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18 risultati

  1. Siamo al rush finale" della campagna elettorale, occorre fare "un lavoro scientifico sugli indecisi andando casa per casa". Così il segretario del Pd Renzi. "Dobbiamo arrivare a essere il primo partito e il primo gruppo parla- mentare", ribadisce. "In questa legislatura abbiamo abolito il finanziamento ai partiti.Con la leg- ge abbiamo restituito molti più soldi del M5S", dice Renzi."Se uscissimo dal- l'Europa, avremmo molte difficoltà e il conto non lo pagherebbe Salvini, ma le persone che verrebbero licenziate". Poi da Modena: non lasciate il futuro dell' Italia "a chi odia,agli estremisti".Chi scappa dal confronto "nega democrazia".
  2. Il segretario del Pd Renzi è a S.Anna di Stazzema (Lucca) per firmare l'i- scrizione all'anagrafe antifascista,nel luogo dell'eccidio nazifascista dell' agosto 1944, che fece 560 vittime. "La nostra democrazia è solida e più forte di ogni rischio totalitario",dice Renzi."Chi non è antifascista non è de- gno della comunità democratica", "per noi è necessario aderire all'elenco di quanti dicono che il nazifascismo è il male assoluto",sottolinea ricordando la battuta sull'anagrafe canina di Salvini Tornando sugli scontri a Piacenza:"Pic- chiare un carabiniere non è antifasci- sta, è criminale".
  3. La campagna elettorale o si fa con l'orgoglio o non si fa. Se il Paese sta meglio è merito degli italiani ma anche del Pd che ha scelto di fare le riforme che hanno portato il Paese a crescere". Così Renzi al liceo Massimo di Roma. "In questi ultimi giorni scrolliamoci di dosso la rassegnazione", sprona. E si appella ai cattolici: "Ci sarà pro- babilmente una frattura su unioni civi- li e biotestamento,ma siamo a un bivio: il Centrodestra non è a trazione mode- rata".Poi,a 'In 1/2 ora in più',dice:il premier lo deciderà il Colle, ma Genti- loni "potrà giocarsi le carte anche in futuro". E sulle dimissioni di De Luca jr:lui "serio","spero quereli Di Maio".
  4. "Il centrodestra ha fatto un programma da 200 mld di euro, non li trovano nem- meno col Monopoli". Lo ha detto il lea- der del Pd Renzi. "Le cose cambiano davvero se mettiamo i soldi sulla famiglia, sulla riduzione del costo del lavoro,non a sostegno dei multimiliardari come con la flat tax o dell'assistenzialismo come il M5S",dice Renzi, "estenderemo gli 80 euro a ogni figlio finché minore". "Il futuro delle città passa per l'investimento nelle periferie.Il mio governo ha messo 2 mld e 100 mln e Gentiloni ha proseguito". "Se non vince il Pd, è un problema per l'Italia", aggiunge.
  5. "Ogni giorno di campagna elettorale che passa, dimostra che il Pd è l'unica forza solida e seria di questo Paese. I Cinque Stelle non riescono a tenere il conto dei propri rimborsi o il bilancio dei propri comuni: come possono gestire il Governo Nazionale? Ci ricordiamo il governo della destra, che ci ha portato a un passo dalla bancarotta con lo spread ai massimi e la crisi economica più dura del dopo guerra. Penso che il #4marzo gli italiani sceglieranno di andare avanti".
  6. Matteo Renzi pensa "che Di Maio farebbe bene a togliersi il dente e dire tutti insieme quali sono i truffatori. Altri- menti danno l'idea di ritenere,come di- ce Di Battista, che gli italiani siano rincoglioniti". A Rtl il leader Pd ag- giunge: Il M5S non ci faccia la morale, i moralisti senza morale non funzionano "Ci sono truffe evidenti,acclarate, chi ha responsabilità dovrebbe dire come stanno le cose"ma loro "si sono presen- tati diversi, invece sono come gli al- tri". Berlusconi e Salvini? "Coppia di fatto,senza punti in comune". La flat tax"è una promessa che svanirà",Sul te- ma sicurezza,"estremismi inaccettabili" e sui migranti"non dimenticare umanità"
  7. La grande coalizione in Italia non sta in piedi.Non è come in Germania,dove ci sono delle trattative,un accordo pro- grammatico e poi al governo si realizza il programma. Lo ha detto il ministro Dario Franceschini (Pd) a Radio Capital Il ministro ricorda l'appuntamento del 24 febbraio in piazza contro il razzi- smo e polemizza con il leader della Lega. "Salvini fa come tutti i populi- sti europei: prende le paure reali dei cittadini e invece di affrontarle e cercare soluzioni, le cavalca per pren- dere qualche voto in più". Franceschini difende il direttore del Museo Egizio di Torino e gli esprime solidarietà do- po gli attacchi di Giorgia Meloni (FdI)
  8. Berlusconi propone un condono edili- zio. E capisci che mancano tre settima- ne alle elezioni: lui ormai è prevedi- bile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell'ultimo mese. Sempre quella, la fantasia al potere". Lo scrive Renzi su Facebook. Il segretario del Pd poi sostiene:l'al- leanza Berlusconi-Salvini "vale solo per prendere i seggi, mica per governa- re". E sul M5S: il programma "lo hanno copiato da Wikipedia". Il Pd invece,af- ferma Renzi, propone "soluzioni concre- te" e "senza insultare": "Noi diversi".
  9. Berlusconi propone un condono edili- zio. E capisci che mancano tre settima- ne alle elezioni: lui ormai è prevedi- bile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell'ultimo mese. Sempre quella, la fantasia al potere". Lo scrive Renzi su Facebook. Il segretario del Pd poi sostiene:l'al- leanza Berlusconi-Salvini "vale solo per prendere i seggi, mica per governa- re". E sul M5S: il programma "lo hanno copiato da Wikipedia". Il Pd invece,af- ferma Renzi, propone "soluzioni concre- te" e "senza insultare": "Noi diversi".
  10. Berlusconi propone un condono edili- zio. E capisci che mancano tre settima- ne alle elezioni: lui ormai è prevedi- bile, il condono edilizio è la proposta che spunta sempre nell'ultimo mese. Sempre quella, la fantasia al potere". Lo scrive Renzi su Facebook. Il segretario del Pd poi sostiene:l'al- leanza Berlusconi-Salvini "vale solo per prendere i seggi, mica per governa- re". E sul M5S: il programma "lo hanno copiato da Wikipedia". Il Pd invece,af- ferma Renzi, propone "soluzioni concre- te" e "senza insultare": "Noi diversi".
  11. L'immigrazione è un tema complicato, che non viene dai governi di sinistra. E' esploso dopo l'accordo di Dublino, firmato da Berlusconi nel 2003. Cambia- molo insieme senza polemiche. Ma quell' accordo porta la sua firma, non quella di Renzi o Gentiloni". Così il segreta- rio del Pd, Renzi, ad Agorà. "La penso come Berlusconi, se non ci sono le condizioni è giusto che si tor- ni a votare. Noi con gli estremisti al governo non andremo mai", ha affermato Renzi. "Il nostro obiettivo è arrivare primi", ha aggiunto.
  12. "Non sono i pistoleri a garantire sicu- rezza in Italia. Bisogna investire di più su carabinieri e poliziotti".Lo di- ce il segretario Pd,Renzi,a Repubblica Tv.E aggiunge: "Chi strizza l'occhio ai pistoleri ha bloccato le assunzioni". Parlando dei fatti di Macerata, Renzi invita ad "abbassare i toni". Spiega che la questione è "complessa" e "non si può buttare" solo addosso a Salvini. Berlusconi dice che i migranti sono una "bomba sociale"? "Ma il Trattato di Du- blino lo ha firmato lui, e se in Italia arrivano i migranti è perché qualcuno ha fatto la guerra in Libia".La polemi- ca col M5S sugli "impresentabili"? "Non prendiamo lezioni di onestà da Di Maio"
  13. Leggo i social e quello che noto da due giorni è un continuo batti e ribatti di commenti. Io dico la mia, sulle regionali, a distanza di qualche giorno, perché preferisco prima metabolizzare, ragionarci un po' su e poi esprimermi. Acquisire il diritto di votare è una conquista senza pari. Di questo, chi conosce anche solo le basi di educazione civica, ne è consapevole. È ovvio che se l'astensione è così alta, un po' di carenza di quelle i n f o r m a z i o n i c'è. Votare significa prendersi la responsabilità, non dico di cambiare le cose ma quantomeno di esprimersi su come devono andare. In Sicilia solo il 47% degli aventi diritto al voto lo ha fatto. E se facciamo un’analisi a fronte dei risultati elettorali, il 35% ha pensato di dare un taglio netto alla "vecchia politica". Rimane un 53% che non si è espresso, che se ne lava le mani ma che in realtà avrebbe potuto ribaltare i risultati. Chi non ha votato aveva dunque la possibilità di cambiare le sorti della Sicilia in meglio o in peggio. Immaginate dunque quanto sono importanti i voti di chi si astiene. Ho letto spesso in questi giorni la parola “impresentabili", i cosiddetti indagati, condannati, rinviati a giudizio, insomma gente che ha evidenti problemi con la giustizia è che si presenta alle regionali con il consenso del primo rappresentante della coalizione, il candidato presidente. La legge, infatti, in Italia consente ad un condannato di candidarsi al Parlamento. Nonostante questo credo che ognuno di noi abbia una moralità, un'etica da rispettare eppure c'è gente che, pur conoscendo la storia politica e giudiziaria di Tizio, lo vota, perché qualcuno glielo ha chiesto, perché... non si può dire di no in questi casi, perché... domani il favore potrebbe servire a me.. Quindi oltre all'astensionismo, ci sono pure quelli che con il voto chiedono o ricambiano favori. Ma quanto vale un voto? Quanto vale la Sicilia? Tutti siamo legati alla storia e sappiamo che ci sono persone che la amavano così tanto che ci hanno perso la vita: Falcone, Borsellino…tutti bravi a citarli ma solo a parole. Congratulazioni al neo Presidente Nello Musumeci, non so se ha vinto la mafia o meno, io so solo che la mia amata Sicilia HA PERSO ancora una volta. SEGUTECI SUL NOSTRO SITO. La Politica è un’arte nobile. Va tutelata http://www.destrasinistra.com/
  14. Il presidente dell'Italia dei Diritti sarà presente nella cittadina dei Castelli Romani per sostenere di persona la candidatura di Sabrina Verri Roma - Si avvicina la data dell’undici giugno, giorno nel quale si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di molti comuni italiani. Il movimento Italia dei Diritti, ha deciso in questa occasione di rinunciare alla presentazione di liste autonome, offrendo il proprio sostegno a vari candidati a primo cittadino, scelti attentamente tra coloro i quali hanno presentato linee programmatiche in sintonia con i valori ideali promossi dall'organizzazione politica facente capo al giornalista romano Antonello De Pierro. Il leader della formazione civica nazionale, che ormai da tempo si fa portavoce delle istanze dei cittadini, a vantaggio della legalità e della giustizia, principi cardine della sua peculiarità azionistica, dopo aver viaggiato in tutta la penisola per tributare il sostegno alle candidature selezionate, ha deciso di chiudere la campagna elettorale in un comune dell'area metropolitana capitolina e precisamente dei Castelli Romani. Infatti venerdì prossimo sarà impegnato a Lariano, al fianco della candidata a sindaco Sabrina Verri, sostenuta dalla lista "Movimento per Lariano". I comuni castellani proiettati verso il voto amministrativo sono sette, ma quelli in cui l'Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo, sposando il programma di uno dei candidati allo scranno più alto sono solo tre: Lariano, appunto, Monte Compatri e Nemi. Per gli altri comuni impegnati nella consultazione, il movimento non ha ritenuto opportuno esporsi estrinsecando un'opzione di voto, in quanto nessuno dei candidati in corsa è stato giudicato programmaticamente meritevole di valutazione positiva e pertanto tutti sono stati stimati inidonei a rappresentare l'ideologia propugnata. Tenuto conto del 3,4 % ottenuto lo scorso anno ad Ariccia, il supporto elettorale dell'Italia dei Diritti, può risultare, ai fini dell'esito elettorale, alquanto vantaggioso. De Pierro ha spiegato le ragioni dell'espressione preferenziale: "Nel territorio in questione mi sono affidato alla conoscenza e all'esperienza del validissimo responsabile provinciale romano della nostra formazione politica, Carlo Spinelli, che ha profuso notevoli energie per orientare al meglio le nostre scelte. E' già successo ad Ariccia lo scorso anno, dove è stato molto bravo a condurre la nostra formazione al dignitoso 3,4 % decretato dalle urne. L'accorta disamina valutativa di Carlo ha seguito una logica mirata a premiare chi ha mostrato di perseguire l'interesse verso i corpi collettivi, conducendo a una soluzione lapalissiana e volitiva. A Nemi abbiamo scelto la continuità dando ancora fiducia ad Alberto Bertucci, il quale, nel quinquennio appena terminato, ha saputo lavorare molto bene, sia sul terreno del sociale, con iniziative atte a soddisfare le istanze promananti dalle fasce più deboli del parenchima collettivo, sia dal punto di vista culturale e turistico e la riconferma della bandiera arancione per il turismo dell’entroterra ne è una prova tangibile". A Monte Compatri invece il movimento invita a votare per Fausto Bassani. Il presidente dell'Italia dei Diritti commenta così la convergenza sul nome del candidato di centrosinistra: "Spinelli qui ha richiamato l'alternanza democratica, spiegando le ragioni del punto di vista espresso. L'esplicazione argomentativa ha passato il vaglio del direttivo regionale e io ho approvato convinto. Dopo dieci anni di opposizione ci è parso giusto dare al centrosinistra la possibilità di portare avanti le proprie idee per guidare la cittadina alle porte di Roma, amministrata finora da una maggioranza assolutamente insoddisfacente in afferenza alle esigenze del territorio. Ci ha favorevolmente colpito lo spazio assegnato agli interventi sul sociale, contenuto all'interno del programma elettorale, una materia che ci sta particolarmente a cuore". Infine il numero uno dell'Italia dei Diritti si sofferma sulla decisione di essere presente, venerdì prossimo, a Lariano, la cittadina nota per la sagra del fungo porcino, per sostenere la candidatura di Sabrina Verri: "E' la candidata che più di tutti incarna il patrimonio dnatico del nostro movimento, della nostra stessa storia associativa, della nostra ragion d'essere. I nostri principi fondanti si rispecchiano con estrema chiarezza nella struttura ontologica del Movimento per Lariano, nonché nell'esplicitazione soggettiva della sua leader politica, la quale si è più volte distinta per le numerose battaglie socialmente importanti, che hanno fatto registrare il più delle volte esiti positivi. I suoi valori umani coincidono perfettamente con quelli che sono i nostri ideali ed in più riteniamo che le altre forze che concorrono a Lariano potrebbero risultare alquanto inefficaci, in caso di elezione, per la risoluzione delle problematiche che affliggono la comunità cittadina. Si possono notare infatti apparentamenti bizzarri e inusuali, verso cui nutriamo enormi perplessità in relazione alla coerenza dimostrata nelle scelte formative delle liste, oltre a personaggi riconducibili familiarmente a politici che già in passato sono stati attori inespressivi e inerti sul proscenio della politica locale. Ed è per questo che riteniamo un dovere morale nei confronti della cittadinanza larianese dare forza all'unica candidata credibile, l'unica ventata di novità in mezzo a una pletora di elementi che rievocano un usato non garantito, grazie a insuccessi e inadeguatezza operativa, ben impressi nei file mnemonici dell'elettorato del paese. Sarò a Lariano e inviterò a votare una donna che già in passato ha dato prova di grandi capacità, che l'hanno portata al conseguimento dei risultati che si era prefissa e che sono certo essere l'unica aspirante in corsa idonea a imprimere finalmente la spinta necessaria per quella crescita sociale, economica culturale e turistica che si attende da un lasso temporale troppo lungo". De Pierro esprime infine il suo cruccio per non aver potuto individuare negli altri comuni al voto, in zona Castelli Romani e nel resto della Città Metropolitana di Roma Capitale, un candidato a sindaco che rispondesse ai requisiti minimi richiesti per ottenere un appoggio elettorale dall'Italia dei Diritti: "E' davvero imbarazzante per noi, aver incontrato tante oggettive difficoltà nell'individuare candidati che rispondessero almeno in parte a quegli standard di qualità politica, che riteniamo indispensabili per potersi presentare agli elettori a chiedere di essere votati ed essere pertanto formalmente legittimati all'amministrazione della polis. Se non fossimo assolutamente contrari all'astensionismo, di fronte a una realtà così disarmante sarei personalmente tentato di invitare gli elettori a disertare le urne".
  15. E' stato il presidente Antonello De Pierro a investirlo del ruolo al termine di una riunione straordinaria del direttivo regionale del Lazio Roma - Dopo diversi mesi di vacanza del ruolo, a causa del passaggio di Brunetto Fantauzzi a responsabile provinciale dell'Aquila, il movimento politico Italia dei Diritti, fondato e presieduto da Antonello De Pierro, ha un nuovo responsabile per la provincia romana. Si tratta di Carlo Spinelli, già coordinatore per Ariccia e da poco entrato a far parte dei membri del direttivo regionale del Lazio, che ha ricevuto l'investitura con nomina diretta del presidente De Pierro proprio al termine di una movimentata riunione straordinaria del massimo consesso laziale dell'organizzazione, in cui si è cominciato a discutere della presenza della lista Italia dei Diritti alle prossime consultazioni regionali. A sostituire Spinelli alla guida del movimento in quel di Ariccia sarà l'attuale responsabile dei giovani Mirko Velletrani, reduce da un buon piazzamento alle scorse elezioni amministrative della cittadina castellana, mentre il ruolo di vice resterà a Maurizio Nocera. "E' con immenso piacere e orgoglio che accetto quest'incarico — sono state le prime parole del neo responsabile provinciale visibilmente commosso —, un altro passo in avanti all'interno del movimento che mi coinvolge sempre più. So che mi aspettano mesi di intenso lavoro anche in vista delle consultazioni elettorali per le amministrative della prossima primavera che vedranno alle urne molti comuni della provincia romana" . De Pierro si è dichiarato soddisfatto della sua decisione: "Le esigenze che hanno portato, diversi mesi orsono, il caro e stimato Brunetto Fantauzzi all'Aquila, hanno lasciato un vuoto operativo difficile da colmare. Ho atteso tutto questo tempo assumendo io stesso l'interim gestionale del territorio in questione, ma era arrivato il momento di individuare la persona giusta da investire ufficialmente dell'attribuzione mansionale di coordinamento di un'area territoriale così delicata. Non essendoci i presupposti necessari per procedere a un'elezione efficace in seno al direttivo, mi sono visto costretto a ricorrere alla nomina diretta per colmare un vuoto dirigenziale che ormai si era protratto per un lasso temporale troppo lungo. In ragione del suo percorso e del suo impegno nell'ambito del nostro movimento, nel propugnare e combattere con convinzione le nostre battaglie di civiltà e nell'accogliere con non comune sensibilità le istanze dei corpi collettivi, dimostrando in maniera apodittica l'assoluta assimilazione e condivisione dei principi basilari dell'Italia dei Diritti, la scelta non poteva ricadere su nessun altro se non su Carlo Spinelli. Non nascondo che al di là dei prefati elementi fondamentali avevo bisogno di una persona di estrema fiducia per poter assicurare una crescita territoriale sana e fedele alla nostra etica comportamentale, lontana da quei percorsi clientelari che spesso inquinano l'odierna politica e da quegli esercizi retorici che spesso illudono e beffano gli elettori. Perciò la stima che nutro per Carlo, che conosco tra l'altro da oltre 25 anni, mi ha lasciato margini di scelta alternativa davvero molto ridotti. Sono più che certo che la fiducia che ho riposto in lui, come già è accaduto in passato in altre occasioni, sarà ripagata da una valida ed esaustiva risposta sul campo".
  16. Vivaddio, il PD si è finamente accorto che il suo attuale Segretario tra le altre cose ha trasformato l’erede del nobile PCI gramsciano nel, cito da Il Fatto Quotidiano “… partito dell’establishment. Il partito dei petrolieri, dei finanzieri, dei banchieri. Un partito interessato solo ai potenti.”. Premetto che a mio avviso anche l’establishment, i petrolieri, i finanzieri, i banchieri, i potenti a qualsiasi titolo, hanno diritto a crearsi un partito, ma che quel partito non potesse essere il PD – io che non ho mai avuto troppa simpatia per la sinistra – lo avevo capito almeno tre anni e mezzo fa, non appena ho visto l’interesse-“disinteressato” con cui l’ex PdC (che non nominerò più, come ho già promesso in altro post), faceva politica: un avvoltoio davanti ad una carcassa appena spirata sarebbe apparso infatti meno avido! https://rinabrundu.com/2017/02/05/ben-venga-michele-emiliano-quale-segretario-del-pd-ma-il-problema-dirigenziale-non-sara-risolto-e-dei-delfini-italiani-fatti-fuori-sul-nascere/
  17. Ieri Bersani si è scatenato contro il segretario del Partito Democratico perché Renzi vorrebbe andare al voto prima del congresso, in modo da non mettersi in gioco. Renzi in pratica secondoì Bersani ha paura che se si andasse al congresso non verrebbe più riconfermato come segretario. Ecco questo secondo Bersani rischia di mandare il PD a carte 48, perché dice Bersani ci sono troppe differenze interne al Pd. Quindi ora mi chiedo se sia Renzi a voler uccidere il PD o se il PD non sia già morto di suo, che dite? http://www.repubblica.it/politica/2017/02/01/news/napolitano_elezioni_renzi_2018_m5s-157356652/
  18. Oggi la direzione del Pd. Il segretario non vorrebbe prendervi parte ma i dirigenti Dem stanno provando a convincerlo a ripensarci per non dare adito a polemiche. "Sarebbe di una gravità inaudita la sua assenza - dice un bersaniano - un segretario che non va alla direzione del suo partito di fatto è già dimesso". Prima lo massacrano e poi gli danni pure la responsabilità della loro azione di annichilimento. Il Pd ha un problema, ma grosso, ed è il residuo di alcune dinamiche da PCI! Ma così non andà da nessuna parte!