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2 risultati

  1. Una disfatta storica quella della nazionale di calcio. Anche nel 1958 mancammo la qualificazione al mondiale, ma all'epoca vi erano ammesse solo 16 squadre. In Russia le squadre saranno 32, abbiamo avuto la possibilità del ripescaggio, ma in due partite non siamo riusciti a fare nemmeno un gol ai boscaioli della Svezia. Ebbene, il ct. Ventura non si è ancora dimesso. Dice che deve parlare col presidente federale. Ma che discorsi sono? Che c'entra la federazione? Se uno a 70 anni dopo un fallimento del genere non capisce da solo che è ora di andare in pensione salvando almeno la faccia, vuol dire che è poco serio e molto legato al denaro. Naturalmente dovrebbe dimettersi anche il 74enne presidente federale Tavecchio, quello che ha ingaggiato Ventura a un milione e mezzo annuo di contratto fino al 2020, quello che non ha fatto nulla per risollevare uno sport nazionale in crisi epocale, quello che è stato squalificato dalla UEFA e dalla FIFA per le sue frasi razziste. Il presidente del CONI oggi dice a Tavecchio che se fosse al suo posto si dimetterebbe. Senti senti, ma il capo dello sport italiano non si sente nemmeno un poco responsabile per questo fallimento? E nemmeno per il dissesto economico delle federazioni sportive denunciato ieri dal FQ? Beh, uno che truccava gli esami all'università assegnandosi dei generosi 30 e lode è difficile che possa sentirsi responsabile di qualcosa. Sempre oggi un ministro dichiara: il calcio è da rifondare. Senti senti chi parla. Ma chi è, il ministro dell'agricoltura? No, è il ministro dello Sport, anche lui convinto di non c'entrare nulla con la epocale disfatta pedatoria e con lo stato pietoso del nostro sport (a parte naturalmente il golf, sport per ricchi e dunque aiutato dal governo di centrosinistra a suon di milioni di denaro pubblico). Sulla scrivania presidenziale della Casa Bianca c'è scritto: Here stops the buck: qui si ferma lo scaricabarile. Vuoi vedere che tutti i suddetti cialtroni incollati alla panchina o alla poltrona aspettano che a dimettersi dopo Italia-Svezia sia Gentiloni oppure Mattarella?
  2. No, non è il caldo estivo che manda i confusione gli abusivi che ci sgovernano. Sono in confusione da più di tre anni, stanno sbagliando praticamente tutto; fanno male, malissimo, anche quelle poche cose utili e necessarie che sono costretti a fare, come minimo sindacale, e che potevano essere dei passi avanti per un paese in inesorabile declino (grazie a loro). Vedasi la legge sulle unioni civili e il nuovo codice degli appalti. Ma, come dimostrano anche gli ultimi provvedimenti, più che confusi sono incompetenti e incapaci. Prendiamo per esempio la legge che inserisce il reato di tortura nel codice penale. Finalmente, con gravissimo ritardo sui paesi civili e solo dopo le ripetute sollecitazioni e condanne da parte della Corte europea dei diritti umani, gli abusivi si sono decisi a vararla. Ma è una leggiaccia orrenda, nonostante le critiche e i suggerimenti venuti in corso d'opera dagli esperti e competenti in materia. Come i magistrati genovesi che avevano formalmente segnalato alla presidente Boldrini che la nuova norma avrebbe lasciato impuniti, per esempio, i torturatori del G8 di Genova. Gli abusivi di questa schifosa maggioranza se ne sono infischiati altamente. Come la Storia insegna, come tutte le persone serie e informate sanno, e come puntualizzano le Nazioni Unite, la tortura è un crimine di Stato, un reato specifico del pubblico uffi.ciale, che nel nostro codice mancava. Ma oggi nel paese di Pulcinella esso viene banalmente e volutamente diluito e confuso, in un testo scritto con i piedi (more solito), con i crimini privati già previsti dal codice (minacce, maltrattamenti, lesioni, etc.). Un altro esempio. Ieri il premier era ad Accumoli, paesino di 600 anime disastrato dal terremoto di quasi un anno fa. Solita, periodica passerella fine a se stessa, con il solito codazzo di giornalisti e telecamere, per diffondere urbi et orbi (leggasi ai polli e al popolo bue) la seguente risibile dichiarazione: "L'impegno del governo per la ricostruzione continua". Affermazione risibile almeno per chi, come il sottoscritto, aveva seguito l'intervista del giorno prima a Raffaele Cantone su RaiNews24. Alla domanda: "Che sta facendo l'ANAC per impedire che la ricostruzione post-terremoto sia inquinata dalla corruzione?", il presidente Cantone rispondeva (in buona sostanza) così: "Al momento putroppo nulla, perché la ricostruzione non è ancora iniziata". Un altro esempio ancora. Ieri l'apposita Commissione di abusivi ha ridotto da 12 a 10 il numero di vaccini obbligatori per consentire ai bambini di iscriversi a scuola. Due vaccini, dunque, improvvisamente non sono più necessari, (chissà quali luminari della medicina, che si confondono tra gli abusivi, l'hanno stabilito) tuttavia continuano a essere caldamente raccomandati alle famiglie; inoltre la stessa Commissione ne ha raccomandati ulteriori due. In definitiva, i vaccini ritenuti "fondamentali" per la salute pubblica degli italiani sono la bellezza di 14 (per la gioia delle case farmaceutiche) ma non si può escludere che un domani, se questi cialtroni restano al governo, non possano diventare 24 o 42 (idem c. s.). Massì, abbondiamo: abbondantis in abbondandum! Però, per fortuna, i vaccini non potranno mai raggiungere il numero delle auto blu. Numero che, come apprendiamo oggi dal sito di Repubblica, è cresciuto in un solo anno di 9000 unità. Evvai Renziloni: abbondantis in abbondandum!