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2 risultati

  1. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti ha partecipato alla presentazione del cartellone stagionale della nota sala capitolina Roma - E' stata una travolgente serata quella che ha avuto luogo presso il teatro delle Muse a Roma, organizzata dai padroni di casa Wanda Pirol e Rino Santoro, direttore artistico, e magistralmente condotta da Geppi Di Stasio, per la presentazione della programmazione artistica 2017-2018. Annunciati dal conduttore si sono alternati sul palco molti degli artisti che il cartellone prevede nei mesi a seguire per allietare il fedelissimo pubblico della storica struttura romana, tra cui Luciana Frazzetto, Edoardo Guarnera, lo stesso Di Stasio e Roberta Sanzò. Nel finale Santoro, Pirol e sempre Di Stasio hanno offerto agli estasiati presenti alcuni spezzoni dei vari spettacoli che, nei mesi a seguire, li vedranno protagonisti sullo storico palcoscenico con la compagnia stabile, una delle poche ancora in attività. Particolarmente significativa la presenza nel parterre del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia, da sempre impegnato nel sostegno alla cultura teatrale, una netta presa di posizione maturata e intrapresa nei dieci anni che l'hanno visto direttore e voce storica di Radio Roma, periodo in cui il teatro, per sua ferma volontà, ha affollato l'etere del Centro Italia sulle frequenze della nota emittente capitolina. "La mia battaglia a favore del teatro — ha dichiarato — continua senza sosta. Sono anni che mi batto affinché la cultura in genere e quella teatrale in particolare non vengano relegate ai margini dell'agenda programmatica di una certa politica. Purtroppo il livello della nostra classe rappresentativa nelle istituzioni si è abbassato di molto, lo spessore di personaggi autorevoli del passato nel panorama politico odierno, salvo le dovute eccezioni è oggi un pallido ricordo accompagnato da tristi note nostalgiche. Questa congiuntura ha fatto moltiplicare la categoria dei politicanti a scapito di quella dei politici, sempre più in via di estinzione. E' andato sempre più calando il senso dello stato, principio cardine che dovrebbe essere radicato nel patrimonio dnatico di chiunque di proponga come rappresentante dei corpi collettivi. E questo quadro desolante, quanto imbarazzante, si riverbera inevitabilmente su tutti i settori del parenchima sociale, compreso quello culturale. E' per questo che ho deciso da molto tempo ormai di profondere le mie energie per impegnarmi a salvaguardia di un settore spesso bistrattato dalle stanze decisionali del potere. E solo l'abnegazione e il sacrificio di persone animate da grande e incondizionata passione riescono ancora a dar voce all'arte del palcoscenico, a far sì che le sale teatrali ancora si riempiano ancora, ma, ahimè, con sempre meno presenza di giovani. Un contributo nodale a tenere alto ancora il nome del teatro è dato dal Delle Muse, una delle poche strutture che ancora riesce a mantenere una compagnia stabile, nonostante l'imperdonabile indifferenza istituzionale. Ed è proprio per questo che sono felice di aver fatto tappa qui stasera, in occasione della presentazione di un cartellone di grande spessore". Oltre a De Pierro, erano presenti nel parterre, a indirizzare scroscianti applausi verso i protagonisti sul proscenio, l'attrice Adriana Russo, la nota cantante partenopea Giò Di Sarno, Conny Caracciolo, Roselyne Mirialachi, Magico Alivernini, Giò Di Giorgio e il regista Leonardo Madier. (Foto di Marco Bonanni)
  2. Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti ha moderato a Latina l'incontro dedicato all'ultima fatica letteraria della scrittrice Rossella Mamone sulla storia dell'hair stylist Andrea Paolo Iannotti, già sposato e padre di quattro figli, sottopostosi all'intervento chirurgico per il cambio di genere Roma - Da sempre paladino dei diritti civili, da giornalista e da presidente del movimento Italia dei Diritti, il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro ha moderato l'altro pomeriggio a Latina, presso il Park Hotel, l'incontro per la presentazione del libro della scrittrice Rossella Mamone "Ho cambiato una vocale", sull'interessante percorso di vita di Andrea Paola Iannotti, nota hair stylist del capoluogo pontino. L'organizzazione ha scelto di affidare all'esperienza dell'ex direttore e voce storica di Radio Roma il tema molto delicato affrontato nella seconda fatica letteraria della Mamone, una biografia romanzata, edita da Herald Editore, in cui si ripercorrono le tappe che hanno segnato il travagliato e afflittivo cammino biologico dell'affermata professionista fino a oggi, scandite da varie figure qualificative della persona umana, compiutamente vissute dalla protagonista. Quella protagonista che ha deciso finalmente di raccontarsi all'autrice e gridare al mondo la sua vera e genuina identità, libera ormai da quel globulo di indugi che ha caparbiamente squarciato, con la lama delle indelebili cicatrici custodite nell'animo, a esibire quella donna che per troppo tempo è rimasta prigioniera nella struttura corporea di un uomo. Sì, perché ora Andrea Paola è donna, una condizione di genere che esplica effetti fisici e giuridici, ma prima era Andrea Paolo, e quello status l'ha accompagnata a essere figlio, marito e padre. In una sala debordante De Pierro ha condotto l'incontro per circa due ore, cadenzate da sollecitazioni emotive intense, applausi scroscianti e tante lacrime, immancabilmente scivolate sulle gote di molti dei presenti, mantenendo alta la concentrazione fino al termine di un pubblico attento e commosso, con il termometro dell'entusiasmo impennato costantemente verso il rosso. Col suo eloquio peculiare ha formulato domande alternate a dritta e a manca, ossia alla Mamone, alla sua destra, e ad Andrea Paola, alla sua sinistra, stimolando esaustive quanto suggestiva risposte. E' stata questa la ricetta giusta per decretare un successo senza precedenti nelle presentazioni librarie a Latina. Partendo dall'indefinitezza identitaria nel nostro parenchima sociale, dalla solitudine come amica fedele di una vita soffocata nella coartazione dell'espressione ontologica, dal divenire fenomenico dell'evoluzione biologica approdata alla presa di coscienza consapevole e alla convinzione decisionale del mutamento di genere, il moderatore ha ottenuto l'esplicitazione, da parte dell'autrice, dell'indagine profonda realizzata scavando nell'archivio esistenziale di Andrea Paola, penetrandone i file mnemonici più intimi. E rivolgendo poi i quesiti alla protagonista, visibilmente commossa e provata, il giornalista ha fatto vivere agli astanti, tramite la sua narrazione autobiografica, spaccati di vita tragici e dolorosi. La nascita a Zurigo, un'infanzia e un'adolescenza particolarmente difficili, trascorsi tra la natia cittadina svizzera e l'Italia, dove la famiglia fece ritorno quando aveva quindici anni. Un'educazione rigida da parte di una famiglia particolarmente retrograda e oscurantista, l'atteggiamento autoritario e al contempo violento di un padre padrone, capace spesso di imporre addirittura lavori forzati, hanno fatto vivere ad Andrea Paolo la casa familiare come una prigione, fonte di dolore e disagio incommensurabile. Una condizione che precipitò inesorabilmente verso una deriva ingravescente quando emersero i primi tratti di femminilità e soprattutto la consapevolezza di un'identità che iniziava a mettersi a fuoco dopo anni di confusa indeterminatezza. La formula espositiva impostata da De Pierro ha fatto sì che Andrea Paola si sentisse il più possibile a suo agio e raccontasse con serenità i punti più salienti della sua biografia, facendo scivolare l'incontro verso un piacevole e interessante intreccio di parole ed emozioni, con interruzioni e rilanci tempestivi, stimolando i circuiti sensoriali contro i cali attenzionali, mirando costantemente a un'espressione descrittiva di grande genuinità, avvalendosi appieno del privilegio di una narrativa testimoniale di grande portata introspettiva e rifuggendo da ogni esercizio retorico, temibile parassita indotto dalla logica commerciale, che spesso si infila anche negli appuntamenti culturali più prestigiosi. Una formula vincente che ha partorito un pomeriggio all'insegna della purezza letteraria e ha suscitato un interesse al tomo, indubbiamente maggiore di quanto avviene nelle squallide operazioni di business, mascherate da rendez-vous a impronta intellettuale. Il momento di certo più commovente è stato, senza margini di dubbio, quando il conduttore, dopo aver rivolto delle domande ad Andrea Paola sui suoi quattro figli, a cui ha dovuto far capire e accettare, durante il suo percorso metamorfico, le ragioni di una scelta difficile da tollerare, ha chiamato a sorpresa la figlia minore, quindicenne, che ha letto una lettera molto toccante e coinvolgente in cui ha espresso l'ingente dose di stima e affetto nutriti per un genitore capace di adempiere brillantemente i suoi obblighi educativi verso una prole, che a sua volta ha saputo rispettare una scelta ardua da comprendere per chiunque, e non per questo, la prefata testimonianza estrinseca una certezza probatoria, ha compresso l'espressione d'amore e il legame verso chi l'ha generata. Ad assistere al memorabile evento, verso cui ha rivolto un sentito apprezzamento dal pulpito anche l'editore Roberto Boiardi, si sono visti tra il pubblico la senatrice ex Movimento Cinque Stelle Ivana Simeoni, le assessore della giunta comunale di Latina Cristina Leggio e Patrizia Ciccarelli, accompagnate dal capo di Gabinetto Vincenzo Abbruzzino, il capitano Giovanni Camillo Di Meo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Anagni e il regista Max Judge.