l'esperto:muoiono in tanti perchè si sono infettati!!

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In effetti tutti o quasi i parametri che vengono pubblicati indicano che la circolazione del virus sta rallentando, a parte il Veneto dove ora Zaia chiede la zona rossa, ma avrebbe dovuto farlo almeno due settimane fa, quando invece si vantava della zona gialla. Però, come ho sempre scritto, la forza di questo virus, non particolarmente letale e nemmeno tra i più contagiosi in assoluto, risiede nel NUMERO. E il numero dei contagiati in circolazione oggi è ancora altissimo, certo troppo elevato per tracciare i contatti e individuare i portatori, anche quelli sani (con buona pace di certi virologi dei miei stivali) e abbattere rapidamente la cosiddetta curva. Le misure, anche quelle corrispondenti al giallo, stanno in un certo senso funzionando ma non potevano dare più di tanto, cioè una stabilizzazione o un lieve miglioramento. Non si abbatte la curva colorando e decolorando ogni due settimane. Servono due mesi di zona rossa NAZIONALE per ridurre i casi giornalieri a poche centinaia, in modo da tracciare tutti i contatti e tenere tutto sotto controllo. L'apri e chiudi a macchia di leopardo e inseguendo i parametri a questo virus gli fa un baffo. Anche perché gli italiani sono irresponsabili e indisciplinati. Magari solo una nutrita minoranza ma non dimentichiamo che tutto è partito dai piccoli focolai di febbraio. E oggi c'è una piccola nuova ondata (piccola per ora) perfino in Corea e Giappone dove pensavano di avere tutto sotto controllo. Largamente insufficienti anche i controlli, assai più blandi rispetto alla primavera. Questo virus si argina con la continuità, la coesione e il rigore. Speriamo nei vaccini, altrimenti il modello cinese, dove chi gira senza mascherina viene portato di peso in galera e dove dal 17 maggio non muore più nessuno, sarà l'unica alternativa all'ecatombe. Intanto oltre 1500 decessi in due giorni. Questi numeri mi fanno sospettare che i contagi effettivi siano molti di più di quelli rilevati. Incomprensibile anche la frenata del testing dove non riusciamo nemmeno ad avvicinarci ai 255mila tamponi del 13 novembre. Una strage ieri anche in Germania, per la prima volta sopra quota 800. Continuano a calare i ricoveri ma è come scendere da una montagna. I nuovi ingressi in terapia intensiva restano vicini ai 200 al giorno, ma manca il dato della Campania. La mia regione, unica su 20, non lo comunica.  Vergogna!

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Un miliardo e seicentomilioni di abitanti e non muore più nessuno di covid da maggio? 

Non ci credo sig fosforo.

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Egregio, in effetti anche per me è quasi più difficile credere ai dati cinesi che al miracolo di San Gennaro. I dati dicono che l'ultimo decesso per Covid in Cina fu registrato il 17 maggio, cioè esattamente 7 mesi fa. Da quella data sono stati confermati 3.830 nuovi casi di positività, una media di 18 al giorno, quasi tutti di importazione, cioè persone testate appena scese dall'aereo e messe immediatamente in quarantena forzata in apposite celle presso l'aeroporto stesso: qualcosa di simile a una detenzione. Ci è incappato pure un giornalista di Repubblica. Questo per la Cina mainland, perché a Hong Kong si continua a morire, sia pure a un ritmo molto lento: 123 morti dall'inizio della pandemia su 7 milioni e mezzo di abitanti. Ma nella ex colonia britannica c'è una situazione particolare: la gente vive ancora all'occidentale (anche perché ha un reddito quadruplo del resto dei cinesi) e ci sono le manifestazioni di piazza degli autonomisti. Premesso questo, esistono anche i "miracoli" compiuti dall'uomo, e il caso cinese sembra proprio uno di questi. Nulla di soprannaturale ma razionalità, tecnologia, ferrea determinazione e rigore. E soprattutto coesione: i cinesi sono 1,4 miliardi e rotti ma non sgarrano. Quei rarissimi che lo fanno ricevono punizioni esemplari. Anche sotto il profilo strettamente epidemiologico quello cinese si può definire un metodo brute force. A fine gennaio l'intera provincia di Hubei (60 milioni di abitanti) fu sottoposta a un lockdown durissimo, praticamente ibernata e isolata dal resto della Cina. I residenti sapevano che gli altri cinesi lavoravano per loro, non gli mancava nulla, a parte l'aria, e non si lamentavano. Dai grattacieli di Wuhan si levava il coro unanime e commovente dei tappati in casa: Wuhan jiayou!: resisti Wuhan! Non una vita facile per la gente ma... nemmeno per il virus. La curva fu piegata in appena tre settimane, a inizio marzo il patogeno aveva pressoché smesso di circolare. Ma attenzione: il lockdown continuò fino all'8 aprile, cioè fino a quando a Wuhan non si rilevarono nuovi casi per un'intera settimana. A maggio l'intera metropoli fu testata a tappeto: 10 milioni di tamponi. Si trovarono solo 300 asintomatici, praticamente l'ultima coda dell'epidemia, positivi di lungo termine ma non più in grado di contagiare nessuno. A giugno si decise di testare l'intera capitale Pechino. Erano previsti 20 milioni di tamponi, ma dopo i primi 10 milioni non si trovò neppure un positivo e lo screening terminò lì. A ottobre si accese un piccolo focolaio nella grande città portuale di Qingdao: appena una dozzina di casi. Fu spento a forza bruta testando in pochi giorni l'intera metropoli con i sobborghi: 11 milioni di tamponi ai cittadini, pazienti e ordinati in fila per mezza giornata negli appositi centri all'aperto. A fine ottobre con i controlli di routine (immagino test rapidi), fu scovata una ragazza positiva ma asintomatica in una provincia all'estremo ovest del paese, al confine con l'Afghanistan. Chiuso il capoluogo con l'intera prefettura, 4 milioni di tamponi, individuati e messi in quarantena 137 asintomatici, tutti parenti o compagni di lavoro della ragazza in una fabbrica tessile. Ecco, questo è il metodo cinese. Se gli sporadici focolai interni vengono spenti sul nascere con i test a tappeto e il tracciamento dei contatti, e se i contagiati provenienti dall'esterno vengono individuati appena scesi dalla scaletta dell'aereo o della nave, beh allora è verosimile che il virus non sia più in grado di circolare in Cina e che i dati, per quanto incredibili, oggi non siano truccati. Mentre nella fase acuta venivano probabilmente "aggiustati". In effetti il 15 aprile furono aggiunti 1290 decessi non comunicati in precedenza, inoltre fino al 31 marzo non venivano comunicati i casi positivi asintomatici. Fatto sta che oggi in Cina la ripresa economica è fortissima e che a Wuhan sono aperte e affollate pure le discoteche.

Ben diversa purtroppo la situazione nel resto del mondo. Ieri è stata un'altra giornata tragica. Ancora record mondiali di positivi e di decessi: oltre 716mila nuovi casi e 13.538 decessi secondo Worldometer. E ancora record per gli USA: oltre 248mila positivi e 3.538 decessi registrati nelle 24 ore (ma sono 3.656 secondo JHU). Gli USA rischiano di chiudere l'anno con 350mila morti. Ieri l'altro record tedesco con 805 morti (ma 910 secondo JHU). Noi abbiamo registrato oltre 1500 decessi in due giorni e ci avviamo a superare il Perù al terzo posto della classifica mondiale del tasso di mortalità. Anche se potremmo essere a nostra volta superati da alcuni stati della ex Jugoslavia, Bosnia, Slovenia e Macedonia, dove la situazione sembra fuori controllo, specie nella confinante Slovenia. Da notare che al primo posto si è riportato San Marino che con i due morti di ieri ha superato il Belgio. Due decessi in un giorno a San Marino equivalgono, in rapporto alla popolazione, a oltre 3500 in Italia. 

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