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8 risultati

  1. Venerdì scorso è stata una giornata nera per il Caimano alla frutta. Dunque una giornata luminosa per noi cittadini perbene. Umiliato e ridicolizzato dall'ostracismo di Di Maio che non si abbassa a incontrarlo, e neppure a rispondergli al telefono, e sul punto di essere abbandonato da Salvini, il Putrefatto ha perso la testa e ha dato di matto. Un inciso. Chi di noi, cari forumisti perbene, si abbasserebbe mai a trattare, perfino su cose di poco conto, con un delinquente conclamato? Eppure molti leader politici in passato hanno trattato e perfino inciuciato con Berlusconi, perfino dopo la sua condanna definitiva e l'espulsione dal Senato. Vi garantisco, cari amici, che quelli non erano e non sono politici perbene. Ma riprendiamo il filo. Uno degli inconvenienti della servitù è che quando il padrone perde la testa devono perderla anche i servi. Esempi clamorosi li abbiamo visti in occasione della vicenda della "nipote di Mubarak". Ebbene, sabato il Giornale di famiglia è uscito con questo esilarante titolo: IL VAFFA DI BERLUSCONI e con un sottotitolo vieppiù ridicolo: Il Cavaliere archivia i grillini: "A Mediaset pulirebbero i bagni". Qualcuno dovrebbe informare i servi sciocchi del Giornale che i pregiudicati per reati gravi perdono il titolo di cavaliere, ma soprattutto che in questi giorni non è l'ex cavaliere che sta archiviando o rottamando i grillini bensì il contrario. Inoltre il virgolettato è pudico ma impreciso: il cafone di Arcore nel suo delirio livoroso non aveva parlato di bagni ma di "cessi". Segue poi un vomitevole editoriale del direttore Sallusti, detto Olindo. Titolo: Salvini, occhio al Rolex. Il servo sciocco, nel vuoto assoluto di argomenti seri in cui si ritrova, si inventa una penosa metafora (figura retorica che gli serve per offendere senza rischiare una querela per diffamazione) in cui parla delle "pericolose frequentazioni" di Salvini in questi giorni. Il riferimento è a Di Maio e a Fico (probabile incaricato da Mattarella con un altro mandato esplorativo). I due sono napoletani, dunque il servo sciocco Sallusti avverte metaforicamente Salvini di stare attento al Rolex. Ora anche ammesso che Salvini, con i debiti che ha la Lega, possa permettersi un Rolex senza rischiare il pignoramento, il pennivendolo ignora che il prezioso orologio sarebbe molto più a rischio se Salvini si incontrasse con due suoi concittadini milanesi. Queste sì che sarebbero "frequentazioni pericolose", almeno per il Rolex. Infatti, il furto dell'orologio è il più classico dei furti con destrezza e questo tipo di reato, come pure il borseggio e il furto in generale, è molto più frequente a Milano che a Napoli. Ho già esposto queste statistiche in passato. Ora allego una app grafica: selezionando la tipologia di reato e cliccando sulla cartina scoprirete che a Milano e provincia avvengono in un anno 800 furti con destrezza su 100.000 abitanti, mentre a Napoli e provincia la frequenza è appena 199 su 100.000, cioè 4 volte più bassa: https://public.tableau.com/profile/andrea.gianotti#!/vizhome/Reati2016/Reati2016 Ma, continuando ad attingere ai peggiori luoghi comuni sui napoletani, il povero razzistello Sallusti paragona il leader del M5S e il presidente della Camera anche a due giocatori delle tre carte, a due "mascalzoni" che si appresterebbero a spennare Salvini come un pollo. E su Di Maio rincara la dose dicendo che "sicuramente é un guappo che tra giochi di prestigio e inganni sta cercando di truffare i giocatori della partita politica". La cosa più ributtante di questo stomachevole articolo è l'ipocrisia del razzistello milanese Sallusti che non ha nemmeno il coraggio di attribuirsi la paternità della sua schifosa metafora ma dice che gliel'avrebbe suggerita un suo fantomatico amico che descrive come "un napoletano doc, e orgoglioso di esserlo". Una cosa è certa, certa come la morte, cari forumisti: un napoletano verace, orgoglioso della sua città, non potrebbe mai e poi mai essere amico di uno squallido pennivendolo del genere. http://www.napolitoday.it/blog/i-media-e-napoli/sallusti-rolex-salvini-di-maio-fico.html
  2. E' notizia di queste ore la notizia di cani che fanno ovunque i loro bisogni http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/lite-tra-vicini-escrementi-in-casa-kyenge-no-razzismo-b961bcad-f487-414d-a24c-36a7e6b0f692.html Ci sono proprietari di cani che pretendono di portare le proprie bestie ovunque, anche al supermercato e francamente la cosa non mi sembra molto igienica perché se un cane alza la zampetta e fa i propri bisogni liquidi su uno scaffale dove ci sono i biscotti, non vorrei essere il malcapitato cliente che poche ore dopo compera proprio quella confezione...... è buona norma per i proprietari di cani portare al seguito guanti e sacchetti per raccogliere le cose solide delle proprie bestiole e impedire che malcapitati passanti ci passino spora, ma evidentemente non tutti lo fanno... in un comune toscano, per cercare di evitare queste cose, obbligano i proprietari di cani di portare dietro anche una bottiglia piena d'acqua per lavare dove il cane fa i bisogni liquidi...http://www.quinewsvolterra.it/volterra-se-porti-fuori-il-cane-devi-avere-anche-acqua-pulire-bisogni-decoro-urbano-marco-buselli-multa.htm forse quello dell'acqua al seguito sarebbe un buon esempio da imitare anche da parte di altri comuni.
  3. Essere indicati come disordinati contro l'ordine della Natura è come dire sei contronatura, mentre invece in natura esistono animali di tutte le preferenze sessuali, ma animali omofobi e sessuofobi non ne ho mai conosciuti, perfino i Nativi pellerossa hanno sempre Rispettato ciò che il Grande Spirito gli donava, un figlio gay era un Dono di Dio uguale a tutti gli altri ed infatti vi erano coppie gay in tutte le tribù considerate nè più nè meno degli altri. E' l'uomo bianco con la sua religione bianca che li ha sterminati non di certo i gay. Il Vescovo di Pavia agli studenti: “Se sei omosessuale cerca di darti un altro orientamento” «La tendenza omosessuale non è peccato, ma qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura. Ci sono anche degli omosessuali cristiani che con fatica accettano questa condizione. Senza assecondare questo orientamento, di non dargli una stabilità sessuale». Queste le parole del vescovo di Pavia Corrado Sanguineti, nominato nel marzo del 2015, a un centinaio di adolscenti all’istituto pubblico L.Cremona. L’audio della conferenza, che si è tenuta lo scorso 7 marzo, è stato poi inviato all’Arcigay di Pavia che lo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Ho un amico che dice di essere omoosessuale e ha cominciato a vivere con un uomo. Gli ho sempre detto che è una scelta sua, non la condivido, non credo sarai felice. Non violentiamo la realtà». «Non soltanto il vescovo è entrato dentro una scuola pubblica per scagliare odio contro una minoranza - commenta Barbara Bessani, presidente dell’Arcigay -, ma l’ha fatto senza alcun contraddittorio, senza che ci fosse qualcuno che potesse proporre un altro messaggio, un messaggio di inclusione, di autodeterminazione, di amore». http://www.lastampa.it/2018/03/25/multimedia/italia/cronache/il-vescovo-di-pavia-agli-studenti-se-sei-omosessuale-cerca-di-darti-un-altro-orientamento-JFaQSGqLj6ualKBt3lsMWP/pagina.html
  4. Anni fa quando sono stata costretta ad operarmi mio marito mi era vicino tutta la giornata e fino alla sera, perchè non avevo nessuna sorella o amica e non potevamo pagare una infermiera privata, nè una stanza singola e comunque io volevo lui e basta quando mi sono svegliata dalla anestesia perchè potevo morire, e perchè è il mio compagno. Accanto vi era una signora anziana che aveva un solo figlio maschio che le poteva stare più vicino, poi veniva anche il marito di pomeriggio che facevano a turno, e nessuno nella nostra stanza ha fatto mai problemi: il razzismo contro il ses-so maschile non mi va bene ed è contro Legge! Austria: la figlia morente in ospedale è in stanza con una musulmana, il padre non può entrare a farle visita https://www.leggo.it/esteri/news/austria_islam_donna_ospedale_figlia_vienna_musulmana_radicale_convivenza_25_marzo_2018-3629172.html
  5. https://fleshpool.wordpress.com/2018/02/11/tre-manifesti/ questa è la mia recensione al film, cosa ne pesate?
  6. Speriamo non ci siano i soliti razzisti antisemiti a fare *** e a mettere a repentaglio lo svolgimento della partita http://www.reggionline.com/italia-israele-misure-sicurezza-eccezionali-prefetto-lo-stadio-reggio-non-sara-blindato/
  7. Su invito della presidente della Camera Laura Boldrini il presidente del movimento Antonello De Pierro ha guidato una delegazione per assistere alla relazione finale del gruppo di studio e ha annunciato l'adesione al percorso intrapreso Roma - In una Sala della Regina colma al limite della capienza è stata presentata a Montecitorio la relazione finale della "Commissione Jo Cox". Un gruppo di studio sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, voluto fortemente dalla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che è giunto a risultati sorprendenti quanto inquietanti, accendendo i riflettori su quella che è già diventata una vera e propria emergenza da affrontare senza indugi. A presiedere i lavori, per 14 mesi, è stata la stessa Boldrini, con la partecipazione di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare, di alcuni esperti e della società civile, recependo appieno le indicazioni promananti dal Consiglio d'Europa. La Commissione, a due mesi dalla sua istituzione, ha aggiunto alla sua denominazione l'emblematico e significativo riferimento a Jo Cox, la parlamentare inglese brutalmente uccisa per odio politico. Un nodale apporto al commendevole risultato finale, come è stato sottolineato dalla stessa Boldrini, è stato fornito da Tullio De Mauro, il celebre e compianto linguista scomparso a inizio anno. L'incontro è stato moderato dal giornalista di Rai3 Giovanni Anversa e, dopo l'intervento introduttivo della presidente della Camera, ha visto susseguirsi gli autorevoli contributi dialettici della sociologa Chiara Saraceni e della deputata Milena Santerini. Toccante la testimonianza resa dal pulpito da parte della giovanissima Flavia Rizza, la straordinaria testimonial di una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo promossa dalla Polizia di Stato, che ha suscitato grande commozione e un fiume di scroscianti applausi. A seguire, sempre moderati da Anversa, hanno preso la parola la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, il direttore de La Repubblica Mario Calabresi e quello di Rai News Antonio Di Bella, la consigliera di amministrazione Mediaset Gina Nieri, al presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio Paola Spadari e la prestigiosa firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella. Al suggestivo e appassionante evento, su invito della presidente Boldrini, ha preso parte una delegazione del movimento politico Italia dei Diritti, capeggiata dal presidente Antonello De Pierro. Ad accompagnare De Pierro a Montecitorio c'erano il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, il vice responsabile per il Lazio e vice responsabile per il Lavoro e l'Occupazione Carmine Celardo, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Emiliano Varanini, il responsabile del Tesseramento Aurelio Tartaglia e la responsabile per Fiumicino Sara Cardilli. Il commento sull'appuntamento politico è stato affidato al leader dell'Italia dei Diritti. "Ringrazio innanzitutto la presidente Boldrini — ha dichiarato De Pierro — per averci onorati del suo graditissimo invito ad assistere all'attività espositiva di fine lavoro di una Commissione di studio di estrema rilevanza in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo. Alcune circostanze che emergono in uno scorcio epocale piuttosto ampio che stiamo attraversando e che fa prevedere una dilatazione temporale al momento indefinibile rispetto alla deflagrazione dell'odio in tutte le sue forme, come ci viene riportato dalle cronache quasi quotidianamente, in cui i crimini legati a questo fenomeno si susseguono senza sosta, non possono lasciarci indifferenti, ma impongono un intervento deciso, risoluto e, per quanto possibile, risolutivo. E' una questione di giustizia sociale, a cui siamo fortemente attaccati come etica di un'intera nazione. Certi atteggiamenti, che affondano le radici in un humus subculturale atavico e che spesso sfociano in gravi integrazioni penalmente rilevanti o comunque in violazioni dei diritti umani, vanno immediatamente soffocati. In uno stato di diritto siffatti istinti animaleschi non possono avere diritto di cittadinanza e, se la politica finora ha forse minimizzato, a volte ha legittimato o giustificato, ci sentiamo di rivolgere un grande plauso alla presidente Boldrini per aver avuto il merito di lanciare un ormai improcrastinabile allarme sociale in afferenza al dilagare dell'emergenza odio, aprendo uno squarcio senza appello su una realtà che da tempo era sotto gli occhi di tutti.. Il mondo della politica fino a qualche tempo fa si era rivelato sordo, con le coscienze anestetizzate, di fronte a un qualcosa che forse veniva percepito di lieve entità. Con la coscienza assopita anche la ragione va in vacanza e il sonno della ragione genera mostri, e gli effetti ben presto si sono dispiegati in ogni dove nei corpi collettivi, fino a disegnare un quadro inquietante che ora è sotto gli occhi di tutti e ha sancito il trionfo della mediocrità. Le stesse donne in politica hanno subito a volte livorosi insulti di natura sessista e la priorità è innanzitutto disinquinare le stesse istituzioni dalle pervasive infiltrazioni insane che le hanno inondate nei loro bassifondi. Di una cosa siamo certi. L'ondata di odio va fermata. I lavori della commissione che ha reso note le risultanze del suo operato sono un ottimo inizio, ma ora urge quell'alleanza invocata dalla presidente Boldrini, facendo appello ai diritti individuali e collettivi, che riteniamo l'unica via su cui incanalare un percorso convincente ed efficace. Noi, come ho già riferito a lei, ci siamo e il nostro impegno siamo pronti a metterlo in campo nei limiti delle nostre possibilità, con i nostri dirigenti e i tanti attivisti che hanno sposato la nostra causa. La consideriamo una rivoluzione della dignità, per accendere nelle vittime un barlume di speranza ed evitare che questa naufraghi sugli scogli della rassegnazione. Arginare, tentando di debellare i fenomeni di odio e di intolleranza dovrebbe essere un dovere civico per tutti, travalicando ogni steccato ideologico, per mettere ai margini coloro i quali, e per fortuna non sono tantissimi a fronte della totalità dei cittadini, sono affetti dal virus dell'esaltazione, spesso foraggiata da politici, o meglio politicanti, che per racimolare consensi, si cimentano in esercizi demagogici e cavalcano a volte idee malsane, mistificando la realtà ed esibendosi in distorsioni statistiche inverosimili e paradossali. Aderiamo all'alleanza auspicata dalla presidente Boldrini perché il sentimento di odio non può albergare in un parenchima sociale come quello italico, perché chi esprime idee diverse va rispettato e tutelato, sempre nei limiti del confronto democratico, ma chi agisce su impulso rancoroso non può essere tollerato. Per fortuna viviamo in un paese libero e non ammettiamo sessismo, bullismo, xenofobia, razzismo e ogni forma di intolleranza. Anzi l''unica intolleranza che ammettiamo è quella contro chi odia. Non mi avventuro nel merito di ogni forma di odio, mi sono già espresso in più occasioni e ce ne saranno altre per gridare a gran voce il nostro pensiero, in particolare nell'alveo del sessismo, del bullismo e dell'intolleranza a sfondo razziale. Su quest'ultimo punto, ora di particolare attualità, il nostro paese ha già pagato il suo prezzo e ogni rigurgito di questo genere può essere riconducibile solo a un retaggio di tipo fascista e va perseguito duramente. Esiste già la nota legge 645/92, la cosiddetta legge Scelba, in merito, anche se ho sempre notato una certa titubanza nell'applicazione, e ben venga la proposta dell'onorevole Emanuele Fiano di inserire un reato specifico nel codice di rito penale, proposta che tra l'altro ha già suscitato qualche riferimento antisemita nei suoi confronti, e in proposito colgo l'occasione per esprimergli la nostra solidarietà, a dimostrazione della giustezza di tale intento di produzione legislativa. Il fascismo in Italia è stato sinonimo di dittatura, inseguimento e pratica di un modello autoritario, e, con buona pace dei nostalgici, per mantenere una democrazia compiuta bisogna soffocare in culla ogni richiamo liberticida, anche solo simbolico, al Ventennio. Ma quello che ci sta particolarmente a cuore è l'odio che si manifesta sotto forma di stalking. Abbiamo più volte dichiarato la nostra linea per ciò che attiene alla violenza di genere, sia fisica che psicologica, e, anche se la codificazione del reato specifico con l'introduzione dell'art. 612 bis nel codice penale ha certamente segnato un passo in avanti, lo riteniamo assolutamente insufficiente per arginare il problema. Personalmente sono intervenuto a molti incontri sul tema e non mi stancherò mai di propugnare la necessità di affrontare la questione sotto un profilo culturale e preventivo, magari anche con supporti di tipo psicologico, oltre che naturalmente sotto quello repressivo per esercitare la legittima pretesa punitiva dopo che si è ormai concretizzato il tempus commissi delicti. Ed è alla commissione del reato che bisogna evitare di giungere e a nostro avviso il più delle volte sarebbe possibile se le previsioni normative fossero più adeguate alla fattispecie criminosa de qua. Infatti non si è quasi mai giunti a considerare che nella maggior parte delle volte non ci troviamo di fronte a un delinquente abituale, ma a una persona che ha una biografia ineccepibile sotto un profilo comportamentale. Il più delle volte parliamo di una persona che ha vissuto in maniera eccessivamente traumatica un distacco di tipo amoroso. Spesso sviluppa un disturbo di adattamento e ogni tentativo di allontanamento coercitivo, tramite l'emissione di misure cautelari, dalla vittima non produce effetti significativi. Prima di entrare nel terreno giuridico ci troviamo in quello clinico. Prevedere perciò un supporto di tipo psicologico nella legge, a nostro avviso, sarebbe necessario. Nessuno vuole svilire il sacrosanto esercizio dell'azione penale con il dispiegarsi di effetti sanzionatori post delictum, ma così, in molti casi, si eviterebbe di giungere alla consumazione del reato stesso e si otterrebbe certamente un effetto deflattivo nella lugubre contabilità relativa ai femminicidi che le cronache ci offrono purtroppo quasi quotidianamente. Pertanto insistiamo sul fatto che la sfida dovrà essere culturale e preventiva in queste e in tutte le forme di odio. Il cammino è lungo e tortuoso, ma siamo certi che sia iniziato nel migliore dei modi". (Foto di Marco Bonanni)
  8. Arrivare a picchiare una persona perché ha difeso un compagno di squadra di colore di fronte a un insulto razzista, la trovo una cosa di una gravità estrema. Questa la vicenda: un calciatore di 28 anni, Gianluca Cigna, che gioca in terza categoria nell'Atletico Villaretto, un Comune alle porte di Torino, è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Giovanni Bosco, nel capoluogo. E' stato aggredito domenica pomeriggio, fuori dal campo alla periferia di Torino, in via Petrella, da un avversario della Mappanese che con i genitori lo hanno atteso all'uscita. I tre lo hanno picchiato poiché aveva preso le difese di un suo compagno di origini senegalesi, Mbaye Mamadou, vittima in campo di insulti razzisti. http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/03/13/news/torino_giovane_calciatore_aggredito_per_aver_difeso_un_compagno_vittima_di_insulti_razzisti-160450091/ Qui urge una punizione esemplare, l'espulsione dalla squadra o la sospensione dal campionato, il mondo del calcio è sempre stato attraversato dal problema del razzismo e il mondo del calcio deve reagire, al di là della giustizia