alex80delarge

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  1. La sua fantastica interpellanza parlamentare La sua fantastica interpellzanza parlamentare... Uomini come Lui sarebbe più appropriati che mai oggigiorno
  2. Il Resto del Carlino pubblica e commenta una ricerca “scientifica” di Itanes (Italian National Election Studies), un’ associazione che ha lo scopo di favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze sui comportamenti di voto in Italia mediante un programma di ricerche; stimolante e moderna risulta essere, a mio avviso, la scelta di adoperare l’inglese per etichettare un’associazione Italiana. Il titolo recita: STREGATA DA BUFALE E COSPIRAZIONI ITALIA COMPLOTTISTA, PRIMATO A 5 STELLE L’articolo continua e illumina la nostra ragione informandoci che il 58% degli Italiani aderisce al fenomeno delle teorie cospirazioniste, ci riferisce inoltre lo stupore conferito nel condurre tale ricerca poichè, cito testuali parole del politologo Vassallo, “..anche se poi sono persino i magistrati ad adottare gli atteggiamenti tipici del giovane diffidente che si costruisce la sua verità sul web”, palesando una sua personale teoria che ci rivela un’ elevazione culturale e sociale di una certa categoria di lavoratori rispetto a noi comuni sempliciotti, a cui è concesso il privilegio di poter manifestare, di tanto in tanto, un precaria critica, pura figlia dell’ignoranza; naturalmente e volutamente vi è una mescolanza di nozioni, che passando dagli sbarchi sulla luna, percorrendo il polverone vaccini e giungendo persino alla politica, tende a raggruppare in un unico calderone sia lavori di attenti e documentati ricercatori, sia opere di visionari e paranoici, screditando in tal modo l’intera categoria, intenzionalmente battezzata come “complottista”. Evitando giudizi personali sul contenuto, esprimendo solo il cattivo gusto di accostare una ricerca “scientifica” ad una propaganda politica avversa al movimento 5 stelle, mi limito semplicemente a constatare che tale articolo rispecchia in pieno i moderni format adottati dai colossi detentori del monopolio dell’informazione che continuano questo battage per il solo scopo di screditare i perturbatori di verità autoproclamate “ufficiali”, bollandoli con l’ausilio di termini moderni come “complottismo” e “dietrologismo”. Frutto di una sì macabra invenzione è la genesi di una netta divisione, da un lato ci sono i cattivi, rappresentati da complottisti e dietrologi, e dall’altro i buoni, tutti coloro cioè che annientano il proprio senso critico, accettando e credendo nella purezza delle notizie diffuse da telegiornali, quotidiani e libri di testo. Sarebbe opportuno precisare che oltre alle bizzarre teorie riportate dal giornalista, complottisti, venivano anche definiti coloro che erano contrari all’euro, coloro che si sono opposti alle nuove riforme del lavoro, preannunciando il mutamento del termine flessibilità con precarietà e coloro che non ritrovano, negli attuali interventi bellici,un’esportazione di democrazia e per finire, tutti coloro che sono dubbiosi sulla tesi *** relativa alla tragedia datata 11 Settembre. Esempio lampante di una teoria cospirazionista nel nostro bel Paese, risulta l’elaborazione e la manipolazione dei fatti che scaturirono l’Unità stessa: fanno passare ai nostri occhi come profanatori e antipatriottici coloro che sono riusciti a sfatare miti ed eroi, seppur sostenuti da documenti e tesi inconfutabili. E’ oramai chiaro ma non bollato da ufficialità che la gestione di Cavour e dei Savoia, rappresentata da enormi debiti verso i Rothschild, aveva praticamente messo in ginocchio l’economia Piemontese generando come unica soluzione, l’accaparrarsi del sostanzioso bottino dei Borbone; fu così che una chiara operazione militare espansionistica prese il nome di Unità d’Italia. La stessa rappresentazione visiva di Garibaldi è stata manomessa, oscurandoci semplici aspetti fisici custodi di misteriose verità del Gran Maestro Massone, infatti non viene mai rappresentato come effettivamente risultava nella realtà e cioè privo di lobi delle orecchie, segno distintivo di coloro che all’epoca compiessero gesta sì sanguinarie ma non di nobili fini, come quello di rubare bestiame in Sud America. La Storia dei libri è ben attenta nel cercare di nascondere stupri, violenze di ogni genere, esecuzioni di massa e crimini di guerra compiuti dall’ eroe dei due mondi e la sua soldataglia; assegna nomi ed etichetta a suo piacimento per manipolare percezioni “moderne”, ad esempio, “Briganti”, furono coloro che difesero la propria terra,”Eroi”, furono ladri e usurpatori. In qusto caso, benchè sostenga una tesi complottista, non mi sento in nessun modo turbato dalla mia determinazione di sentirmi Italiano. Ritornando all’articolo in questione, esprimo tutta la mia fierezza per non sentirmi parte di quel 42% di persone che accetta senza alcun dubbio ed è fiduciosa dell’attuale ufficialità fornita dalla moderna informazione serva dei potenti, allo stesso tempo non mi definisco “complottista” poichè reputo questo processo di ghettizzazione un’arma di regime che tende ad ammutolire e denigrare chiunque esprima dissenso o che comunque disturbi la custodia delle loro Verità .
  3. grande, viva il festival di San Remo!!!
  4. La discussione che ho aperto si spinge ben oltre ai classici luoghi comuni (come per esempio il tuo concetto), qua si sta parlando di un mercato e di una concorrenza sfrenata sulla strumentalizzazione del s.e.s.s.o. che implica il cambiamento radicale di società e culture preparandosi ad una fertile ascesa di "bestializzazione" dell'essere umano, alienandolo dei suoi stessi bisogni fisiologici per tramutarli in bisogni materiali. E' più che palese che i taboo e le dottrine teologiche siano sempre state dei cancri sviluppatesi all'interno di intere generazioni, ma penso che l'abbiamo capito da un po'... La mia discussione è stata iniziata con un altro fine, non sicuramente per continuare a menzionare il solito "ipse dixit" senza cercare di riflettere sul vero scopo della creazione dell'universo p.o.r.n.o.g.r.a.f.i.c.o. e di tante altre demenzialità che come unico scopo si pongono l'emarginazione di esseri ben pensanti con il rimpiazzo di automi. Inoltre saresti così magnanimo da spiergami quali sono le società dove non esistono crimini di specie e un giusto ed equilibrato approccio con il s.e.s.s.o?
  5. Sono perennemente combattuto tra un puro sentimento di feroce rabbia e una profonda disperazione nel condividere e ascoltare pareri e commenti relativi ai recenti eventi terroristici in Europa. Siamo praticamente vittime di una deviata e lercia informazione, figlia di una lurida elite che modella a proprio piacimento notizie ed eventi; si adoperano in pratica a dare un volto e un nome al male, tutelando i loro sudici interessi e riuscendo persino a ricevere sostegno dell’opinione pubblica per eventuali operazioni belliche, vietando la diffusione di crude e vergognose verità che sono alla base di questo delicato momento storico. Premesso ciò, non voglio assolutamente eludere nessuno dalla colpevolezza di questo degradato e ignobile scenario poichè, il più diffuso reato che commettiamo ogni giorno noi comuni mortali, narcotizzati e privi di senso critico, è quello di non chiederci il “Perchè”. Oramai non funzionano più le vecchie e fantasiose storielle di armi di distruzione di massa o del costante timore Statunitense del nucleare (sebbene siano stati gli unici a sganciare atomiche sui civili); a tal proposito ricordo che per invadere l’Iraq, il Segretario di Stato USA, Colin Powell, mostrò al mondo intero una provetta che aveva il compito di provare la presenza di armi chimiche in possesso di Saddam, in tal modo si diede il consenso per una guerra che è costata la vita a circa 400.000 vittime. Ricordo ancora che per catturare il pericoloso Osama bin Laden e sostenere la propria guerra al terrorismo, l’amministrazione Bush invase l’Afghanistan, provocando la morte di circa 21mila vittime. Potremmo continuare all’infinito, cambiano luoghi e marionette ma il format risulta essere sempre il medesimo: – risorse e posizione geopolitica fungono da richiamo delle moderne potenze imperialiste – il sostegno dell’opinione pubblica (senza di essa nessuna grande guerra sarebbe attuabile) sembra sia garantito da un team ben specializzato nella creazione di allarmismo e minacce imminenti; ne consegue inevitabilmente un sempre più diffuso numero di individui, *** ed etnie che riservano un odio immane nei confronti di coloro che distruggono le proprie case, uccidono i propri familiari e derubano le proprie ricchezze restando impuniti e addirittura trasformati dai media occidentali come eroi e salvatori, che follia. Ma come ho anticipato in precedenza, l’efficacia di tale format sembra essersi affievolito perdendo sempre più consensi da parte dell’opinione pubblica; troppe porcate venute a galla, l’ 11 Settembre, la morte di Gheddafi, l’assurdità di provette e boiate varie sono la causa da cui ne deriva una rivisitazione e innovazione del copione da seguire. Arriviamo quindi ai giorni d’oggi dove il team di specialisti, formato da politici, giornalisti e veri e propri attori ha lavorato duramente per giustificare odi e invasioni grazie all’ausilio di un’ agghiacciante lotta di religione che determina lo schieramento di due fazioni: da un lato noi poveri occidentali, cristiani e pacifisti, dall’altro fanatici integralisti islamici che sotto la bandiera della Jihad sono disposti a morire per Allah. Ecco che siamo ricascati nella trappola e nelle nostre menti è stata ben innescata l’immagine del nostro nemico, rappresentata da un soggetto dalla barba lunga e cintura esplosiva, che potenza la Tv; ritorniamo ad essere colpevoli semplicemente per non chiedenderci il “Perchè”; elargiamo taciti consensi lasciando invadere e martoriare paesi come la Siria, prendendo per buono l’invenzione Isis senza neanche dubitare che forse gli scopi siano ben diversi. Vogliono farci credere insomma che in quelle parti del mondo nascono già armati di mitra e odio per i cristiani. Insomma, viviamo in un’ epoca dove questa nuova forma di imperialismo è mutata, non consiste più nella conquista totale di territori come avveniva in passato ma nello sfruttamento assoluto delle risorse o insediamenti forzati dovuti a complicatissime ragioni geopolitiche, il tutto viene giustificato da artificiose ragioni di sicurezza, da creazioni di allarmismi provenienti da *** fondamentalmente creati e sovvenzionati dalle potenze imperialiste stesse ma che in tal modo gli garantisce il nostro consenso. Queste forme di terrorismo che viviamo in Europa sono figlie di questo scenario e fino a quando non fermeremo queste orde barbariche travestite da portatori di democrazia, la situazione peggiorerà sempre di più poichè giorno dopo giorno si moltiplica il numero di soggetti che nell’odio e nella voglia di vendetta ritrovano l’unica ragione di vita. Coloro che perdono la vita in queste azioni terroristiche sono vittime innocenti, coloro a cui vengono uccisi parenti e amici dai bombardamenti sono vittime innocenti, i veri terroristi sono coloro che creano questo stato di cose. La politica che dovrebbe garantirci sicurezza e prosperità è proprio all’origine dei disagi che viviamo.
  6. E’ l’epoca in cui la bestializzazione ops scusate, la globalizzazione tende a debilitare, tra le varie cose, sempre più la nostra lingua Nazionale; a quanto pare i concetti di tipicità e identità risultano alquanto stretti a tale luciferino progetto. Naturalmente i mezzi più distruttivi e propagandistici risultano, come al solito, i media e la stampa che contaminano e lasciano penetrare nella quotidiana comunicazione sempre più termini ed espressioni inglesi, mentre con i film e le serie si tende di consueto a elevare modelli culturali anglosassoni, denigrando o eclissando il resto. Anche la politica naturalmente, gioca il suo ruolo in questo processo di distruzione, utilizzando termini “moderni”per descrivere progetti del governo Italiano o addirittura figure istituzionali: “il nostro Premier parla di Jobs Act e Fiscal Compact”, che fighi che siamo. Quest’imposizione diventa sempre più aggressiva e necessaria, trasformandosi a mio avviso in un vero e proprio processo di imperialismo culturale che nutre rispetto alcuno per la lingua di sommi poeti o grandi filosofi poichè, al giorno d’oggi, ciò che conta in occidente è finanza ed economia; difatti l’inglese che si vuole a tutti i costi spandere nel nostro lessico è un inglese figlio della cosiddetta Global Governance, una lingua quindi voluta dai mercati e dalla finanza, innescando inevitabilmente una posizione di subordinazione rispetto al paese matrice dell’idioma. E’ oramai diffusa la convinzione che arricchire o impoverire il proprio discorso di termini anglosassoni regali un tocco di modernità e progresso senza renderci conto che stiamo calpestando la nostra identità e sostenendo la politica dei giganti. Del resto questa metamorfosi è globale e con il grido “non restiamo indietro” nasconde la sua tendeza a demolire usi e costumi locali provocando inevitabilmente appiattimento culturale e privandoci dal beneficio del relazionarsi.
  7. E’ già da tempo che i potenti hanno avviato la loro campagna di sensibilizzazione per il problema “Sovrappopolamento”. “Los Angeles Time : Le condizioni di vita saranno proprio tristi per gran parte dell’umanità. BBC : documentario in tre puntate sulla pericolosità del sovrappopolamento”; L’eco hollywoodiano del film “Inferno”, discorso di Di Caprio alle Nazione Unite, e dulcis in fundo le parole di David Rockefeller. Per quanto mi riguarda, dinanzi ad un accanimento mediatico del genere, più che ad una commovente intenzione di voler risolvere un problema, si assiste, come al solito, ad una minuziosa forma di pubblicità, che ha come scopo quello di indurre un radicale cambiamento dello stile di vita occidentale, non per scopi planetari, ma monetari. Il termine in sè, “sovrappopolamento”, presenta un concetto molto astratto, poichè mai alcun demografo o economista sono riusciti a formulare uno studio, relativamente alla popolazione globale, che stabilisca un numero ottimale. Per come ci viene presentato, i rischi che corriamo in un futuro imminente, sono catastrofici; In pratica la nostra amata terra non riuscirà a sfamarci e dissetarci. Curioso vedere come questa problematica venga allertata proprio da coloro che godono del tasso di obesità infantile e non più alto del mondo. Inutile contestare il dato per il quale, l’informazione in genere, è materia dei potenti, costituendo la leadership in questo campo. Ma qualche domanda possiamo farcela anche noi comuni mortali : Coloro che da 200 anni, distruggono ambienti, divorano foreste, massacrano animali, si insediano con fasulle ed immaginarie minacce in territori altrui solo per appropriarsi di risorse e la loro globale commercializzazione, vestiti con carbone e petrolio, ora si preoccupano della salvaguardia dell’umanità ? Il problema, non è già radicato da diversi anni in quelle terre vittime del nostro imperialismo ? Per umanità intendiamo come al solito , egoisticamente, sempre e solo il lato dei “superiori” ? E’ da tanti anni che loro ci chiedono di risolvere il problema “risorse”. Sono molteplici gli studi fatti, non idoneamente propagandati, che contrastano questa forma esplicita di pubblicità verso lo “sviluppo sostenibile” . E’ comune denominatore, in queste ricerche, che il problema delle risorse non è assolutamente riconducibile al numero della popolazione mondiale, bensì all’impiego della produzione nutrizionale, non per l’alimentazione umana, ma per la produzione di mangimi per bestiame e carburante, sprechi da numeri impressionanti (basta dare un’occhiata nelle nostre case), ed una distribuzione a dir poco inquietante. Questo è un articolo comparso sulla rivista Nature che pur non vantando un sostegno illuminato da parte dell’élitè resta sempre “fonte wikipedia: Nature è una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale (insieme a Science)[1]. Viene pubblicata fin dal 4 novembre 1869“. Invece di chiederci se “siamo troppi?” – ci dice il Dr. Babatunde Osotimehin, già Ministro della salute in Nigeria – dovremmo invece domandarci: “Cosa posso fare per rendere migliore il nostro mondo?”, oppure, “Cosa possiamo fare per trasformare le nostre città in espansione, rendendole un fattore di sostenibilità?”.
  8. Siamo troppo confusi. Un’ infinità di concetti, messaggi, una manipolazione tale, da non farci riconoscere più la nostra condizione. E’ così sottile il confine che separa il concetto del “sentirsi liberi” con l’imposizione artefatta di meccanismi, che spesso mescolandosi si trasformano in un’ unica letale alchimia. La ***, ai giorni d’oggi, appare come un netto e chiaro segnale di libertà e voglia di vivere un semplice e naturale godimento, per quale dittatoriale obbligo bisognerebbe opprimere queste “piacere” ? Quanto sarebbe utopico riportare la pratica sessuale al proprio senso naturale o semplicemente non arricchirla con riti satanici ? In campo nutrizionale c’è una voglia di ritorno alla natura, in campo energetico lo stesso, ma il tema ***, non va toccato. Teniamo conto che immagini *** triplicano l’audience ed è uno dei settori più remunerativi del cinema. Spesso ho espresso il mio concetto di “stile” americano, inteso non come riflesso della propria stirpe, ma come chiara ed esplicita manipolazione compiuta da menti ebraiche; Anche nel caso della *** vale lo stesso concetto. La sua diffusione nasce, negli Stati Uniti, con “***”, una rivista che, nonostante volesse apparire raffinata e finalizzata ad un basico ***, non è stata altro che il primo approccio della grande massa a tale pratica , attaccando la famiglia, e spesso, nelle finte lettere pubblicate, non si faceva altro che ridicolizzare tutti i valori dei principi tradizionali. Il Boss di *** è Hugh Hefner, israelita, con una vita ricca tra matrimoni e convivenze con numerose conigliette. In passato, la diffusione della *** è avvenuta con la vendita di video cassette e cd rom, il 94% di questo materiale è stato prodotto negli Stati Uniti d’America; Con l’avvento di internet è riuscita ad insediarsi nelle case di tutti. La *** non è altro che una droga. E’ proprio come la droga genera nell’ individuo una visione distorta della realtà, la *** si adopera nell’abbandono della normale sessualità, creando curiosità e dando vita a nuovi bisogni. A tal proposito c’è uno studio di un neuropsichiatra, Dott. Salinger : “Su alcune personalità fragili, la violenza e la *** possono servire da modelli di comportamento , poiché il potere dell’immagine viene a sostituirsi al pensiero . In tutto ciò che è strettamente visivo, non si devono immaginare le cose: esse scivolano in noi per funzionare come modello”. Nel disegno massonico, c’è la necessità di creare un “uomo-bestia” che, confuso nel vizio e perdendo ogni valore, ricerca a tutti i costi un godimento, e che, protratto nella sua condizione di schiavitù, non si ribellerà ad i propri padroni. Non è una casualità l’aver inserito simboli sessuali nei cartoni animati poichè : “la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell’educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia, ma, soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se ne accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall’infanzia”.(opera di Monsignor Delassus 1907) E’ inconfutabile questa essenza luciferina, in perfetta armonia con il credo massonico e la loro voglia di creare un uomo nuovo. Per non parlare dell’induzione a crimini sessuali e feroci depravazioni… A’ rò jamm a Fernì !!
  9. Il comico è uno di quei mestieri che alla lunga stanca.. Anche per Benigni è la stessa storia: un tempo, almeno ai miei occhi, appariva simpatico e geniale, un provocatore con la capacità di apparire sano e comico nonostante spesso usasse termini forti. Lo ricordo sempre affiancato da personaggi noti alla cultura popolare, da Renzo Arbore alla Carrà. Ricordo in particolar modo il suo legame forte con Massimo Troisi e confesso di aver versato qualche lacrima per la poesia che gli ha dedicato dopo la morte: “Non so cosa teneva “dint’a capa”,intelligente, generoso, scaltro,per lui non vale il detto che è del Papa,morto un Troisi non se ne fa un altro. Morto Troisi muore la segreta arte di quella dolce tarantella, ciò che Moravia disse del Poeta io lo ridico per un Pulcinella. La gioia di bagnarsi in quel diluvio di “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz. “Non si capisce”, urlavano sicuri, “questo Troisi se ne resti al Sud!” Adesso lo capiscono i canguri, gli Indiani e i miliardari di Holliwood! Con lui ho capito tutta la bellezza di Napoli, la gente, il suo destino, e non m’ha mai parlato della pizza, e non m’ha mai suonato il mandolino. O Massimino io ti tengo in serbo fra ciò che il mondo dona di più caro, ha fatto più miracoli il tuo verbo di quello dell’amato San Gennaro”. La scena epica con la Carrà, chi non la ricorda, un misto di comicità, imbarazzo e spontaneità.. https://www.youtube.com/watch?v=vQ4eUHOBB9I Appena avevo la fortuna di vederlo in tv, non riuscivo a cambiar canale. I suoi film con Troisi, tutti visti, che Benigni !! Da Dante in poi, inizio a non seguirlo più, ho l’impressione di vedere un Benigni cambiato, diverso; un oratore non un comico, le sue apparizioni sembrano comizi senza alcun richiamo alla sua potente spontaneità. Mi dissocio assolutamente da qualsiasi teoria che tanti definiscono con il nome di “complottistica” ma qualcosa è cambiato, non c’è dubbio. Nel 2011 , incuriosito da ciò che sentivo in giro, vado a rivedere il suo monologo sull’unità.. non dimenticherò mai la voce di mio nonno che posto alle mie spalle mi sussurrò <era meglio quando parlava della “pucchiacca”>, e già, è finito il Roberto del popolo. Un escalation di eventi sono la chiara evidenza della sua volontà di mettere da parte la sua vocazione, dedicandosi completamente ad altro; comizio al parlamento europeo, Bibbia, Costituzione e per finire chiare espressioni di volontà politiche; a me, non fa ridere più. Questa mattina, mentre mi reco al lavoro, apprendo la notizia della sua partecipazione alla cena che si terrà presso la casa bianca (il tempio della anticomicità) in serata con Renzi & Co, credo che Benigni comico sia finito schierandosi apertamente dalla parte dei tristi che spesso, si ritrovano ad impugnare la statuetta degli oscar. Anche Massimo da lassù si starà chiedendo: “Robè, ma ch’ stai cumbinann’ “