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2 risultati

  1. Il presidente dell'Italia dei Diritti sarà presente nella cittadina dei Castelli Romani per sostenere di persona la candidatura di Sabrina Verri Roma - Si avvicina la data dell’undici giugno, giorno nel quale si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di molti comuni italiani. Il movimento Italia dei Diritti, ha deciso in questa occasione di rinunciare alla presentazione di liste autonome, offrendo il proprio sostegno a vari candidati a primo cittadino, scelti attentamente tra coloro i quali hanno presentato linee programmatiche in sintonia con i valori ideali promossi dall'organizzazione politica facente capo al giornalista romano Antonello De Pierro. Il leader della formazione civica nazionale, che ormai da tempo si fa portavoce delle istanze dei cittadini, a vantaggio della legalità e della giustizia, principi cardine della sua peculiarità azionistica, dopo aver viaggiato in tutta la penisola per tributare il sostegno alle candidature selezionate, ha deciso di chiudere la campagna elettorale in un comune dell'area metropolitana capitolina e precisamente dei Castelli Romani. Infatti venerdì prossimo sarà impegnato a Lariano, al fianco della candidata a sindaco Sabrina Verri, sostenuta dalla lista "Movimento per Lariano". I comuni castellani proiettati verso il voto amministrativo sono sette, ma quelli in cui l'Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo, sposando il programma di uno dei candidati allo scranno più alto sono solo tre: Lariano, appunto, Monte Compatri e Nemi. Per gli altri comuni impegnati nella consultazione, il movimento non ha ritenuto opportuno esporsi estrinsecando un'opzione di voto, in quanto nessuno dei candidati in corsa è stato giudicato programmaticamente meritevole di valutazione positiva e pertanto tutti sono stati stimati inidonei a rappresentare l'ideologia propugnata. Tenuto conto del 3,4 % ottenuto lo scorso anno ad Ariccia, il supporto elettorale dell'Italia dei Diritti, può risultare, ai fini dell'esito elettorale, alquanto vantaggioso. De Pierro ha spiegato le ragioni dell'espressione preferenziale: "Nel territorio in questione mi sono affidato alla conoscenza e all'esperienza del validissimo responsabile provinciale romano della nostra formazione politica, Carlo Spinelli, che ha profuso notevoli energie per orientare al meglio le nostre scelte. E' già successo ad Ariccia lo scorso anno, dove è stato molto bravo a condurre la nostra formazione al dignitoso 3,4 % decretato dalle urne. L'accorta disamina valutativa di Carlo ha seguito una logica mirata a premiare chi ha mostrato di perseguire l'interesse verso i corpi collettivi, conducendo a una soluzione lapalissiana e volitiva. A Nemi abbiamo scelto la continuità dando ancora fiducia ad Alberto Bertucci, il quale, nel quinquennio appena terminato, ha saputo lavorare molto bene, sia sul terreno del sociale, con iniziative atte a soddisfare le istanze promananti dalle fasce più deboli del parenchima collettivo, sia dal punto di vista culturale e turistico e la riconferma della bandiera arancione per il turismo dell’entroterra ne è una prova tangibile". A Monte Compatri invece il movimento invita a votare per Fausto Bassani. Il presidente dell'Italia dei Diritti commenta così la convergenza sul nome del candidato di centrosinistra: "Spinelli qui ha richiamato l'alternanza democratica, spiegando le ragioni del punto di vista espresso. L'esplicazione argomentativa ha passato il vaglio del direttivo regionale e io ho approvato convinto. Dopo dieci anni di opposizione ci è parso giusto dare al centrosinistra la possibilità di portare avanti le proprie idee per guidare la cittadina alle porte di Roma, amministrata finora da una maggioranza assolutamente insoddisfacente in afferenza alle esigenze del territorio. Ci ha favorevolmente colpito lo spazio assegnato agli interventi sul sociale, contenuto all'interno del programma elettorale, una materia che ci sta particolarmente a cuore". Infine il numero uno dell'Italia dei Diritti si sofferma sulla decisione di essere presente, venerdì prossimo, a Lariano, la cittadina nota per la sagra del fungo porcino, per sostenere la candidatura di Sabrina Verri: "E' la candidata che più di tutti incarna il patrimonio dnatico del nostro movimento, della nostra stessa storia associativa, della nostra ragion d'essere. I nostri principi fondanti si rispecchiano con estrema chiarezza nella struttura ontologica del Movimento per Lariano, nonché nell'esplicitazione soggettiva della sua leader politica, la quale si è più volte distinta per le numerose battaglie socialmente importanti, che hanno fatto registrare il più delle volte esiti positivi. I suoi valori umani coincidono perfettamente con quelli che sono i nostri ideali ed in più riteniamo che le altre forze che concorrono a Lariano potrebbero risultare alquanto inefficaci, in caso di elezione, per la risoluzione delle problematiche che affliggono la comunità cittadina. Si possono notare infatti apparentamenti bizzarri e inusuali, verso cui nutriamo enormi perplessità in relazione alla coerenza dimostrata nelle scelte formative delle liste, oltre a personaggi riconducibili familiarmente a politici che già in passato sono stati attori inespressivi e inerti sul proscenio della politica locale. Ed è per questo che riteniamo un dovere morale nei confronti della cittadinanza larianese dare forza all'unica candidata credibile, l'unica ventata di novità in mezzo a una pletora di elementi che rievocano un usato non garantito, grazie a insuccessi e inadeguatezza operativa, ben impressi nei file mnemonici dell'elettorato del paese. Sarò a Lariano e inviterò a votare una donna che già in passato ha dato prova di grandi capacità, che l'hanno portata al conseguimento dei risultati che si era prefissa e che sono certo essere l'unica aspirante in corsa idonea a imprimere finalmente la spinta necessaria per quella crescita sociale, economica culturale e turistica che si attende da un lasso temporale troppo lungo". De Pierro esprime infine il suo cruccio per non aver potuto individuare negli altri comuni al voto, in zona Castelli Romani e nel resto della Città Metropolitana di Roma Capitale, un candidato a sindaco che rispondesse ai requisiti minimi richiesti per ottenere un appoggio elettorale dall'Italia dei Diritti: "E' davvero imbarazzante per noi, aver incontrato tante oggettive difficoltà nell'individuare candidati che rispondessero almeno in parte a quegli standard di qualità politica, che riteniamo indispensabili per potersi presentare agli elettori a chiedere di essere votati ed essere pertanto formalmente legittimati all'amministrazione della polis. Se non fossimo assolutamente contrari all'astensionismo, di fronte a una realtà così disarmante sarei personalmente tentato di invitare gli elettori a disertare le urne".
  2. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti ha moderato a Latina l'incontro dedicato all'ultima fatica letteraria della scrittrice Rossella Mamone sulla storia dell'hair stylist Andrea Paolo Iannotti, già sposato e padre di quattro figli, sottopostosi all'intervento chirurgico per il cambio di genere Roma - Da sempre paladino dei diritti civili, da giornalista e da presidente del movimento Italia dei Diritti, il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro ha moderato l'altro pomeriggio a Latina, presso il Park Hotel, l'incontro per la presentazione del libro della scrittrice Rossella Mamone "Ho cambiato una vocale", sull'interessante percorso di vita di Andrea Paola Iannotti, nota hair stylist del capoluogo pontino. L'organizzazione ha scelto di affidare all'esperienza dell'ex direttore e voce storica di Radio Roma il tema molto delicato affrontato nella seconda fatica letteraria della Mamone, una biografia romanzata, edita da Herald Editore, in cui si ripercorrono le tappe che hanno segnato il travagliato e afflittivo cammino biologico dell'affermata professionista fino a oggi, scandite da varie figure qualificative della persona umana, compiutamente vissute dalla protagonista. Quella protagonista che ha deciso finalmente di raccontarsi all'autrice e gridare al mondo la sua vera e genuina identità, libera ormai da quel globulo di indugi che ha caparbiamente squarciato, con la lama delle indelebili cicatrici custodite nell'animo, a esibire quella donna che per troppo tempo è rimasta prigioniera nella struttura corporea di un uomo. Sì, perché ora Andrea Paola è donna, una condizione di genere che esplica effetti fisici e giuridici, ma prima era Andrea Paolo, e quello status l'ha accompagnata a essere figlio, marito e padre. In una sala debordante De Pierro ha condotto l'incontro per circa due ore, cadenzate da sollecitazioni emotive intense, applausi scroscianti e tante lacrime, immancabilmente scivolate sulle gote di molti dei presenti, mantenendo alta la concentrazione fino al termine di un pubblico attento e commosso, con il termometro dell'entusiasmo impennato costantemente verso il rosso. Col suo eloquio peculiare ha formulato domande alternate a dritta e a manca, ossia alla Mamone, alla sua destra, e ad Andrea Paola, alla sua sinistra, stimolando esaustive quanto suggestiva risposte. E' stata questa la ricetta giusta per decretare un successo senza precedenti nelle presentazioni librarie a Latina. Partendo dall'indefinitezza identitaria nel nostro parenchima sociale, dalla solitudine come amica fedele di una vita soffocata nella coartazione dell'espressione ontologica, dal divenire fenomenico dell'evoluzione biologica approdata alla presa di coscienza consapevole e alla convinzione decisionale del mutamento di genere, il moderatore ha ottenuto l'esplicitazione, da parte dell'autrice, dell'indagine profonda realizzata scavando nell'archivio esistenziale di Andrea Paola, penetrandone i file mnemonici più intimi. E rivolgendo poi i quesiti alla protagonista, visibilmente commossa e provata, il giornalista ha fatto vivere agli astanti, tramite la sua narrazione autobiografica, spaccati di vita tragici e dolorosi. La nascita a Zurigo, un'infanzia e un'adolescenza particolarmente difficili, trascorsi tra la natia cittadina svizzera e l'Italia, dove la famiglia fece ritorno quando aveva quindici anni. Un'educazione rigida da parte di una famiglia particolarmente retrograda e oscurantista, l'atteggiamento autoritario e al contempo violento di un padre padrone, capace spesso di imporre addirittura lavori forzati, hanno fatto vivere ad Andrea Paolo la casa familiare come una prigione, fonte di dolore e disagio incommensurabile. Una condizione che precipitò inesorabilmente verso una deriva ingravescente quando emersero i primi tratti di femminilità e soprattutto la consapevolezza di un'identità che iniziava a mettersi a fuoco dopo anni di confusa indeterminatezza. La formula espositiva impostata da De Pierro ha fatto sì che Andrea Paola si sentisse il più possibile a suo agio e raccontasse con serenità i punti più salienti della sua biografia, facendo scivolare l'incontro verso un piacevole e interessante intreccio di parole ed emozioni, con interruzioni e rilanci tempestivi, stimolando i circuiti sensoriali contro i cali attenzionali, mirando costantemente a un'espressione descrittiva di grande genuinità, avvalendosi appieno del privilegio di una narrativa testimoniale di grande portata introspettiva e rifuggendo da ogni esercizio retorico, temibile parassita indotto dalla logica commerciale, che spesso si infila anche negli appuntamenti culturali più prestigiosi. Una formula vincente che ha partorito un pomeriggio all'insegna della purezza letteraria e ha suscitato un interesse al tomo, indubbiamente maggiore di quanto avviene nelle squallide operazioni di business, mascherate da rendez-vous a impronta intellettuale. Il momento di certo più commovente è stato, senza margini di dubbio, quando il conduttore, dopo aver rivolto delle domande ad Andrea Paola sui suoi quattro figli, a cui ha dovuto far capire e accettare, durante il suo percorso metamorfico, le ragioni di una scelta difficile da tollerare, ha chiamato a sorpresa la figlia minore, quindicenne, che ha letto una lettera molto toccante e coinvolgente in cui ha espresso l'ingente dose di stima e affetto nutriti per un genitore capace di adempiere brillantemente i suoi obblighi educativi verso una prole, che a sua volta ha saputo rispettare una scelta ardua da comprendere per chiunque, e non per questo, la prefata testimonianza estrinseca una certezza probatoria, ha compresso l'espressione d'amore e il legame verso chi l'ha generata. Ad assistere al memorabile evento, verso cui ha rivolto un sentito apprezzamento dal pulpito anche l'editore Roberto Boiardi, si sono visti tra il pubblico la senatrice ex Movimento Cinque Stelle Ivana Simeoni, le assessore della giunta comunale di Latina Cristina Leggio e Patrizia Ciccarelli, accompagnate dal capo di Gabinetto Vincenzo Abbruzzino, il capitano Giovanni Camillo Di Meo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Anagni e il regista Max Judge.