refusi

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  1. Grazie. Un suggerimento..... risolsi - dovetti risolvere - ciao
  2. LES AMOUREUX DE PEYNET. RETROSCENA Li vedi timidi e impacciati, sulla panchina del parco, si tengono per mano, si guardano negli occhi, si dicono ti amo senza parole, con tutto il loro essere. Si sono conosciuti per caso un giorno, come tanti, come tutti, si sono guardati negli occhi e si sono sorrisi, all’unisono. Poi hanno cominciato a frequentarsi a parlare delle proprie esperienze, della propria visione della vita, dei propri desideri, dei propri sogni. Riscontrando che i desideri e i sogni erano gli stessi, le aspettative della vita comuni, così d’incanto l’amore era sbocciato reciproco nei loro cuori. <<<<<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>> Valentina Di anni… , carina, bionda, bruna o rossa. Impiegata, segretaria o commessa, gentile ed educata sorridente ed allegra, intelligente e colta. E’ contenta del suo lavoro, ha uno stipendio che le consente di vivere senza sacrifici, che le permette di avere e mantenere l’auto, di fare vacanze due volte l’anno e numerosi fine settimana, di abbigliarsi seguendo la moda che le aggrada, l’ultimo modello di telefonino, cene fuori, pub, discoteca. Vive con i suoi e la madre ancora l’accudisce, lava, stira, cucina, le prepara il letto, e l’adora. <<<<<<<<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Valentino Di anni…, tipo interessante, bruno biondo o rosso. Ragioniere geometra bancario, un buon lavoro retribuito. Anche lui con il proprio stipendio si gestisce bene, auto, sportiva o suv, sport, palestra, vacanze, fine settimana, abbigliamento griffato, ristoranti, pub, stadio, discoteche. Naturalmente anche lui vive con i suoi, naturalmente anche lui ha una madre che lo adora e che pertanto lo serve abitualmente di tutto punto. <<<<<<<<<<>>>>>>>>>>> Si amano, sono insieme da tempo, hanno trascorso numerosi fine settimana assieme ed anche alcune vacanze, così, con tutto l’entusiasmo degli anni e dell’amore che li unisce decidono di formare una famiglia, sposarsi, rito religioso o civile, a seconda. La ricerca della casa, i mobili, la lista nozze, l’abito della sposa, il tempo vola ed in un batter d’occhio si giunge al giorno del matrimonio. L’emozione all’altare (o in comune) nel momento del fatidico si, il contegno impettito ed orgoglioso dei padri, il pianto delle madri, l’immancabile *** di parenti ed amici con il lancio del riso all’uscita e via di corsa lasciando tutti alle spalle verso il coronamento del sogno,. Il viaggio di nozze, la luna di miele. Il rientro, le prime entusiastiche spese al supermercato, i meno entusiastici risultati ai fornelli, non fa niente si esce a mangiare una pizza, si va fuori al ristorante. Si riprova a cucinare sempre con i medesimi orripilanti risultati. Poi c’è il letto da fare, i pavimenti da pulire, i mobili da spolverare, i panni da lavare, da stirare… Il mutuo da pagare, le tasse, la luce, il gas, le spese condominiali, la nettezza urbana,il bollo delle auto, le assicurazioni, la bolletta del telefono e dei telefonini… Ed ha inizio la routine, hanno inizio le discussioni su cosa si debba fare e chi lo debba fare, a cosa si debba rinunciare, ma soprattutto, chi debba rinunciare a qualche cosa. Improvvisamente lei non è più così dolce, simpatica e comprensiva… Improvvisamente lui non è più così brillante, romantico e affascinante… Improvvisamente lei è petulante, noiosa, egoista… Improvvisamente lui è megalomane, egocentrico, mammone… Improvvisamente il bulletto del distributore di benzina, quello che non ti ha mai guardata negli occhi ma solo alla scollatura della camicetta o sotto l’orlo della gonna, quello che cercavi di evitare quando passavi a fare il pieno dell’auto, improvvisamente non è più coatto, ignorante, volgare, improvvisamente è simpatico, divertente… Improvvisamente, la figlia della portinaia, la bionda con gli occhi slavati e l’enorme seno da fattrice, che ti curava ogni qualvolta scendevi le scale, cercando di instaurare una conversazione e che ti costringeva tutte le volte a fermarti all’angolo dell’ultima scala ad aspettare l’attimo in cui si fosse allontanata, o a una uscita di precipitosa di corsa con un veloce cenno della mano a indicare che andavi di fretta, improvvisamente non ti appare più oca, sciatta, insignificante, improvvisamente è diventata interessante, stuzzicante, appetibile… <<<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>> Improvvisamente la panchina è rimasta deserta, si sono persi Les Amoureux de Peynet.
  3. Risposta banale e scontata, sino a che non diventa violenza e prevaricazione. Peccato che si sia perduto nel tempo il concetto di buon senso e di buongusto.
  4. Forse... ma è un forse molto approssimativo che a causa delle prospettive si avvicina più a un c..zi tuoi. E sì, diciamo che i primi mesi dell'anno non promettono nulla di buono, campagne elettorali, fracassoni in prima pagina e dentro le tv a raccontarci come, secondo loro, andrebbe cambiato il paese e viene da chiedersi, considerando che nel bene o nel male per la maggior parte lì, ci stanno da sempre (salvo le eccezioni stellate) , non lo abbiano ancora fatto. Tutti a promulgare ricette, panacee, senza sapere bene dove andare a parare, promesse delle riduzioni delle tasse, mentre nel frattempo rincarano luce, gas e autostrade. Tutti a disquisire sul come o sul perché ci si ritrovi sempre con quel pelo nell'uovo che alla fine lascia sempre le cose come stanno, comunque e chiunque appoggi il sacro deretano sullo scranno più alto. Inefficienza, burocrazia e spese pubbliche non cambiano sono sempre lì, come una lama in bilico sulle teste degli italiani e basterebbe un nulla per farla cadere e mandare tutto a pu....... . I Sinistri, che più sinistrati di così non potrebbero essere, ognuno per conto proprio, tutti concordi nel dire e volere le stesse cose, ma è il tono delle voce di chi le pronuncia che le rende diverse, gente che su quegli scranni c'è da una vita, che è stata al governo del paese, col risultato di averci lasciato in braghe di tela. Si dichiarano dalla parte dei lavoratori?? Ma quali?? Forse quelli che da sempre sfruttano lo stato a capo delle loro industrie?? Tutto da ridere se non ci fosse da piangere. La destra, vedi l'armata Brancaleone, occupati a litigare fra di loro su tutte le questioni, ma a stringersi le mani per arrivare “uniti” alle elezioni nelle speranza di vincerle, poi si vedrà cosa si dovrà fare ma soprattutto chi dovrà fare. Anche loro con le proprie ricette le proprie soluzioni, anche loro reduci da passati governi e da duplicati di braghe di tela. E tutti si chiedono quale sia la causa di questo esagerato astensionismo. Mai che gli venga un dubbio, mai che entri nei loro cervelli che forse, ma dico solo forse siano loro la causa. Rimangono i nuovi, i Pentastellati, già, comincio a pensare che se si continua di questo passo saranno loro che alla fine vinceranno le elezioni, loro che non hanno nessuna responsabilità delle magre causate dai passati governi. Loro, fino a prova contraria gli illibati, loro che promettono tutto a tutti, che vogliono lasciare l'euro, che non faranno mai alleanze con nessuno. Loro, che un volta eletti, non sapranno più che pesci pigliare che non sia quello d'aprile, data successiva alle prossime alle elezioni. Me ve lo figurate Di Maio premier sotto la regia di Grillo? Sarebbe come a dire Bagonghi al Circo, solo che il paragone non calza, l'Italia per quanto messa male non sta ancora sotto un tendone (con tutto il rispetto per il circo), ma non vorrei che accadesse in un prossimo futuro visto tutte le premesse. Auguri
  5. Sbronza triste?
  6. Ciao Wade, ciaio Missy grazie e contraccambio gli augurin per un felice Anno Nuovo
  7. Scatole cinesi Stanno una dentro l’altra e sono come le illusioni disperse in una vita ormai priva di suoni La prima scatola Di un brillante verde come la mia speranza posata sulla tavola al centro della stanza La seconda scatola Di un rosso intenso del sangue dentro al cuore mi parla di passioni e di un futuro amore La terza scatola Gialla di quella rabbia che il mondo ti ha donato ti porta quindi ad essere ciò che non sei mai stato La quarta scatola E' di un colore azzurro come il cielo d'estate carico di ricordi di cose ormai passate La quinta scatola Di un rosa un poco stinto del cielo verso sera sguardo volto all'indietro a ricordar chi c'era La sesta scatola Grigia come la nebbia di un giorno invernate carica di ricordi e rimorsi che fan male La settima scatola Nera come la notte di un giorno ormai finito carica di stanchezza, un fiore ormai appassito L’ultima scatola Non c’era un'altra scatola ma un foglio spiegazzato ormai il solo ricordo di un tempo ormai passato su cui si distingueva una parola sola, la linea di confine, solo quella parola, sì solamente Fine.
  8. ogni tanto mi faccio soprendere dalla tentazione di ripassare da queste parti, non so esattamente per quale ragione, ferse solo per il ricordo, la malinconia che mi prende ripensando a un luogo prima vivo e ora frequentato solo da pallide ombre indistinte, prive di vita. Ma perchè, proprio queste sera... beh perchè questa sera è una sarata "pignoletto", come ne accadevano a volte in passato, una di quelle sere in cui si decide di fare pace con l'anima ed esternare le propie emozioni, già, ma voi non lo potete capire, voi non c'eravate ed è per questo che mi limito al ricordo, senza addentrarmi negli affranti del pensiero, senza voltare le pagine ne narrare alcunchè, senza imbandire le tavolozze di colori e di sfumature, ma fare solo prensenza nel ricordo di quanti in passato hanno frequentato, con suoni, risate, allegria e fantasia questo luogo ora tristemente amorfo. Cius......
  9. E’ NATALE AUGURI!!! AUGURI !!! AUGURI A TUTTI. Auguri ai buoni ai cattivi ai belli ai brutti ai rapitori ai rapiti agli onorevoli ladri ai partiti traditi. Alle allegre brigate, alle brigate rosse con anime nere alle vecchie brigate morte in terre straniere. Buon Natale a chi è solo a a chi e in mezzo alla gente. Buon Natale a chi ha tutto ed a chi non ha niente. Buon Natale ai preti, alle suore, a chi crede. Buon Natale all’eretico e a chi non ha fede. Tanti auguri a chi ammazza a chi viene ammazzato, a chi mai è stato umile a chi è stato umiliato. Buon Natale al drogato a chi spaccia la droga, a chi in alto legifera indossando la toga. Tanti auguri a chi nasce, ai vecchietti, ai bambini, alla tristi zitelle, agli allegri becchini. Tanti auguri agli storpi a chi mai ha peccato e che proprio per questo poi sarà condannato. Tanti auguri a chi ruba e a chi mai ha rubato ma purtroppo si tratta di un augurio sprecato. Buon Natale insomma, a tutte le persone, all’operaio e al padrone, allo sfruttatore e alla p.u.t.t.a.n.a, all’alto prelato e alla gran dama. Tanto gli auguri ormai non hanno più valore durano meno delle ventiquattrore, che già scartato l’ultimo regalo ricevuto, si fa il bilancio in cifre fra quanto dato e avuto. Di nuovo noi torniamo i soliti buffoni, cambiando sempre faccia secondo le occasioni. Finito ormai il Natale finite le ovazioni, di nuovo i furbi dominano su un mare di c.o.g.l.i.o.n.i.
  10. Ciao Missy grzie, buon Natale anche a te
  11. Biglie, piccole palline colorate rotolano in movimenti anarchici, piccole gioie appena nate muovono a ricordi antichi che tornano, infiorati da sorrisi o imperlati da lacrime, a raccontarci chi eravamo.
  12. , grazie
  13. come sempre dove mi porta il cuore. e dove se no? Dolomiti - Le 5 torri
  14. L'avevo scritte tempo fa e.. probabilmente anche già pubblicta non ricordo, ma questa comunque è la mia opinione in merito. Te voeuri ben Tipica espressione dialettale lombarda con suoni leggermente diversi a seconda della città in cui viene pronunciata, “ Ti voglio bene” , Sembra un espressione banale, superficiale, ma non è così in effetti in queste semplici parole è espressa in sintesi un intera vita di coppia ed è la spiegazione della durata di un matrimonio. “Te voeuri ben” detta con un sorriso, con un carezza, con un bacio affettuoso, diventa un concentrato di tenerezza sincera che accompagna la comunione di una vita di due persone. Considerare che un matrimonio possa mantenersi stabile a causa dell' “Amore” quello con la A maiuscola o sul *** è pura utopia. Troppe le occasioni di amore, *** e passione che si presentano al di fuori della vita a due. Se ci si dovesse basare solo su questi fattori un matrimonio non durerebbe più di 2 o 3 anni, altro che la crisi del settimo anno, sarebbe sempre e solo ogni giorno “la solita minestra riscaldata” e neppure la presenza dei figli, determinante in passato, riuscirebbe al giorno d'oggi, come accade sempre più spesso, a mantenere salda l'unione. Ma quel “Te voeuri ben” detto con tenerezza, una leggera stretta, uno sguardo complice, un bacio, un gesto vanno oltre l'amore e il ***, sono l'esternazione di una promessa, sono il rispetto e l'immenso affetto che dedichiamo alla persona con la quale abbiamo scelto di condividere una vita. “te voeuri ben”
  15. Birrettaaaaaaaaaaaa ...... qual buon vento, si fa per dire visto che da queste parti ormai si respira calma piatta. Ciao Heavy, mi ha fatto piacere leggerti, ogni tanto da questa parti rispuntano facce conosciute, e per quanto riguarda la birretta.... beh provvedo subito ciussssssss , ci si risente spero...
  16. naaaaaaa niente fb per me, qui ci sono rimasto per nostalgia e ogni tanto ripssso a scrivere qualche cosa, si che si può comunicare, sali in alto vicino alla campanella e trovi la nuvoletta, la dentro ci puoi lasciare se vuoi i messaggi privati
  17. :D, ciao Misty, decisamente è cambiato poco e quel poco in peggio, a parte la fazione politica dove sono sempre presenti gli stessi a scambiarsi complimenti per il resto del vecchio forun dedisamente è rimasto poco, qualche passaggio ogni tanto di pochi vecchi come me e tanti, si fa per dire, dipendenti (cococo) a ravvivare un deserto, per farlo sembrare un oasi, tu come vai tutto bene?
  18. ciao misty, fa piacere rileggerti, anche tu fai parte di quel passato che nel bene o nel male ci ha a volte uniti e volte divisi, ma che comunque ci ha fatto sentire vivi, divertito e fatto compagnia, ora da queste parti come hai giustamente detto c'è solo tristezza. Fatti risentire ogni tanto, un abbraccio, ref
  19. Cio wade, sì assolutamente d'accordo ogni tanto come vedi ci ripasso, e decisamente mi mette tristezza. Ma è storia, le cose belle durano poco, meglio limitarsi a ricordare quei momentii piacevoli che sperare di rinverdirli dentro a puerili surrogati.