mark525

  • Numero messaggi

    881
  • Registrato

  • Ultima Visita

mark525 è il vincitore del giorno aprile 12

mark525 ha pubblicato il contenuto con più like

Reputazione Forum

127 Sono il Re del Forum

1 Follower

Su mark525

  • Rank
    Utente avanzato
  • Compleanno

Visite recenti

533 visite al profilo
  1. Caro Pisapia tra te Matteo Renzi ho avuto modo di osservare che nonostante i tempi non è mai venuta a mancare la stima reciproca. A me piacciono le persone come te , appartenenti ad una sx magari un po' diversa da quella che penso io , na fedele ed intelligente interprete di un idioma imprenscindibile : la sinistra quando e' divisa perde e rischia di consegnare il Paese ai peggiori ceffi in circolazione . Eppoi hai detto una cosa che dovrebbe essere di una logicità unica anchirche' numerosi sinistri più sinistri non si può , " stentano " a capire : Senza il PD e' inutile parlare di sinistra unita e di sx di governo . Pertanto da persone come te o come altri come te , fossi Matteo, accetterei volentieri l'invito a prendere in seria considerazione Il tuo appello per una unità del centrosinistra. Ciò ad una unica condizione, accettare lealmente le reciproche differenze ideologiche, indispensabile per una possibile programmazione futura comune , solo dopo avere liberato Il PD : da quel certo numero di politicanti post comunisti ancora e purtroppo in attività che hanno contribuito a sgambettare i vari Occhetto, Prodi, Veltroni, Renzi etc etc. , da quel folto stuolo di pseudo intellettuali della politica che immaginano ancora possibile una sinistra staticamente arroccata al passato e non dinamicamente proiettata al futuro, da quanti all'interno della sinistra per incapacità o malafede non hanno saputo analizzare in maniera autocritica la storia della sinistra italiana sino ad oggi mettendo in risalto gli errori formali e sostanziali commessi nei rapporti con i sindacati, la classe operaia, gli imprenditori, la scuola la università, gli ospedali etc, etc , da chi non ha mai ammesso, per dovere morale, la propria grave responsabilità nel non avere saputo o voluto sino ad oggi riformare lo stato cambiando legge elettorale, modificando la costituzione, risolvendo il conflitto di interessi etc. etc. da chi ingiustamente si è sempre ritenuto superiore onesto e morale degli altri solo in virtù di appartenere ad un colore politico, da chi per decenni ha portato l'Italia allo sfacelo non facendo politica per qualcuno ma contro qualcuno, da chi dimostra di non avere alcuna conoscenza di cosa sia la democrazia e la partecipazione democratica all'interno di un partito, da chi pensa che lo statuto di un partito valga per gli altri e non per se stessi , da chi minoranza all'interno di un partito si comporta e pretende come se fosse maggioranza solo in virtù di una antica appartenenza politica, da chi non considera che un leader eletto da milioni di persone che ha portato il proprio partito in più occasioni al 40 % è espressione di quel 40 e non di se stesso. Potrei continuare caro Pisapia ma mi fermo qui e concludo dicendoti che la vera disgrazia sarebbe l'esatto contrario di quello che tu immagini cioè l'unità ad ogni costo. Saluti
  2. Ahahahaha , ideona del Cazzaro Napoletano che mutua la proposta della testadiminkia filosofica di Fusaro che , non a caso , scrive sul Falso Quitidiano . Che ridere questo giovanetto imbelle che vorrebbe essere l'alternativa nuova a quello che chiamano "Pensiero Unico" e poi si ritrovano a riproporre le vecchissime ricette fallite già prima che loro nascessero e che hanno validamente contribuito a mandare a bagno il Paese.C'è un'azienda che va male? OK, succede. E qual è la proposta del nostro "filosofo" e del bufalaro Partenopeo Fisforo ?? Analizzare la situazione e vedere cosa si può fare per salvare il salvabile? Certo che no !! Troppo difficile !! Basta nazionalizzare e le capienti tasche dei contribuenti provvederanno ad assicurare il mantenimento di TUTTI i dipendenti, e magari anche qualcuno di più.E il bello è che il nostro si indigna di fronte alla "inedita fase di capitalismo comunistico: un capitalismo che selvaggiamente privatizza gli utili e generosamente socializza le perdite." Ahahahahah Peccato che non si renda conto che la sua "soluzione" è assolutamente identica. Si privatizzano gli utili a favore dei dipendenti che continuano a rendere uno stipendio e si socializzano le perdite relative mettendole a carico dello Stato.Caro Cazzaro e Bufalaro delle mie calzette. Le tue "soluzioni" sono già state anche troppo provate e si sono rivelate fallimentari. Quello che proponi potrebbe andare bene con Chavez ed in Venezuela con Maduro !! Anziché etichettare come "Pensiero Unico" quello che è il consenso generalizzato di quelli che in materia se ne intendono MOLTO più di te e sono meno faziosi di te , faresti meglio a studiarlo. Evitando nel contempo di dire castronerie e banalità ad uso storioni , barbieri e pizzaioli Napoletani . Ah, dimenticavo .E mentre studi cerca di crescere ed applicarti un po' di più .
  3. Questo invece e' quelli che diceva il tuo Presidente ....
  4. Andrea Orlando sta combattendo la sua battaglia per la segreteria del Pd con coraggio e determinazione. E se ogni tanto, nonostante sia universalmente riconosciuta la sua mitezza, gli scappa qualche forzatura polemica all’indirizzo di Matteo Renzi, è perché così funzionano le primarie: i candidati se le danno di santa ragione fino al giorno del voto, e dal giorno successivo lavorano tutti insieme con il vincitore. Tuttavia, un errore blu anche Orlando l’ha commesso: rilasciare un’intervista al Falso Quotidiano.Il quale Falso, essendo appunto falso, ha pubblicato una falsa intervista , o meglio: il buon Fabrizio D’Esposito ha giustamente cercato per buona parte della conversazione di spingere Orlando a dire una sciocchezza; e siccome non c’è riuscito, la sciocchezza, vogliamo essere buoni, l’ha detta il Falso, attribuendola però al ministro. Eccola : "Consip , contro i pm Renzi si scelga un altro ministro”, titola fra virgolette a tutta pagina il Falso di oggi. Le virgolette, com’è noto, servono ad informare il lettore che si stanno riportando le parole esatte dell’interessato, che in questo caso è per l’appunto il ministro della Giustizia. Il quale, dunque avrebbe affermato, secondo il titolo virgolettato del Falso, 1) che Renzi gli ha chiesto di prendere provvedimenti disciplinari contro i pm che indagano sul caso Consip, 2) che il ministro si è rifiutato, e 3) che gli ha suggerito di cambiare ministro se proprio insiste nell’intralciare l’inchiesta che coinvolge anche suo padre. Non è vero niente: Orlando non è impazzito e Renzi non è un criminale che abusa del proprio potere per impedire alla giustizia di compiere il proprio dovere. Basta leggere il testo dell’intervista: “Si parla di pressioni su di lei per mandare spezioni a Napoli e punire i pm”, chiede l’intervistatore (che a quanto pare non sa che le ispezioni non puniscono nessuno, ma garantiscono il corretto funzionamento della macchina giudiziaria). Nessuno , risponde Orlando , si è mai permesso di chiedermelo di persona. L’intervistatore insiste: “Renzi, meglio, qualche renziano pretendeva un’attenzione maggiore”. E Orlando replica: “Precisiamo: qualche renziano”. Che è molto diverso dal dire “Renzi”, come invece falsifica il titolo di prima pagina. Cosa fatta capo ha, il Falso anche oggi ha trovato il modo di dire il falso, e non è il caso di accanirsi su Orlando. La prossima volta, però, si scelga un giornale vero. A noi forumisti , invece , spetta il compito di stare bene in campana appena il bufalaro Fosforo , un giorno nemmeno tanto lontano ci dirà :" In un Paese serio , un Caudillo ed ex presidente del consiglio che si rivolge al ministro della giustizia suo compagno di partito affinché intervenga per " punire" quei magistrati che hanno osato indagare sul di lui padre , andrebbe preso a calci in Ku.lo e bla bla bla ... Capito come nascono , prolifichino e si estendono le bufale ?? Saluti
  5. Che cosa induce ,chi dubita persino della rotondità della Terra, a prendere come verita' assoluta che Travaglio e Scanzi siano grandi giornalisti o che il Fatterello Quotidiano sia la Nuova Bibbia ?? Semplice !! E' il paradosso della modernità , che, più uno diffida di chi e di ciò che conosce, più si lascia intortare dal primo che passa. E più si sputa sulle verità ufficiali, più si divorano quelle ufficiose senza neanche prendersi la briga di controllarle. C’entra la perdita di prestigio delle cosiddette «autorità»: un derby di Roma fu sospeso per la presunta morte di un tifoso fuori dallo stadio, nonostante il prefetto in persona avesse rassicurato le curve che si trattava di una bugia. E c’entra l’orizzontalità della Rete dei Webeti dove davvero «uno vale uno»: nel mezzo di una polemica sull’unità d’Italia, a un amico capitò di spedire al suo interlocutore l’opinione di Benedetto Croce e l’altro replicò postandogli il parere sgrammaticato dell’ospite di una tv locale, che evidentemente ai suoi occhi valeva almeno quanto quello dell’illustre filosofo. Ma forse il motivo principale è psicologico. Una persona diffidente e faziosa tende a credere alle calunnie che riguardano coloro verso i quali prova rabbia e odio . Nelle bufale cerca la conferma di un pregiudizio che ha già e quindi si sente autorizzato a dirne a sua volta ed a ingigantire quelle in suo possesso.Il suo implacabile ragionamento suona più o meno così: la Terra sarà pure rotonda, ma se lo sostiene Renzi ed il PD allora è sicuramente quadrata. P.S. Ogni riferimento al bufalaro Partenopeo e' non inavvertitamente voluto .
  6. Ci fa un nome !! Solo uno !! Io provo più simpatia per i palestinesi che per Israele, ma il Cazzaro Partenopeo ci fa il nome di qualche palestinese che abbia combattuto in Italia per liberarci dai nazifascisti? Anzi , non qualche nome ...ne basta uno ...uno solo !! Dopodiché , dopo che non potrà farne nemmeno mezzo perché nemmeno mezzo ha partecipato alla lotta per la Liberazione , dovrà spiegarci perché erano più autorizzato a partecipare alle celebrazioni i Palestinesi delle Brigate Partigiane Ebraiche che , rammento ai forumisti seri , erano composte da 2.000 combattenti (1.000 Partigiani e 1.000 Fiancheggiatori ) ed hanno contribuito alla Liberazjone con 103 caduti e con 12 medaglie d'oro al valor civile . Mio personale pronostico : Il Bufalaro non aprirà bocca trincerandosi , in post successivi , che con i faziosi come me non dialoga e non legge neppure i miei post . Non credeteli !! Chi e' un bufalaro e' pure un bugiardo professionale e professionista . I miei post sono i primi ad essere letti dal Cazzaro Partenopeo . Diciamo che lo mando un " tantinello" in difficoltà nello svolgere le sue mansioni di bufalaro . Saluti
  7. I 5 stelle, “portavoce” ed affiliati alla setta, hanno scoperto una nuova Bibbia alla quale abbeverarsi e dalla quale attingere incontrovertibili verità, da scagliare addosso agli infedeli che osano non abbracciare la loro stessa fede, specialmente se rappresentano il PD o ne sono simpatizzanti ed elettori. Dopo il sacro blog, che è di Grillo ma non è di Grillo, dopo il Fango quotidiano, la nuova Bibbia si chiama Report. Un programma che aveva una solida tradizione di inchieste serie, si sta “travaglizzando” (mi si perdoni l’orribile neologismo, ma credo che renda l’idea) sempre più. Che ha deciso di usare a tutto spiano la macchinetta del fango. Pessina costruzioni acquisisce commesse, in Italia e all’Estero? Ecco che parte il collegamento con l’acquisizione de L’Unità. Prove o indizi seri? Nessuno. Ma che importa! La cosa importante è seminare il dubbio, il sospetto da dare in pasto all’antipolitica. E poi, cosa c’è di meglio che seminare dubbi e sospetti di malaffare, a vantaggio dell’industria farmaceutica, sui vaccini? Sbaglio o è la posizione di Grillo e dei suoi seguaci? Ovviamente, niente di scientifico, ma anche qui una bella manciata di fango, insinuare il dubbio, il sospetto di un grande complotto ordito dalla comunità scientifica mondiale a vantaggio di big pharma. Per carità, lungi da me l’idea di santificare l’industria farmaceutica, che certamente ha spesso comportamenti molto discutibili (attività di “comparaggio”con i medici, lo scandalo dei costi dei farmaci anti HIV che molti paesi africani non riescono a fornire ai loro concittadini, lo scandalo dei costi dei farmaci anti epatite C che molti italiani sono costretti ad acquistare in India ,anche se su questo tema il Governo è intervenuto – etc.): ma non bisogna dimenticare che molti farmaci innovativi ed in grado di guarire da gravi patologie derivano dalla ricerca finanziata dall’industria farmaceutica. Sulla presunta tangente ENI, poi, la campagna di Report dura da anni. Ovviamente nessuno sa ancora se si tratti di tangenti o di mediazione (credo che il confine tra la corruzione internazionale e la lecita attività di lobbyng si piuttosto sottile), la Magistratura sta indagando (credo da anni). Ma Report ha già la sua verità, nel tentativo forse di tirare dentro anche Descalzi, che ha il torto di essere stato nominato da Renzi alla guida del colosso petrolifero (di cui era il numero 2). E poi, ancora, come non tirare dentro ad una bella inchiesta anche Roberto Benigni? Benigni, già idolo della sinistra, ha avuto l’impudenza di schierarsi per il Sì al Referendum del 4 dicembre. Ed il regime, stampa e TV dominati dalle opposizioni, non glielo perdonerà mai. Ed allora via con una bella inchiesta, seminare il dubbio, il sospetto che Benigni abbia sperperato soldi pubblici. Insomma, “mordi con calunnie, resteranno le cicatrici”. E nel Barbiere di Siviglia non si descrive la calunnia come un venticello…? E, puntualmente, i 5 stelle e Travaglio si ergono a paladini della libertà di stampa. Loro? Gli stessi che hanno istituito la rubrica del “giornalista del giorno” da additare al pubblico ludibrio? Gli stessi che hanno segnalato all’Ordine un elenco di giornalisti sgraditi (che “diffamano il movimento)? Gli stessi che inseguono il Direttore del TG1 accusandolo di essere fazioso e renziano? Gli stessi (Grillo) che parlavano solo con i giornalisti stranieri perché gli italiani erano contro il movimento? Gli stessi che accusano continuamente la grande stampa, anche perché non fa cenno delle “clamorose inchieste” e dei “clamorosi scoop” del giornaletto diretto da Travaglio? E Fico, Presidente della Commissione di vigilanza RAI, che invita i cittadini a non pagare il canone se dovessero chiudere Report? Questi grillini hanno proprio un gran senso delle Istituzioni! Ma certamente la Rai non sospenderà Report, ci mancherebbe. Allora il rimedio contro la macchina del fango è uno solo: la querela. Benigni ha fatto sapere che querelerà. Mi auguro che lo facciano subito anche Bonifazi ed il PD. Che lo stesso faccia Renzi (anche nei confronti di Di Maio che ha parlato di Renzopoli). I 5 stelle giocano sporco, usano il metodo dell’insulto e delle accuse fasulle (tipo il Pd partito di mafiosi), delle fake news, etc. E allora, oltre ad una legge contro le bufale in rete, servono le querele. Travaglio sostiene che non gli hanno fatto paura Berlusconi, Dell’Utri, Previti. E quindi non gli fa certo paura il “bulletto” di Rignano. A parte che è ridicolo che Travaglio accusi Renzi di essere un bulletto, come quando D’Alema lo accusava di essere arrogante. E non perchè la personalità di Renzi non possa prestarsi a simili considerazioni (Renzi non è certo un esempio di umiltà!). Ma per il pulpito da cui viene la predica. Travaglio che definisce Renzi bulletto e D’Alema che lo definisce arrogante, ricordano la storia del bue che dà del cornuto all’asino. Ma avete visto Travaglio in TV? Ha sulle labbra un perenne sorrisino, che è di scherno quando parlano gli altri ed è di autocompiacimento narcisistico quando parla lui. Travaglio dimentica che, nonostante gli idioti paragoni di certi giornalisti e di certi politici (anche ex compagni di Partito), Renzi non è Berlusconi: non è ricco (con un’origine oscura della sua ricchezza), non ha affari ed intrallazzi, non necessita di leggi ad personam, non organizza “cene eleganti”. E Renzi non è Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. E non è Previti, che comprava sentenze per conto di Berlusconi (per di più, Travaglio e' stato condannato per diffamazione nei confronti di Previti). Quindi Travaglio stia attento alle querele di Renzi, anche se da bulletto (lui si!) e pur di servire la causa della Casaleggio si appenderà le condanne come medaglie, ergendosi a martire della libera stampa. E poi, è proprio vero che in Italia il regime è rappresentato dalle opposizioni. Le TV mediaset (che seguo per più di tre minuti solo se trasmettono qualche partita di calcio) sono, direi ovviamente, berlusconian-leghiste; La7 è quasi monopolio del Fango quotidiano, e quindi dei 5 stelle, con il contorno di qualche bersanian-dalemiano ( giovedì 20 aprile ho seguito per una decina di minuti Piazza pulita: c’era Matteo Richetti intervistato da Padellaro (difensore d’ufficio di Report) e da Damilano (che ovviamente attribuiva e Renzi ogni malefatta, compresa la brutta storia del depotenziamento dell’ANAC). Rai tre è il “regno” di Bianca Berlinguer e di Lucia Annunziata, che, pur di colpire il PD (la Annunziata anche con Huffington Post) lisciano il pelo ai grillini. Ma la TV non era stata “renzizzata”? Per carità, io non desidero certo una TV ed una stampa di regime, ma mi piacerebbe un maggiore equilibrio. Per il resto, per fortuna abbiamo il telecomando e ognuno di noi può scegliere i programmi che vuole seguire. E mi pare che i talk show non godano di ottima salute. Infine, un breve cenno a Bersani e MDP. Bersani dice che chi lo critica è un “***”? Mi iscrivo alla categoria! Le dichiarazioni di Speranza e di Bersani, pochine e sbiadite, per la verità, dimostrano che continuano ad avere un solo bersaglio e che sono assolutamente incapaci di prendere voti dall’astensione e dai 5 stelle, ma solo di sottrarre qualche voto al PD. Non c’è che dire: un vero capolavoro politico, tattico e strategico. Forse Bersani s’illude di allearsi con Grillo, che lo chiamava “Gargamella”? Bersani pensa che Grillo sia più “di sinistra” di Renzi? Io temo, piuttosto, che avranno difficoltà a superare la soglia di sbarramento e quindi serviranno su un piatto d’argento le chiavi del Paese ai grillini o alla destra. Complimenti e saluti !!
  8. Fosforo ...un falsario e Bufalaro iscritto all'ordine . Ecco la vera storia delle brigate partigiane ebraiche !! La Resistenza ebraica in ItaliaModifica La DELASEM (Delegazione per l'*** degli Emigranti Ebrei) rappresenta la più significativa esperienza di resistenza civile ebraica in Italia. L'associazione fu fondata il 1º dicembre 1939 dall'Unione delle comunità ebraiche italiane come associazione legale di *** e distribuzione degli aiuti internazionali alle migliaia di profughi ebrei che cercavano rifugio in Italia per l'espatrio in paesi neutrali. Dopo l'8 settembre 1943, la DELASEM proseguì clandestinamente la sua azione anche durante il periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, con centrali a Roma e Genova, fornendo aiuti economici e carte di identità false ai correligionari perseguitati, potendo godere di una vasta rete di complicità e supporto anche tra non ebrei, molti dei quali sono oggi onorati a Yad Vashem come giusti tra le nazioni. Tra gli ebrei italiani direttamente impegnati nell'organizzazione si ricordano in particolare: Lelio Vittorio Valobra e Massimo Teglio a Genova, Giorgio Nissim a Lucca, Mario Finzi a Bologna, Nathan Cassuto, Raffaele Cantoni e Matilde Cassin a Firenze, Dante Almansi, Settimio Sorani e Giuseppe Levi a Roma, Salvatore Jona in Piemonte. Numerosissimi (circa 2000) furono gli ebrei che parteciparono attivamente alla Resistenza (1000 inquadrati come partigiani e 1000 in veste di "patrioti"), con la massima concentrazione (circa 700) in Piemonte. La percentuale, pari al 4 per cento della popolazione ebraica italiana, è di gran lunga superiore a quella degli italiani nel loro complesso. Circa 100 ebrei caddero in combattimento o, arrestati, furono uccisi nella penisola o in deportazione; otto furono insigniti di medaglia d'oro alla memoria (Eugenio Colorni, Eugenio Curiel, Eugenio Calò, Mario Jacchia, Rita Rosani, Sergio Forti, Ildebrando Vivanti, Sergio Kasman).[1] Tra gli esponenti ebrei di maggior rilievo della Resistenza si annoverano: Enzo Sereni, Emilio Sereni, Vittorio Foa, Carlo Levi, Primo Levi, Umberto Terracini, Leo Valiani, e Elio Toaff. Fra i caduti, vanno ricordati il bolognese Franco Cesana, il più giovane partigiano d'Italia, i torinesi Emanuele Artom e Ferruccio Valobra, i triestini Eugenio Curiel e Rita Rosani, il milanese Eugenio Colorni, il toscano Eugenio Calò, gli emiliani Mario Finzi e Mario Jacchia, e l'intellettuale Leone Ginzburg. Valgono per tutti le parole che Ferruccio Valobra scrisse alla moglie e alla figlia a poche ore dalla sua esecuzione: « Spero che il mio sacrificio come quello dei miei compagni serva a darvi un migliore domani, in un'Italia più bella quale io e voi abbiamo sempre agognato nel più profondo del nostro animo.[2] » Da segnalare infine è la presenza della Brigata ebraica che nel 1944-45 operò sul fronte italiano e alla quale si unirono ebrei italiani dalla Palestina o dalle zone liberate.
  9. La Resistenza ebraica in ItaliaModifica La DELASEM (Delegazione per l'*** degli Emigranti Ebrei) rappresenta la più significativa esperienza di resistenza civile ebraica in Italia. L'associazione fu fondata il 1º dicembre 1939 dall'Unione delle comunità ebraiche italiane come associazione legale di *** e distribuzione degli aiuti internazionali alle migliaia di profughi ebrei che cercavano rifugio in Italia per l'espatrio in paesi neutrali. Dopo l'8 settembre 1943, la DELASEM proseguì clandestinamente la sua azione anche durante il periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, con centrali a Roma e Genova, fornendo aiuti economici e carte di identità false ai correligionari perseguitati, potendo godere di una vasta rete di complicità e supporto anche tra non ebrei, molti dei quali sono oggi onorati a Yad Vashem come giusti tra le nazioni. Tra gli ebrei italiani direttamente impegnati nell'organizzazione si ricordano in particolare: Lelio Vittorio Valobra e Massimo Teglio a Genova, Giorgio Nissim a Lucca, Mario Finzi a Bologna, Nathan Cassuto, Raffaele Cantoni e Matilde Cassin a Firenze, Dante Almansi, Settimio Sorani e Giuseppe Levi a Roma, Salvatore Jona in Piemonte. Numerosissimi (circa 2000) furono gli ebrei che parteciparono attivamente alla Resistenza (1000 inquadrati come partigiani e 1000 in veste di "patrioti"), con la massima concentrazione (circa 700) in Piemonte. La percentuale, pari al 4 per cento della popolazione ebraica italiana, è di gran lunga superiore a quella degli italiani nel loro complesso. Circa 100 ebrei caddero in combattimento o, arrestati, furono uccisi nella penisola o in deportazione; otto furono insigniti di medaglia d'oro alla memoria (Eugenio Colorni, Eugenio Curiel, Eugenio Calò, Mario Jacchia, Rita Rosani, Sergio Forti, Ildebrando Vivanti, Sergio Kasman).[1] Tra gli esponenti ebrei di maggior rilievo della Resistenza si annoverano: Enzo Sereni, Emilio Sereni, Vittorio Foa, Carlo Levi, Primo Levi, Umberto Terracini, Leo Valiani, e Elio Toaff. Fra i caduti, vanno ricordati il bolognese Franco Cesana, il più giovane partigiano d'Italia, i torinesi Emanuele Artom e Ferruccio Valobra, i triestini Eugenio Curiel e Rita Rosani, il milanese Eugenio Colorni, il toscano Eugenio Calò, gli emiliani Mario Finzi e Mario Jacchia, e l'intellettuale Leone Ginzburg. Valgono per tutti le parole che Ferruccio Valobra scrisse alla moglie e alla figlia a poche ore dalla sua esecuzione: « Spero che il mio sacrificio come quello dei miei compagni serva a darvi un migliore domani, in un'Italia più bella quale io e voi abbiamo sempre agognato nel più profondo del nostro animo.[2] » Da segnalare infine è la presenza della Brigata ebraica che nel 1944-45 operò sul fronte italiano e alla quale si unirono ebrei italiani dalla Palestina o dalle zone liberate.
  10. Povero DiMaio non ci venire tu a fare una lezione di antifascismo. Non venire a farla a noi che siamo figli e nipoti di chi è stato deportato, torturato, stuprato, gasato e bruciato. Non ci venire a spiegare come si difende la democrazia, tu che fai parte di un movimento che non ammette il dissenso, che espelle chi pensa, che non elegge i suoi vertici, che non ha organi di garanzia, che ha un proprietario che calpesta la democrazia popolare e poi dice fidatevi di me, che non conosce congressi o assemblee o organi direttivi dove si possa alzare la mano e dire " io sono in dissenso" o primarie dove le scelte popolari siano legge per tutti. Non ci venire a parlare di democrazia e libertà che per provare a vincere stai cercando i voti dei razzisti, che non avresti problemi con il reato di clandestinità, che sei equidistante tra la destra e la di sinistra. Se vuoi governare prova a vincere e lascia riposare i partigiani in pace, che loro conoscevano bene la differenza tra difendere la Democrazia e usarla a proprio piacimento. Tenetevi la vostra democrazia del Blog. Noi ci teniamo il 25 Aprile. Voi siete la nuova destra postfascista ma non ci fate paura perché ci saremo sempre noi del PD a difenderla . E la difenderemo anche per quelle testediminkia Fosforose della sx sx che più di sx non si può (quale sx , però ?? ) e poi non si vergognano di rischiare di regalare il Paese ai fascisti , razzisti e xenofobi . Saluti
  11. P.S. Per il bufalaro e Cazzaro Fosforo Le polemiche che si sono scatenate intorno alle cerimonia del 25 aprile sull’opportunità della presenza della Brigata ebraica con la propria bandiera rendono opportuno precisare e spiegare il ruolo svolto non solo dalla Brigata ebraica, ma anche, e forse di più, dagli ebrei italiani nella guerra di liberazione. La loro presenza nella storia italiana e nella storia della Resistenza è indispensabile ed è la condicio sine qua non per capire l’Italia di ieri e certamente di oggi. La partecipazione ebraica attiva nelle file della Resistenza non solo aveva contato su un numero elevato, circa duemila tra uomini e donne, ma era stata condotta all’interno del movimento di liberazione senza dare origine a organizzazioni separate. Questa condizione ebraica di resistenza antifascista è stata spesso testimoniata da Leo Valiani, dirigente del Clnai (Comitato di Liberazione Alta Italia): «Gli ebrei in quanto tali avevano particolari ragioni per militare nelle file partigiane [...]. E perciò non vi fu un antifascismo specificamente ebraico, non vi fu una lotta partigiana specificamente. Tutti si battevano per l’avvenire della comune patria italiana, sapendo che il destino degli ebrei era inseparabile da quello dell’Italia libera e democratica». Soltanto una vittoria della Resistenza avrebbe creato le condizioni perché gli ebrei potessero non solo sopravvivere, ma anche vivere come liberi cittadini: perciò gli ebrei rivendicarono la propria appartenenza a essa come singoli e come gruppo. Il più giovane caduto Espressione di questa sintesi fra appartenenza nazionale, antifascismo ed ebraismo è la figura di Franco Cesana, staffetta portaordini presso la formazione Scarabello della Divisione Garibaldi, il più giovane partigiano italiano caduto in combattimento all’età di 14 anni. Gli ebrei scelsero consapevolmente di aderire al modello eroico resistenziale e favorirono una memoria ebraica di combattenti per la libertà, di caduti in battaglia nella guerra di liberazione. Così si espresse Dante Lattes, al XXII Congresso sionista del 1946 con un riferimento di chiaro sapore antifascista: «Sei milioni di morti. È questo il nostro contributo alla lotta contro il fascismo». Nel 1947 usciva il libro Blessed is the Match: the Story of the Jewish Resistance di Marie Syrkin. Figlia di Nachman Syrkin, l’ideologo del sionismo socialista, e di Bassya Osnos Syrkin, attivista rivoluzionaria e femminista, l’autrice trattava specificamente delle formazioni partigiane ebraiche e dell’attività della Brigata ebraica nell’Europa orientale. A differenza che in Italia - dove il movimento di liberazione aveva visto tra i suoi capi riconosciuti figure importanti dell’ebraismo italiano (Raffaele Cantoni, Leo Valiani, Emilio Sereni, Vittorio Foa) e aveva contato martiri come Emanuele Artom e Leone Ginzburg, tra i più noti, ma anche altri caduti per la libertà come Gilberto Cohen, Angelo Finzi, e Luciano Servi - nell’Europa orientale il movimento partigiano ebraico, a causa dell’antisemitismo presente nelle formazioni partigiane e della forte ostilità delle popolazioni, aveva incontrato particolari difficoltà, ottenendo risultati importanti ma limitati nella propria lotta. Il paradosso croato Nella lunga e dettagliata recensione al volume, Giandomenico Cosmo, sulle pagine della rivista Movimento di liberazione (Mdl 5, 1950) sottolineava il carattere di isolamento in cui avevano operato le formazioni partigiane ebraiche, a tal punto che si giunse a paradossi, addirittura a livello linguistico, come quando all’arrivo di un gruppo di paracadutisti dalla Palestina - tra i quali Enzo Sereni, fratello di Emilio - fu raccontato ai partigiani croati che quei soldati parlavano il gaelico, perché altrimenti, se fossero venuti a conoscenza che si trattava di ebrei palestinesi, avrebbero visto in ciò la conferma della tesi nazista che gli ebrei comandavano l’Inghilterra e il mondo: pertanto ai partigiani croati i palestinesi vennero presentati come gallesi. Vale la pena di ricordare la Brigata Bielski, la formazione partigiana ebraica che, dall’aprile del 1942, operò nella zona di Grodno in Bielorussia vicino a Nowogródek e Lida, salvando circa 1200 ebrei e vivendo e combattendo, per due anni, nella foresta di Naliboki. Sulla Linea gotica Ma allora cosa fu e quando cominciò a operare la Brigata ebraica? Tentiamo una breve ricostruzione. Dopo molte esitazioni - e dopo lunghe trattative diplomatiche in cui svolse un ruolo fondamentale Chaim Weizmann, l’allora presidente dell’Organizzazione sionista mondiale, che già all’inizio della guerra aveva fatto pressioni su Winston Churchill per creare un’unità delle forze armate composta da ebrei -, solo con l’assenso del presidente americano Franklin D. Roosevelt, il 20 settembre 1944 fu costituita la Brigata ebraica, come unità militare dell’esercito britannico, il cui comando militare fu dislocato in Egitto. Nel corso della guerra vi aderirono circa 30 mila volontari ebrei provenienti dalla Palestina Mandatoria che inizialmente furono tenuti lontano dalla linea del fronte, operando soprattutto a livello di intelligence. Ma nell’ottobre del 1944 venne formata una brigata di cinquemila uomini che operò in Italia e in Austria sotto il comando del generale Ernest Frank Benjamin. Sbarcata a Taranto, nel novembre del 1944 la Brigata ebraica fu unita all’VIII Armata britannica che combatteva in Italia con il XV Battaglione alleato. Il 27 marzo 1945 la Brigata ebraica combattè a fianco dei *** di combattimento Friuli, le unità militari dell’esercito cobelligerante italiano attive assieme alle forze alleate nella campagna d’Italia, con i quali fu protagonista nello sfondamento della Linea gotica nella vallata del Senio, contro la IV Divisione Paracadusti del Reich comandata dal tenente generale Heinrich Trettner. Il 3 aprile a Brisighella fu consegnata alla Brigata la sua bandiera: azzurra e bianca con la Stella di Davide. La Brigata ebraica fu assegnata alla zona di Alfonsine, dove partecipò alle operazioni militari per la liberazione dell’Emilia Romagna, da Cuffiano a Riolo Terme, a Imola, passando a Ossano e Monte Ghebbio, arrivando fino a Bologna. Nel 1946 la Brigata ebraica fu smobilitata insieme con il resto dell’esercito britannico.