Homo-sapiens insipiente

 

Uno studio concluso nell'ottobre del 2016, pubblicato su Nature nel giugno del 2017, dimostra - con dati di analisi sul campo - che ogni anno finiscono in mare tra 1,15 e 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, trasportate dai fiumi, per il 74% nel periodo tra maggio e ottobre.

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - La plastica che finisce nello stomaco dei pesci, e da lì entra nella catena alimentare rischiando di arrivare sulle nostre tavole, non è ingerita accidentalmente. Al contrario, i pesci se ne nutrono attivamente, ingannati dal suo odore. I microframmenti plastici, infatti, dopo essere stati in mare assumono, secondo le narici degli animali acquatici, il profumo del cibo. Adirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

In tutto il mondo l’acqua potabile, quella utilizzata anche per le utenze domestiche, è contaminata da microscopiche fibre di plastica. Lo rivela uno studio condotto da Orb Media, un’organizzazione no profit specializzata in giornalismo d’inchiesta con sede a Washington. Grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università del Minnesota e dell’Università statale di New York, gli esperti di Orb hanno riscontrato la presenza del materiale inquinante nell’83% dei 159 campioni raccolti in città grandi e piccole di tutti i continenti.

L’inquinamento è cronico e l'emergenza smog non conosce più stagioni. Quest’anno, il picco di polveri sottili nell’aria non ha aspettato l'inverno, ma è arrivato con largo anticipo, prima in primavera e poi in autunno, complici i cambiamenti climatici e poi la mancanza di interventi strutturali da parte di regioni e sindaci per arginare il problema. Con un autunno quasi estivo e l’assenza di piogge, da gennaio a metà ottobre sono 25 le città che hanno superato il limite di 35 giorni con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili (Pm10).

Verrebbe quasi voglia di digiunare. Perché il cibo sembra poter essere il “veicolo” dei tanti inquinanti che ci circondano: dagli agenti chimici presenti nell’aria, nel suolo e nell’acqua, ai metalli pesanti come mercurio o piombo, fino ai composti nocivi che si formano quando cuciniamo. E gli studi accrescono i timori: solo nelle ultime settimane si sono registrati dati preoccupanti sull’arsenico presente in alcune varietà di riso, sull’alluminio che minaccerebbe la fertilità maschile, sugli ftalati contenuti in alcune plastiche alimentari che favorirebbero l’asma e problemi respiratori se vi si è esposti durante il periodo fetale.

La nostra Terra soffre sempre di più delle conseguenze della sovrappopolazione. Tali conseguenze vengono provocate  dall’effetto serra, causato dall’aumento dell’emissione di CO2. Le disastrose ripercussioni le viviamo ora sotto forma di: cambiamento climatico,  aumentate catastrofi naturali, tempeste, eruzioni vulcaniche, terremoti, carestie, guerre, migrazioni di popoli ecc.

Tutto questo lo chiamano progresso e civiltà. Io lo chiamerei propensione al regresso fino alla condizione primordiale di........Homo sapiens

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