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2 risultati

  1. Non entro nel merito di questi referendum, non mi interessa. Vorrei solo sapere quanto costano realmente (Padellaro del FQ dice 62 milioni) e chi paga: i soli contribuenti di Lombardia e Veneto o paghiamo pure noi napoletani? Grazie.
  2. Ho parlato in altra discussione dell'epocale disastro (l'ennesimo) del governo Renzi che con la cd. riforma Madia ha sciolto il benemerito Corpo Forestale dello Stato facendo confluire la maggior parte dei sui 8000 agenti di polizia civile nell'Arma dei Carabinieri, che è un corpo di polizia militare. Naturalmente militarizzare dei civili ex lege e senza il loro consenso è, in tempo di pace, una roba da dittature militari, ma il dettaglio era sfuggito agli scalzacani per vocazione e legislatori per caso di un sedicente partito democratico. Fatto sta che ben 3000 ex guardie forestali hanno presentato ricorso al TAR contro il balzano provvedimento, il TAR ha ritenuto fondati i motivi di incostituzionalità addotti dai ricorrenti e ha inviato gli atti alla Consulta. Intanto questa estate, guarda caso la prima da quasi due secoli senza il Corpo Forestale, sono andati in fumo (finora) circa 70.000 ettari del nostro patrimonio boschivo. Tutto questo per realizzare un taglio di spesa, legato all'accorpamento dei forestali coi carabinieri, stimato nella migliore delle ipotesi in 100 milioni sull'arco di 3 anni. Se pensiamo che un'ora di volo di un Canadair costa 15.000 euro (ma costerebbe molto meno se lo Stato gestisse in proprio la sua flotta antincendio invece di affidarla ai privati) è probabile che il risparmio previsto per quest'anno sia già andato anch'esso in fumo. Un risparmio ben maggiore si poteva ottenere ponendo un freno alle assunzioni e riassunzioni a ruota libera dei cosiddetti "operai forestali" da parte delle amministrazioni locali, in particolare le Regioni. Si tratta di lavoratori la cui preparazione tecnica e il cui livello professionale sono ben al di sotto di quelli delle vere (ex) guardie forestali, e che vengono assunti, specie al Sud, per lo più con contratti a tempo determinato (poi ripetutamente rinnovati) e per motivi clientelari (in primis il voto di scambio). Attualmente si stima siano circa 60.000, cioè molti di più delle 8000 ex guardie forestali. Ma di questi 60.000 ben 28.000 si concentrano in Sicilia, 10.000 in Calabria e 5.000 in Campania. In pratica queste tre regioni messe insieme hanno meno dell'15% del patrimonio boschivo nazionale (circa 1,5 milioni di ettari su un totale di circa 11 milioni) ma più del 70% degli operai forestali. Solo per pagare i 28.000 forestali siciliani si spendono 480 milioni l'anno. Si tratta una evidente sperequazione tra le diverse regioni e di un intollerabile spreco di denaro pubblico. Si pensi che in Lombardia, che ha più ettari di boschi della Sicilia, gli operai forestali sono circa 700. Ma lo spreco risulta ancora più plateale e sconcertante se prendiamo come termine di confronto un paese serio, il Canada. Parliamo di uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di legno (settore che occupa quasi 1 milione di lavoratori canadesi) con un patrimonio forestale di oltre 400 milioni di ettari (praticamente la superficie dell'intera Unione Europea). Ebbene, la sorveglianza di questo immenso patrimonio forestale, fonte di ricchezza per il paese ma anche uno dei più grandi e preziosi polmoni verdi del pianeta, è affidata ad appena 5000 rangers, che sono meno di un quinto dei forestali siciliani che sorvegliano mezzo milione di ettari di boschi. E sono la metà dei forestali calabresi e circa lo stesso numero dei forestali campani, ma anche in Calabria e Campania parliamo di appena mezzo milione di ettari cioè di poco più di un millesimo della superficie forestale del Canada. Orbene, la riforma Madia, per risparmiare 30 milioni l'anno, ha sciolto le 8.000 guardie forestali ne ha calpestato la professionalità, l'orgoglio e lo spirito di corpo, e ha calpestato pure la Costituzione (ben 5 articoli secondo il TAR), ma non ha toccato minimamente gli sprechi legati agli operai forestali che sono 43.000 solo in Campania, Calabria e Sicilia, che vengono assunti con metodi clientelari, che probabilmente si grattano la pancia un giorno di lavoro sì e l'altro pure, e che ci costano, solo per quelle tre regioni, oltre 700 milioni l'anno. A questo punto, cari forumisti, vi pongo la classica domandina da 1 milione di dollari. Secondo voi, a quale partito appartengono i governatori di Sicilia, Calabria e Campania?