fosforo31

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  1. muti i somari

    Sono curioso, inoltre il buon umore giova alla salute. Fammi sapere, cortesemente, come viene chiamato il Puttaniere dalle tue parti. Anche per associare il soprannome a quello del "coniglio spallato" in un eventuale e malaugurato governo Renzusconi. Intanto ti passo il soprannome di Edward Fitzgerald, l'ultimo avvocatone ingaggiato dal Frodatore per essere difeso a Strasburgo (dove si dibatte in inglese e in francese, lingue forse non padroneggiate dai vari Coppi e Ghedini). Dalle sue parti lo chiamano "l'avvocato del diavolo". È un esperto in diritti umani, ma non disdegna di difendere fior di criminali e terroristi, quindi non sorprende che abbia accettato il mandato del Delinquente. Sarei curioso di conoscere anche la parcella, sicuramente proporzionata alla sua fama ma soprattutto al patrimonio del suo miliardario cliente. Ho visto in tv qualche secondo del suo intervento a Strasburgo. La sua aria da marpione e la sua imponenza fisica mi hanno fatto immediatamente pensare al mitico, inarrivabile Charles Laughton in Testimone d'accusa. Anche se naturalmente sarebbe improponibile l'accostamento del grande Tyrone Power al Puttaniere, e della mitica, inarrivabile Marlene Dietrich all'ex valletta del Telecafone, Francesca Pascale. Saluti
  2. Come era facile prevedere, il collegio difensivo del frodatore Silvio Berlusconi davanti alla Corte di Strasburgo si aggrappa mani e piedi al caso del ladro Minzolini. Il Senato della Repubblica aveva sancito la decadenza del primo pregiudicato ma non del secondo. "Fatti identici trattati in maniera diversa" fu all'epoca il commento interessato ma ineccepibile dell'avv. on. Ghedini. Per l'ex cavaliere il Senato si era infatti limitato ad applicare, come suo dovere, la legge Severino. Per l'ex direttore del tg1 una maggioranza trasversale, comprendente un folto gruppo di vergognosi (per non dire venduti) senatori del Pd, aveva perpetrato un abu.so di potere, a mia memoria senza precedenti nella storia repubblicana, osando disapplicare una legge dello Stato e giudicare una sentenza della magistratura. Ebbene, stamane un giudice della Corte di Strasburgo ha chiesto esplicitamente conto allo Stato italiano di quella plateale "discrepanza". Richiesta ineccepibile, ma io avrei anche chiesto ai difensori di B. come mai il partito di B. a suo tempo votò a favore di una legge che oggi considera altamente lesiva dei diritti umani. Il frodatore sapeva benissimo, quando si candidò al Senato nel febbraio 2013, che una sua eventuale condanna definitiva a pena superiore ai due anni in uno dei processi in corso avrebbe comportato la decadenza e l'ineleggibilità. Dunque l'applicazione della Severino a B. non fu affatto retroattiva. Solo nel paese di Pulcinella un pulcinella leader di partito ricorre in sede sovranazionale contro una legge approvata dal suo stesso partito. E solo nel paese di Pulcinella un altro pulcinella, che aveva ripetutamente giurato di lasciare la politica, sfida, o finge di sfidare, in un ben preciso collegio elettorale, un incandidabile. Con il quale, per colmo dei colmi, aveva appena approvato una legge elettorale scritta apposta per governare insieme. Questi non sono politici spudorati, e nemmeno giocatori delle tre carte, questi sono serpenti che avvelenano le istituzioni e la democrazia. Che vergogna e che schifo! https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/22/silvio-berlusconi-alla-corte-di-strasburgo-le-domande-dei-giudici-su-discrepanze-tra-il-suo-caso-e-quello-di-minzolini/3993824/
  3. muti i somari

    Ho sentito bene? Come lo chiamano a Firenze il segretario del Pd? Palle di segatura? AHAHAHAHAHAHAHA!!! Però ci sono anche fiorentini con le palle al titanio. Questo del video per esempio, che io proporrei al Pd come segretario e come candidato premier. In Toscana prenderebbe di sicuro più voti del Tappetaro "spallato" che "sicacainmano" e "scappa" da 4 anni dal confronto in tribunale con un comune cittadino. Cmq alle prossime elezioni ci penseremo noi elettori all'accompagnamento coattivo (a casa!) del "cialtrone". Diffondiamo questo video e mostriamolo a E. Scalfari e a M.E.B. AHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!! P.S. ho sentito bene? Cos'è questo "giro di *** a palazzo Vecchio"? Ohibò, giuro che non ne sapevo nulla. Vuoi vedere che il parallelismo tra il Tappetaro e il Puttaniere è più euclideo di quel che immaginavamo?
  4. Caro Los, dici che i nostri politici sono tutti ominicchi, nessuno escluso. Devo dedurre che per te sono ominicchi anche Mattarella, Grasso, etc., mentre la Bonino, la Boldrini etc. sono donnicciule. Ma allora mettiamola così. Se tu dovessi necessariamente fare una scelta, tra Berlusconi e Di Maio chi sceglieresti? A questa precisa domanda Eugenio Scalfari ha risposto senza esitare che sceglierebbe Berlusconi. Ma è noto che il cuore indurito e sclerotizzato dell'ex redattore capo di Roma Fascista, da 70 anni tra.vestito da liberalsocialista, ultimamente con tendenze oligarchiche, continua a battere dove in realtà ha sempre battuto: a destra, ma non la destra liberale e legalitaria di Montanelli, bensì verso la destra più becera e populista, per quanto ipocritamente diluita in salsa elitaria e radical-chic. La medesima risposta l'ha data un altro campione di ipocrisia, quel Beppe Severgnini che sul New York Times ha vomitato un attacco personale e livoroso al connazionale Di Maio in visita negli USA. Ma Di Maio finora non ha fatto al nostro paese nemmeno un trilionesimo dei danni fatti da Berlusconi. Ti chiedo un giudizio preciso e obbiettivo, Los: tu tra Di Maio e Berlusconi chi sceglieresti come premier? E tra Di Battista e il disastroso, incapace e bugiardo Renzi? Saluti
  5. Fai una cosa Los, prova a giudicare da solo. Un giovane politico di grande successo, un idealista non un mestierante, con un posto sicuro in parlamento, con qualche possibilità di vincere le elezioni e diventare addirittura ministro, decide di saltare un'intera legislatura per stare vicino alla sua famiglia, per coltivare le sue passioni private in piena autonomia, rinunciando a un lauto stipendio ma senza rinunciare a dare un disinteressato contributo al suo Movimento in campagna elettorale. Dall'altra parte hai un politico un po' meno giovane, ma già incallito mestierante, che aveva ripetutamente promesso in tutte le sedi, finanche davanti ai rappresentanti del popolo sovrano, di lasciare per sempre la politica, e che si rimangia la parola. E che umilia il più grande partito del paese, spaccato e comandato da un bugiardo incapace e dalla sua cricca di corregionali; che stringe un patto con un delinquente appena condannato ed espulso dal parlamento per manomettere insieme a lui la Costituzione; e che ora si augura che il delinquente di cui sopra possa essere politicamente riabilitato da giudici stranieri anche al costo di calpestare e affossare una legge dello Stato italiano scritta allo scopo di restituire un minimo di pulizia e di credibilità alla politica. Secondo te, chi dei due è il vero uomo? E se da un lato hai uno che ha sempre combattuto contro i poteri forti, da magistrato e da politico, e che guida sotto le insegne del bene comune (vedasi l'acqua pubblica) una delle città più problematiche del mondo, una delle più vessate dal potere, senza avere alle spalle nessun partito e nessuna mafia; mentre dall'altra parte hai uno che con la mafia e con il potere politico corrotto ha lungamente interagito, uno che ha coperto di vergogna e di ridicolo il paese con i suoi vizi e i suoi scandali privati, e che ora si ripresenta come se fosse il salvatore della patria, allora io ti chiedo: secondo te, che di questi due è un vero uomo? Saluti
  6. I Pienamente d'accordo, Monello. Per Maroni e Sala era un'altra bella torta. I due ingordi nordisti pregustavano nuovi buoni affari dopo l'Expo, ma della zuppa inglese gli hanno fatto sentire solo il profumo. Ben gli sta: non la meritavano. Mentre io pregusto già le prossime elezioni, quelle vere dico, quelle che verranno dopo il Rosatellum e dopo qualche altro governo tecnico che ci farà pagare i disastri di Renzusconi. Ma questa volta non durerà a lungo, si voterà al più tardi nel 2019 e io prevedo un bellissimo duello tra Di Battista (splendida la sua decisione di saltare un giro e non sporcarsi in un altro parlamento abusivo) e il nostro de Magistris. Con tutti gli altri sotto il 10%. Nel 2019 gli italiani ne avranno piene le tasche di miliardari pregiudicati con il cerone e di bambinoni bugiardi e viziati che giocano al trenino, e decideranno finalmente di affidare la cosa pubblica a uomini veri. Saluti
  7. Direttoretto, se mandi in tv in prima serata un GF o un'Isola dei famosi, o un po' di kulietette all'insalata, fai il 10% di audience tranquillo, se mandi la Tempesta di Shakespeare sei fortunato se fai il 2. Ma tu vorresti giudicare un papa in base all'audience? In base alle persone che "entrano" in chiesa almeno una volta la settimana? Beh, io non sono credente, ma "entro" in chiesa almeno due, tre volte la settimana. Grazie a Dio a Napoli abbiamo centinaia di chiese storiche e artistiche le cui bellezze non si finiscono mai di scoprire, e poi non mi perdo mai un concerto o una mostra. A volte, anche per un non credente può essere interessante ascoltare un passo del Vangelo o la predica di un vecchio frate o di un dotto gesuita. Se però nel momento in cui "entro" in chiesa mi accorgo che c'è una messa solenne, un matrimonio, il funerale di un pezzo grosso, etc., insomma ogni volta che vedo un eccesso di ritualismo e di sfarzo, giro subito i tacchi ed esco. La religione-spettacolo mi nausea più della politica spettacolo. Ma a molti, credenti e non, piace e i preti ci speculano per fare "audience". Certo in materia di religione-spettacolo non solo papa Francesco, unico papa francescano fin dalla scelta del nome, ma nessun pontefice dell'epoca moderna potrebbe competere con Wojtyla. Il quale canonizzò quasi 500 santi contro i 300 dei 4 secoli precedenti. E per ogni nuovo santo cerimonia sfarzosa in mondovisione dal Vaticano. L'inflazione dell'aureola. Diciamo anche che Wojtyla è morto nel 2005 e non ha visto la crisi economica che ha colpito anche la Chiesa. La religione scenografica attira il pubblico ma ha un costo. Fino a poco tempo fa pagava Pantalone. Un parroco poteva bussare alla porta del sindaco o dell'assessore e non usciva mai a mani vuote. Addobbi, fuochi artificiali, luminarie: a ogni festa patronale provvedeva il comune con un sostanzioso contributo. Poi magari il parroco ricambiava in campagna elettorale. Ora i comuni sono costretti a tirare la cinghia, e questo riduce lo spettacolo religioso (e l'audience) più dell'austerità francescana di Bergoglio. In ogni caso la svolta di Bergoglio, se di svolta si può parlare, è una delle ultime possibilità per la Chiesa cattolica di mettersi al passo coi tempi senza tradire lo spirito delle origini (e le origine sono umili: il figlio di un falegname e un gruppo di pescatori). Con il conservatorismo, i dogmi, le tradizioni, etc. per quanto spettacolarizzati, la Chiesa non va lontano.
  8. Un piccolo aggiornamento su Juli Briskman. Un sito di crowdfunding ha raccolto a suo favore circa 120.000$ (al momento in cui scrivo) superando in pochi giorni l'obbiettivo prefissato di 100.000$. https://www.gofundme.com/thank-you-juli-briskman Tra le migliaia di offerte di lavoro indirizzate alla 50enne eroina dell'antitrumpismo c'è perfino la proposta di un noto sito por.no, pronto ad assumerla nel suo staff per il settore marketing e social media.
  9. Questo post forse dovevi scriverlo 24 anni fa, quando l'allora capo della mafia fu arrestato (dopo 24 anni di latitanza) e finì al carcere duro previsto per i boss mafiosi (una delle ultime cose che ancora funzionano nel nostro sistema giudiziario, infatti vogliono abolirla). Oggi il tuo post è troppo banale, troppo ipocrita, troppo meschino. Di Riina potremo riparlare, ma almeno nel giorno della morte si deve anche a lui un rispettoso silenzio.
  10. Di' la verità, Los: quel filmato di Piero Ricca te lo sei gustato per intero? Ti ha fatto ripensare ai vecchi tempi del vecchio forum? Un grande, memorabile esempio di giornalismo di strada, di giornalismo libero, di giornalismo d'assalto contro le prepotenze, le ipocrisie e le falsità del potere. Quel filmato io lo mostrerei tutti i giorni in tutte le scuole di giornalismo. Se la metà dei giornalisti italiani avesse le palle di Piero Ricca, i politici bugiardi e arroganti dovrebbero solo emigrare da questo paese. E ne abbiamo di esempi anche dopo il Delinquente. Il problema è che il 95% dei giornalisti italiani è tuttora più vicino al servilismo e all'ipocrisia di un Fede che al coraggio e all'indipendenza di un Ricca. È verissimo: anche il M5s bistratta i giornalisti, spesso manca di rispetto alla professione, alla dignità che le viene conferita dai princìpi costituzionali e da quel 5% di giornalisti seri, di giornalisti veri. In particolare Beppe Grillo non fa nulla per nascondere la sua personale antipatia e insofferenza verso i giornalisti. Ma è altrettanto vero che almeno il 95% dei giornalisti bistratta i 5s, si accanisce contro i 5s, spesso al di là delle loro oggettive colpe o comunque li critica in un modo del tutto sproporzionato alle colpe degli altri partiti. Prendiamo Beppe Severgnini, che io annovero tra i giornalisti seri. Ha scritto per il New York Times un articolo durissimo su Di Maio in visita in America. Una vera stroncatura, un attacco alla persona, quasi un comizio più che un articolo giornalistico. Di Maio non ha mai lavorato (come milioni di italiani onesti, caro Severgnini), non ha completato gli studi (idem c.s.), è un incompetente (come la quasi totalità degli attuali politici italiani e dei ministri in carica, caro Severgnini). Inoltre è chiaro che se un giornalista americano scrivesse un articolo del genere su un politico americano in visita in Italia, l'effetto sui lettori italiani sarebbe esaltato. Questa cosa l'esperto Severgnini la sapeva e ha voluto ugualmente calcare la mano contro il connazionale Di Maio. Chissà se ha mai scritto per il NYT articoli così duri contro due disastrosi e (a differenza di Di Maio) supercollaudati incompetenti, incapaci e bugiardi come Berlusconi e Renzi. E chissà se li ha scritto proprio mentre questi due sciagurati erano negli USA. Quando avrò tempo farò una ricerca in rete. Se l'esito sarà negativo, sposterò Severgnini dalla mia lista dei giornalisti seri e indipendenti a quella dei servetti ipocriti del potere. Saluti
  11. Ma non scrivere stronzate, direttoretto! Che leggi ha fatto la destra per assicurare l'efficienza della giustizia e la certezza della pena? Il famoso "processo breve"? Il provvedimento ammazzaprocessi che Carlo Taormina, ex avvocato di B., definì "vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo"? E quante nuove carceri hanno costruito i governi di centrodestra? Per me era meno scandaloso lasciar morire Riina e Provenzano in un ospizio che far scontare la pena in un ospizio al Frodatore (pena consistente in un'ora settimanale di barzellette raccontate agli anziani).
  12. Basta! È ora di finirla con queste prepotenze e queste aggressioni ai giornalisti. Sono anche questi atti di violenza (oltre ai vari bavagli all'informazione, oltre a Telerenzi, ex Rai, e alle tv e ai giornali del Piduista) che ci spingono in basso nella classifica mondiale della libertà di stampa. Bisognerebbe introdurre nel codice una precisa circostanza aggravante quando la vittima di atti violenti è un giornalista nello svolgimento del suo lavoro. In un paese libero e democratico i giornalisti, come le donne, non vanno toccati nemmeno con un fiore. Premesso ciò, mi spiace dire che un po' di colpa per le botte che prendono ce l'hanno proprio i giornalisti. I quali non reagiscono mai, o almeno io non li ho mai visti reagire. Valerio Staffelli, un metro e 90, inviato di Striscia, si fece prendere a tapiro in faccia da Sgarbi e a microfono in faccia da Del Noce (che gli ruppe il naso). Di questo passo un giorno o l'altro si farà picchiare pure da uno sciancato. Cari forumisti, sono sicuro che tutti voi fate un lavoro onesto (eccetto uno che fa la spia). Ebbene, chi di voi si lascerebbe picchiare, prendere a pedate, a microfonate in faccia, a testate, a sputi, mentre lavora onestamente, e incasserebbe tutto senza reagire? Mi ricordo di Corrado Formigli che, quando faceva l'inviato di Santoro, dopo avere subito da Ignazio La Russa una pesante insinuazione sulla propria sorella, si fece scalciare dall'allora ministro. Ora io non so se La Russa sia un ex bombarolo e picchiatore fascista (devo anche misurare le parole sennò l'infame del forum mi "segnala"), quel che è certo è che Formigli è un peso leggero e possiamo capirlo. Ma se io faccio il giornalista e un ministro fa insinuazioni su mia sorella e poi mi scalcia, potete scommettere tutto ciò che avete che quel ministro finisce dritto al pronto soccorso. Però l'inviato delle iene che si è fatto mettere la mani addosso dai guardaspalle del segretario del Pd mi sembra un giovane ben piantato, quasi aitante. Al suo posto io mi sarei fatto mettere le mani addosso? Ma vogliamo scherzare! E il loro capetto avrebbe potuto lasciarli fare senza neppure chiedermi scusa? Ma volete scherzare? Se credete che il vostro umile fosforo31 possa andare a intervistare un tappetaro per essere trattato in quel modo senza restituire il trattamento con gli interessi, allora potete credere tutto. Vi dico solo una cosa: in generale sono una persona pacifica, per educazione familiare e sportiva, ma su di me la prepotenza, la violenta arroganza delle facce di bronzo, ha l'effetto del drappo rosso per il toro. E che dire del giornalista del servizio pubblico che si è fatto massacrare da un fascistello di Ostia? È vero che quella testata al naso, forte, precisa, a tradimento, è stata un colpo durissimo, dolorosissimo, ma non da ko. La vittima è rimasta in piedi e lì avevo già capito che era una persona robusta. Poi ho visto quel giornalista ospite da Bianca Berlinguer. Un ragazzo decisamente prestante. A occhio e croce sarà un metro e 85 per 90 kg. E ho appreso che è un giocatore di rugby in attività in una squadra di serie A. Ebbene, visto anche il fisico del bullo ostiense, io, che di certe cose me ne intendo, vi garantisco che un rugbista di quella taglia ha tutte le possibilità per reagire anche a un colpo di quel genere e per ridurre la faccia dell'aggressore in condizioni peggiori della sua. Il giornalista-rugbista non ha voluto reagire: rispetto la sua scelta ma non la condivido. Quel bullo quando uscirà dal carcere potrà continuare a fare il gradasso, più di prima, molto più di prima. Sarà un esempio negativo, una specie di eroe, per molti aspiranti bulli e teppisti. Lo sarebbe molto meno se uscisse malconcio da un ospedale. Secondo me, un buon esempio di comportamento per i giornalisti dovrebbe essere il Piero Ricca di questo filmato. I guardaspalle di Emilio Fede lo minacciano ma lui li tiene a distanza, gli risponde per le rime, si fa rispettare, si fa temere. Anche se alla fine l'oco giulivo (avvertenza per la spia infame e ignorante: la definizione non è mia ma di Montanelli) si rifugia sulle scale della sua abitazione e gli lancia uno sputo.
  13. Arrestare sospetti terroristi? È una parola! Nel paese di Pulcinella non siamo neppure in grado di sfrattare dal vertice del calcio un disastroso e vergognoso presidente federale. Abbiamo un ministro dello Sport sospettato e indagato per un grave reato ed è ancora lì, mentre è stato rimosso il testimone. Abbiamo un presidente del Coni che, secondo i giudici di primo e secondo grado, si era laureato con esami falsi, poi si è salvato con la prescrizione ma è ancora lì. Abbiamo una ministra che si è dottorata con una tesi scopiazzata in ampie parti ed è ancora lì. Un ministro britannico aveva toccato le ginocchia di una giornalista, caso chiuso per la vittima che aveva accettato le scuse , ma dopo 15 anni il ministro viene sottoposto a un linciaggio mediatico e costretto a dimettersi e a chiedere scusa pure alla nazione. Benissimo, ma allora a quel nostro ex premier che, secondo la sua ex moglie, frequentava minorenni, eccetera, cosa dovremmo fargli? Fucilarlo? Castrarlo chimicamente o fisicamente? E invece è ancora lì a capo di un partito in corsa per il governo del paese, nonostante una condanna definitiva per un grave reato, 9 prescrizioni e un'indagine in corso per strage mafiosa. Se io fossi un terrorista dell'Isis, forse avrei paura di andare in Italia. Ma non per il sistema giudiziario, che è un colabrodo, ma per la delinquenza e l'illegalità che vi regnano a tutti i livelli.
  14. Condivido: in qualsiasi paese serio quella condanna definitiva sarebbe bastata e avanzata per troncare all'istante la carriera di qualsiasi politico. Per non parlare delle 9 prescrizioni e di molto altro (dalla P2 ai provati rapporti con la mafia, dal conflitto d'interessi alla nipote di Mubarak). Da noi il Condannato, appena espulso dal parlamento e che non aveva ancora neppure iniziato a scontare la sua pena (seppure irrisoria), fu chiamato dal leader del maggiore partito a collaborare in un patto costituente. Nel paese di Pulcinella uno spregiudicato può unirsi a un pregiudicato con la pretesa di rifondare il paese e riscrivere la Costituzione! Basterebbe e avanzerebbe solo questo per indurre qualsiasi elettore serio a votare per chiunque ma non per quei due. Ma sarebbe poco seria, per non dire ottusa, o peggio, venduta, una qualsiasi corte di giustizia che si permettesse di sentenziare che l'applicazione della Severino al Frodatore è stata retroattiva. In ogni caso, speriamo che lo Stato mandi a Strasburgo un valido e combattivo avvocato a sostenere con forza le sue sacrosante ragioni contro le chiacchiere dei vari Ghedini & C. Saluti
  15. Caro Monello, ho già scritto in altra discussione che la crisi del nostro calcio è soprattutto una crisi di talenti. I Rivera e i Mazzola, i Paolo Rossi e i Bruno Conti, i Totti e i Del Piero non nascono più o, se nascono, si perdono per strada. Questo perché il settore giovanile è trascurato dai club (che spendono molto di più per mandare in giro i loro cacciatori di talenti stranieri) e le serie minori sono pressoché dimenticate dai media. Negli USA, paese dalla cultura sportiva anni luce davanti a noi, i campionati universitari, cioè dilettantistici, di basket, baseball etc. hanno quasi la stessa risonanza di quelli professionistici. È vero che l'allenatore può fare poco se i giocatori sono scarsi, ma a mio modesto avviso gli Immobile e i Belotti sono pur sempre superiori ai falegnami svedesi. Mentre Insigne (tenuto in panchina da Ventura) non è Maradona e nemmeno Sivori, ma in Champions ha fatto gol sia al Real Madrid che al Manchester. In ogni caso io non metto in croce Ventura per gli errori tecnici (che pure ci sono stati) bensì per la figuraccia che ha fatto nel non dimettersi e nel venire poi esonerato. Mentre l'attaccamento alla poltrona del rozzo e incompetente Tavecchio si commenta da solo. Ma, come scrive Travaglio nell'editoriale di oggi, la crisi investe po' tutto lo sport italiano (due eccezioni sono il nuoto e la solita scherma). Un primatista mondiale e campione olimpico dei 200 metri come Pietro Mennea, una primatista mondiale e campionessa olimpica del salto in alto come Sara Simeoni oggi (anzi da decenni) non ce li sogniamo neppure, come non ci sogniamo i talenti inarrivabili di un Gustavo Thoeni e di un Klaus Di Biasi. Il ministro dello Sport scopre solo ora che "il calcio italiano va rifondato del tutto". Secondo me andrebbe rifondato tutto lo sport italiano, dopo avere azzerato i vertici, a partire da Lotti e da Malagò. Saluti
  16. Una disfatta storica quella della nazionale di calcio. Anche nel 1958 mancammo la qualificazione al mondiale, ma all'epoca vi erano ammesse solo 16 squadre. In Russia le squadre saranno 32, abbiamo avuto la possibilità del ripescaggio, ma in due partite non siamo riusciti a fare nemmeno un gol ai boscaioli della Svezia. Ebbene, il ct. Ventura non si è ancora dimesso. Dice che deve parlare col presidente federale. Ma che discorsi sono? Che c'entra la federazione? Se uno a 70 anni dopo un fallimento del genere non capisce da solo che è ora di andare in pensione salvando almeno la faccia, vuol dire che è poco serio e molto legato al denaro. Naturalmente dovrebbe dimettersi anche il 74enne presidente federale Tavecchio, quello che ha ingaggiato Ventura a un milione e mezzo annuo di contratto fino al 2020, quello che non ha fatto nulla per risollevare uno sport nazionale in crisi epocale, quello che è stato squalificato dalla UEFA e dalla FIFA per le sue frasi razziste. Il presidente del CONI oggi dice a Tavecchio che se fosse al suo posto si dimetterebbe. Senti senti, ma il capo dello sport italiano non si sente nemmeno un poco responsabile per questo fallimento? E nemmeno per il dissesto economico delle federazioni sportive denunciato ieri dal FQ? Beh, uno che truccava gli esami all'università assegnandosi dei generosi 30 e lode è difficile che possa sentirsi responsabile di qualcosa. Sempre oggi un ministro dichiara: il calcio è da rifondare. Senti senti chi parla. Ma chi è, il ministro dell'agricoltura? No, è il ministro dello Sport, anche lui convinto di non c'entrare nulla con la epocale disfatta pedatoria e con lo stato pietoso del nostro sport (a parte naturalmente il golf, sport per ricchi e dunque aiutato dal governo di centrosinistra a suon di milioni di denaro pubblico). Sulla scrivania presidenziale della Casa Bianca c'è scritto: Here stops the buck: qui si ferma lo scaricabarile. Vuoi vedere che tutti i suddetti cialtroni incollati alla panchina o alla poltrona aspettano che a dimettersi dopo Italia-Svezia sia Gentiloni oppure Mattarella?
  17. Egregio Virus, come sai Cuba è sottoposta da oltre 50 anni a un durissimo embargo da quello che era sempre stato di gran lunga il suo primo partner commerciale, gli USA. I quali vietano anche a Stati terzi di fornire all'isola prodotti americani, nonché di esportare indirettamente negli USA prodotti cubani. Per capirci, se un simile embargo fosse applicato all'Italia, noi probabilmente non potremmo scambiarci questi post, perché non avremmo microprocessori né sistemi operativi per i nostri computers. Molte nostre aziende (es. la Ferrari) perderebbero il loro principale mercato mentre i turisti americani non verrebbero più a spendere in Italia i loro 5 miliardi di dollari annui. Ma Cuba è molto più vicina agli USA di noi. Proviamo a immaginare cosa accadrebbe alla nostra economia se ci chiudessero le frontiere tutti gli altri paesi dell'UE. Ebbene, un problema all'incirca di questa entità pesa da oltre 50 anni sull'economia cubana. Teniamo anche conto che il crollo del prezzo dello zucchero sul mercato globale ha drasticamente ridimensionato la maggiore risorsa economica dell'isola. Eppure a Cuba, paese comunista e multietnico, oggi non si vive poi così male. Per esempio sull'edizione in inglese di Wiki leggiamo che Cuba ha un alto indice di sviluppo umano, una elevata qualità del sistema sanitario e dell'istruzione, è l'unico paese al mondo a realizzare lo sviluppo sostenibile secondo i parametri del WWF, il tasso di disoccupazione è al 2,4% e nessun cubano è senza casa: l'85% ha una casa di proprietà e l'eventuale mutuo non può eccedere il 10% del reddito. Come è stato possibile tutto questo? Una risposta la troviamo nel tuo post: il sistema formativo a Cuba è selettivo e meritocratico. Per laurearsi a Cuba bisogna impegnarsi duramente, non ci sono bidelli corrotti che ti falsificano lo statino, non ci sono raccomandati né figli di papà. Con il sistema peggiocratico italiano, fondato sul privilegio, sul nepotismo, sulla raccomandazione, sulle lobby e sulle caste, Cuba sarebbe da decenni ridotta alla fame e alla miseria più nere. Scrivi che a Cuba uno studente di medicina deve essere fortemente motivato, deve sentire la vocazione. Giustissimo, ma così dovrebbe essere in tutto il mondo. In tutto il mondo quella del medico dovrebbe essere una missione molto più che una professione. Come i preti che si occupano della salute dell'anima, i medici si occupano di una cosa non meno importante, la salute del corpo. E un medico degno di questo nome è obbligato, ripeto obbligato, a curare chi si rivolge a lui non avendo i soldi per pagare le cure, sia che lavori in un paese comunista sia che lavori in uno studio privato o in una lussuosa clinica privata di Zurigo o di Dallas. I medici cubani, noti in tutto il mondo per la loro preparazione e il loro zelo, fanno di più. Fanno i missionari nel Terzo Mondo, ovvero vanno volontari a curare nei luoghi più poveri del pianeta i malati di malaria, di colera, di lebbra, di Ebola. E hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti dall'ONU e dall'OMS. Questa altissima missione umanitaria fu loro affidata fin dagli anni '60 dal lider maximo Fidel Castro, e i medici cubani la portano avanti con orgoglio e passione, ma anche con eccellenti, lodevolissimi risultati. Saluti http://contropiano.org/news/internazionale-news/2015/10/07/medici-cubani-ambasciatori-nel-mondo-della-rivoluzione-033283
  18. Non avevo fatto in tempo a seguire in diretta gli inni nazionali, ora scopro che il pubblico di Milano ha sonoramente fischiato l'inno svedese. A questo punto confermo che, nonostante il pareggio, siamo tecnicamente molto superiori a quelli che io ieri chiamavo "boscaioli" e che oggi Travaglio chiama "falegnami". Però come cultura sportiva la Svezia ci sovrasta di anni luce. Dunque merita di andare ai mondiali al nostro posto. Consoliamoci con Gene Gnocchi: Dopo l'eliminazione dai mondiali, il ministro degli Esteri Alfano propone uno scambio al Brasile: noi vi diamo Tavecchio e voi ci date Cesare Battisti.
  19. Un milione di posti di lavoro (o di "lavoretti" come li chiama la presidente della Camera), la sicura abolizione del Senato elettivo (con apposita legge elettorale scritta solo per la Camera), l'Italia che vincerà i mondiali di Russia (solenne promessa al cospetto di Putin)... Oggi il Tappetaro ne spara un'altra: a breve sorpasseremo la Germania nella crescita. Ahi ahi, a Napoli ci tocchiamo e tocchiamo i corni rossi.
  20. Uahaaaahhaahhaahhaa!!!!!!! Se avessi saputo di questo pronostico del Tappetaro, mi sarei giocato a colpo sicuro una cinica bolletta di 50 euro sull'eliminazione dell'Italia. Invece ho puntato 5 euro sul 2-0 secco per noi e ho perso. Abbiamo appurato che il Tappetaro non capisce una mazza nemmeno di calcio, come non capisce niente di economia e di istituzioni. Nessuno gli ha detto che negli ultimi due mondiali siamo usciti nella fase a gironi, preceduti pure da Nuova Zelanda e Costarica. Questo incapace, che crede di essere un incrocio tra De Gaulle e un profeta, aveva fatto scrivere l'Italicum solo per l'elezione della Camera perché dava per certa la vittoria del Sì sull'abolizione del Senato elettivo. Aveva usato la palla di vetro per prevedere la scelta del popolo sovrano! E ci aveva pure scommesso sopra: si era giocato la carriera politica! Ma alla fine la scommessa non l'ha pagata. Cose di una gravità inaudita! Nei paesi anglosassoni uno che non paga le *** o si suicida o emigra nel Nepal. Peggio ancora uno che prende in giro il popolo sovrano: deve rifugiarsi al Polo Sud, mimetizzato da pinguino.
  21. Ti ringrazio molto, caro Virus128, per l'intervento in mia difesa e per la figuradimmerda che hai fatto fare al VERME del forum. Io non leggo i post di questo lurido individuo con la vocazione della spia, ma con la tua citazione hai portato a mia conoscenza la sua ultima "impresa". "Ho provveduto a segnalare..." Ahahahaha! Provvedi, provvedi pure, LURIDA SPIA, perché questo, come ormai hanno capito tutti, è il tuo mestiere. Altrimenti ti vergogneresti, perfino coperto dall'anonimato di un nick, di scrivere in un forum le cose vomitevoli che scrivi, e che io non scriverei nemmeno contro il mio peggior nemico. Hai provveduto, ma hai segnalato male, perché io non ho mai scritto che il presidente Coni corrompeva e comprava gli esami. Ho solo scritto che li truccava, infatti i suoi docenti disconobbero le firme su verbali e statini e gli fu annullata la laurea. Capito, verme? Ma può anche darsi che fosse in buona fede, che avesse sognato di superare quegli esami e che si fosse ritrovato a sua insaputa quei 30 e 30 e lode sul libretto (smarrito, guarda caso come i libretti degli altri studenti falsari) e sugli statini. Di corruzione parlò il giudice di primo grado che lo prosciolse dal falso materiale (prescrizione) e dal falso ideologico (amnistia) ma lo condannò a un anno e 10 mesi di reclusione per concorso in corruzione, dopo che un bidello condannato e reo confesso aveva fatto il nome, tra gli altri, dello studente Malagò Giovanni. Poi la Corte d'Appello (ultimo grado di giudizio nel merito, capito verme?) evidenziò che "gli enunciati elementi di accusa per la loro molteplicità, concordanza e univocità costituiscono piena prova a carico del Malagò". Capito verme? E lo prosciolse solo per intervenuta prescrizione, non impugnata dall'imputato, il quale pagò le tasse arretrate e rifece, o fece per la prima volta presso altra università, gli esami contestati. Tutta la storia la leggi qui, verme: http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54a25e3f85e3d E vorrei proprio che il presidente del Coni mi querelasse. In tal caso sarebbe mio diritto conoscere il nome e il cognome della spia, per querelarla a mia volta, avendo essa scritto delle falsità, e per pubblicare quello schifoso nome e quello schifoso cognome in questo forum. In ogni caso di tutto questo schifo ciò che mi disgusta di più è un'altra cosa. È il fatto che nel paese di Pulcinella viene consentito a studenti che hanno fatto simili imbrogli di laurearsi (e poi di fare una luminosa carriera) rifacendo solo gli esami contestati. Nei paesi seri c'è la decadenza e bisogna ridare tutti gli esami, talora è prevista anche l'interdizione definitiva dall'iscrizione in tutti gli atenei del paese.
  22. Hai brindato alla eliminazione dell'Italia? Prendo atto che sei un antitaliano, un tempo si sarebbe detto che sei un barbaro. Ma che c'entra Maradona in abiti borghesi con il calcio? Evidentemente non capisci niente di calcio, il calcio è questo:
  23. Fai una cosa, invece di perderti in chiacchiere e in insulti, cerca di fornire tu una prova delle tue attuali cognizioni in economia (non posso escludere che tu abbia studiato e imparato qualcosa) provando per es. a giustificare il punto 1. E cerca anche di spiegare perché la Germania, che strapaga i suoi dipendenti del settore auto, resta il terzo produttore mondiale di automobili, mentre noi siamo precipitati al 20simo posto (fonte OICA 2016) grazie a Marchionne e alle delocalizzazioni dell'ex gruppo Fiat, e mentre in Spagna, che se non erro ha l'euro, si produce oltre il triplo delle autovetture che si producono in Italia. Sul punto 2 puoi fare un'altra cosa. Verificare quanti erano i dipendenti di Telecom Italia al momento della privatizzazione (erroraccio colossale di Prodi e del centrosinistra) e quanti sono oggi, ma soprattutto come è cambiato il rapporto numerico tra dipendenti nazionali ed esteri. Ma non hai mai parlato con un operatore TIM con l'accento albanese?
  24. DISFATTA STORICA! Siamo fuori dal Mondiale per la prima volta dal 1958. Era il mondiale di Svezia, dove i padroni di casa furono domati in una memorabile finale solo dal Brasile di Garrincha e Pelé. Ma questa Svezia qui non era nemmeno una lontana parente di quella di Nils Liedholm e Kurt Hamrin. Questa era una squadraccia, per non dire una squadretta: catenaccio totale e rinvii alla viva il parroco. Nelle fasi decisive della partita hanno messo in campo un giocatore del Crotone. Le ragioni della disfatta. Occasionalmente la sfortuna e qualche scelta criticabile del tecnico, ma è chiaro che il nostro calcio è in profonda crisi, da molti anni. Crisi di talenti, ma anche crisi morale. Non faccio nomi, ma più di un giocatore nella partita di andata e nel girone di qualificazione si è risparmiato per il campionato e per il club che lo strapaga. Negli ultimi due mondiali abbiamo fatto pena, eliminati nella fase a gironi e preceduti da squadrette come Nuova Zelanda e Costarica, ma il terzultimo l'avevamo vinto. Con un po' di fortuna e qualche aiutino dagli arbitri, ma alla fine meritammo. Il punto è che fuoriclasse come Totti e Del Piero non nascono più o, se nascono, si perdono per strada. I grandi club i talenti preferiscono comprarli all'estero che costruirli pazientemente in Italia. Ci sono squadre che partono con 10 stranieri su 11 titolari. L'Inter portò in Italia l'ultima Champions con una formazione e un allenatore tutti stranieri. Ma non tutto il male viene per nuocere. Questa disfatta può e deve servire per rifondare il nostro calcio e il nostro sport in generale. Per uno sportivo come me sono molto più preoccupanti i pessimi risultati della nazionale di atletica leggera nelle ultime edizioni di olimpiadi e mondiali. L'atletica è la regina degli sport e l'indicatore più attendibile della qualità del movimento e della cultura sportiva di una nazione. Le misure che propongo. Prima di tutto tabula rasa della casta dirigenziale sportiva, che per molti aspetti è una brutta copia di quella politica, ed è tutto un dire. Sarebbe banale chiedere le dimissioni di Ventura. Devono dimettersi o essere cacciati a calci per manifesta incapacità il presidente della Federcalcio, il presidente del Coni e il ministro dello Sport. Subito! Bisogna poi ritornare alla serie A a 16 squadre, 30 giornate e molto più spazio alle amichevoli e ai raduni della nazionale. Il 25%, come minimo, dei diritti televisivi deve andare in un fondo comune da ripartire equamente nei settori giovanili delle 16 squadre. A quello della Juve, che ha dietro la Fiat e vince lo scudetto da 6 anni di fila, come a quello del Crotone. Un altro 25% deve andare alla serie B e al calcio che un tempo si chiamava minore e oggi è minimo e irrilevante. Obbligo di schierare in ogni partita, tra campo e panchina, non meno di 7 giocatori di scuola italiana, cioè cresciuti nelle giovanili di squadre italiane. Diminuirà lo spettacolo? Pazienza. Ma non è nemmeno detto. Il trionfo nel mondiale dell'82 e il magnifico terzo posto del '78 furono figli della chiusura delle frontiere e del calcio autarchico degli anni '70.
  25. 0-0 al termine della prima frazione. Dominio territoriale degli azzurri e almeno 3 palle gol nitide. Ma questa Svezia è una squadra di boscaioli: se ci facciamo soffiare il mondiale da questi qua, allora Ventura e gli altri devono solo emigrare in Scandinavia a tagliare la legna e ad affumicare le aringhe. Gabbiadini non pervenuto, riesce solo a intralciare Immobile che non è abituato a giocare a due. Questa era la partita di Insigne, ma il mister ha la testa dura. Migliore in campo il "napoletano" Jorginho. Restano 45' più eventuali supplementari. Forza Azzurri!