è il pericolo che le nostre banche in crisi  vengano comperate da banche estere con la conseguenza che  direzioni e centri  politici e decisionali siano all'estero e  che i risparmi  degli Italiani  raccolti in Italia  anziché essere utilizzati per finanziare le aziende Italiane vengano invece usati per  finanziare le aziende Francesi o Tedesche

il Monte dei Paschi che rimane banca di stato è la proposta dei 5 stelle; non si capisce l'insistenza e l'interesse di alcuni settori del PD  a livello nazionale (da non confondere con il PD della città di Siena) per una fusione con unicredit

Modificato da etrusco1900

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Prova a leggere il libretto - Carlo Cipolla ; allegro ma non troppo - contiene due favolette di facile lettura. In una di essere si parla proprio di quattro banche toscane che sin dalle origini finanziavano le guerre ed i fabbricanti di armi. - la seconda favoletta riporta su di un diagramma cartesiano a quattro quadranti il genere umano in base alle proprie caratterisiche.  

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ottima considerazione etru...e mi permetto anche di aggiungere:

sempre in tema di banche,le vecchie  e sempreverdi banche di credito cooperativo...ex casse rurale di un tempo..grazie al ducetto che si crede intelligente,la ha fatte fondere tra di loro;risultato? diventando anomime!!  e piu' care.tra l 'altro...non parli piu' allo sportello con l'amico di piazza...con il direttore che ti da anche  un pacca sulla spalla...tutto centrallizzato...tutto dove sei un numero da spremere..e se il caso.dare un calcio nel k### quando non servi piu'.ecco le politiche delle sx...degli incompetenti..che invece cdi preoccuparsi dei megabuche delle LORO banche,prendono di mira le piccole realta'.

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1 ora fa, director12 ha scritto:

ottima considerazione etru...e mi permetto anche di aggiungere:

sempre in tema di banche,le vecchie  e sempreverdi banche di credito cooperativo...ex casse rurale di un tempo..grazie al ducetto che si crede intelligente,la ha fatte fondere tra di loro;risultato? diventando anomime!!  e piu' care.tra l 'altro...non parli piu' allo sportello con l'amico di piazza...con il direttore che ti da anche  un pacca sulla spalla...tutto centrallizzato...tutto dove sei un numero da spremere..e se il caso.dare un calcio nel k### quando non servi piu'.ecco le politiche delle sx...degli incompetenti..che invece cdi preoccuparsi dei megabuche delle LORO banche,prendono di mira le piccole realta'.

Forse molti problemi hanno avuto inizio quando la politica   per prendere il controllo delle banche  ha deciso di toglierle dal controllo delle fondazioni; le fondazioni  che possedevano le banche  erano circoli chiusi  controllati da  notabili, consorterie e massonerie varie assieme ai partiti  in un groviglio armonioso dove spesso i partiti non riuscivano ad avere il peso che avrebbero voluto e  non riuscendo ad avere il controllo totale delle  banche tramite le  fondazioni di riferimento  hanno deciso per legge che le fondazioni non potessero più possedere le banche  e    banche con una storia secolare sono  state trasformate da istituti di diritto pubblico a società per azioni e le conseguenze nefaste di queste trasformazioni sono sotto gli occhi di tutti

Modificato da etrusco1900

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