Chiudiamo l'anno con oltre centomila morti, circa 7 milioni nel mondo

Come è ben noto e come ho scritto più volte, i contagi e i decessi da Covid sono largamente sottostimati nei dati uffi.ciali. Ciò si deve al fatto che non tutti gli infetti vengono testati (per es. la gran parte degli asintomatici) e nemmeno tutti i casi fatali. Giorni fa facevo l'esempio della Russia dove l'ufficio statistico nazionale ha stimato che i decessi effettivi da gennaio a novembre erano oltre il triplo di quelli confermati. La Russia, che al 31/12 dichiara circa 57mila decessi da Covid, in realtà chiude l'anno intorno alle 200mila vittime. Una recente e analoga stima dell'ISTAT spagnolo parla di 29mila decessi in più di quelli contati, quindi la Spagna chiuderà con circa 80mila morti effettivi. Mentre uno studio americano aggiunge un 36% ai decessi confermati. Quindi gli USA, che ieri hanno superato i 350mila decessi secondo Worldometer, chiuderanno il 2020 vicini al mezzo milione (e con il record di decessi giornalieri battuto due volte, il 29 e il 30 dicembre, e ormai vicino a 4000). Tutte queste stime si basano sulla statistica dell'eccesso di mortalità nazionale registrata nel 2020 (per tutte le cause di morte) rispetto alla media degli ultimi anni, e sull'ipotesi plausibile che senza la pandemia la mortalità avrebbe mantenuto un trend all'incirca costante. Ebbene, ieri L'ISTAT e l'ISS hanno pubblicato in un documento congiunto la statistica dell'eccesso di mortalità in Italia aggiornata al 30 novembre e correlata ai dati nazionali Covid. In sintesi, questo eccesso di mortalità è concentrato soprattutto al Nord, soprattutto nelle fasce anziane della popolazione e sopratutto nei periodi febbraio/maggio (prima ondata) e ottobre/novembre (seconda ondata, mancano i dati di dicembre). Mentre per il resto dell'anno la mortalità è cambiata poco, anzi è addirittura diminuita in gennaio/febbraio (causa un inverno mite) e giugno/luglio. Quest'ultimo dato induce a credere che l'eccesso di mortalità registrato nel 2020 sia legato essenzialmente e direttamente all'epidemia di coronavirus. Certo vi saranno stati decessi causati dall'intasamento delle strutture sanitarie nei periodi più critici ma sono probabilmente effetti marginali. È altresì probabile che le misure profilattiche adottate per contenere l'epidemia abbiano mitigato anche altre cause di morte, es. gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, i virus influenzali, etc. Ma quanto vale questo eccesso di mortalità? Secondo l'ISTAT tra febbraio e novembre 2020 si sono verificati 83.985 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo negli anni 2015/19. Ma per l'ISS tra febbraio e novembre i decessi certificati da Covid (inclusi quelli comunicati in ritardo a inizio dicembre) sono stati 57.647. Dunque, mancano all'appello oltre 26mila decessi, per l'esattezza 26.338, i quali porterebbero il totale dagli attuali 73.604 (al 30/12) a 99.942. Vi è però da dire che manca il dato di oggi e soprattutto mancano i dati sull'eccesso di mortalità in dicembre, che molto probabilmente condurranno a una stima finale ben sopra i 100mila decessi effettivi in Italia nel 2020. Infatti i dati dicono che l'eccesso di mortalità supera i numeri certificati sia nella prima ondata che nella seconda. Da miei calcoli sulle tabelle ISTAT/ISS, mancano all'appello 14.461 decessi tra febbraio e maggio e 10.572 tra ottobre e novembre. Quindi è prevedibile che anche in dicembre, che non è stato meno tragico di novembre, siano morte di Covid alcune migliaia di persone non testate.

Purtroppo non ci sono (o non conosco) stime di eccesso di mortalità a livello globale. Possiamo allora tentare una stima grossolana della mortalità pandemica proiettando la stima dell'OMS che a inizio ottobre valutava il totale dei contagiati pari a circa il 10% della popolazione mondiale (7,8 miliardi). Da cui potremmo stimare i decessi effettivi a quella data in base al valore del tasso di letalità effettivo del Covid (IFR). L'ultimo valore che conosco di fonte OMS è pari allo 0,6%. Naturalmente si tratta di un parametro di difficile e incerta valutazione e molto variabile da paese a paese, essendo influenzato dall'età mediana della popolazione (secondo l'Imperial College di Londra la probabilità di morte dei contagiati all'incirca raddoppia ogni 8 anni di crescita dell'età), dall'efficienza del sistema sanitario e da altri fattori locali (clima, inquinamento, etc.). Ma prendendo per buoni lo 0,6% di IFR e i 780 milioni di contagiati stimati dall'OMS il 5 ottobre, avremmo avuto a quella data 4,68 milioni di decessi effettivi contro 1,05 milioni registrati (Worldometer). Ma visto che per questi ultimi chiuderemo l'anno a circa 1,83 milioni, e ipotizzando una crescita proporzionale dei decessi effettivi, possiamo grossolanamente stimare questi ultimi in circa 7 milioni. 

Modificato da fosforo311

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