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  1. Alle prima domanda del titolo ha risposto ieri la Corte dei Conti. Il costo del sofisticato caccia americano di quinta generazione è quasi raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali: siamo a oltre 130 milioni di dollari cadauno (ma la versione a decollo corto destinata alla Marina costa molto di più, nda) cui andranno aggiunti gli ingenti costi di infrastrutturazione e di aggiornamento e manutenzione nel corso degli anni, mentre il programma di sviluppo è in ritardo di almeno 5 anni sulla tabella di marcia a causa di difficoltà e criticità tecniche tuttora irrisolte. I primi esemplari già consegnati dovranno subire ampi e costosi aggiornamenti. Inoltre il ritorno occupazionale per la piccola quota dell'Italia nell'assemblaggio degli F-35 (stabilimento di Cameri) sarà molto inferiore alle attese, anche in seguito ai tagli sulla commessa italiana (da 131 a 90 esemplari, voluta da Monti) e su quella olandese (da 60 a 37). Alla seconda domanda hanno già risposto Germania e Francia, le quali non hanno ordinato alla Lockheed Martin neppure un F-35 preferendogli rispettivamente gli Eurofighter Typhoon e i Rafale, eccellenti e collaudati caccia multiruolo europei di quarta generazione che, a parte la capacità stealth (invisibilità ai radar, utile soprattutto nelle missioni offensive) non hanno nulla da invidiare agli F-35 che anzi gli esperti ritengono intrinsecamente meno versatili e meno adatti alla difesa dello spazio aereo (per limitazioni aerodinamiche ed essendo monomotori e non bimotori). Anche noi abbiamo in dotazione gli Eurofighter al cui progetto e alla cui costruzione partecipiamo in modo rilevante. L'anno scorso Leonardo Finmeccanica si è aggiudicata una quota pari a circa la metà della commessa da quasi 8 miliardi di euro per 28 Eurofighter ordinati dal Kuwait. Puntando anche per i prossimi decenni su questo tuttora valido caccia europeo, come la Germania, avremmo creato migliaia di posti di lavoro in più di quelli di Cameri per gli F-35 (al massimo 1600 secondo la Corte dei Conti, contro gli oltre 6000 previsti). Ultimamente Merkel e Macron si sono accordati per la progettazione di un nuovo caccia europeo di quinta o forse addirittura sesta generazione. Hanno l'esigenza di rimpiazzare entro il 2040 gli Eurofighter e i Rafale, ma probabilmente hanno anche subodorato il flop tecnico e commerciale dell'F-35, di cui sussurrano gli addetti ai lavori e che schiuderebbe grandi prospettive di mercato al nuovo caccia franco-tedesco, nonché al formidabile Sukhoi T-50 russo (in servizio dal 2018 e meno costoso dell'F-35). La vita operativa di questi nuovi caccia si sovrapporrà a quella dell'F-35 (che le forze armate USA contano di impiegare fino al 2070) e così noi rischiamo di ritrovarci con un aereo tecnicamente superato, dalla gestione molto onerosa, poco versatile e poco adatto alle nostre esigenze che sono soprattutto difensive (art.11 della Costituzione), e rischiamo di restare fuori dal progetto industriale franco-tedesco (come pure il Regno Unito, anch'esso nel consorzio europeo dell'Eurofighter ma che ha puntato come noi sull'F-35 e che rischia una sorta di Brexit aeronautica). Va anche ricordato che pur spendendo 14 miliardi per acquistare gli F-35, complicati sistemi d'arma "intelligenti", ormai una sorta di supercomputer volanti, essi non saranno mai completamente "nostri". Il software di bordo sarà sempre sotto il controllo del Pentagono. Acquistare questi aerei dunque non è solo un errore strategico e uno spreco di denaro pubblico, ma è un pacchiano atto di sudditanza da parte dei nostri governanti. E veniamo alla terza domanda contenuta nel titolo, che non è affatto una provocazione. Alcuni F-35 potrebbero per davvero finire esposti in qualche museo, ben prima che il caccia vada fuori produzione. Potrebbero cioè seguire la sorte del non meno sofisticato e costoso F-117A Nighthawk che fu abbattuto il 27 marzo 1999 durante la guerra del Kosovo e i cui resti sono oggi esposti, come cimelio di guerra, in un museo di Belgrado. Questo bombardiere tattico era anch'esso di tipo stealth (come si evince dal curioso profilo) anzi, secondo dati ufficiosi (quelli esatti sono classified) era perfino più invisibile al radar dell'F-35, avendo una sezione radar equivalente di 30 cm² (contro i 50 cm² dell'F-35), in pratica la visibilità di una pallina da tennis. Tuttavia fu individuato da un colonnello serbo semplicemente modulando la frequenza di un vecchio radar di fabbricazione sovietica nella banda VHF (cioè verso onde molto più lunghe di quelle usualmente impiegate nel rilevamento radar) e fu di conseguenza facilmente abbattuto da un vecchio missile terra-aria, sempre di fabbricazione sovietica. Oltre 100 milioni di dollari (dell'epoca) mandati in fumo da una tecnologia obsoleta. Oltre a esporre i resti del bombardiere in un museo, i serbi stamparono un ironico francobollo: Ebbene, prendendo spunto proprio da questo episodio, ingegneri russi, francesi, cinesi e ultimamente anche iraniani, hanno perfezionato sistemi radar anti-stealth a bassa frequenza che, grazie alle moderne tecniche di elaborazione numerica dei segnali, supererebbero tutte le limitazioni legate alla banda VHF (eccessiva ampiezza dell'antenna e dell'impulso radar, bassa risoluzione direzionale e azimutale). In particolare i cinesi hanno costruito un radar ad antenna phased array, che assicurano essere in grado di individuare in volo e a grande distanza non solo gli F-35 ma ogni altro aereo "fantasma" esistente, inclusi l'ultrasofisticato F-22 Raptor (che ha la sezione radar equivalente a quella di un'ape) e il bombardiere strategico B-2 Spirit (il più costoso aereo militare di sempre), le due armi di punta della U.S. Air Force. Ora il Congresso americano vieta l'esportazione di questi due aerei, considerandone il valore strategico al di sopra di quello economico, ma i cinesi naturalmente non sembrano della stessa idea per il loro radar. Se effettivamente le cose stanno così come dicono i cinesi (ma in ogni caso la tecnologia anti-stealth si evolve più velocemente dell'assai più complicata e costosa controparte), vuol dire che l'F-35 ha perduto l'unico vero elemento di vantaggio sui caccia concorrenti, l'invisibilità al radar, e non sono più giustificati né il suo prezzo né il prezzo che i suoi progettisti hanno dovuto pagare per assicurare la capacità stealth a scapito di altre caratteristiche aerodinamiche e prestazionali come l'agilità e la manovrabilità necessarie nel combattimento aereo.