fosforo31

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  1. Non ho mai fumato in vita mia, due o tre boccate al massimo, abbastanza per capire che si tratta di una cosa stupida, inutile, dannosa e contro natura. Tutti gli animali, tutti gli esseri viventi hanno paura del fuoco, nessuno si metterebbe una cosa accesa in bocca per aspirare morte. Eccetto i depravati e snaturati esseri umani. Sono, fin dal liceo e dall'università, un missionario della lotta al fumo. Ho convinto almeno 200 persone a smettere di fumare, anche se poi 2 su 3 di queste hanno ripreso. É un gran brutto vizio. La sigaretta elettronica può aiutare e andrebbe detassata. La vendita di tabacco andrebbe proibita su tutto il territorio nazionale, al pari delle altre droghe. Diverso il discorso dell'alcol. É accertato che anche una singola sigaretta può provocare il cancro, mentre un bicchiere di buon vino al giorno e uno o due bicchierini di grappa o di Strega la settimana non possono nuocere a una persona sana. Impossibile poi non innaffiare una pizza napoletana con una birretta da 1/3. Agli uomini è concessa anche una ubriacatura una tantum (ovvero due o tre volte nella vita) senza però mettersi a volante. Al di sopra di queste dosi condanno l'alcol come il tabacco.
  2. Condivido, ma se Salvini vince bene in Friuli, lui e i 5s potrebbero accordarsi su un doppio turno di collegio alla francese con il quale tornare rapidamente al voto. E gli altri partiti non avrebbero i numeri per opporsi. Così come questa volta nessun governo tecnico o governo del presidente o altre prese in giro degli italiani e della democrazia potranno essere imposte contro la volontà dei due vincitori delle elezioni. Certo sarebbe un rischio, potremmo ritrovarci con un governo monocolore leghista o un monocolore pentastellato, ma la storia degli ultimi anni dimostra che i veri e i più pericolosi estremisti e populisti stanno altrove. Berlusconi è molto ma molto più populista, estremista e antidemocratico di Salvini, così come lo è Renzi di Di Maio. Né a Salvini né a Di Maio verrebbe mai in mente di strumentalizzare il nazismo e l'Olocausto per fini elettorali contro un avversario. Né a Salvini né a Di Maio verrebbe mai in mente di cambiare 47 articoli della Costituzione con una maggioranza eletta e determinata in violazione della Costituzione. In ogni caso è un rischio da correre. Personalmente penso che al secondo turno in quasi tutti i collegi del centrosud gli elettori del Pd, e della sinistra in generale, farebbero convergere i voti sui 5stelle. Forse anche una buona parte dei moderati di centro. Saluti
  3. Come volevasi dimostrare, l'ex caudillo si mette di traverso e detta la linea al partito. Non ha ancora capito di essere ex. La sua intelligenza e la sua cultura politica non gli permettono di capirlo: sono al livello di quelle di un arruffapopolo da due soldi. Ha dato le dimissioni ma crede di non averle date. Così come crede di non avere mai giurato di lasciare la politica. Il classico solipsismo degli egoisti degli egolatri. Ieri,approfittando del bel tempo, invece di andare a un corteo dell'Anpi, si è fatto un giretto in bici nel suo feudo fiorentino. Forse l'unico posto d'Italia dove ancora non rischia le uova e i pomodori. Ha dato qualche pacca sulle spalle, ha fatto qualche selfie coi turisti, e ha fatto quello che Repubblica definisce un "minisondaggio" personale. Che per il cervelletto di un egoarca equivale a delle votazioni primarie nazionali (non truccate). E ha concluso che l'accordo con i 5s non s'ha da fare "perché la base non vuole". Dunque la Direzione nazionale dovrà allinearsi al minisondaggio, quello che pensano Emiliano e Franceschini, e quello che pensa la base di Napoli e Palermo conta un tubo. E meno male che questo qui passa da una batosta elettorale all'altra (domenica perderà anche il Friuli dopo Sicilia e Molise). Figuriamoci se le vincesse tutte! Dove arriverebbe la sua arroganza? Non si crederebbe padrone del partito, ma del mondo. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/04/25/news/pd_renzi_governo_m5s-194816550/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1
  4. Una storiella inverosimile, fango allo stato puro. Un'offesa ai 5stelle ma anche alle vittime di un Olocausto banalizzato per squallidi motivi elettorali. Montanelli diceva che Berlusconi mente ogni volta che respira. Uno dei motivi, non tra gli ultimi, per cui voterei i 5stelle è la speranza che facciano qualche legge per mandare Silvio Berlusconi in galera. Ha ancora qualche processo in corso e probabilmente altri se ne apriranno. Finché c'è vita c'è speranza. Una cosa è certa: nessun paese serio al mondo lascerebbe a piede libero un delinquente del genere. Ma lui non è solo un delinquente. Una ragazza che frequentava la villa di Arcore per le famose "cene eleganti" ha dichiarato al FQ di avere avuto la sensazione di una strana e terribile presenza in quella villa teatro di oscenità. La presenza del male assoluto, di Lucifero. Non credo all'esistenza del diavolo, ma senza dubbio esiste la diabolicità. Berlusconi è un essere senza dignità e senza pudore, senza verità, senza anima. Se Dio esiste, lo giudicherà. Ma se muore senza avere mai messo piede in un carcere, sarà una vergogna storica che l'Italia si porterà dietro per secoli.
  5. In Italia siamo talmente ingenui e buonisti che ci mettiamo poco a trasformare i prepotenti in vittime. Buon per quel bulletto che interruppi prestissimo la mia carriera di insegnante. Ma non prima di avere trascinato letteralmente per le orecchie e sbattuto fuori dall'aula un paio di maleducati di quello stampo. Ci fossi stato io al posto di quel mansueto professore di 64 anni, i bidelli dell'ITIS di Lucca starebbero ancora cercando sul pavimento i denti del bulletto viziato. Serve il pugno di ferro, altro che buonismo e perdonismo! Errore gravissimo quello del presidente Mattarella che premia con una onorificenza la professoressa che perdona l'allievo che l'ha accoltellata in aula. Chi porta armi in un'aula scolastica è un soggetto pericoloso che deve finire dietro le sbarre. Il perdono è un fatto privato, quella professoressa doveva costituirsi in giudizio con l'Istituto contro quel giovane criminale e chiedere anni di carcere minorile. Quando io ero studente una nota in condotta ci faceva tremare. Con il 7 in condotta c'era la bocciatura automatica anche con la media dell'8 in tutte le altre materie. E ne ho visti di casi! Alla seconda assenza ingiustificata scattava la sospensione, alla terza il 7 in condotta e la bocciatura. Mentre ieri leggevo sul FQ che oggi dopo 5 note in condotta si rischia al massimo di non partecipare alla gita scolastica di fine anno. Roba da matti! Per casi come quello di Lucca la bocciatura è inadeguata. Bisogna ripristinare l'espulsione dalla scuola. I genitori dei bulletti li iscrivano a loro spese alla scuola privata, e poi vediamo se riescono a superare gli esami di Stato da privatisti.
  6. Buon 25 aprile a tutti, eccetto che ai delinquenti che usano la politica per i loro interessi; eccetto che ai traditori della Sinistra che hanno manomesso l'art.18 e che volevano manomettere la Costituzione; ed eccetto che ai vergognosi sionisti che rifiutano di sfilare con l'ANPI solo perché sfila anche la bandiera di un popolo oppresso. Un augurio particolare oggi voglio rivolgerlo agli eroici magistrati della procura di Palermo. Li hanno definiti eversori, ma i veri eversori sono i politici e gli uomini dello Stato che scesero a patti con la mafia. La prima battaglia è vinta, ma la guerra di liberazione dalla mafia e dalla politica collusa è ancora lunga. Per il dott. Nino Di Matteo e per i suoi eroici colleghi oggi più che mai vale il motto del grande Francesco Saverio Borrelli: Resistere, Resistere, Resistere, come su una irrinunciabile linea del Piave!
  7. Il blog delle Stelle è saturo di messaggi di questo tipo. Comprensibilissimi. Ma bisogna fare qualche considerazione. Il M5s viene tuttora generalmente percepito come un movimento di protesta e di rottura. Ma chi lo ha votato non lo ha fatto solo per punire i partiti, di destra e di sinistra, che in questi anni gli hanno procurato delusioni, vergogna e nausea. Lo ha fatto nella speranza di aprire una stagione nuova con un cambio radicale, o almeno molto concreto, nel modo di governare il paese. Che si voti un partito per mandarlo all'opposizione è una delle più monumentali sciocchezze che io abbia sentito dire negli ultimi decenni da un politico. Ma l'ex segretario del Pd anche quando straperde (cioè quasi sempre) ci tiene molto a salvare almeno la sua fama di tappetaro. Premesso ciò, è chiaro che Di Maio vuole e deve fare di tutto per accreditare il Movimento agli occhi degli elettori come forza politica propositiva e di governo. Intendo dire sia gli elettori che lo hanno votato il 4 marzo e di cui non sarà facile conservare il consenso, sia gli indecisi come il sottoscritto che sono potenziali futuri elettori. Questa operazione comporta ovviamente il rischio di deludere l'anima radicale e massimalista del Movimento e anche molti dei nuovi elettori e di quelli potenziali. Per esempio, io ho amici napoletani che hanno votato Di Maio con il sacrosanto scopo di impedire a Salvini di andare a palazzo Chigi (che è proprio quello che sarebbe accaduto senza il boom pentastellato al Sud). É chiaro che a costoro non è affatto piaciuto vedere Di Maio trattare con Salvini. Ma la politica, specie quando vige un sistema proporzionale o quasi proporzionale, richiede compromessi e finzioni tattiche. Ma non fu una finzione la scelta della Dc, partito antifascista, di accettare l'appoggio esterno del Msi al governo Tambroni. La cosa durò poco ma provocò manifestazioni e scontri con morti e feriti nel paese. Oggi queste cose non accadono più, il massimo che può capitare a un delinquente amico di mafiosi durante un comizio è che un cittadino onesto gli tiri un uovo. Di Maio, che è un ragazzo furbo e intelligente (le due cose non sono in contrasto), mi ha dato finora una eccellente impressione, ovvero quella di chi comanda magistralmente il gioco concedendo agli avversari il massimo che può permettersi di concedere, ma sempre un po' meno di quello che gli avversari possono permettersi di accettare. Ritorna la mia metafora scacchistica: con Salvini Di Maio ha sacrificato la Regina, è arrivato cioè a concedere addirittura l'appoggio esterno al Delinquente (scatenando un'ondata di proteste nella sua base) ma aveva calcolato che il sacrificio non poteva essere accettato, e ha calcolato giusto. Per gli intenditori del nobil giuoco: non un sacrificio alla Tal ma alla Petrosyan. Con ciò ha guadagnato un vantaggio posizionale su Salvini che dovrà spiegare agli elettori perché tra l'abbraccio con Di Maio e l'abbraccio con il cadavere politico di Berlusconi abbia preferito quest'ultimo. Credo che Di Maio stia pianificando qualcosa di analogo per la partita con il Pd. Il quale si era arroccato in difesa, ma è stata una mossa debole e passiva. Di Maio si appresta a scardinare un arrocco indebolito dalle divisioni interne e dalle continue disfatte elettorali con un tematico sacrificio d'Alfiere: leggasi un ministro importante (o più di uno) concesso al Pd. Un sacrificio che non si può accettare perché metterebbe a nudo il Re (l'aventiniano Renzi), ma nello stesso tempo problematico da rifiutare perché porterebbe, come ha avvisato Di Maio, alle elezioni anticipate. Temutissime dal Pd alla luce dei sondaggi e degli sconfortanti risultati elettorali, ma lo stesso Pd finirebbe per esserne la causa avendo respinto l'ultimo tentativo di dare vita a un governo politico. Sarebbe un'altra mossa magistrale di Di Maio e una situazione imbarazzante, paradossale, per il Pd. Un caso di cosiddetto "doppio vincolo", condizione ben nota agli psicologi, che può portare un soggetto sano alla schizofrenia e un partito politico alla scissione. Calenda ha già minacciato di andarsene, e sarebbe già un buon risultato per un partito di sinistra liberarsi di un uomo di Montezemolo. Come hai scritto, sarebbe assurdo per il M5s allearsi con "questo" Pd. Ma con un altro Pd, derenzizzato e riportato a sinistra anche grazie alle tattiche di Di Maio, forse ci si potrebbe fare un pensierino, magari coinvolgendo anche Leu. Naturalmente i renziani hanno ancora una maggioranza schiacciante in Direzione, ma domenica il Pd perderà anche il Friuli (dopo Sicilia e Molise): fino a quando prevarrà l'autolesionismo? Saluti
  8. Cronache di ordinaria follia, e di tifo sfegatato, da uno storico studio televisivo partenopeo: https://m.youtube.com/watch?v=mXUHEszgEcA
  9. Pienamente d'accordo con la conclusione non con le premesse. Che si debba tornare al voto, al più presto e possibilmente con una legge decente, io lo scrivo fin da subito, per l'esattezza fin dal 6 marzo rispondendo alla forumista Fotonis in questa discussione: http://forum.virgilio.it/argomento/15796-renzi-si-dimette/ É evidente che qualsiasi maggioranza uscente dal voto del 4 marzo sarebbe artificiale e forzata, almeno finché il Pd sarà nelle mani di Renzi e dei renziani. Del resto il Rosatellum era scritto per questo: o governa Renzusconi o nessuno. Però era scritto con piedi perché senza il provvidenziale boom di Di Maio al Sud, che ha strappato decine di collegi uninominali dati per sicuri al centrodestra nei sondaggi, oggi avremmo Salvini a palazzo Chigi. E se per caso pensi che anche il Renzusconi sarebbe stato una formula innaturale, ti rimando al vecchio forum di politica ed economia dove in decine di post ho descritto il parallelismo quasi perfetto, quasi euclideo esistente tra il maestro Berlusconi e l'allievo (ripetente) o royal baby Renzi. Molto meglio di me l'ha descritto Andrea Scanzi nel suo ultimo ed eccellente libro dall'omonimo titolo: Renzusconi. Concordo nel ritenere che un eventuale governo 5s-Lega o 5s-Pd avrebbe vita breve. Ma ti assicuro che la gran parte dei media sparerebbe a palle incatenate su Di Maio molto più che sull'alleato. Ma non hai visto quello che ha dovuto subire, per mesi, la Raggi da Telerenzi (ex Rai)? Ma ti rendi conto che i media e i pennivendoli berlusconiani, a partire da quel nullologo di Sgarbi, ne hanno già dette di tutti i colori contro Di Maio, invadendo con illazioni e falsità anche la sfera personale? Saluti
  10. Come volevasi dimostrare: la scelta aventiniana del Pd era solo un bluff. O, più probabilmente, solo l'ultima puerile ripicca di un bamboccione viziato e politicamente scorretto che, dopo avere scritto le regole e perso malamente l'ennesima partita, pretendeva di portarsi via il pallone per impedire anche agli altri di giocare. La delegazione pidina, pur composta da renziani e turborenziani (per ora non antepongo la particella ex), è stata ricevuta cordialmente dal presidente Fico e gli ha manifestato disponibilità al dialogo con il M5S, con l'unica condizione preliminare della definitiva chiusura del "forno" con la Lega. Una condizione ovvia e prontamente accettata da Di Maio che ha posto anche un perentorio aut aut: o si fa l'accordo o si torna al voto. Molto bene, un confortante segnale di esistenza in vita del Pd. Naturalmente il partito soffre, o meglio: s'offre. Un partito disastrato, al di là delle sue stesse colpe, dagli erroracci epocali dell'ex caudillo e che fino a ieri sembrava tristemente avviato alla rapida estinzione paventata da Matteo Richetti. Autoesclusi da tutti i giochi, impotenti davanti all'emorragia di elettori e incapaci di proporre alcunché di rilevante in una fase politica delicatissima, i fedelissimi obnubilati dal pifferaio di Hamelin si crogiolavano in un penoso cupio dissolvi tradotto nel patetico e pilatesco hashtag #senzadime (la trattativa di Martina con i 5s, nda). Più che alla tragica e istruttiva favola dei fratelli Grimm, mi fanno pensare a quelle sette di fanatici apocalittici, suggestionati dal profeta o dal santone di turno, che finivano per suicidarsi in massa (mentre il santone di solito se la squagliava con la cassaforte della setta). Perché è del tutto evidente che se il Pd ha una possibilità di sopravvivenza, e forse anche di rinascita come forza di sinistra, questa è legata a un'alleanza di governo con il M5S. Dopo l'occasionale ed effimero boom delle europee del 2014, gli italiani hanno imparato (a loro spese) a conoscere l'autocrate incapace in cui avevano mal riposto le speranze, e il Pd ha inanellato una serie di disfatte elettorali a mia memoria senza precedenti nella politica italiana. Pensandoci bene, forse solo un partito, guarda caso dalla sigla simile, il Pdium dei monarchici di Achille Lauro, conobbe, fatte le debite proporzioni, una crisi così nera, che difatti lo portò velocemente all'estinzione con il tramonto del laurismo. Ma il Comandante sorrentino, a differenza del tappetaro toscano, faceva politica per puro altruismo e aveva tutti i media schierati contro, a parte il suo piccolo, storico giornale, il Roma. Tornando al disastrato Pd, domenica scorsa ha incassato l'ennesima legnata in Molise (9%) e si prepara tafazzianamente al bis anzi al tris domenica prossima in Friuli, che dopo Sicilia e Molise sarà la terza Regione ceduta alla destra nel giro di 6 mesi (ma avrebbe ceduto anche il Lazio senza i voti decisivi di Leu). É solare che, se si andasse a breve a elezioni politiche anticipate, gli elettori ne incolperebbero prima di tutti il Pd. Il partito che scrisse e che impose a colpi di fiducia la più assurda e inefficiente legge elettorale di tutti i tempi per poi scappare vigliaccamente sull'Aventino. Non a caso ricorrenti voci di corridoio dicono che perfino il mite Mattarella si stia preparando a caricare a testa bassa, come un letterale bufalo, sulla malcapitata delegazione pidina, e a murare vivi i poveri Martina e Orfini nelle segrete del Quirinale qualora si ostinassero a resistere alle proposte di Di Maio. Un accordo dal quale il Pd ha in ogni caso, perfino se si limitasse a un ruolo modesto (ma a mio avviso saggio e prudente) di appoggio esterno, tutto da guadagnare e nulla da perdere. L'alternativa è, ripeto, l'ESTINZIONE, o il declassamento all'irrilevanza, specie se si votasse con un sistema ipermaggioritario (es. l'uninominale a doppio turno alla francese) che Di Maio e Salvini potrebbero imporre a maggioranza. Per contro, è altrettanto chiaro che da un accordo di governo con il Pd Di Maio ha poco o nulla da guadagnare e molto da perdere. Perché alla fine sarebbe anche un accordo con Renzi, avendo questi scelto nel modo padronale che sappiamo tutti i capilista e tutti i candidati nei collegi del Pd. E conosciamo bene il livello di serietà, lealtà, affidabilità, sincerità e coerenza di questo personaggio. Chiedere a Enrico Letta, per esempio. Ma ormai non è solo il pinocchio di Rignano (quello che prometteva di lasciare la politica) a stare sulle scatole ad almeno 4 italiani su 5. E' un po' tutto il Pd che ci ha francamente stancato, per non dire esasperato. Basta vedere la bufera che si è scatenata in rete sul povero reggente Martina accusato di sciacallaggio per una foto infelice ma certo non da linciaggio mediatico: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/24/giulio-regeni-martina-fa-visita-alla-tomba-e-si-fa-fotografare-la-mamma-paola-fatto-gravissimo/4313404/ Brutta cosa raccogliere il testimone da chi andò ad adulare un tiranno sanguinario definendolo a great leader. I familiari di Giulio e gli italiani di sinistra non dimenticano. Sarebbe servito un Congresso subito dopo le elezioni per imprimere un deciso cambio di rotta in quello che per la gran parte degli italiani resta il partito dei banchieri, dei petrolieri e dei confindustriali; il partito dei poteri forti nazionali ed esteri; il partito dei mestieranti, dei cacicchi locali e delle clientele; il partito dell'arroganza del potere che manomette la Costituzione con una maggioranza incostituzionale, il partito del patto del Nazareno e degli inciuci con Alfano e Verdini; in una parola il partito di Renzi. E invece i renziani hanno rinviato pure l'Assemblea nazionale. Luigi, te lo ripeto, sta attento, sta molto attento. Governando con questi qui, ovvero con quello lì, rischi inaccettabili compromessi al ribasso nel programma, ma soprattutto di contaminare in modo irreversibile l'immagine sana e pulita del Movimento.
  11. Mentre qui troviamo una ottima spiegazione dei 22 punti di differenza nel risultato dei 5stelle in Sicilia tra le regionali del 5 novembre (quasi il 27%) e le politiche del 4 marzo (quasi il 49%): https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/23/sicilia-finanziaria-da-120-articoli-per-accontentare-tutti-soldi-ai-precari-e-alle-regate-e-pure-ai-conigli-selvatici/4310958/
  12. Caro Monello, temo che Fico potrà fare poco. Il suo mandato è limitato a sondare la disponibilità del Pd, ma il Pd è Renzi, ovvero come dice Scanzi il NULLA. E non si può trattare con il NULLA. D'altronde più passano i giorni più mi convinco che queste trattative non siano che un bluff o una formalità. Non si può cavare sangue dalle rape, non si può quadrare il cerchio. Fin da subito avevo scritto che l'unica conseguenza logica dei numeri del 4 marzo sono le elezioni anticipate. Credo che Di Maio e Salvini, al di là delle parole, ne siano perfettamente coscienti. Non sono due geni della politica ma nemmeno due sprovveduti. In sostanza penso che stiano recitando una specie di copione, molto noioso, dove il finale è già scritto: il ritorno al voto. Ma questo finale non piace a Mattarella e non piace alla maggioranza degli elettori e degli eletti, e allora bisogna far finta di avercela messa tutta per evitarlo. En passant non piace nemmeno a Renzi e a Berlusconi ma questo conta un tubo. L'unica incognita è la legge elettorale. Ed è anche l'unica critica sostanziale che mi sento di rivolgere a Di Maio. Al suo posto io avrei già presentato in parlamento una bozza della nuova legge elettorale. Probabilmente non lo ha fatto per rispetto verso Mattarella e per non intralciare e non togliere credibilità a delle trattative che ne hanno già poca. Ma il Rosatellum va cambiato in ogni caso e allora perché perdere tempo? Per stare dietro al pifferaio di turno in questi anni ci siamo quasi dimenticati che siamo un repubblica parlamentare. É importante avere un governo con pieni poteri ma è ancora più importante avere un parlamento che lavori a pieno regime. E invece dopo un mese non sono state ancora definite le commissioni parlamentari. É vero che la prassi (non la Costituzione) prevede che si formino solo dopo l'insediamento del governo, ma non si vede perché non si possa cominciare a discutere in aula una bozza di legge elettorale. Ora ci sarà un lungo ponte tra il 25 aprile e il primo maggio. Con le elezioni nel Friuli in mezzo. Speriamo che il 2 maggio questo strazio delle consultazioni e degli incarichi esplorativi finisca e cominci a lavorare il parlamento. Non se ne può davvero più.
  13. In questo momento la Juve è battibilissima, sabato prossimo non fatevi sfuggire l'occasione. Un vittoria sarebbe preziosa per l'Inter... e per noi.
  14. Simpatiche riflessioni, carissimo. In una discussione di Monello accennavo ai motivi per cui quando c'è da spartirsi la torta del potere locale, nel centrodestra e nel centrosinistra scoppia l'inflazione delle liste e dei candidati. Qui invece scopriamo uno dei motivi per cui il risultato delle elezioni regionali, anche a breve distanza di tempo, può essere molto diverso da quello delle politiche. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/23/marche-denunciati-53-dirigenti-della-regione-776-assunzioni-a-tempo-indeterminato-senza-concorso/4310230/ Saluti