SAREBBE ORA DI " PRIMA L'ITALIANO "

Basta  con tutti  questi  Inglesismi  dai   sovranisti...

120773647_10218122864602717_415960851230379713_n.jpg?_nc_cat=107&ccb=2&_nc_sid=825194&_nc_ohc=ENINjsBEpnMAX-370_1&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=81681a668331eda01c610f0c7b49dad1&oe=5FDB6E70

2 persone è piaciuto questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

5 messaggi in questa discussione

Sono d'accordissimo e dico di più. Non so se il Politecnico di Milano insiste tuttora nel proporre corsi di laurea magistrale e dottorati interamente in inglese. Idea malsana a suo tempo bocciata dal TAR. Ma i corsi in inglese (o altre lingue straniere) andrebbero a mio avviso semplicemente aboliti nelle università italiane, a parte ovviamente le facoltà di Lingue e un singolo corso da inserire in tutti i piani di studi del triennio per perfezionare e testare la conoscenza dell'inglese da parte degli studenti. I motivi, a parte importanti questioni di principio come la difesa dell'identità culturale, sono di ordine pratico e li ho già illustrati in passato. Nessun docente, per quanto padroneggi una lingua straniera, riuscirà mai a svolgere una lezione universitaria a livelli di profondità e di chiarezza uguali a quelli che raggiungerebbe esprimendosi nella sua lingua madre (a meno che non abbia sostituito o affiancato da decenni quest'ultima nel suo linguaggio ordinario con la lingua straniera). Questo limite espositivo viene verificato con apposti test perfino negli interpreti e nei traduttori professionisti. Nella più accurata e più riuscita traduzione di Dante o di Kant mancherà sempre qualcosa, e non poco, rispetto al testo originale. Naturalmente il difetto di esposizione nella seconda lingua si manifesta in modo particolare dissertando in certe materie, come la filosofia, la fisica moderna, la logica matematica. Ma anche nelle materie tecniche non di rado ci si imbatte in sottigliezze difficili da esporre perfino in lingua madre. Per non parlare del corrispettivo limite di comprensione da parte degli studenti. In definitiva, il proliferare dei corsi universitari in inglese non è solo sintomo di sudditanza culturale ma abbassa la qualità didattica dei nostri atenei. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Sono d'accordo con Sabatini

ma le scuole statali fin dalle elementari, dovrebbero licenziare gli studenti con la conoscenza di almeno due altre lingue.

Lo studio delle lingue non deve essere un privilegio dei ceti più abbienti.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Sono d'accordo con Sabatini

ma le scuole statali fin dalle elementari, dovrebbero licenziare gli studenti con la conoscenza di almeno due altre lingue.

Lo studio delle lingue non deve essere un privilegio dei ceti più abbienti.

magari  con   le  famose  tre  I  della  riforma  ( sic )  gelmini alias  moratti

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
23 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Bene anche le tre i

Ma quando  mai  hanno  funzionato  ?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963