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12 risultati

  1. è una storia qualunque. piccola storia qualunque Era un giorno qualunque, ne estate, ne inverno, ne caldo, ne freddo, qualunque. Una strada qualunque, ne diritta, ne storta, ne lunga, ne corta e nemmeno contorta, qualunque. Era un uomo qualunque, ne bello, ne brutto, aveva più di niente, ma meno di tutto, era un uomo comunque, qualunque. Un giorno qualunque su di una strada qualunque, ed un uomo comunque qualunque, che cercava una donna comunque, non certo qualunque. Un giorno, una strada, un uomo qualunque e un amore più caldo del sole, più forte del mare, più immenso del cielo. Più dolce del più antico pensiero, del fiorir di una rosa sotto un cielo d’aprile. Comunque il più vero amore qualunque
  2. risveglio Come posso dirti senza parole ti amo. Come farti capire, lo svegliarsi al mattino e sentire sussurrato fra i resti del sonno, il tuo nome. Poi… al riaprire degli occhi provare, smarrimento nel trovarsi da solo. Pochi istanti gelati di vuoto sgomento. La paura di aver perso una mano. Poi… il pensiero cosciente che piano si fa avanti tra il velo del sonno. Ricordarsi di averti lasciato, (dentro gli occhi catene di stelle, sulla faccia un sorriso assonnato) sulla porta di casa dicendo: (con dell’altro che urlava di dentro) Buonanotte a domani.
  3. (opera di Salvador Dalì) Tu ed io Io e tu, noi speranze, tanti sogni e poi... Nella penombra della stanza fumo in spirali. Nel silenzio io ripenso ai miei errori. Tu, lo sguardo tuo già volgi ai tuoi futuri amori. refusi
  4. Ho attraversato il mondo in punta di piedi cercando di non dar fastidio più di tanto. Ho visto la mia pelle scurirsi al sole i miei capelli ingrigire al tempo, cadere. Ho osservato il sole sorgere perdersi nella luna, mille volte e mille volte ancora, senza che nulla cambiasse. Ho raccolto la pioggia nel palmo delle mani come fossero le lacrime di un bimbo o di un mondo intero. Ho osservato muto la folla aggredire il diverso e ho dissentito, ma da lontano lasciando che accadesse. Ho sognato amori eterni e vissuto amori effimeri, ho abbracciato ideali combattuto battaglie inutili. Ho assimilato in migliaia di passi, la ripetitiva costante stupidità dell’uomo negli stessi errori, negli stessi gesti. Ho camminato su un infinità di strade attraversato città e paesi senza carpirne i segreti dimenticando il senso del percorso, e ancora oggi mi chiedo cosa farò da grande
  5. La luna, il pozzo e il pazzo Era pazzo, con il secchio pescava la luna dal pozzo anche quando non c’era. Era pazzo cantava canzoni inventate e pescava con il secchio bucato la sua luna nel pozzo. Lui diceva di amare la vita, la luna e sedeva aspettando il calare del sole e al levar della luna continuava felice, ne suo gesto d’amore refusi
  6. Foto con testo in due tempi
  7. Ogni tanto cado nella temtazione di posterne qualcuna, perdonatemi La ballerina del carillon
  8. cantilena d’amore alla luna Levati luna, levati luna dal mare che voglio cantare d’amore. Il mio amore al mio amore. Specchiati luna, specchiati luna nel mare che voglio guardare attraverso i tuoi raggi riflessi il mio amore, e al mio amore cantare
  9. tu Mi sei entrata nel sangue, sei come la febbre che aumenta, che urla, che chiede sei….. sei come la sete che sorge impellente e improvvisa d’avanti a una fonte di limpida acqua sorgiva. Sei….. sei tutto e sei niente, se niente vuol dire una fiaba, se tutto vuol dire una vita. Più volte ho curato la febbre ma al solo pensarti tornava. Ho anche cercato altre fonti volendo placare la sete, ma a niente serviva, la sete sorgeva di nuovo più forte e più viva. Per questa mia febbre bruciante, per questa mia sete ossessiva, tu sola la fonte, di limpida acqua sorgiva. refusi
  10. (parafrasando immodestamente il Manzoni) Necrologio per una fine improvvisa Ei fu, siccome immobile spento ormai ogni ronzio è là posizionato ai lati del leggio. Lo guardo stanco e attonito col desiderio insano di stritolarlo tutto nel palmo della mano. Giace, così ormai inutile argentea scatoletta presa da un male futite che me l’ha resa inetta. A nulla serve piangere, urlare od inprecare tutto finì a ***. e tutto è da rifare. Dati, file e filmati costati tanto tempo svaniscono così, come del fumo al vento. Persi in un solo istante circa trecento giga mi si data licenza di dir che è proprio sfiga. ref
  11. Cincischiando con la mia presunzione mi sono perso nella vita senza sapere dove Una strada, un bar/una sala di proiezione/e ogni tanto qualcuno/che pronuncia il mio nome./Una pista innevata/che si snoda in discesa,/negozi e carrelli/dentro a giorni di spesa./Calme onde del lago/che si spengono a riva,/vele bianche nel blu/che il vento ravviva./Nastri grigi percorsi7seduto al volante/paesi e città perduti/solo dopo un istante/Luoghi visti dall'alto/da sopra un aeroplano /odori respirati /nei vagoni di un treno/Voci, volti confusi/di persone incontrate, /case in strade percorse/una volta e lasciate,/vaghe immagini scorrono/fra ricordi e presente,/una parte di me/che rimane alla gente/e una parte di loro /che mi resta incollata/e ogni volta ritocca /tutta la mia facciata/come un poster sul muro/ridipinto all'istante/che contorna e scolpisce/di colori la mente./Un accozzaglia di gente/suoni, voci, persone/che non hanno più un volto/che non hanno più un nome./Io mi perdo in frammenti /lungo tutto il percorso /e pian piano confondo /il senso del discorso. /Non so più dove vado/non so più dove sono,/urlo forte ma il grido/non produce alcun suono./Volgo lo sguardo attorno,/mi perdo nel vino,/poi ritorno e pian piano /ripercorro il cammino/per cercare nel tempo,/in un lontano passato,/quel momento e quel luogo/in cui mi ero incontrato.
  12. Litigio Le parole, altre volte dette, ora tacciono. I singhiozzi del pianto non fan più rumore del cader di una foglia. Piccole lascrime scivolano su pallide gote, rumorose come rugiada. Dopo il frastuono del litigio ora, è silenzio. refusi