fosforo31

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  1. Non credo di essere andato fuori argomento. Nel post precedente ho spiegato perché la scelta (a mio avviso del tutto consapevole) di farci votare in inverno e in un solo giorno avvantaggia Renzi e Berlusconi e penalizza il voto d'opinione delle opposizioni e quei pochi (come i 5s) che fanno ancora comizi in piazza. Se poi vuoi le previsioni meteo, allora pare, dico pare, che nella prossima settimana la penisola sarà flagellata dal Burian, vento siberiano che porterà neve e gelo e che raffredderà le ultime buriane elettorali. Spero che il Burian se ne torni in Siberia prima del comizio conclusivo dei 5s previsto in Piazza del Popolo venerdì 2 marzo. In ogni caso sono molto più preoccupato per i senza tetto che dormono per strada che per le elezioni. A proposito, mi piacerebbe sapere se il ministero dell'Interno ha predisposto un servizio che garantisca a tutti i cittadini italiani senza fissa dimora il pieno diritto al voto.
  2. muti i quadrupedi

    Magnifica! Peccato che i 5stelle rinuncino a finanziamenti e rimborsi, altrimenti si potevano stampare 10.000 copie e tappezzare Roma di manifesti con questa poesia. E in calce alla poesia avrei fatto stampare una frase di Kant: L'onestà è migliore di ogni politica.
  3. Dopo avere quasi desertificato il Pd in Alto Adige, dove l'amico Renzi l'aveva "paracadutata" in un collegio almeno in apparenza sicuro, e dopo avere causato dolorosi mal di pancia anche tra i fedeli alleati, gli autonomisti sudtirolesi della SVP, Maria Etruria Boschi, forse non sentendosi ancora sufficientemente blindata, cambia idea in materia di autonomie e dichiara (fonte Ansa): "In questa legislatura è stato fatto molto per l'autonomia, la sfida ora è farla crescere anche nella prossima". Con buona pace dei milioni di italiani stufi dei privilegi delle Regioni e Province a statuto speciale e degli ingenui che ancora credono che la sinistra sia per lo Stato centrale e non per il decentramento dei poteri e della spesa. Ma ecco quel che pensava sull'argomento Maria Etruria nel 2014, fresca ministra delle Riforme: "Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione delle autonomie speciali". Avete capito, cari forumisti? Da ministra questa venditrice di tappeti voleva abolire, sopprimere le autonomie speciali, ora da candidata a Bolzano vuole farle crescere! Venghino signori, venghino! Nella sua riformaccia costituzionale, spazzata via dal popolo sovrano, la Boschi in effetti non ebbe il coraggio di toccare immediatamente le autonomie speciali, ma l'art.39 della riformaccia prevedeva che esse restassero in vigore solo fino all'approvazione dei nuovi statuti. Potete ora ben capire i dolorosi mal di pancia degli autonomisti sudtirolesi quando si videro paracadutata a Bolzano la centralista Boschi. Anche perché a lanciarla era un altro tappetaro e centralista radicale, il quale nel 2012, da sindaco di Firenze, si esprimeva in modo ancora più netto: "Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema... Via le Province, trasformate in enti di secondo livello, e via le Regioni a statuto speciale". Avete capito, cari forumisti? Non solo la donna è mobile, anche l'uomo è mobile! Specie quando è 'n'ommo 'e niente come diciamo a Napoli. Ambedue hanno cambiato idea sulle autonomie (per squallidi motivi elettorali) e ambedue si sono rimangiati la solenne e ripetuta promessa di lasciare la politica (per squallido attaccamento alla poltrona e al potere). Non c'è niente da fare, cari forumisti, in Italia serve davvero una cura radicale, non solo per spazzare via autonomie e privilegi, ma soprattutto per mandare definitivamente a casa questi mestieranti, questi spudorati tappetari e pinocchi della politica. La cura inizierà tra poco, domenica 4 marzo. http://www.lavocedeltrentino.it/2018/01/24/boschi-sarei-favorevole-alla-soppressione-dellautonomia-la-candidano-bolzano/
  4. Due democristiani alla frutta che provano a tenere in piedi il Pd, cioè il figlio illegittimo della Dc e del Pci, un figlio bas.tardo che non doveva mai nascere e che ha tradito ambedue i genitori. Ma almeno una cosa Prodi e Gentiloni sembrano averla capita, e cioè che con il rottamatore tra i piedi non vanno da nessuna parte. Si preparano a rottamarlo dopo il 4 marzo.
  5. Nella Prima Repubblica le elezioni politiche si svolgevano quasi sempre tra maggio e giugno. E per due ragioni ben precise: la campagna elettorale coincideva con la primavera e c'era la possibilità di fare tanti e affollati comizi nelle piazze, mentre nei due giorni del voto (di solito era possibile votare anche il lunedì mattina per chi andava in gita la domenica) il bel tempo incoraggiava l'affluenza alle urne (che risultava superiore o prossima al 90%). In questa Seconda Repubblica abbiamo cominciato ad anticipare il voto a marzo-aprile (nel 2013 votammo addirittura a febbraio) e a restringerlo alla sola domenica. Anche queste scelte hanno ragioni precise, e opposte alle precedenti: si vogliono ostacolare i comizi di piazza, che devono svolgersi in pieno inverno, e si vuole tenere bassa l'affluenza. Il perché è presto detto. Il politicante tipico di questa Seconda Repubblica, mi riferisco in particolare a Berlusconi e Renzi, detesta la piazza e soprattutto la teme. Mentre i politici della Prima, molto più seri, democratici e coraggiosi, non avevano problemi a salire su un palco, a due metri dalla folla, anche nei pericolosi "anni di piombo". I Renzi e i Berlusconi prediligono una democrazia surrogata e calata dall'alto. I loro comizi elettorali si svolgono quasi esclusivamente al coperto, per lo più in comode e ben sorvegliate sale congresso a ingresso controllato. Ma il loro medium preferito per la comunicazione e la propaganda politica è, di gran lunga, la televisione. Per due precisi motivi: la tv la controllano (nella fattispecie Telerenzi, ex Rai, e Mediaset) e vi trovano quasi sempre intervistatori compiacenti quando non addirittura in ginocchio (mentre è più difficile controllare il web), e la tv raggiunge in contemporanea milioni di persone. Naturalmente i (cattivi) maestri Berlusconi e Renzi hanno fatto (pessima) scuola, e il risultato è che questa campagna elettorale si è ridotta a una televendita o poco più, con pochi coraggiosi come Di Maio e Di Battista a fare comizi per pochi elettori, altrettanto coraggiosi, al freddo e sotto la pioggia. I Berlusconi e i Renzi vogliono tenere bassa l'affluenza perché controllano il voto di interesse ma non il voto d'opinione. Uno dei motivi della disfatta renziana al referendum fu un'affluenza molto superiore a quella prevista (si votava in dicembre e in un solo giorno). Chi vota per militanza politica, o per interesse personale (es. gli evasori fiscali del frodatore Berlusconi o i percettori di bonus del populista Renzi) o per mantenere rendite di posizione, o per fare un favore a un amico, insomma chi vota per la pagnotta o per voto di scambio, andrà sicuramente a votare, anche in una giornata da lupi. Mentre il voto libero, il voto d'opinione, il voto spontaneo e non irreggimentato, che è il vero terrore dei Renzi e dei Berlusconi, oggi può facilmente trasformarsi in un'astensione di protesta o di disillusione o di nausea. Non a caso in questi giorni assistiamo alle dichiarazioni di non voto di tanti spiriti liberi, dal prof. Odifreddi al dottor Gino Strada. Ma, anche se la matematica dimostra, e un crudo realismo conferma, che "La democrazia non esiste" (il titolo del libro pubblicato da Odifreddi in concomitanza con la campagna elettorale) e anche se ci costringono a votare in condizioni di freddo (atmosferico e spirituale) e con la più assurda legge elettorale di tutti i tempi, io ritengo che dobbiamo fare un piccolo o grande sforzo e andare tutti a votare il 4 marzo. Per attenerci al "dovere civico" prescritto da quella Costituzione che abbiamo eroicamente difeso il 4 dicembre; per ricordare ai nostri politicanti che, nonostante tutto, siamo ancora cittadini e non sudditi, popolo sovrano e non gregge; e soprattutto per scongiurare i due pericoli, le due sciagure che, in base ai sondaggi e al netto degli indecisi, incombono sul nostro Paese e sul nostro futuro: un altro disastroso governo di centrodestra e il famigerato Renzusconi. Il primo sarebbe una riedizione in peggio di quanto già visto, con un Berlusconi pregiudicato ma più spregiudicato che mai, in quanto rinkoglionito, e un Salvini che è molto peggio del rinkoglionito Bossi. Il secondo, il Renzusconi, significherebbe semplicemente la morte etica e civile dell'Italia.
  6. Di tanto in tanto, a mia discrezione, decido di contravvenire alla mia regola aurea di non prendere in considerazione i post (parola grossa, meglio definirli vomiti) del semianalfabeta irrecuperabile mark(+sigle variabili). Il quale, invece, dei miei non se ne perde uno, ne ha l'ossessione e li va a cercare col lumicino. Naturalmente i pochi neuroni rimasti a disposizione del decerebrato, e non ancora divorati dalla faziosità, uniti alle sue traballanti infarinature e reminiscenze scolastiche, non gli evitano le più colossali figuracce. In ogni corso di Letteratura italiana delle scuole superiori, degno di questo nome, il primo argomento trattato sono le origini della nostra lingua, in relazione alle quali TUTTI i testi seri citano il celeberrimo (non per l'ignorante mark...) passo: Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni li possette parte Sancti Benedicti (Capua, anno 960). Il primo vagito della lingua di Dante, il primo documento scritto a noi pervenuto della lingua italiana, usata per la prima volta al posto del latino in un atto uffi.ciale (una sentenza o placito, per l'appunto, riportante una testimonianza giurata). Ma il nostro allocco pisano dice che è roba quasi sconosciuta, e li chiama, o mi accusa di averli chiamati, "Placiti Cassinesi o Campani" aggiungendo pure un comico "sic". Mentre tutti (tranne questo semianalfabeta terminale) li conoscono come Placiti Cassinesi o Capuani e io così avevo scritto. Come vedete, cari forumisti seri, la faziosità e il livore personale annebbiano non solo il cervello ma anche la vista. Potrei sfidare, per l'ennesima volta, questo poveraccio a indicare anche una sola frase del mio post che avrei copincollato, ma sarebbe tempo perso. Questo vermiciattolo pidino sa solo insultare, offendere e scappare. Dipendesse da lui, affiderebbe l'Italia all'incapace e ignorante (nonché conclamato pinocchio) Renzi, quello che confonde la nostra cultura umanistica con una inesistente "cultura umanista" e che pensa che il tunnel del Gottardo si trovi in Italia e sia una "strepitosa" grande opera del suo governo. Voleva pure inaugurarlo (roba da matti!) ma suscitò solo le proteste della Svizzera e l'ilarità generale del resto d'Europa. E pensare che questi due soggetti vengono dalla terra di Dante e dovrebbero conoscere la lingua italiana, e magari anche un po' di storia e geografia. Rinnovo il mio consiglio ad ambedue. Andate a pulire le spiagge: almeno vi rendete utili.
  7. Anch'io condivido solo parte di quel che dici. A cominciare ovviamente dalla famosa frase attribuita a Voltaire. Ma francamente, avendo letto qualcosa del grande illuminista, non credo, anzi escludo, che si sarebbe fatto uccidere per difendere il diritto di personaggetti come Salvini (per non parlare di Renzi e Berlusconi) a dire le kazzate che dicono. Hai anche ragione nel dire che l'annessione del Sud al regno sabaudo più che una tappa fondamentale dell'Unificazione fu una conquista di tipo coloniale. Lo storico Denis Mack Smith, il massimo studioso della storia d'Italia, la paragonò addirittura a una "invasione barbarica". Ciò però non vuol dire che Napoletani e Piemontesi non debbano considerarsi ambedue, a pari diritto e per profonde ragioni storiche e culturali, ITALIANI al 100%. Come pure Calabresi e Veneti, o Siciliani e Lombardi, etc. L'Italia, che in poca preromana era solo la punta meridionale della Calabria (la terra degli Itali) fu di fatto unificata dai Romani molti secoli prima della nascita delle grandi nazioni europee. Unificata non solo a livello amministrativo e giuridico ma anche sotto il profilo culturale e linguistico. Le truppe reclutate in Italia furono sempre il nerbo di un esercito che conquistò mezzo mondo. A un certo punto la cittadinanza romana fu estesa a tutti i cittadini dell'Italia, anche se per la verità le regioni a nord del Rubicone, che non erano Italia ma Gallia Cisalpina, furono aggregate solo in epoca augustea. Poi ci furono le invasioni barbariche e la caduta dell'Impero, e restammo divisi per circa 14 secoli. Ma una certa identità culturale sopravvisse all'Alto Medioevo, sia pure indebolita e contaminata, per poi ricostituirsi e rinnovarsi. Basta ricordare che la Lingua Italiana, il cosiddetto Volgare, derivò principalmente dal Latino, e in parte ovviamente dalla Koinè del mondo ellenistico, ma con minime influenze barbariche. Inoltre si sviluppò con un processo multicentrico che ebbe il suo polo principale in Toscana, con la scuola letteraria culminata in Dante, ma anche altri poli importanti come la Campania (i più antichi documenti della nostra lingua, i famosi Placiti Cassinesi o Capuani, in sostanza sono redatti in Napoletano dell'epoca), l'Umbria (il famoso Cantico delle Creature) e la Sicilia (con la grande Scuola Aulica Siciliana). Gli altri paesi europei che citi, egregio Etrusco, sono culturalmente e storicamente assai meno coesi del nostro. Tuttavia, io personalmente ritengo che se un'Europa Unita ci deve essere, allora dovrebbe essere uno Stato profondamente unitario e nazionale, nel senso che andrebbero superati i regionalismi e i nazionalismi (ferma restando la tutela delle differenze, delle lingue e dei patrimoni culturali locali) e aboliti i parlamenti, i governi, le Costituzioni e ogni residua forma di sovranità e di autonomia politica dei paesi che si fondono. Sono contrarissimo ai privilegi delle Regioni italiane a statuto speciale, che andrebbero aboliti (anzi, come ho sempre scritto, io abolirei le Regioni, enti più dannosi che inutili, come conferma platealmente l'ultima inchiesta di Fanpage). Figuriamoci se potrei accettare l'autonomia di regioni come il Tirolo in una eventuale Europa Unita. La quale dovrebbe avere anche un'unica lingua uffi.ciale, insegnata in tutte le scuole, ovviamente accanto alle lingue preesistenti che però, gradualmente (max 10 anni) dovrebbero sparire da tutti gli atti e i documenti pubblici e ufficiali. La lingua europea, come ho scritto, dovrebbe essere sovranazionale, cioè diversa da tutte le attuali lingue ufficiali. Mi andrebbe benissimo l'Esperanto, lingua artificiale di facile apprendimento, ma anche il Latino, oppure, o meglio ancora dato che il Latino è la lingua uffi.ciale dello Stato Vaticano, una versione arrichita e aggiornata del Greco antico. Ma si potrebbe anche pianificare ad hoc una lingua artificiale ancora più semplice, moderna ed espressiva dell'Esperanto. Essendo un comunista e un comunitarista, io credo fortemente nel centralismo (democratico) dello Stato e nell'economia centralizzata e pianificata. Che è l'unico sistema in grado di conciliare i diritti con l'uguaglianza, lo sviluppo (sostenibile) con la piena e stabile occupazione, nonché di affrontare le sfide epocali che ci attendono. Le principali sono lo stop al global warming, la conversione energetica totale alle fonti rinnovabili, un grande piano, che io chiamerei Europa for Africa, che integri l'accoglienza con un piano di sviluppo sostenibile che esporti tecnologie e restituisca autosufficienza a un continente la cui esplosione demografica deve diventare una risorsa e non più una minaccia. Il liberismo, il capitalismo, la libera iniziativa privata, conducono inevitabilmente, matematicamente, all'instabilità e alle disuguaglianze. Un'Europa unita a difesa del libero mercato, della sua moneta, delle sue banche e della sua superiorità economica e tecnologica, sarebbe condannata al fallimento. Sarebbe preferibile tornare ai vecchi Stati e alla vecchia sovranità monetaria. Sulla campagna elettorale sono totalmente d'accordo con te. Seguo la politica da oltre 40 anni e questa è di gran lunga la più brutta, la più squallida che io ricordi. Una via di mezzo tra una televendita e una rissa, ma con la gran parte dei cittadini a dividersi non più tra questa e quella fazione o ideologia, bensì tra l'indifferenza e la nausea. Saluti
  8. In un paese serio come erano gli Stati Uniti prima di eleggere il loro Berlusconi (ma Trump resta pur sempre più serio e più onesto del nostro) accadde che una testa calda, una sorta di Bossi sudista, si inventò un movimento politico per la secessione del Texas. Ora gli USA sono una federazione dove i singoli Stati godono di ampia autonomia, tuttavia il governo centrale non scherza quando é in gioco l'unità della Nazione. Essendo anche gente un po' megalomane, mandarono truppe con elicotteri Apache, artiglieria e blindati ad assediare la casa del leader indipendentista, lo stanarono, lo ammanettarono, lo processarono per direttissima, lo misero al gabbio e buttarono via la chiave. Ecco, se l'Italia fosse stata un paese serio e rispettoso dell'art.5 della sua Costituzione, avrebbe fatto, magari in modo un po' meno teatrale, la stessa cosa con Bossi e gli altri vertici del partito che fino a poco tempo fa si chiamava Lega Nord per l'indipendenza della Padania e aveva la secessione all'art.1 del suo Statuto. E oggi non avremmo Salvini, che ha abolito la secessione ma che forse, o senza forse, è più razzista e xenofobo di Bossi. Invece, nel paese di pulcinella, un partito secessionista l'abbiamo mandato tre volte al governo e mi pare che Bossi, quello che minacciava di far calare su Roma ladrona i forconi e i fucilieri bergamaschi, sia ancora candidato al Parlamento. Io non credo che a Pisa accoglieranno Salvini con atti di violenza. Ma definire SCIACALLO in un manifesto uno che definiva colerosi e cani puzzolenti i napoletani, e che oggi sparge xenofobia e scende al centrosud a chiedere voti, mi sembra il minimo.
  9. Avevo già dedicato un post alle stime gonfiate e strombazzate da Renzi, con la complicità dei suoi camerieri televisivi, sui costi del reddito di cittadinanza proposto dai 5stelle. Poi, il 15 febbraio scorso, il noto pinocchio che doveva lasciare la politica è andato a Quinta Colonna su Rete4, dove il reggimicrofono di turno gli ha offerto un caffè al bar di Mediaset e gli ha permesso di sparare la seguente colossale balla: "Reddito di cittadinanza vuol dire dare soldi alla gente perché non lavori". Questo al contrario, secondo il bufalaro, del suo "reddito di inclusione". Ebbene, il servizio di fact-checking dell'autorevole sito Lavoce.*** ha agevolmente sbugiardato il pinocchio pidino. Potete leggere qui un'accurata analisi della questione e il verdetto finale, che è inequivocabile: la dichiarazione di Renzi "è chiaramente FALSA". http://www.lavoce.***/archives/51330/reddito-inclusione-reddito-cittadinanza-la-differenza/ Cari forumisti, se permettete un suggerimento, quando vedete il segretario del Pd in tv, cambiate canale e cercatevi un'asta di tappeti o una televendita di pentole e posate: potrete fidarvi sicuramente di più. P.S. : io sono contrario al reddito di cittadinanza, ritengo che in Italia, per combattere le disuguaglianze e la disoccupazione, sarebbe molto più efficace una riduzione drastica e generalizzata degli orari di lavoro. Però sono ancora più contrario alle bufale e ai televenditori prestati alla politica.
  10. Devo fare un altro grosso e sincero plauso a Enrico Mentana. Questa sera ha mandato in onda, nel suo programma Bersaglio Mobile, tutti e tre i video, in versione integrale e senza interruzioni pubblicitarie, delle prime tre puntate della fantastica inchiesta di Fanpage. A chi si è perso il programma suggerisco vivamente di vederlo in streaming su "Rivedi La7". Ma visto in tv tutto è più emozionante. Non solo: mentre scrivo, Mentana ha ospite in studio il direttore di fanpage.it, Piccinini. A difendere De Luca &C. c'è il renziano Velardi. Per il quale Roberto De Luca è un giglio di campo e la soluzione del problema non è mandare in galera i politici che intascano mazzette, che fanno la cresta sulla spesa pubblica e che si disinteressano totalmente della destinazione fisica dei rifiuti, bensì riempire la Campania di "termovalorizzatori". Se servono a cremare i corrotti e gli avvelenatori (quelli che Di Maio giustamente chiama "assassini") ben vengano anche gli inceneritori di Velardi. Naturalmente l'inchiesta di Fanpage continua (in tutto dovrebbero essere 7 puntate). Nelle prossime puntate i meravigliosi ficcanaso napoletani vanno a scoperchiare merdai (grossi) al Nord. Ma naturalmente Telerenzi (ex Rai) + Mediaset continueranno a boicottare l'inchiesta. Questa per me è censura fascista o sovietica, ma potete anche chiamarla censura renzusconiana, fate voi. Quello che è certo è che Enrico Mentana oggi è, di gran lunga, il più bravo e il più indipendente dei giornalisti televisivi italiani. E pensare che iniziò la sua carriera quasi 40 anni fa, in Rai, sotto l'ala di Bettino Craxi. All'epoca - me lo ricordo bene - il giovane Mentana passava per un raccomandato, un lottizzato craxiano, quasi un servo, praticamente il peggio del giornalismo televisivo. Oggi è il meglio e questo vi dà un'idea di quanto sia caduto in basso questo paese.
  11. pa-pammmmm

    Della serie: come rottamare un partito, affidandolo a un segretario sbagliato e candidando le persone sbagliate nei posti sbagliati. Però ora mi sorge un dubbio. Quale poteva essere il posto giusto dove candidare la Boschi? Non mi viene in mente nulla. Certo un posto geograficamente lontano dall'Etruria. Chissà, forse un collegio della circoscrizione Estero, magari un po' più a nord di Bolzano. Che so, la....Groenlandia.
  12. Sei patetico. Uno dei più patetici forumisti in cui mi sia imbattuto in questi anni. Ma c'è di peggio. La tua propensione alla censura e al calpestamento dell'art. 21 della Costituzione ti spinge a cancellare un'intera TUA discussione, quindi anche i TUOI post, pur di censurare un post che non ti piace. Un comportamento vergognoso e ridicolo insieme. Pretendi che io non debba più intervenire nelle tue discussioni mentre tu continui a intervenire nelle mie? Spiacente, interverrò come e quando vorrò. Il punto è che tu non hai ancora capito che cos'è un forum in Rete. Ti informo che non è un tuo giocattolo o passatempo privato. E non capisci che così facendo limiti la tua stessa libertà molto più della mia. Infatti, se una tua discussione non sarà di mio gradimento, mi basterà intervenire e tu cancellerai tutto. Perché non puoi cancellare solo il mio post. La Rete si basa su regole democratiche, non sulle TUE regole. Capito?
  13. Ohibò, l'autodifesa del pinocchio! Patetica e sballata come sempre. A parte il fatto che quando scrive uno che ha mentito ripetutamente alla Nazione, al Parlamento e al Popolo sovrano, c'è da dubitare perfino delle virgole e dei punti e virgola, il pinocchio: 1) Non spiega chi ha dato e perché quel permesso all'auto non sua ma di sua moglie. La SAS dice che l'ha rilasciato su indicazione della segreteria del sindaco, questi dice che l'indicazione è venuta dalla prefettura, ma questa nega. Ergo: uno dei due, tra Nardella e la prefettura, MENTE. Personalmente credo molto di più alla prefettura. 2) Non spiega perché quel permesso è valido per tutte le strade e tutti i parcheggi di Firenze, e non solo per quelle che, a causa di lavori straordinari, sono al momento "passaggio obbligato". Una scusa davvero patetica, da venditore di tappeti. 3) Non spiega perché la signora Renzi è esentata dal pagare i parcheggi. Qui non si parla del "posto auto" affittato dai Renzi in un garage. Di quello non ce ne può fregardimeno. Qui si parla di tutte le aree pubbliche di parcheggio a pagamento nel comune di Firenze. Chiaro, signor Tappetaro? 4) Non spiega perché gli altri non dovrebbero ficcare il naso nel suo privato, che poi privato non è dato che quel permesso è un privilegio rilasciato da un ente pubblico, quando lui stesso ha pesantemente alluso a una ipotetica vicenda privata, quella del capitano De Falco, candidato per i 5 Stelle, che avrebbe picchiato la moglie (cosa di cui non c'è nessuna prova né denuncia). 5) Non spiega perché gli altri dovrebbero parlare di cose serie e confrontarsi con lui su "cosa fare dell'Italia", mentre lui perde tempo e non perde occasione per criticare i parlamentari che invece di regalare 24 milioni dei loro stipendi alle imprese ne hanno regalati solo 23 milioni. E mentre stranamente lui non accenna, MAI, neppure per sbaglio, al passato delinquenziale di un altro suo "avversario", il noto pregiudicato e "delinquente naturale" Berlusconi. Signor Renzi, ma lei davvero crede che gli italiani abbiano l'anello al naso o che siano tutti ex cli.enti di Wanna Marchi?
  14. Infatti, come ho scritto, si tratta di un'ipotesi altamente improbabile e inverosimile, dunque non sono stato io a cancellare quella discussione su Travaglio, che non avevo alcun motivo per cancellare. Mentre tu hai cancellato deliberatamente e per tua stessa ammissione alcuni miei post, cioè ti sei eretto a censore dell'opinione altrui. E a me, che sono un libertario e uno strenuo difensore dell'articolo 21 della Costituzione, francamente i censori mi hanno sempre fatto un po' schifo. Anzi, molto schifo, mi danno la nausea.