fosforo31

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  1. Ma dove vivi, sulla Luna? Non ti sei accorto che il caos in Italia l'ha portato proprio Renzi? Per colpa sua abbiamo buttato nel cesso una legislatura, inseguendo un pasticcio illeggibile di riforma costituzionale. Per colpa sua non abbiamo una legge elettorale e non sappiamo come andremo a votare. Per colpa sua le Province sono ancora nel caos mentre i viadotti ci crollano in testa. Per colpa sua il debito pubblico è cresciuto a livelli record mentre gli investimenti pubblici sono diminuiti. Per colpa sua e a differenza degli altri paesi europei abbiamo perso il treno della ripresa economica mondiale e le agenzie di rating ci declassano. Per colpa sua sono stati cancellati diritti dei lavoratori mentre venivano regalati miliardi di nostri soldi agli industriali e alle banche. Per colpa sua c'è stata una scissione nel Pd e presto ce ne sarà un'altra. Per colpa sua un pregiudicato in conflitto d'interessi non è ancora sparito dalla politica. Per colpa sua i populisti e gli antieuropeisti guadagnano consensi a vista d'occhio. Se io fossi un tranquillo moderato, che desidera vivere in un paese normale ed evitare il caos, l'ultimo che voterei sarebbe proprio Renzi.
  2. A me Renzi sembra, anzi ha oggettivamente mostrato di essere, meno serio di Berlusconi, ed è tutto un dire. Tra i due Crozza imita meglio la voce dell'ex cavaliere, ma l'imitazione di Renzi è molto più spassosa e gettonata perché il bulletto di Rignano è un personaggio intrinsecamente più comico di Berlusconi. Ed è tutto un dire. Saluti
  3. Ti ringrazio per l'intervento e per le tue parole sagge ed equilibrate. Il problema è che certi politicanti fanno della politica un'ossessione patologica, una sorta di religione trinitaria: voti, poltrone, potere. Sono fanatici e idolatri di se stessi. Questi signori si credono investiti di una missione messianica per realizzare la quale ogni mezzo è lecito. Il 25 novembre 1994 Silvio Berlusconi si definiva: "unto dal Signore, perché c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente". Il suo allievo Matteo Renzi ritiene di non avere bisogno nemmeno dell'unzione popolare e pretendeva di cambiare 47 articoli della Costituzione senza essere stato scelto da nessuno. Alla fine si scopre che generalmente sono, come la generalità degli egocentrici e dei narcisi, persone intellettualmente e culturalmente povere. La loro è una religione senza idee, senza contenuti, senza vangelo. E allora si affidano al rito, alla scenografia, allo slogan, allo spettacolo. Berlusconi affiggeva manifesti 6 metri per tre dai quali, con un sorriso a 32 denti, prometteva milioni di posti di lavoro e si proclamava "presidente operaio". Poi andava da Bruno Vespa, faceva le sue prediche senza contraddittorio, si faceva piazzare una scrivania di ciliegio al centro dello studio e firmava senza controparte il "contratto con gli italiani", il libro dei sogni, la promessa del paradiso. E quando, grazie alla credulità popolare, saliva al potere, andava a raccontare barzellette ai leader mondiali e a mettergli le corna nelle foto di gruppo. Mentre in patria faceva disastri e scandali. Alla fine furono i leader mondiali (Merkel e Sarkozy) a seppellirlo con una risata, ma in questo paese di ingenui siamo stati capaci di risuscitarlo. Renzi è l'allievo che ha superato il maestro. Al momento non conosciamo ancora i limiti di quel che sarebbe disposto a fare pur di raccattare voti, pur di convertire la gente alla sua "religione". In almeno una cosa Berlusconi è sempre stato serio: nel vestire. Mentre il suo allievo si è vestito perfino da Fonzie per la copertina di un settimanale. Il Caimano non disdegnava cantare, anche in tv, ma lui ha lavorato come cantante sulle navi di crociera, mentre Renzi, che non ha mai lavorato, in campagna elettorale si esibisce al karaoke pur essendo stonato come una campana. La loro è una religione priva di solennità e di sacralità: non è messa cantata, è teatrino. Come tutti i predicatori del nulla sono ambedue dei gran bugiardi. Per Montanelli Berlusconi era un "mentitore professionale che crede alle sue stesse bugie" (proprio come i predicatori più fanatici), mentre Renzi ha battuto ogni record: ha mentito pubblicamente e ripetutamente agli italiani, agli elettori, al parlamento ("se perdo il referendum lascio la politica") pur di imporre la sua riformaccia, più pasticciata del catechismo dei Testimoni di Geova. Ora i due furbetti si annusano, si riconoscono, si corteggiano di nuovo. Sperano di buggerare ancora gli italiani con un altro patto del Nazareno (ancora con un'allusione religiosa che in un paese cattolico non guasta). La realtà è che Berlusconi e Renzi sono due bellissimi contenitori vuoti e questo paese non andrà da nessuna parte se non riuscirà a rottamarli. Sembra che gli italiani cominciano a capirlo, anche se la mamma degli ingenui è sempre incinta. Saluti
  4. Avevo una mezza idea di votare per Emiliano, ma poi, ricordando la definizione soggettivista di probabilità formulata dal De Finetti, ho concluso che i due euro è meglio darli in beneficenza. In ogni caso io sono per principio contrarissimo alle primarie aperte a tutti. Il segretario politico di un partito politico deve essere eletto dagli iscritti al partito. Punto. Altrimenti non è un'elezione seria, non è un partito serio. Leggo addirittura che sono ammessi al voto i sedicenni e gli stranieri residenti in Italia. Vedremo ancora file di "cinesi" ai gazebo? La preiscrizione on line non è un filtro sufficiente, specie per i cinesi, ma è comunque meglio di niente. Secondo me, andava imposta a tutti i votanti, eccetto i tesserati, onde abbassare il rischio di rivedere scene vergognose come quelle viste a Napoli in occasione delle primarie per il candidato sindaco. In ogni caso saranno primarie farlocche, sia per quanto detto sopra sia perché la campagna elettorale è stata viziata da una plateale impar condicio. Potete leggere qui come sono stati trattati da Telerenzi (ex Rai) gli avversari del ducetto di Rignano perfino nei tg di ieri. Roba da voltastomaco. Fossi stato al posto di Emiliano, stamane avrei annunciato, in segno di protesta, il ritiro della mia candidatura alla segreteria di un partito che tutto è fuorché democratico. http://www.giornaledipuglia.com/2017/04/emiliano-nei-tg-rai-violata-par-condicio.html
  5. Vi ricordate l'ondata di indignazione sollevata dai media occidentali e dai politici asserviti allo Stato canaglia americano in seguito al fantomatico attacco chimico al gas sarin che sarebbe stato usato, il 4 aprile scorso nella provincia di Idlib, dal dittatore siriano Assad contro i ribelli? E vi ricordate della rappresaglia in grande stile ordinata dal guerrafondaio fascista e psicopatico Donald Trump, che tre giorni dopo fece lanciare la bellezza di 59 missili Tomahawk (due milioni di dollari e mezza tonnellata di esplosivo l'uno) sulla base siriana da cui sarebbe partito il raid chimico, attacco missilistico che fece 15 morti tra cui 9 civili inermi e 4 bambini? La rappresaglia fu accompagnata dal quasi unanime consenso dei paesi asserviti allo Stato canaglia americano. Il nostro appecoronato premier Gentiloni parlò di "risposta motivata" da parte dell'alleato, mentre il sottoscritto in questa discussione dell'8 aprile chiedeva all'alleato di produrre al più presto prove concrete e convincenti dell'attacco chimico che giustificassero la rappresaglia: http://forum.virgilio.it/argomento/5299-il-cowboy-trump-sparacchia-sulla-siria/ Ebbene queste prove non sono arrivate (sono arrivati solo annunci o abbozzi di prove farlocche e discordanti da fonti diverse ma ugualmente asservite agli imperialisti USA). E' invece arrivato, nel silenzio generale dei media appecoronati, un primo rapporto delle Nazioni Unite che afferma che quello di Idlib fu un attacco con armi convenzionali (e non uno dei più sanguinosi tra quelli lanciati da Assad nell'indifferenza dell'Occidente) le quali causarono certamente la maggior parte delle vittime. Anche se, nell'evidente tentativo di non sputtanare troppo gli USA, lo stesso rapporto non esclude che possa essere stato rilasciato "anche gas sarin". Ipotesi che però resta tuttora priva di conferme e di rilievi accertati. Ma ecco il commento degli esperti del nostro più serio e accreditato sito indipendente di informazione militare: I riscontri dell’ONU erano del resto prevedibili: a un osservatore “non tifoso” era sufficiente guardare le immagini delle supposte vittime del Sarin (diffuse dall’Idlib Media Center cioè dall’organo di propaganda controllato, come a suo tempo l’Aleppo Media Center, dai qaedisti dell’ex Fronte al-Nusra) per rendersi conto che era tutta una messa in scena. Per maggiori e interessanti dettagli invito i forumisti a leggere attentamente l'intero articolo: http://www.analisidifesa.it/2017/04/leuropa-prona-alle-bugie-e-ai-bluff-di-trump/ Dopodiché gradirei sapere dagli amici forumisti se pensano ancora che siano il siriano Assad o il nordcoreano Kim i pazzoidi in questo momento più pericolosi per il nostro beneamato pianeta.
  6. Un partito morto forse è ancora presto per dirlo, ne riparliamo dopo le prossime elezioni politiche. Io parlerei di partito degenerato, di partito irriconoscibile, di partito geneticamente mutato (in molto peggio). Perché il Pd di Renzi e degli altri "pagliacci" come i ministri Minniti e Martina che lasciano il loro lavoro istituzionale per andare a reggere il moccolo al tappetaro nelle sue ridicole esibizioni calcistiche e nei suoi ridicoli karaoke, è un partito oggettivamente più simile ai comitati elettorali permanenti di Berlusconi (tali erano e tali sono PdL e Forza Italia) che al vecchio Pd (o sigle precedenti) di Bersani, D'Alema e gli altri compagni (che sono andati via). Dobbiamo anche riconoscere che, come cabarettista e come cantante, il pregiudicato Berlusconi era oggettivamente più bravo dello spregiudicato Renzi. Per inciso: io non ho mai visto l'ex cavaliere alle prese con un pallone, ma stento a credere che l'ex presidente di Van Basten e Sevcenko, sia pure a 80 anni, possa trattarlo più goffamente del ridicolo quarantenne esibitosi ieri in una scuola calcio. Se proprio devo attenermi al sondaggio, allora sono in dubbio tra partito finto e partito triste, ma propendo per il secondo. E' chiaro che un comitato elettorale al servizio di un capetto non è più un partito politico, almeno non nel senso delle democrazie occidentali. D'altra parte le note modalità di tesseramento e di svolgimento delle primarie del Pd qui in Campania mi fanno pensare per l'appunto a una colossale finzione, a un partito finto, o meglio truccato. Tuttavia io dico che il Pd oggi è soprattutto un partito triste. Triste, molto triste nella sua base di sinistra, che si assottiglia a vista d'occhio e che vede tradite idee e programmi. Ma triste il Pd lo è anche nei vertici (basta vedere le facce di Fassino e Giachetti) almeno dopo le elezioni amministrative, cioè dopo gli smacchi clamorosi e inattesi subìti a Roma e Torino. Poi c'è stato il colpo durissimo, tremendo, del referendum del 4 dicembre, e Renzino (che davvero era convinto di vincere con quella riformaccia impresentabile e illeggibile) ne porta ancora visibilmente i segni sul muso (in tv il suo sorriso appare innaturale, forzato) e invisibilmente nell'orifizio posteriore. Poi c'è stata la tristissima scissione. Quando da un grande partito scappano i fondatori è un po' come se a un grande edificio gli togli le fondamenta: è destinato a crollare, o a essere tenuto in piedi da impalcature esterne, che nel caso del Pd sono i media asserviti (in primis Telerenzi, ex Rai) e i poteri forti (petrolieri, finanzieri, banchieri, confindustriali) senza i quali Renzino e il suo comitato elettorale a quest'ora sarebbero già morti, sepolti e putrefatti e darei anch'io senza esitare la risposta n.1. Ma direi che i più tristi nel Pd oggi sono Enrico Letta e Gentiloni. Il primo (che peraltro non ha rinnovato la tessera) si è immusonito dopo lo "stai sereno" e se ne è andato in Francia per dimenticare. Le rare volte che va in tv lo vedo così triste, così profondamente ferito nell'animo e nell'orgoglio, che penso che, se fosse rimasto in Italia, si sarebbe suicidato. Mentre Gentiloni è triste per natura. Ma ora appare addirittura costernato, avvilito. E lo posso capire. Lui è nobile nell'animo e nel casato, ma da giovane militava nella sinistra estrema, aveva grandi ideali, grandi sogni. Purtroppo molto più grandi di lui. Oggi si è ridotto a fare il premier fotocopia di un servo delle banche e a calarsi le brache davanti ai guerrafondai degli USA e della NATO che gli ordinano di raddoppiare le spese militari. Appare ormai preparato e rassegnato anche lui allo "stai sereno". Sa che è solo questione di tempo, ma io credo che per Gentiloni, a differenza di Letta, sarà come una liberazione. Però nel partito triste uno allegro, uno vivace, nonostante tutto, resiste. E' un meridionale, ottimista per natura, intraprendente, decisionista, amante delle battute, anche volgarucce, delle clientele e delle fritture di pesce. Doveva andarci lui da Trump al posto dell'ipocondriaco Gentiloni: tra sceriffi buontemponi ci si intende. Gli avrebbe detto: tranquillo, in Corea del Nord la bomba atomica ce la porto io.
  7. Ho letto il post, l'ho trovato bellissimo. Un'unica piccola contestazione. Il vero declino dell'Italia, quello che oggi i giovani (ma anche molti tra i meno giovani) vivono spesso drammaticamente, a mio avviso non è iniziato negli anni '60 ma negli anni '80, gli anni della degenerazione della politica e dei costumi, gli anni del consumismo sfrenato, della Milano non più capitale morale ma "Milano da bere", del craxismo e della corruzione. L'Italia degli anni '60 era ancora un'Italia attiva, sobria, creativa, sostanzialmente onesta. Nel 1964 completavamo in appena 8 anni l'A1, un'opera di alta ingegneria su un territorio difficile, impervio, 755 km, 850 tra ponti e viadotti, 38 gallerie, il tutto realizzato a regola d'arte, con tecniche spesso innovative per l'epoca, progetto, materiali e manodopera italiani, nessuna mazzetta, nessuna tangente. La società Autostrade, che era una società pubblica (IRI), si finanziava emettendo bond che andavano a ruba a Wall Street, mentre la lira era considerata tra le valute più forti al mondo. Oggi quando transiti sotto un viadotto di recente costruzione devi pregare che non ti crolli in testa. All'epoca un gioielliere che dichiarava un reddito inferiore a quello di un operaio era l'eccezione, oggi è la regola. Mi è piaciuta soprattutto l'ultima parte del post, quella che non esprime rassegnazione, ma ottimismo nonostante tutto, voglia di riscatto, di "rivoluzione", da parte dei giovani. Anche ai miei tempi i giovani parlavano di rivoluzione, e forse solo apparentemente in un senso diverso da quello di oggi. La rivoluzione, allora come oggi deve essere soprattutto politica. All'epoca fallì la rivoluzione comunista contro il sistema sociale democristiano, che era comunque molto ma molto più a sinistra, molto più commisurato ai bisogni della collettività del liberismo oggi imperante, e della finta socialdemocrazia che fa chiudere le fabbriche per salvare le banche. Ancora una volta la rivoluzione deve essere politica e deve rimettere al centro l'uomo, il cittadino, nella sua dimensione personale e sociale, deve ristabilire i princìpi di uguaglianza e di giustizia sociale che non sono disgiunti ma complementari al principio meritocratico. A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue capacità è un vecchio motto del Comunismo, più che mai attuale e più che mai da attuare in un mondo sempre più affollato e impoverito delle sue risorse.
  8. Ma hai capito o no, prosaico direttoretto, quello che scriveva il grande Victor Hugo, e che il grande papa Francesco ha sicuramente letto, capito, e applicato? Te lo riscrivo: S'il n'y avait pas quelqu'un qui aime, le soleil s'éteindrait. E te lo traduco: Se non ci fosse chi ama, il Sole si spegnerebbe.
  9. Io non strumentalizzo un bel nulla, egregio Ariafresca. Io, da buon napoletano, rido o sorrido 8 ore al giorno, ma quando c'è da indignarsi e da criticare io mi indigno, io critico. Oggi critico Renzi, Minniti e Martina, e mi indigno per i loro squallidi metodi di propaganda. Tre personaggi che non sono tre minorenni di una scuola calcio ma tre navigati politicanti e rappresentanti delle Istituzioni. Io ho vissuto in un'Italia più seria, dove solo per scommettere una moneta da 100 lire in un'aula scolastica si rischiava il 7 in condotta e la bocciatura. E dove i politici non andavano nelle scuole a farsi propaganda. Forse tu sei più giovane, sei vissuto in questa schifezza d'Italia degli ultimi 20 anni e hai un altro concetto della politica. E forse non hai contezza dell'entità del problema scom.messe tra i minorenni. Ti allego solo pochi link: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/***-on-line-e-allarme-minoridieci-regole-per-proteggere-tutti_1227746_11/ https://www.salernonotizie.it/2017/02/28/minorenni-nei-centri-***-controlli-a-tappeto-della-finanza/ http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/03/14/news/bari_blitz_contro_il_gioco_d_azzardo_tanti_minorenni_nelle_sale_scommesse_-160513425/ http://livesicilia.it/2017/03/14/mafia-***-minorenni-il-blitz-anche-a-palermo_835647/ http://www.brindisioggi.it/il-fenomeno-troppi-minorenni-nei-centri-***/ https://fr-fr.facebook.com/vocedimantova/posts/10150731970600649 https://www.jamma.tv/cronache/minorenni-sala-***-ciampino-rm-oltre-6mila-euro-multa-chiusura-temporanea-97016 http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2017/15-febbraio-2017/senza-autorizzazioni-minorenni-sala-***-posta-sotto-sequestro--2401289315396.shtml
  10. Non ho capito bene cosa intendi dire. La mia non è affatto polemica, è pura indignazione e disgusto. Secondo te un ex premier e due ministri in carica (in un giorno in cui i ministri, nei paesi seri, lavorano) vanno a fare sceneggiate (con codazzo di giornalisti e telecamere) in una scuola calcio, e vanno a parlare di scom.messe con bigliettoni da 100 euro, a dei ragazzi, a dei minorenni, il tutto per basse e pacchiane finalità di propaganda politica ed elettorale, e noi italiani seri, noi padri di famiglia, dovremmo tacere? O forse, secondo te, dovremmo applaudire? Per me quella di ieri è stata una pagliacciata altamente diseducativa. Una cosa che, se l'avesse fatta Berlusconi insieme a due suoi ministri, ti assicuro che i giornali della sinistra sarebbero insorti indignati. Ma se per te la politica deve ridursi a spettacolo, a esibizione, a teatrino, allora accomodati pure tra gli elettori della prossima maggioranza di governo, Pd-FI (più i vari Alfano, Verdini e compagnia). Saluti
  11. Per favore, prosaico direttoretto, non banalizzare per le tue basse finalità politiche quelle che sono tra le pagine più alte e memorabili della letteratura mondiale. Quello del vescovo Bienvenu Myriel fu un gesto di carità, un gesto di fratellanza, un atto d'amore, umano e universale e non solo cristiano, che cambiò la vita di un ex galeotto e che tuttora illumina, o dovrebbe illuminare e servire da esempio per tutti noi. S'il n'y avait pas quelqu'un qui aime, le soleil s'éteindrait.
  12. Leggasi: Alla presenza dei quali, per nessunissimo motivo al mondo, nemmeno per scherzo, un politico, un ministro, un rappresentante delle istituzioni, può permettersi di parlare di scom.messe a denari e di estrarre dalla tasca bigliettoni da 100 euro.
  13. Non avevo ancora 15 anni, 1974 seconda liceale, bei tempi. Sono passati 43 anni, eppure mi sembra ieri. Durante la pausa di ricreazione io e tre compagni di classe, due del Napoli e due interisti, scommettiamo tra di noi cento lire a testa (equivalenti a circa 70 centesimi di oggi) sul risultato di un Napoli-Inter. Per la cronaca vincemmo 2-1: gol di Clerici su papera di Bordon, poi Mazzola (grandioso tiro al volo), infine Bruscolotti; sulla panchina azzurra sedeva Luis Vinicio, 'o lione. Ma ecco il fattaccio. Un arcigno professore di Storia ci coglie sul fatto. Nota in condotta per tutti e quattro, il riprovevole episodio della scommessa in aula viene stigmatizzato in rosso sul registro di classe. Lo sfortunato che aveva raccolto le puntate (400 lire in tutto) e che aveva a carico qualche altra marachella si beccò il 7 in condotta e, sebbene avesse la piena sufficienza in tutte le materie, perse l'anno. Ma se all'epoca la scuola italiana era molto più seria, molto più severa e meritocratica di oggi, la politica lo era infinitamente di più. Un esempio. Oggi, anzi ieri per l'esattezza, giornata lavorativa, un politico al momento disoccupato, già presidente del Consiglio, è andato in una scuola calcio. Fin qui nulla quaestio, anche se ai miei tempi i politici non mettevano piede nelle scuole, e men che meno per farsi propaganda. Ma lo sfaccendato si è portato dietro il ministro dell'Interno e il ministro dell'Agricoltura - anch'essi non avevano nulla di più importante da fare - nonché un codazzo di giornalisti e telecamere. A un certo punto, dopo avere distribuito battute e pacche sulle spalle, lo sfaccendato chiede un pallone e lancia una scommessa ai ragazzi della scuola calcio. Noi tre, anche se siamo in giacca e cravatta, proviamo a fare 10 palleggi: se ci riusciamo voi ci date 10 euro, se non ci riusciamo ciascuno di noi pagherà 100 euro a voi. Lo sfaccendato si ferma a 9 palleggi (effettuati in stile a dir poco ridicolo), mette mano alla tasca e paga il suo centone; i due ministri, ancora più goffi, fanno anche peggio e pagano pure loro. La pagliacciata si conclude con l'ex premier che si esibisce cantando al karaoke, imitando cioè un suo predecessore pregiudicato (che però canta molto meglio di lui). Naturalmente non possiamo credere che quella fosse una scommessa seria e che tre famosi politicanti pensassero di scucire 10 euro a dei ragazzi. Probabilmente era solo un modo di regalare 300 euro per le spese di quella scuola calcio. Ma non potevano scegliere modo più sbagliato. La beneficenza, specie se fatta a titolo personale, è più serio farla segretamente e non in favore di telecamere, e men che meno la si fa per fini di propaganda politica (lo sfaccendato è agli ultimi giorni di campagna elettorale per le primarie di partito e i due ministri l'accompagnavano infischiandosene del loro ruolo istituzionale). E men che meno si fa propaganda politica strumentalizzando ragazzi e minorenni. Alla presenza dei quali, per nessunissimo motivo al mondo, nemmeno per scherzo, un politico, un ministro, un rappresentante delle istituzioni, può permettersi di parlare di *** a denari e di estrarre dalla tasca bigliettoni da 100 euro. Cari forumisti, in qualsiasi paese serio i tre protagonisti di una pagliacciata diseducativa del genere sarebbero stati bollati duramente dai media, avrebbero scatenato la reazione indignata dell'opinione pubblica, avrebbero subìto un crollo irreversibile di popolarità e di consenso. Ma nel paese di Pulcinella i media sono al 95% controllati dalla politica, l'opinione pubblica non esiste più o è rassegnata al peggio, e la politica - ladrocini e corruzioni a parte, e a parte qualche sempre più rara avis di politico serio - è ridotta a teatrino, a circo, a pagliacciate continue. http://video.repubblica.it/edizione/roma/renzi-martina-e-minniti-palleggiano-a-corviale-l-ex-premier-perde-100-euro/274355/274892?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P6-S1.4-T1
  14. Con un Con un paio di mesi in più a disposizione e un paio di confronti televisivi in più, sia Emiliano (se non si fosse gravemente infortunato) sia Orlando (che come mestierante della politica ha poco da imparare da Renzi) potevano a mio avviso avere qualche piccola ma concreta chance, nell'ipotesi di primarie non truccate ovviamente, ma con il Pd ne abbiamo già viste di tutti i colori. Non a caso Renzi ha voluto il Congresso accelerato e non ha accettato gli ulteriori confronti in tv che gli proponevano gli avversari. In ogni caso è chiaro che il segretario uscente aveva già in partenza un enorme e quasi incolmabile vantaggio, e poi nella campagna congressuale non c'è stata par condicio. L'ex premier controlla tutte le reti Rai (ieri sera era per la 150sima volta ospite del compiacente dottor Fede, pardon dottor Vespa), Mediaset non lo contrasta affatto (non lo contrastava nemmeno quando non c'era odore di elezioni e di nuovi inciuci, figuriamoci ora) e come è noto ha le spalle ben protette da ricchi finanziatori, fondazioni e poteri forti nazionali ed esteri (banchieri, petrolieri, multinazionali del tabacco, industriali, costruttori). Stamane ha chiuso la campagna congressuale in grande stile a Bruxelles portandosi dietro una claque di 100 giovani. Spero che lo abbia fatto a spese sue (o dei suoi finanziatori) ma la cosa comica è che questa faccia di bronzo ha detto a quei ragazzi: "Non si viene in Europa a cercare voti". Roba da matti! Venghino signori, venghino! A questo bambinone viziato piace vincere facile e domenica vincerà. L'unico dubbio riguarda l'affluenza alle urne e l'entità del distacco sul secondo. Se i numeri saranno importanti, sono quasi certo che il pulcinella di Rignano, che da troppi mesi è visibilmente in crisi di astinenza dal potere, preparerà lo "Stai sereno" a Gentiloni e si giocherà il tutto per tutto, con una legge elettorale purchessia, in elezioni anticipate a ottobre. Ma qui tutto sommato io non lo biasimo. E' chiaro che il tempo scorre a svantaggio suo e a vantaggio dell'opposizione (in primis i 5S ma anche Salvini) e questo parlamento abusivo (eletto con legge incostituzionale) prono, inefficiente e incapace, non merita di finire la legislatura. Dirò di più: i 137 senatori (dal Pd a FI passando per la Lega) che a marzo salvarono il ladro Minzolini dalla decadenza mettendosi sotto i piedi una legge dello Stato, per me meriterebbero solo una cosa: la galera.
  15. Deludentissimo Renzi per i polli di sinistra che ancora lo seguono, ma un grande successo tra i berlusconiani che intravedono il patto del Nazareno due punto zero. Infortunato Emiliano, combattivo e disinvolto Orlando. Ma i due sfidanti hanno entrambi perso, a mio avviso, una ghiotta occasione per smerdare in diretta il favorito di domenica. Al loro posto io gli avrei semplicemente detto: Ma tu che ci fai qui? Ma non avevi solennemente promesso, agli italiani e al Parlamento, di lasciare la politica? E allora taci e lascia parlare noi.