FOSFY, AMICO MIO CARISSIMO!

Fosfy, amico mio carissimo! Sono lieto che stai conseguendo il dottorato VII DAN in immunovirologia applicata alla matematica delle scienze psicosociali.

Devo però notificarti una nuova diffida da parte della Federazione Italiana Tennis. Ti viene fatto

DIVIETO ASSOLUTO

1 - di nominare Lorenzo Sonego nelle discussioni pubblicate su forum e social;

2 - di nominare Lorenzo Sonego nel corso di riunioni presso barbershop, circoli ricreativi, bar, manifestazioni a carattere sportivo e non;

3 - di nominare Lorenzo Sonego nel corso di cene natalizie, pasquali e di ogni altra ricorrenza;

4 - di nominare Lorenzo Sonego nel corso delle assemblee condominiali;

5 - di nominare Lorenzo Sonego nel corso di discussioni con taxisti, controllori e personale operativo di mezzi pubblici circolanti su strada e rotaia;

6 - di nominare Lorenzo Sonego nel corso di chiacchiere con i coinquilini e loro conviventi;

7 - di produrti in appassionati discorsi che finiscano con "signore e signori, leviamoci in piedi e tributiamo una calorosa ovazione al Panatta del XXI secolo". La locuzione tra virgolette deve intendersi a mero titolo di esempio, ricomprendendo qualunque altra formula che possa essere sussunta alla locuzione in parola.

Qualsiasi trasgressione alle sopra indicate prescrizioni verrà perseguita ipso iure in sede civile e penale.

Fosfy, statt' accuort.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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5 messaggi in questa discussione

Speriamo non lo faccia ma , però , si “concentri”, su Sinner ...!! 

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Le mie due ombrette hanno tempo da perdere, probabilmente si sono messe in lockdown prima del tempo, quindi aspettiamoci da loro un profluvio di provolonate più abbondante del solito. In ogni caso, meno peggio che cazzeggino sul tennis o sul sottoscritto invece di maltrattare l'epidemiologia o di far rivoltare nella tomba Keynes e Kant. Della partita di Sonego ho visto solo gli highlights, ma lo conosco abbastanza per abbozzare un paio di riflessioni. Lorenzo non è un fuoriclasse ma è un tennista estremamente motivato e in crescita (ha raggiunto il n.42 del ranking e dopo Vienna sarà come minimo n.35). Sicuramente Djokovic non era al meglio, il serbo ha giocato molto in una stagione pur dimezzata dalla pandemia, ed è stato lui stesso infettato dal virus. Ma una cosa è certa: non vinci contro il n.1 del mondo, impresa riuscita solo ad altri 5 italiani nella storia, per giunta con un punteggio schiacciante, se non hai una grande forza mentale. Ed è per l'appunto questa la migliore caratteristica di Sonego. Le mie due ombrette non stanno nella pelle aspettando che mi sbilanci sul futuro di questo 25enne torinese arrivato tardi, come Berrettini, ai massimi livelli. Li accontenterò. Berrettini, già n.8, è una realtà del tennis mondiale, Sinner e Musetti sono due grandi promesse del tennis mondiale, Sonego può fare il salto di qualità ed entrare tra i primi 20, come potrebbe non farlo e continuare a veleggiare intorno al 40/50simo posto, magari con qualche colpaccio isolato come quello di ieri. Lo capiremo solo nella prossima stagione (se sarà meno anomala di questa). Tuttavia la storia del tennis nell'era successiva a quella della racchetta in legno, quando non andavi lontano senza disporre di un talento puro, ci insegna che giocatori privi di un braccio d'oro, e anche d'argento, possono arrivare perfino al n.1. Penso ai vari Wilander, Courier, Kafelnikov, lo stesso Lendl era piuttosto grezzo nel tocco. Quindi mai dire mai. L'altra riflessione è questa. In una stagione "regolare" un mostro di regolarità come Djokovic non avrebbe mai perso 6-2 6-1 giocando sulla sua superficie preferita contro il n.42, sia pure in giornata di grazia. Ma questa è stata una stagione del tutto anomala. Senza Wimbledon, con un calendario stravolto e dove si è visto di tutto e di più. A Vienna Sonego era stato eliminato nelle qualificazioni, ma è stato ripescato come lucky loser, poi ha raggiunto i quarti e ha battuto Djokovic, impresa riuscita solo a Nadal nel 2020. Oggi in semifinale ha un avversario rognoso, se in giornata, ma abbordabile. Berrettini non ha ripetuto il brillante 2019, ma solo chi non capisce una mazza di tennis, come le mie ombrette, può parlare di fallimento o assimilarlo a una meteora sulla base di una stagione rimaneggiata e falsata come questa. 

 

Modificato da fosforo311

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In ogni caso, meno peggio che cazzeggino sul tennis o sul sottoscritto invece di maltrattare l'epidemiologia o di far rivoltare nella tomba Keynes e Kant.

Magari trova il modo di leggerli, Keynes e Kant. Non limitandoti alla quarta di copertina, of course.

A proposito di Berrettini: un anno fa ha incrociato uno che è nato qundici anni prima e che ha diversi centimetri e chilogrammi in meno. Il Matteo nazionalpopolare perse per poco il primo set. Sinceramente pensai che i quindici anni di più (con centimetri e chilogrammi) avrebbero giocato a suo favore. Mi ero sbagliato: nel secondo set Federer ha cominciato a giocare. Fine della storia.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: a proposito di quello che era grezzo nel tocco. Stiamo parlando dello stesso Lendl che aveva un passante lungolinea che ti fulminava? Quello che a Parigi, alla tenera età di anni ventuno, ha schiantato McEnroe, perdendo poi la finale con uno che si chiama Björn Borg? Chiedo per un amico.

 

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Nel gergo tennistico per "tocco" si intende generalmente quello che avviene sotto rete o che in ogni caso prescinde dalla potenza. Per es. la volee, la demi-volee, la "veronica", il pallonetto, il drop-shot. In questi colpi "di tocco", eccetto forse il lob, Lendl non era fortissimo, sicuramente meno forte di Nadal, un altro grande "attaccante da fondo campo".

Perdere sull'erba contro Federer non è una mortificazione per nessuno, è già molto arrivare a giocarci. Berrettini nel "tocco" è più forte di Lendl. 

McEnroe non amava la terra rossa (anzi la odiava: non gli piaceva sporcarsi i calzini) ma non fu affatto "schiantato". Furono tre set combattuti (6-4, 6-4, 7-5).  Però io ricordo meglio un'altra partita, quella del 1984, sempre al Roland Garros ma era la finale. Lendl era n.1 ma fu letteralmente dominato da McEnroe nei primi due set, che gli diede una lezione di tennis a suon di tocchi e di anticipi incredibili, praticamente demi-volee da fondo campo. Poi venne fuori il tallone d'Achille di John, la tenuta fisica alla fine di un torneo durissimo, e perse al quinto set (4-6, 5-7, 5-7) di un'epica battaglia, una delle più belle partite sulla terra nella storia del tennis.     

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Devo correggere un errore contenuto nel post precedente, un brutto fallo della memoria che anche nell'umile fosforo31 si sta arrugginendo. Naturalmente il 1984 fu l'anno migliore nella carriera di McEnroe, e anche l'ultima sua grande stagione, quindi era lui il n.1 al mondo e non Lendl. Ma è noto che sulla terra battuta il rendimento del mancino era molto più basso che sulle superfici veloci quindi nella finale di Parigi il favorito era Lendl, all'epoca n.2. In effetti il raggiungimento di quella finale fu il miglior risultato della carriera di McEnroe sulla terra, dato che i 4 tornei vinti su questa superficie (su un totale di 77) furono tutti di rango minore. 

Intanto a Sonego l'appetito viene mangiando, ha vinto senza problemi la semifinale e domani giocherà per il titolo contro Rublev. Un osso duro e un giocatore in gran forma. Tra l'altro il russo è uno dei rarissimi giocatori ad avere vinto un torneo ATP come lucky loser, cioè venendo ripescato dalle qualificazioni. Sonego potrebbe fare la stessa impresa. 

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