sig. Risata, sig. Fosforo, - una domanda di chimica - confronti tra una autovettura ed una mucca -

sig. Risata, sig. Fosforo, - una domanda di chimica confronti tra una autovettura ed una mucca – Primo gruppo di domande - supponiamo che una vettura percorra cento chilometri con un consumo di dieci litri di benzina. - Quanti litri di petrolio occorrono per produrre dieci litri di benzina. Tralasciamo l'inquinamento della raffineria, poiché essa non produce solo benzina, ma anche altri derivati dal petrolio. - Quei dieci litri di benzina per percorrere cento chilometri, quale inquinamento produrranno. Secondo gruppo di domande – per ottenere un chilo di formaggio quanti litri di latte devo usare – quanti chili di erba e litri di acqua consuma la mucca per produrre quei litri di latte necessari. - ed infine – lo scarico gassoso (quello che esce dal fondo della marmitta) della vettura non può essere riciclato. Lo scarico solido della mucca (quello che esce da sotto la coda) può essere riciclato per concimare i campi e quindi produrre nuova erba. - si può quindi ipotizzare dicendo che la mucca è in grado di alimentarsi da sola, mentre la vettura non è in grado di farlo. - oggi domenica di pioggia e vento, per cortesia, non chiamate l'ambulanza della neuro, cercate di rispondere, seriamente o scherzosamente, come preferite. - cordialità da d/b – alla ricerca di nuovi quesiti. 

 

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10 messaggi in questa discussione

Isidora con un kilo, un kilo e mezzo di fieno e mangime,, produce circa un litro di latte.

40 Kili/giorno di fieno = 40 Kili di latte/giorno.

Un miracolo della natura.

 

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6 ore fa, dune-buggi ha scritto:

sig. Risata, sig. Fosforo, - una domanda di chimica confronti tra una autovettura ed una mucca – Primo gruppo di domande - supponiamo che una vettura percorra cento chilometri con un consumo di dieci litri di benzina. - Quanti litri di petrolio occorrono per produrre dieci litri di benzina. Tralasciamo l'inquinamento della raffineria, poiché essa non produce solo benzina, ma anche altri derivati dal petrolio. - Quei dieci litri di benzina per percorrere cento chilometri, quale inquinamento produrranno. Secondo gruppo di domande – per ottenere un chilo di formaggio quanti litri di latte devo usare – quanti chili di erba e litri di acqua consuma la mucca per produrre quei litri di latte necessari. - ed infine – lo scarico gassoso (quello che esce dal fondo della marmitta) della vettura non può essere riciclato. Lo scarico solido della mucca (quello che esce da sotto la coda) può essere riciclato per concimare i campi e quindi produrre nuova erba. - si può quindi ipotizzare dicendo che la mucca è in grado di alimentarsi da sola, mentre la vettura non è in grado di farlo. - oggi domenica di pioggia e vento, per cortesia, non chiamate l'ambulanza della neuro, cercate di rispondere, seriamente o scherzosamente, come preferite. - cordialità da d/b – alla ricerca di nuovi quesiti. 

 

Ma dello scarico gassoso che esce da sotto la coda della mucca come da sotto il piffero di un noto forumista, cosa ne faremo ??

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15 minuti fa, cortomaltese-*** ha scritto:

Ma dello scarico gassoso che esce da sotto la coda della mucca come da sotto il piffero di un noto forumista, cosa ne faremo ??

Per lo scarico del piffero dell'elemento chimico che riporta il nome della città della Scozia ove è stato scoperto nel mille settecento novanta … non mi esprimo. Per fortuna ci separano seicento chilometri. Sufficienti per non ricevere lo scarico della “vanvera”. Cordiali piovosi e ventosi saluti. 

 

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Lo scarico gassoso viene trasformato in gustose, bistecche, spezzatini, ossibuchi, code alla vacinara, fegatini e corna per i kompagni del sig Frizz.

Tutta roba che trasformeremo in ulteriore gas e kagate.

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Caro d/b, da questo grafico a torta puoi farti un'idea di quanta benzina (gasoline), gasolio e altri derivati siano estraibili da un barile di petrolio (159 litri). Tieni conto che le percentuali possono variare non di poco a seconda della qualità del greggio e del processo di raffinazione. 

800px-Usesofpetroleum.pngTieni anche conto che la benzina, essendo costituita da idrocarburi leggeri, è il prodotto finale più complesso e costoso da estrarre, anche in termini energetici.

Le emissioni inquinanti di un motore a ciclo Otto non dipendono solo dalla quantità di combustibile bruciata ma anche dalle condizioni operative, in particolare il regime di rotazione e la temperatura ambientale. Tieni conto che nel cilindro non avviene mai una combustione perfetta. Per ogni motore esiste un regime che minimizza le emissioni totali, ma a seconda delle condizioni operative possono crescere le emissioni di certe sostanze inquinanti e diminuire quelle di altre. Per queste ragioni le norme fanno riferimento a dei coefficienti di emissione sintetici espressi non in termini di benzina consumata ma di km percorsi dal veicolo, quindi in grammi di inquinante per km. Per le automobili a benzina Euro6 ed Euro5 i valori massimi ammessi sono simili. Su un percorso di 100 km sono i seguenti:

100g di monossido di carbonio, 10g di idrocarburi incombusti, 6g di ossidi d'azoto, 0,5g di particolato (polveri sottili PM10 e PM2,5).

Poi ci sono le emissioni di anidride carbonica (CO2) che non è una sostanza inquinante ma un gas serra. In questo caso, se la combustione della benzina fosse completa e perfetta, per ogni grammo di benzina bruciata uscirebbero dallo scarico 2,4 grammi di CO2. Quindi per 10 litri di benzina, assumendo un peso specifico di 725g/litro, avremmo 17,4 kg di CO2. Se con 10 litri percorriamo 100 km, l'emissione chilometrica sarà pari a 174 g/km. In pratica la combustione non è perfetta e una parte del carbonio verrà emessa anche come monossido di carbonio (CO) e idrocarburi incombusti (HC). Ma per le auto a norma Euro5 ed Euro6 parliamo di un totale per questi due inquinanti dell'ordine di 11 grammi, quindi avremo in uscita circa 163 grammi di CO2 per km. In effetti questo è grosso modo il valore dichiarato dai costruttori per le auto nuove di media cilindrata. A titolo di confronto, la respirazione umana emette circa 1 kg netto di CO2 al giorno, ovvero la quantità emessa da un'auto media a benzina ogni 6 km. L'intera umanità  (7,8 miliardi di persone) emette, respirando, circa 2,8 miliardi di tonnellate/anno di CO2, che sono pari a circa l'8% delle emissioni antropiche globali. Potremmo chiederci quanta influenza abbia la respirazione umana sull'effetto serra e sul riscaldamento globale. La risposta è NESSUNA. Infatti, tutta la CO2 che produce il nostro organismo è sottratta al ciclo naturale del carbonio. Sottraiamo carbonio soprattutto mangiando carboidrati, ma anche proteine e grassi, derivati dalle piante e da animali che mangiano piante (o altri animali). Respirando restituiamo questo carbonio che rientra in ciclo. Il bilancio è in pareggio, cioè in definitiva il metabolismo e la respirazione non alterano il ciclo del carbonio, tanto è vero che la CO2 che emettiamo dai polmoni non viene nemmeno conteggiata nel computo delle emissioni antropiche climalteranti. Questo non accade se bruciamo benzina, altri idrocarburi e combustibili fossili in genere. In questo caso andiamo a liberare in atmosfera, nelle molecole di CO2, del carbonio che giaceva da milioni di anni nel sottosuolo (giacimenti di petrolio, di gas, miniere di carbone), estraneo cioè al ciclo naturale del carbonio, il quale viene dunque alterato. La concentrazione della C02 in atmosfera risulta ormai prossima alle 420 ppm, contro le 280 ppm dell'era preindustriale (concentrazione volumetrica in parti per milione). I paleoclimatologi ritengono che un valore così alto non sia mai stato raggiunto negli ultimi 3-5 milioni di anni. Non posso dilungarmi ma i dati empirici mostrano con grande evidenza che questo incremento è dovuto alle emissioni antropiche e non a cause naturali. In particolare i trasporti su strada contribuiscono alle emissioni globali annue di gas serra per circa il 20%.

Ovviamente anche le mucche non alterano il ciclo del carbonio. Purtroppo però i bovini, e i ruminanti in genere, alterano il ciclo del metano e il metano è un gas serra con un potenziale climalterante pari a decine di volte quello della CO2 (a parità di massa). Il metano viene prodotto per fermentazione batterica nel particolare meccanismo digestivo dei ruminanti e viene emesso mediante rutti e flatulenze. Credo che per fortuna sia un gas inodore, ma chiedo conferma all'amico Ahaha. La concentrazione atmosferica di questo potente gas serra è cresciuta nell'era industriale anche più di quella della CO2 (da 722 a 1870 ppb). Si stima che una mucca emetta circa 35 litri di gas metano per ogni litro di latte prodotto e che se si mettessero insieme tutti i bovini d'allevamento del mondo questi sarebbero il sesto emettitore mondiale di gas serra dopo Cina, Stati Uniti, UE, India e Russia. Però c'è una buona notizia. Recenti studi mostrano che è possibile abbattere drasticamente rutti e flatulenze dei bovini modificando la loro dieta. In particolare aggiungendo aglio. Sono già in commercio integratori alimentari per bovini a base soprattutto di aglio, ma anche bucce d'arancia, semi di coriandolo, etc. La scoperta è recente ma non mi sorprende affatto. Sono un grosso consumatore di aglio (ingrediente basilare nella cucina napoletana e nella dieta mediterranea) e ne ho sperimentato i molteplici effetti benefici (es. contro l'ipertensione). Una volta, molti anni fa, questo mirabile bulbo mi salvò addirittura la vita. Ero solo a casa a Ferragosto, moglie e figlie in villeggiatura, io dovevo completare un lavoro. Scesi per un pranzo veloce in trattoria ma trovai un ostricaro aperto che esponeva magnifici e grossi cannolicchi a prezzo stracciato. Non seppi resistere. Ne comprai 1 kg e me li mangiai crudi, vivi, spruzzandoli col limone. Squisiti, ma purtroppo qualcuno doveva essere avariato. Salmonella o qualcosa di simile, temetti addirittura il colera! Perché dopo neanche un quarto d'ora cominciai ad andare in bagno a ripetizione. Una diarrea inaudita! Dopo una decina di scariche cominciai a sudare freddo, mi stavo disidratando, impallidivo, la pressione si abbassava. E le scariche continuavano. Bevevo e scaricavo tutto con gli interessi. All'epoca in Campania non c'era ancora il 118, il numero della guardia medica era sempre occupato, ero praticamente solo in tutto l'edificio, non ero in condizione di mettermi al volante per raggiungere, in condizioni pietose e fantozziane, un pronto soccorso. In quel momento mi ricordai che l'aglio è un potente antibatterico. Ne avevo in casa una testa con una dozzina di spicchi. Li ingoiai tutti a uno a uno, interi, con un sorso d'acqua, come compresse. Perché nemmeno io sarei riuscito a masticare 12 spicchi d'aglio crudi. La diarrea si fermò quasi all'istante. Il mio medico poi mi disse che avevo rischiato grosso. Mai più mangiati frutti di mare crudi in vita mia (eccetto i ricci, ovviamente). Se l'aglio fermò quella diarrea tremenda, allora può stoppare anche le scorregge delle mucche.

 https://www.ilpost.it/2020/05/06/mucche-emissioni-gas-serra-mootral/ 

Modificato da fosforo311
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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Lo scarico gassoso viene trasformato in gustose, bistecche, spezzatini, ossibuchi, code alla vacinara, fegatini e corna per i kompagni del sig Frizz.

Tutta roba che trasformeremo in ulteriore gas e kagate.

Ciao Fosforo e grazie per la ampia spiegazione sia sulla benzina, sui motori, sulle mucche ed sull'aglio.   A presto da d/b.-  

Modificato da dune-buggi

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La domanda nasce spontanea:

 come è possibile che l'uomo stia soffocando questa terra se tutto ciò che esiste è immagazzinato in essa?

Forse che, esiste un disegno superiore che già prevede la sua distruzione?

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Sig fosforo, non so se il gas metano sia effettivamente inodore, so però che viene "odorizzato" per segnalare la sua pericolosità, in caso di perdite dalle tubazioni

Le mucche lo odorizzato a loro modo, usando i succhi gastrici della digestione degli alimenti che mangiano.

PS: quando ha ingoiato tutto quell'aglio non ha temuto per l'incolumità della famiglia al suo rientro?🤭🤭

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Sig fosforo, non so se il gas metano sia effettivamente inodore, so però che viene "odorizzato" per segnalare la sua pericolosità, in caso di perdite dalle tubazioni

Le mucche lo odorizzato a loro modo, usando i succhi gastrici della digestione degli alimenti che mangiano.

PS: quando ha ingoiato tutto quell'aglio non ha temuto per l'incolumità della famiglia al suo rientro?🤭🤭

Mia moglie per fortuna rientrò dopo qualche giorno. Mi ero abbastanza ripreso e non le dissi nulla. Lei già brontola quando compro le cozze: dice che ne mangio troppe. Se avesse saputo dei cannolicchi crudi e della dissenteria batterica, mi avrebbe messo in quarantena, sotto chiave in una stanza, a pastina in bianco, brodini vegetali e acqua di Sangemini.

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Il 6/12/2020 in 17:04 , fosforo311 ha scritto:

Caro d/b, da questo grafico a torta puoi farti un'idea di quanta benzina (gasoline), gasolio e altri derivati siano estraibili da un barile di petrolio (159 litri). Tieni conto che le percentuali possono variare non di poco a seconda della qualità del greggio e del processo di raffinazione. 

800px-Usesofpetroleum.pngTieni anche conto che la benzina, essendo costituita da idrocarburi leggeri, è il prodotto finale più complesso e costoso da estrarre, anche in termini energetici.

Le emissioni inquinanti di un motore a ciclo Otto non dipendono solo dalla quantità di combustibile bruciata ma anche dalle condizioni operative, in particolare il regime di rotazione e la temperatura ambientale. Tieni conto che nel cilindro non avviene mai una combustione perfetta. Per ogni motore esiste un regime che minimizza le emissioni totali, ma a seconda delle condizioni operative possono crescere le emissioni di certe sostanze inquinanti e diminuire quelle di altre. Per queste ragioni le norme fanno riferimento a dei coefficienti di emissione sintetici espressi non in termini di benzina consumata ma di km percorsi dal veicolo, quindi in grammi di inquinante per km. Per le automobili a benzina Euro6 ed Euro5 i valori massimi ammessi sono simili. Su un percorso di 100 km sono i seguenti:

100g di monossido di carbonio, 10g di idrocarburi incombusti, 6g di ossidi d'azoto, 0,5g di particolato (polveri sottili PM10 e PM2,5).

Poi ci sono le emissioni di anidride carbonica (CO2) che non è una sostanza inquinante ma un gas serra. In questo caso, se la combustione della benzina fosse completa e perfetta, per ogni grammo di benzina bruciata uscirebbero dallo scarico 2,4 grammi di CO2. Quindi per 10 litri di benzina, assumendo un peso specifico di 725g/litro, avremmo 17,4 kg di CO2. Se con 10 litri percorriamo 100 km, l'emissione chilometrica sarà pari a 174 g/km. In pratica la combustione non è perfetta e una parte del carbonio verrà emessa anche come monossido di carbonio (CO) e idrocarburi incombusti (HC). Ma per le auto a norma Euro5 ed Euro6 parliamo di un totale per questi due inquinanti dell'ordine di 11 grammi, quindi avremo in uscita circa 163 grammi di CO2 per km. In effetti questo è grosso modo il valore dichiarato dai costruttori per le auto nuove di media cilindrata. A titolo di confronto, la respirazione umana emette circa 1 kg netto di CO2 al giorno, ovvero la quantità emessa da un'auto media a benzina ogni 6 km. L'intera umanità  (7,8 miliardi di persone) emette, respirando, circa 2,8 miliardi di tonnellate/anno di CO2, che sono pari a circa l'8% delle emissioni antropiche globali. Potremmo chiederci quanta influenza abbia la respirazione umana sull'effetto serra e sul riscaldamento globale. La risposta è NESSUNA. Infatti, tutta la CO2 che produce il nostro organismo è sottratta al ciclo naturale del carbonio. Sottraiamo carbonio soprattutto mangiando carboidrati, ma anche proteine e grassi, derivati dalle piante e da animali che mangiano piante (o altri animali). Respirando restituiamo questo carbonio che rientra in ciclo. Il bilancio è in pareggio, cioè in definitiva il metabolismo e la respirazione non alterano il ciclo del carbonio, tanto è vero che la CO2 che emettiamo dai polmoni non viene nemmeno conteggiata nel computo delle emissioni antropiche climalteranti. Questo non accade se bruciamo benzina, altri idrocarburi e combustibili fossili in genere. In questo caso andiamo a liberare in atmosfera, nelle molecole di CO2, del carbonio che giaceva da milioni di anni nel sottosuolo (giacimenti di petrolio, di gas, miniere di carbone), estraneo cioè al ciclo naturale del carbonio, il quale viene dunque alterato. La concentrazione della C02 in atmosfera risulta ormai prossima alle 420 ppm, contro le 280 ppm dell'era preindustriale (concentrazione volumetrica in parti per milione). I paleoclimatologi ritengono che un valore così alto non sia mai stato raggiunto negli ultimi 3-5 milioni di anni. Non posso dilungarmi ma i dati empirici mostrano con grande evidenza che questo incremento è dovuto alle emissioni antropiche e non a cause naturali. In particolare i trasporti su strada contribuiscono alle emissioni globali annue di gas serra per circa il 20%.

Ovviamente anche le mucche non alterano il ciclo del carbonio. Purtroppo però i bovini, e i ruminanti in genere, alterano il ciclo del metano e il metano è un gas serra con un potenziale climalterante pari a decine di volte quello della CO2 (a parità di massa). Il metano viene prodotto per fermentazione batterica nel particolare meccanismo digestivo dei ruminanti e viene emesso mediante rutti e flatulenze. Credo che per fortuna sia un gas inodore, ma chiedo conferma all'amico Ahaha. La concentrazione atmosferica di questo potente gas serra è cresciuta nell'era industriale anche più di quella della CO2 (da 722 a 1870 ppb). Si stima che una mucca emetta circa 35 litri di gas metano per ogni litro di latte prodotto e che se si mettessero insieme tutti i bovini d'allevamento del mondo questi sarebbero il sesto emettitore mondiale di gas serra dopo Cina, Stati Uniti, UE, India e Russia. Però c'è una buona notizia. Recenti studi mostrano che è possibile abbattere drasticamente rutti e flatulenze dei bovini modificando la loro dieta. In particolare aggiungendo aglio. Sono già in commercio integratori alimentari per bovini a base soprattutto di aglio, ma anche bucce d'arancia, semi di coriandolo, etc. La scoperta è recente ma non mi sorprende affatto. Sono un grosso consumatore di aglio (ingrediente basilare nella cucina napoletana e nella dieta mediterranea) e ne ho sperimentato i molteplici effetti benefici (es. contro l'ipertensione). Una volta, molti anni fa, questo mirabile bulbo mi salvò addirittura la vita. Ero solo a casa a Ferragosto, moglie e figlie in villeggiatura, io dovevo completare un lavoro. Scesi per un pranzo veloce in trattoria ma trovai un ostricaro aperto che esponeva magnifici e grossi cannolicchi a prezzo stracciato. Non seppi resistere. Ne comprai 1 kg e me li mangiai crudi, vivi, spruzzandoli col limone. Squisiti, ma purtroppo qualcuno doveva essere avariato. Salmonella o qualcosa di simile, temetti addirittura il colera! Perché dopo neanche un quarto d'ora cominciai ad andare in bagno a ripetizione. Una diarrea inaudita! Dopo una decina di scariche cominciai a sudare freddo, mi stavo disidratando, impallidivo, la pressione si abbassava. E le scariche continuavano. Bevevo e scaricavo tutto con gli interessi. All'epoca in Campania non c'era ancora il 118, il numero della guardia medica era sempre occupato, ero praticamente solo in tutto l'edificio, non ero in condizione di mettermi al volante per raggiungere, in condizioni pietose e fantozziane, un pronto soccorso. In quel momento mi ricordai che l'aglio è un potente antibatterico. Ne avevo in casa una testa con una dozzina di spicchi. Li ingoiai tutti a uno a uno, interi, con un sorso d'acqua, come compresse. Perché nemmeno io sarei riuscito a masticare 12 spicchi d'aglio crudi. La diarrea si fermò quasi all'istante. Il mio medico poi mi disse che avevo rischiato grosso. Mai più mangiati frutti di mare crudi in vita mia (eccetto i ricci, ovviamente). Se l'aglio fermò quella diarrea tremenda, allora può stoppare anche le scorregge delle mucche.

 https://www.ilpost.it/2020/05/06/mucche-emissioni-gas-serra-mootral/ 

.......Si stima che una mucca emetta circa 35 litri di gas metano per ogni litro di latte prodotto......

Conviene collegare la mucca alla cucina a gas? con quella produzione per quanto tempo ci potremmo riscaldare ?

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