Il virologo Palù spiega quando sarà il picco e quanto dura la pandemia

Giorgio Palù, past president delle Società italiana ed europea di virologia ha detto in una intervista:
"Ormai siamo nella seconda ondata di Covid-19: ma quanto durerà? Quando finirà? La premessa è che questo è il primo virus pandemico della famiglia dei coronavirus, quelli del raffreddore infatti sono con noi da millenni e fanno meno danni. Dunque ci sono molte cose che non sappiamo. Ma da virologo posso dire che, seguendo le mutazioni di Sars-CoV-2, in questi mesi è aumentata la contagiosità ma non la sua letalità, questo patogeno si sta adattando all'uomo: la letalità secondo tutti gli studi oscilla tra 0,25 e 0,6%. Certo dovevamo attenderci una recrudescenza del virus in autunno e preparaci: a gennaio-febbraio di solito c'è il picco di questi virus respiratori. Dunque, a situazione invariata, possiamo attenderci un incremento dei casi ad inizio anno

E se c'è già chi preconizza una terza, una quarta o una quinta ondata, noi non abbiamo conoscenza di una pandemia che sia durata più di 2 anni. Lascio ai politologi le analisi sui provvedimenti, ma ricordo quello che abbiamo appreso dalla Spagnola del 1918, dall'Asiatica del '57, da quella di Hong Kong del '68 e dalla Suina del 2009: nessuna pandemia è durata più di 2 anni.

Un pò di luce in fondo al tunnel? Che ne pensi? Comunque di Covid si continua a morire quindi attenzione a tutte le regole e proteggiamo i più fragili? I nostri nonni

Covid, il virologo Palù: «Picco tra gennaio e febbraio, ma nessuna pandemia  dura più di 2 anni»

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5 messaggi in questa discussione

55 minuti fa, diana-pi ha scritto:

Un pò di luce in fondo al tunnel? Che ne pensi?

il coronavirus appartiene a quella famiglia di virus  che provocano il raffreddore e che  sono con noi da  millenni, tutti ci prendiamo ogni anno o più volte all'anno  il raffreddore  ma vaccini contro il raffreddore non sono  mai riusciti a produrli ; tutti speriamo nell'arrivo di un vaccino che funzioni, ma se il contatto con il virus non da immunità oppure se l'immunità dura solo pochi mesi (gente che ha contratto il virus ed è guarita si è ammalata di nuovo e in forma più gravi della prima) rischiamo che il futuro vaccino non funzioni;  nel frattempo giungono notizie di difficoltà da parte dei laboratori che stanno facendo ricerche sul vaccino perché  pare che non riescano a stabilizzarlo.  

.corrieredellosport.it/news/attualit/cronaca/2020/11/04-75802779/coronavirus_slitta_il_vaccino_in_russia/

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se non arriverà un vaccino efficace, ma tanti dicono di essere vicini, ci sono anche ricerche sulle cure che stanno dando ottimi risultati e comunque tutte le pandemie sono durate al massimo 2 anni, speriamo anche questa alle brutte aspetteremo che passi

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Palù, che non è un virilogo ma un oncologo in pensione che a un certo punto della carriera si dedicò alla virologia accumulando cadreghe, aveva già detto alcune fesserie nell'intervista in cui dileggiava il suo "allievo" Crisanti (che non è mai stato suo allievo) definendolo "un esperto di zanzare".

Secondo l'OMS la letalità effettiva del Covid è stimabile tra lo 0,5% e l'1%:

https://www.who.int/news-room/commentaries/detail/estimating-mortality-from-covid-19 

D'altra parte il parametro più importante che misura la pericolosità sociale di un patogeno non è la letalità ma la mortalità. Virus molto più letali del Sars-Cov2 non sono un problema sociale essendo assai meno contagiosi. Se è vero, come sostiene Palù, che la letalità è immutata ma è aumentata la contagiosità, allora dobbiamo molto seriamente preoccuparci. 

Prevedere poi che questa pandemia durerà non più di due anni solo perché nessuna delle precedenti è durata di più è una fallacia logica induttiva. Le pandemie di cui si ha conoscenza storica e di natura virale sono relativamente poche e non è lecito fare generalizzazioni sulla durata. Mentre alcune pandemie batteriche come la peste nera del '300 durarono ben più di 2 anni. Per il virus HIV, responsabile di decine di milioni di decessi per AIDS, non si è trovato un vaccino né una cura risolutiva (ma solo farmaci che consentono di "convivere" con il virus se usati tempestivamente). Di conseguenza esso è diffuso in forma endemica da decenni specie in Africa, ma con un numero significativo di nuovi casi in tutto il mondo. Però insufficienti, secondo l'OMS, per classificare l'infezione da HIV come pandemia bensì solo come epidemia.

Palù fa bene a consigliare la protezione degli anziani e dei soggetti fragili ma forse sottovaluta il ruolo degli asintomatici come diffusori del contagio. La profilassi individuale (mascherina, distanza) deve essere applicata RIGOROSAMENTE DA TUTTI, non solo dagli anziani o in presenza di anziani. 

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41 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Per il virus HIV, responsabile di decine di milioni di decessi per AIDS, non si è trovato un vaccino né una cura risolutiva (ma solo farmaci che consentono di "convivere"

HIV aveva un limite, quello che per essere contagiati bisognava avere un contatto fisico con il sangue infetto di una persona,  attraverso lo scambio di siringhe oppure attraverso rapporti fisici con contagiati, il virus HIV non poteva e non può viaggiare per via aerea, a questo limite del virus potrebbero aver posto rimedio i Cinesi che forse nel tentativo di fare un vaccino  per HIV l'hanno incrociato in laboratorio il virus dell HIV con un coronavirus; poi potrebbe esserci stata una fuga e quello che è avvenuto lo sappiamo.

Vengono in mente per analogia quegli allevatori di api che incrociarono le api Africane  che facevano poco miele ma volavano lontano con le api sud americane  che facevano tanto miele ma non si allontanavano dall'alveare per cercarlo ,  per ottenere il meglio delle due specie cioè api che andavano lontano e producevano molto miele e invece ottennero il peggio , tirarono fuori e "api assassine"  i ricercatori Cinesi incrociando i due virus  hanno ottenuto senza volerlo  un virus  pericoloso come l' HIV  che adesso vola nell'aria.

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20 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

HIV aveva un limite, quello che per essere contagiati bisognava avere un contatto fisico con il sangue infetto di una persona,  attraverso lo scambio di siringhe oppure attraverso rapporti fisici con contagiati, il virus HIV non poteva e non può viaggiare per via aerea, a questo limite del virus potrebbero aver posto rimedio i Cinesi che forse nel tentativo di fare un vaccino  per HIV l'hanno incrociato in laboratorio il virus dell HIV con un coronavirus; poi potrebbe esserci stata una fuga e quello che è avvenuto lo sappiamo.

Vengono in mente per analogia quegli allevatori di api che incrociarono le api Africane  che facevano poco miele ma volavano lontano con le api sud americane  che facevano tanto miele ma non si allontanavano dall'alveare per cercarlo ,  per ottenere il meglio delle due specie cioè api che andavano lontano e producevano molto miele e invece ottennero il peggio , tirarono fuori e "api assassine"  i ricercatori Cinesi incrociando i due virus  hanno ottenuto senza volerlo  un virus  pericoloso come l' HIV  che adesso vola nell'aria.

La tua ipotesi, egregio Etrusco, è molto suggestiva e inquietante nello stesso tempo: potrebbe fornire lo spunto a uno sceneggiatore di film catastrofisti. Ma con la dietrologia, senza il conforto di prove fattuali o scientifiche, non andiamo molto più in là. E la scienza ci dice la pandemia in corso è causata da un virus di origine naturale. Anche se si è trasmesso all'uomo in modo alquanto innaturale perché non è bene entrare in stretto contatto con animali selvatici come i pipistrelli per farne un cibo commerciale. Naturalmente anche la scienza ha i suoi limiti e potrebbe sbagliarsi, ma è molto più facile che si sbaglino i dietrologi. Saluti

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