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3 risultati

  1. La compagnia degli animali genera benessere e può aiutare a evadere dall'isolamento della malattia. Negli ultimi anni sono sono sempre più numerose le comunità dove si svolgono progetti di pet-therapy. I benefici sono tanti, perché l'infinita riserva di affetto e la straordinaria vitalità che gli animali mostrano nei confronti degli amici umani sono una carica di energia positiva in grado di scuotere, dare calma, far splendere un sorriso. ANIMALI IN CORSIA – Uno degli ultimi progetti è ConFido, approvato dalla Asl 3 di Genova e in via di realizzazione a Arenzano, dove le sedute di fisioterapia per la riabilitazione neuromuscolare si sono avvalse di un gruppo di cani addestrati. Previa autorizzazione della direzione, l'ingresso degli amici quattrozampe è consentito anche in palestra e nelle corsie. La motivazione? Come ricorda il personale dell'Asl, la compagnia degli animali, specialmente i cani, costituisce una relazione di grande valore nella vita di una persona e possiede un ruolo terapeutico importante.AIUTO SENZA PAROLE – Da un'indagine effettuata in Giappone emerge che lo scambio di sguardi fra cane e essere umano facilita la fisioterapia favorendo risultati positivi. La presenza di un cane alleggerisce il carico di tensione e abbassa lo stress. La prima in Italia a impegnarsi in questo senso è stata la regione Veneto con la Legge regionale n.3 del 3 gennaio 2005. Gli ospedali pet-friendly oggi sono sempre più numerosi, dal Gaslini di Genova, con il progetto di dog-visiting nel reparto di Neuropsichiatria infantile, al Di Cristina di Palermo, dove i bambini possono ricevere le visite di cani e non solo: *** d'India, un coniglietto e, non appena sarà possibile, un pony.GIOCO E CURIOSITÀ – Il termine pet-therapy viene utilizzato a partire dagli anni Sessanta, quando Boris Levinson, psichiatra infantile, sperimenta l'interazione con gli animali come terapia dolce da affiancare ai trattamenti. L'approccio si dimostra particolarmente efficace, anche nei casi in cui è più alto il conflitto. La compagnia degli amici pelosi stimola il senso del gioco e la curiosità, incoraggia il movimento e crea fiducia, perché l'affetto che dona un animale è incondizionato, spontaneo, senza limiti.ANTIDEPRESSIVO NATURALE – È mattina e tu non hai nessuna intenzione di uscire dal letto, ma lui ti *** la faccia. Scodinzola e non molla la presa, abbaia, ti strappa dalle coperte e dalla stanchezza che non se ne vuole andare. È terribilmente buffo e tu non puoi fare a meno di sorridere e scendere, finalmente dal letto: avere un animale in casa combatte la depressione e aiuta la qualità della vita. Secondo alcuni studi pubblicati sul Journal of Personality and Social Psychology chi ha un cane o un gatto soffre meno la solitudine. Aumentano gli stimoli positivi verso una vita attiva, migliorano i sintomi legati a tristezza e ansia, sale l'autostima: una compagnia in grado di agire come terapia e accompagnarci con amore e dedizione. ma c'era bisogno di un'indagine per capirlo? basta guardarli negli occhi la mattina e la giornata cambia...
  2. I mass media non ti vogliono felice: per loro sei un numero, un mezzo. Ma tu non devi stare al loro gioco. Riprenditi la tua vita e ridi! Clicca qui > Clicca qui
  3. depressione

    Vi siete mai chiesti perché nel gergo comune si dice “Ascolta la pancia? agisci di pancia?” oppure meglio ancora “mangiati un emozione?” La risposta è semplice! Noi abbiamo due cervelli: uno nella testa e uno nella pancia. Il cervello nel cranio ci permette di ragionare e ponderare le decisioni, quello addominale, invece, agisce in modo spontaneo e per questo non riusciamo a controllarlo. Infatti, l’intestino (il nostro secondo cervello) assimila e digerisce non solo il cibo ma anche le emozioni e in risposta rilascia differenti sostanze psicoattive in grado di influenzare gli stati d’animo, come ad es. la serotonina. Questa specie di cervello secondario fissa i ricordi legati alle emozioni, ricorda e influisce nei nostri processi decisionali. àun esempio di emozione di pancia potrebbe essere la sensazione delle farfalle nello stomaco. Anche il “secondo cervello” è dotato di un sistema nervoso (enterico) costituito da una fitta rete di neuroni che ricevono e trasmettono segnali e stimoli in reazione a sensazioni e stati d’animo interni ma anche ad agenti esterni. Questo sistema è costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale ma allo stesso tempo è dotato di una sua autonomia e si occupa principalmente di regolare le funzioni intestinali: digestione, peristalsi, secrezioni e pH. La mucosa intestinale è poi dotata di un vero e proprio sistema immunitario che, se funziona correttamente perché in salute, è in grado di difenderci dagli agenti esterni e avvisare anche il resto del corpo che esiste un pericolo da fronteggiare così da poter mettere in moto tutte le difese necessarie. Promens à la salute del microbiota è direttamente collegata alla nostra.