Vietato pregare

3 messaggi in questa discussione

2 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

Evidentemente in Italia c'è chi ancora fa confusione fra laicità e ateismo di stato;  navigando in rete ho trovato questo:

https://gloria.tv/article/FcgKJkx69zGf2FFgS7ySjdti4

Buongiorno, Etrusco. Premetto che la scuola italiana ha, a mio avviso, ben altri problemi che le preghiere e i simboli religiosi in aula. I soffitti periclitanti, le attrezzature didattiche carenti, il livello di preparazione e di aggiornamento dei docenti insufficiente (ma anche i loro stipendi). Per non parlare di quella colossale assurdità escogitata dagli incapaci e dagli ignoranti del governo Renzi (che ignorano perfino il significato e l'etimo della parola scuola): l'alternanza forzata scuola-lavoro, ovvero lavori forzati e non pagati, e molto spesso scorrelati con gli obbiettivi del percorso di studio, per giunta milioni di ore lavorative e migliaia di posti di lavoro sottratti a chi ha davvero bisogno di lavorare. Ho scritto più volte di questa vergogna, qui aggiungo che se le mie figlie fossero in età scolastica, gli proibirei tassativamente di sottoporsi a questo sfruttamento, anche a costo di venire bocciate e di iscriverle alla scuola privata. Faccio appello ai genitori e agli studenti a resistere a questo sopruso. A una cosa del genere ai miei tempi, negli '70, si sarebbe risposto occupando tutte le scuole, e forse incendiandone qualcuna. 

Premesso ciò, le decisioni prese dai dirigenti di quella scuola siciliana sono, sempre a mio modesto avviso, ineccepibili e dovrebbero essere prese ad esempio dagli altri istituti. L'ateismo di Stato non c'entra nulla (a parte il fatto che oggi esso vige solo in Vietnam e Corea del Nord) come non c'entra nulla l'eventuale presenza di alunni di religione diversa dalla cattolica. Questa è solo una questione di principio, una questione di laicità, che è un principio cardine della nostra democrazia. Uno Stato laico è ugualmente rispettoso di tutte le religioni, dunque nelle aule pubbliche o mettiamo i simboli di tutte le circa 30.000 religioni professate nel mondo o nessuno. E "far recitare" collettivamente agli alunni una preghiera cattolica all'inizio delle lezioni o alla mensa prima dei pasti, anche se è solo una prassi e non una imposizione, è una prassi da Stato confessionale non certo da Stato laico. Naturalmente le scuole private cattoliche possono esporre tutti i simboli che vogliono e far recitare pure un intero rosario al giorno ai loro iscritti, mentre ogni singolo alunno della scuola pubblica deve poter recitare tutte le preghiere che vuole, a condizione di non disturbare  la lezione. Mi ricordo di una mia compagna di liceo che si faceva il segno della croce all'inizio di ogni prova scritta e di ogni interrogazione. Una volta il docente di filosofia la rimproverò duramente e poi fu anche severo nel valutarla. La ragazza in lacrime andò dal preside, questi sottopose il professore a una durissima reprimenda, e lo obbligò a scusarsi con l'allieva. Per la cronaca quel preside, al pari del docente di filosofia, si professava comunista e ateo.

Non sono contrario all'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Anzi credo che l'ora di religione dovrebbe tornare ad essere obbligatoria per tutti, perché la religione è una materia a mio avviso irrinunciabile  (anche, o soprattutto,  nella formazione di un ateo) per la sua rilevanza storica, antropologica e culturale. Il suo insegnamento dovrebbe cogliere per l'appunto questi tre aspetti, e naturalmente privilegiare il Cristianesimo (perché, come diceva Croce, noi italiani ed europei non possiamo non dirci cristiani) ma senza trascurare le altre grandi religioni e nemmeno le ragioni dei non credenti, e senza mai  degenerare nell'indottrinamento.

Saluti

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34 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Buongiorno, Etrusco. Premetto che la scuola italiana ha, a mio avviso, ben altri problemi che le preghiere e i simboli religiosi in aula. I soffitti periclitanti, le attrezzature didattiche carenti, il livello di preparazione e di aggiornamento dei docenti insufficiente (ma anche i loro stipendi). Per non parlare di quella colossale assurdità escogitata dagli incapaci e dagli ignoranti del governo Renzi (che ignorano perfino il significato e l'etimo della parola scuola): l'alternanza forzata scuola-lavoro, ovvero lavori forzati e non pagati, e molto spesso scorrelati con gli obbiettivi del percorso di studio, per giunta milioni di ore lavorative e migliaia di posti di lavoro sottratti a chi ha davvero bisogno di lavorare. Ho scritto più volte di questa vergogna, qui aggiungo che se le mie figlie fossero in età scolastica, gli proibirei tassativamente di sottoporsi a questo sfruttamento, anche a costo di venire bocciate e di iscriverle alla scuola privata. Faccio appello ai genitori e agli studenti a resistere a questo sopruso. A una cosa del genere ai miei tempi, negli '70, si sarebbe risposto occupando tutte le scuole, e forse incendiandone qualcuna. 

Premesso ciò, le decisioni prese dai dirigenti di quella scuola siciliana sono, sempre a mio modesto avviso, ineccepibili e dovrebbero essere prese ad esempio dagli altri istituti. L'ateismo di Stato non c'entra nulla (a parte il fatto che oggi esso vige solo in Vietnam e Corea del Nord) come non c'entra nulla l'eventuale presenza di alunni di religione diversa dalla cattolica. Questa è solo una questione di principio, una questione di laicità, che è un principio cardine della nostra democrazia. Uno Stato laico è ugualmente rispettoso di tutte le religioni, dunque nelle aule pubbliche o mettiamo i simboli di tutte le circa 30.000 religioni professate nel mondo o nessuno. E "far recitare" collettivamente agli alunni una preghiera cattolica all'inizio delle lezioni o alla mensa prima dei pasti, anche se è solo una prassi e non una imposizione, è una prassi da Stato confessionale non certo da Stato laico. Naturalmente le scuole private cattoliche possono esporre tutti i simboli che vogliono e far recitare pure un intero rosario al giorno ai loro iscritti, mentre ogni singolo alunno della scuola pubblica deve poter recitare tutte le preghiere che vuole, a condizione di non disturbare  la lezione. Mi ricordo di una mia compagna di liceo che si faceva il segno della croce all'inizio di ogni prova scritta e di ogni interrogazione. Una volta il docente di filosofia la rimproverò duramente e poi fu anche severo nel valutarla. La ragazza in lacrime andò dal preside, questi sottopose il professore a una durissima reprimenda, e lo obbligò a scusarsi con l'allieva. Per la cronaca quel preside, al pari del docente di filosofia, si professava comunista e ateo.

Non sono contrario all'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Anzi credo che l'ora di religione dovrebbe tornare ad essere obbligatoria per tutti, perché la religione è una materia a mio avviso irrinunciabile  (anche, o soprattutto,  nella formazione di un ateo) per la sua rilevanza storica, antropologica e culturale. Il suo insegnamento dovrebbe cogliere per l'appunto questi tre aspetti, e naturalmente privilegiare il Cristianesimo (perché, come diceva Croce, noi italiani ed europei non possiamo non dirci cristiani) ma senza trascurare le altre grandi religioni e nemmeno le ragioni dei non credenti, e senza mai  degenerare nell'indottrinamento.

Saluti

Ho segnalato alla Polizia Postale , affinché lo giri a chi fu competenza , questo post . La mia segnalazione prevede che chi di dovere indaghi se , negli anni 70, nelle scuole di ogni ordine e grado di Napoli,   ci siano state occupazioni di edifici scolastici con annessi incendi e devastazioni di cui non siano stati rintracciati gli eventuali responsabili . Il post sopracitato potrebbe essere interesssnte per risalire a qualche teppista dell’epoca e farne pagare dazio anche a distanza di anni . 

Modificato da mark25251

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1 ora fa, fosforo31 ha scritto:

Buongiorno, Etrusco. Premetto che la scuola italiana ha, a mio avviso, ben altri problemi che le preghiere e i simboli religiosi in aula. I soffitti periclitanti, le attrezzature didattiche carenti, il livello di preparazione e di aggiornamento dei docenti insufficiente (ma anche i loro stipendi). Per non parlare di quella colossale assurdità escogitata dagli incapaci e dagli ignoranti del governo Renzi (che ignorano perfino il significato e l'etimo della parola scuola): l'alternanza forzata scuola-lavoro, ovvero lavori forzati e non pagati, e molto spesso scorrelati con gli obbiettivi del percorso di studio, per giunta milioni di ore lavorative e migliaia di posti di lavoro sottratti a chi ha davvero bisogno di lavorare. Ho scritto più volte di questa vergogna, qui aggiungo che se le mie figlie fossero in età scolastica, gli proibirei tassativamente di sottoporsi a questo sfruttamento, anche a costo di venire bocciate e di iscriverle alla scuola privata. Faccio appello ai genitori e agli studenti a resistere a questo sopruso. A una cosa del genere ai miei tempi, negli '70, si sarebbe risposto occupando tutte le scuole, e forse incendiandone qualcuna. 

Premesso ciò, le decisioni prese dai dirigenti di quella scuola siciliana sono, sempre a mio modesto avviso, ineccepibili e dovrebbero essere prese ad esempio dagli altri istituti. L'ateismo di Stato non c'entra nulla (a parte il fatto che oggi esso vige solo in Vietnam e Corea del Nord) come non c'entra nulla l'eventuale presenza di alunni di religione diversa dalla cattolica. Questa è solo una questione di principio, una questione di laicità, che è un principio cardine della nostra democrazia. Uno Stato laico è ugualmente rispettoso di tutte le religioni, dunque nelle aule pubbliche o mettiamo i simboli di tutte le circa 30.000 religioni professate nel mondo o nessuno. E "far recitare" collettivamente agli alunni una preghiera cattolica all'inizio delle lezioni o alla mensa prima dei pasti, anche se è solo una prassi e non una imposizione, è una prassi da Stato confessionale non certo da Stato laico. Naturalmente le scuole private cattoliche possono esporre tutti i simboli che vogliono e far recitare pure un intero rosario al giorno ai loro iscritti, mentre ogni singolo alunno della scuola pubblica deve poter recitare tutte le preghiere che vuole, a condizione di non disturbare  la lezione. Mi ricordo di una mia compagna di liceo che si faceva il segno della croce all'inizio di ogni prova scritta e di ogni interrogazione. Una volta il docente di filosofia la rimproverò duramente e poi fu anche severo nel valutarla. La ragazza in lacrime andò dal preside, questi sottopose il professore a una durissima reprimenda, e lo obbligò a scusarsi con l'allieva. Per la cronaca quel preside, al pari del docente di filosofia, si professava comunista e ateo.

Non sono contrario all'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Anzi credo che l'ora di religione dovrebbe tornare ad essere obbligatoria per tutti, perché la religione è una materia a mio avviso irrinunciabile  (anche, o soprattutto,  nella formazione di un ateo) per la sua rilevanza storica, antropologica e culturale. Il suo insegnamento dovrebbe cogliere per l'appunto questi tre aspetti, e naturalmente privilegiare il Cristianesimo (perché, come diceva Croce, noi italiani ed europei non possiamo non dirci cristiani) ma senza trascurare le altre grandi religioni e nemmeno le ragioni dei non credenti, e senza mai  degenerare nell'indottrinamento.

Saluti

Vorrei comunicare al Cazzaro Napoletano che quel che lui definisce lavori forzati e non pagati , mi riferisco al progetto “alternanza scuola/lavoro “, e’ un progetto in essere in tutta Europa , eccetto Grecia e Portogallo , sin dal 2005/2006 e l’Italia , solo grazie al governo Renzi , l’ha introdotta solo nel 2016. Vorrei anche dire che mentre nel resto d’Europa questo progetto e’ obbligatorio , in Italia non e’ affatto forzoso come afferma il Cazzaro bugiardo . bensì volontario . Ergo , il Bufalaro Napoletano ringrazi Renzi ed il suo governo di incapaci ed ignoranti  per averlo Istituto perché sennò seguendo i suoi consigli , le di lui figlie , sarebbero state costrette ad imbarcarsi verso la Tunisia e/o il Marocco pur di sfuggire a questo “sfruttamento” e nel contempo frequentare una scuola pubblica e/o privata superiore. Ok , Cazzaro ?? 

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