ROVINE  SENZA  STORIA

 

L’Italia è disseminata di rovine che testimoniano tempi e modi di vivere dei suoi abitanti nel corso dei secoli. Di alcune ci prendiamo cura e di altre ci dimentichiamo, ma lo sforzo per la loro tutela sarebbe sempre insufficiente, sempre discrezionale a tal punto da dover necessariamente escludere delle testimonianze storiche tra tutte quelle che ci circondano. D’altronde, l’immensa produzione artistica sviluppatasi nei secoli, ha reso questo Paese il primo al mondo per numero di siti Unesco e il “deposito” culturale più vasto in assoluto. Basti pensare che, soltanto nei magazzini dei musei, giacciono dimenticati o trascurati, circa 40 milioni di opere e reperti che non trovano spazio espositivo nei musei (un dato riferito al decennio ‘80-’90 del secolo scorso) ai quali si aggiungono tutti quelli a cielo aperto, più o meno conservati e valorizzati. Questi ultimi, nella nostra epoca, vengono affiancati da ruderi o scheletri di cemento che non hanno neanche visto l’inizio della propria esistenza. Rovine che sono diventate tali senza giovare a nessuno, senza produrre una funzione, senza contribuire alla storia. Sono le testimonianze moderne di ciò che saremo per quelli che ci guarderanno dal futuro, come noi oggi guardiamo quelli che ci hanno preceduto nel nostro passato, ma che ci hanno tramandato la bellezza e la potenza della cultura, con il loro ingegno irripetibile. Noi, invece, doneremo al nostro prossimo migliaia di cantieri lasciati a metà, molti mai iniziati, altri che hanno visto generazioni alternarsi nei lavori di esecuzione e prosecuzione, poi abbandonati e nascosti agli occhi della gente. Piscine senz’acqua, piloni senza ponte, velodromi senza pista, palestre senza attrezzi, strade che non collegano nessun luogo e altri posti dotati di pareti a se stanti e rigorosamente deserti, mai nati per essere vissuti e mai vissuti per essere ricordati. Migliaia di miliardi di lire seguiti da miliardi di euro, finiti nel pozzo spartano della politica e del malaffare. Un pozzo mai colmo e sempre nero.

DvMcEv

 

In Italia 647 opere pubbliche incompiute: costate 4 miliardi per finirle ne servirebbero altri 1,5 (fanpage.it)

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

1 messaggio in questa discussione

alle volte conviene aprire un cantiere, eseguire piccoli lavori, poi scappare, senza controllo .... misteri della burocrazia e degli appalti strani.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963