Referendum costituzionale: quando i gufi erano Renzi, Confindustria e Fitch. Dopo il No l’apocalisse non c’è stata

Referendum costituzionale: quando i gufi erano Renzi, Confindustria e Fitch. Dopo il No l’apocalisse non c’è stata

Caos politico, rialzo del tasso di interesse sui titoli di Stato, fuga di capitali, perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, impennata della povertà, otto banche a rischio fallimento. Le profezie dei sostenitori del Sì non si sono avverate. Anzi: ora sono gli stessi renziani a rivendicare crescita del pil e aumento degli occupati. Mps e le Popolari venete? I problemi erano precedenti. Le decisioni sono state rinviate per paura di perdere consensi

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2 messaggi in questa discussione

Caro Monello, sono 40 anni che vado a votare ma non ricordo un altro caso, prima del 4 dicembre 2016, in cui ci abbiano propinato una simile quantità industriale di balle per convincerci a votare in un certo modo. Quel che fecero la Dc e la Chiesa  per contrastare l'aborto e il divorzio fu poca cosa rispetto a quel che hanno messo in campo i poteri forti nazionali ed esteri per il referendum costituzionale. Nessuno mi toglierà dalla testa il fortissimo sospetto (condiviso da molti) che dietro Renzi ci siano poteri forti nazionali e sovranazionali. Qualcuno dirà: ma perché hanno scelto un perdente e un incapace per realizzare i loro piani? Semplice: perché lo hanno sopravvalutato e hanno sottovalutato il popolo italiano. D'altra parte le persone davvero in gamba non si lasciano manovrare facilmente. Quei poteri ancora oggi non demordono. Controllano tuttora la gran parte dei media. Hai visto quanto poco spazio hanno dedicato Telerenzi (ex Rai) e le altre tv all'anniversario del referendum? Se l'avesse vinto il Tappetaro, avremmo avuto programmi speciali e celebrativi su tutte le reti, titoloni, parate militari e frecce tricolori. Ma forse io non le avrei viste, sarei prima emigrato in Papuasia. Saluti

 

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D'alema ed altri simili ringraziano comunque....

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