4 dicembre 2017. Lutto nazionale per tutti

Ricorre oggi l’amniversario dell’evento politico più dannoso che la storia politica di questo Paese abbia potuto sopportare negli ultimi 20 anni . L’arco  costituzionale è da molti anni a questa parte presidiato da forze politiche spesse volte irresponsabili, prive di una visione programmatica e di buonsenso istituzionale. Oltretutto , sia detto a margine , a nessuno sarebbe convenuto, in termini di immagine, eludere il referendum: Renzi, e altri moderati più qualche transfugo, ammesso e non concesso che si sarebbero così raggiunti i due terzi in entrambe le Camere, prospettiva più impossibile che improbabile , sarebbero stati messi all’indice dalle ali più “estreme” del Parlamento quali fautori di un’oligarchia decidente in odore di massoneria (“hanno fatto il maxi-inciucio!” avrebbero urlato Grillo, Salvini e Meloni, il primo dei quali ne avrebbe guadagnato così tanto, in termini di consenso, da ipotecare un bottino elettorale non indifferente), né un qualunque tipo di accordo avrebbe potuto raggiungersi con suddette forze populiste (il Cinque Stelle, al di là del massimalismo compromissorio che caratterizza la sua identità e lo spinge ad arroccarsi aprioristicamente e solidamente nel no a qualunque mano tesa, non avrebbe avuto motivo di parlamentarizzare una decisione
che avrebbe tranquillamente potuto dirottare al “popolo”, sarebbe stato anche questo contrario alla sua identità). Passò il No, ennesimo trionfo della democrazia consociativa (o perfino partitocratica) su quella competitiva, delle lungaggini del bicameralismo perfetto sul  monocameralismo de facto, della fossilizzazione della Carta Costituzionale , commissione Bozzi, De Mita-Iotti, bicamerale di D’Alema ecc… Nell’ultimo trentennio tutti i tentativi hanno fatto cilecca sulla possibilità di razionalizzare l’apparato procedurale o stabilizzare, pur blandamente, l’esecutivo. È significativo che oggi i più tenaci alfieri del No si comportino come se fosse passato il Sì, parlando di “candidati premier” (come se con il proporzionale i candidati di vessillo abbiano la benché minima probabilità di andare a Palazzo Chigi) ed elaborando programmi che sarebbe complesso attuare perfino in un sistema bipolare e presidenziale. È andata così: un anno fa, oggi, sarebbe potuta essere la vigilia della Terza Repubblica… E invece è stata la vigilia della restaurazione della Prima. Complimenti a chi si sente un eroe da tastiera ed ha condannato un Paese a non diventare migliore . Saluti 

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2 messaggi in questa discussione

17 minuti fa, mark25252 ha scritto:

E invece è stata la vigilia della restaurazione della Prima. Complimenti a chi si sente un eroe da tastiera ed ha condannato un Paese a non diventare migliore . Saluti 

Sono d'accordo, torneremo alla prima repubblica, agli accordi sottobanco, ai governi che durano pochi mesi, ai cambi di gruppo, di partito, ecc. ;  ma non prendiamoci in giro le modifiche alla costituzione che venivano proposte non andavano bene e hanno fatto bene gli elettori a bocciarle; si va dalla sostanza; vedi la mancanza dell'abolizione della norma sul  vincolo di mandato alla forma cioè al modo con il quale si era arrivati a "partorire" la riforma; la costituzione è e deve essere di tutti e quindi non solo di una parte politica, andava fatta un assemblea costituente e trovato un accordo fra tutte le forze politiche così come avvenne dopo la fine della guerra quando fu approvata anche con aspre discussioni contrasti  e differenti visioni l'attuale costituzione;  in democrazia chi prende più voti alle elezioni vince, ma le regole cioè la costituzione quelle devono essere di tutti scritte da tutti condivise da tutti guai se a ogni legislatura le forze politiche che in quel momento detengono la maggioranza tentano da soli la modifica delle regole.

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lutto nazionale? considerata la vittoria del NO espressa da elementi stesso PD e maggior parte di itaGliani, parlare di lutto nazionale é volersi crogiolare in pie illusioni... e poi, un corregionale aficionados dell'allora Pr/Cons, nn aveva proclamato in TV, all'urbe ed all'orbe ke la nostra Costituzione era la + bella del mondo? cosa fece la poveretta da meritare un repentino ripensamento?

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