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Politica economia » Renzi da Berlusconi » IMMAGINATE L'AQUILA SENZA BERLUSCA E BERTOLASO

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IMMAGINATE L'AQUILA SENZA BERLUSCA E BERTOLASO

MENO MALE CHE BERLUSCA E BERTOLASO HANNO FATTO QUELLE CASE ALTRIMENTI VOLEVO VEDERE L'AQUILA CON QUESTO FREDDO

> IMMAGINATE L'AQUILA SENZA BERLUSCA E BERTOLASO

QUALI  QUELLE  CHE  SI STANNO   DEMOLENDO  DA  SOLE   E  CHE  SONO COSTATE  PIU'  DI UN  CONDOMINIO  A  MILANO  ???

CERTO  E'    CHE   DOPO  TANTI   ANNI    META'  DEGLI  ABITANTI   DELL' AQUILA   ANCORA   SONO   FUORI   CITTA'  E  CHE   LA  CITTA' STESSA  STA'   ANCORA  COME  ERA   SUBITO  DOPO  IL TERREMOTO....  SALVO   QUALCHE  INIZIATIVA    DA  PARTE  DEI  PRIVATI. 

SI SON MANGIATI   TUTTI  I SOLDI  PER  COSTRUIRE  QUATTRO  ABORTI  DI CASE... DOVE   STANNO  MENO  DI  UN TERZO  DEGLI  SFOLLATI.

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>> IMMAGINATE L'AQUILA SENZA BERLUSCA E BERTOLASO

QUALI  QUELLE  CHE  SI STANNO   DEMOLENDO  DA  SOLE   E  CHE  SONO COSTATE  PIU'  DI UN  CONDOMINIO  A  MILANO  ???

si le case costruite in poco tempo antisismiche e con isolatori sismici

CERTO  E'    CHE   DOPO  TANTI   ANNI    META'  DEGLI  ABITANTI   DELL' AQUILA   ANCORA   SONO   FUORI   CITTA'  E  CHE   LA  CITTA' STESSA  STA'   ANCORA  COME  ERA   SUBITO  DOPO  IL TERREMOTO....  SALVO   QUALCHE  INIZIATIVA    DA  PARTE  DEI  PRIVATI. 

quelli che abitano quelle case antisismiche forse stanno in locali decorosi volevo vedere con -10 C° e 2.00 metri di neve con le baracche che voleva la sinistra 

SI SON MANGIATI   TUTTI  I SOLDI  PER  COSTRUIRE  QUATTRO  ABORTI  DI CASE... DOVE   STANNO  MENO  DI  UN TERZO  DEGLI  SFOLLATI.

hanno costruio case per 15000 persone è già tanto ci sono stati altri che oltre che rubare non hanno realizzato nulla

i soldi a l'aquila ci sono nonstante la grave crisi economica

mi domando forse non si sono messi d'accordo chi progetta e chi realizza

ONORE A BERLUSCA E BERTOLASO

>>> IMMAGINATE L'AQUILA SENZA BERLUSCA E BERTOLASO

si le case costruite in poco tempo antisismiche e con isolatori sismici

in effetti   con quello che  sono costate  se  ne  potevano  fare  il doppio  e  sicuramente  meglio....... stanno  cadendo a  pezzi.....  forse   rimarranno in  piedi   solo   gli  isolatori  sismici..... e   quelli   che   ridevano   quella  notte  sapendo   di  quanto  potevano  intascare  impunentemente.

quelli che abitano quelle case antisismiche forse stanno in locali decorosi volevo vedere con -10 C° e 2.00 metri di neve con le baracche che voleva la sinistra 

Forse  stanno  in  locale  decorosi   ahahahah   ... sono ancora   nelle  casette  di legno  e    con  tutta  probabilità  se  non si fossero  spesi  tutti  i soldi a  costruire   quelle  obrobrità  oggi le   stesse  persone  sarebbero  nelle  loro   case.... e  non  sfollati  o allontanati  dalle  loro vere  residenze.   Oggi   pochissimi   sono tornati   al loro  luyogo  di  origine....  tu  al  loro  posto   cosa    diresti  ???

hanno costruio case per 15000 persone è già tanto ci sono stati altri che oltre che rubare non hanno realizzato nulla

i soldi a l'aquila ci sono nonstante la grave crisi economica

mi domando forse non si sono messi d'accordo chi progetta e chi realizza

DISONORE A BERLUSCA E BERTOLASO

Leggi  sopra   valgono  le  stesse  risposte  ed  inoltre  più della  metà  degli  Aquilani  sono  ancora  sfollati,   lontano   dall' Aquila  e  dalle  loro VERE  RESIDENZE,  e    all' Aquila  non  si v ede   niente   della   tanto  promessa  ricostruzione  i  soldi  se  li son  magnati  tutti  probabilmente  quelli che  non  ridevano   ma  che  intascavano-

DISONORE  AL  PIDUISTA   E  AL  SUO  SOTTOPOSTO  BERTOTASO  INDAGATO  PER  OMICIDIO PER  I FATTI  DELL' AQUILA....

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>>> fxcz VIA a L'AQUILA TU E BERLUSCONI.............

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>>>> fxcz VAI a L'AQUILA TU E BERLUSCONI vedrai l'accoglienza!!!!!!!!

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>>>>> P.S.: - Scusate l'errore delle 11.39

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sicuramente   casi  come   questo  e  di  molte  altre  migliaia se  non  come   questo   sicuramente  peggiori  oggi  non sarebbero  ancora  in cerca  di casa......  come  mai  ne  l'uno  ne  l'altro  si  son  fatti  più vedere   all' Aquila   ?????   Paura   di  essere   ringraziati   per  quello  che  han  promesso  e  che  mai  han  fatto  ???

 

L'Aquila. Storia di Alice che si chiama anche Gea

Alice doveva nascere il 10 aprile 2009. Era tutto pronto: la culla, il corredino, il fiocco rosa da appendere sulla porta di casa nuova. Come Alice diventa Gea. [Francesca Luzi]

Francesca Luzi

venerdì, 10. febbraio 2012 10:40

di Francesca Luzi

Il 5 aprile, alla prima scossa delle 22:48, magnitudo 3.9 Richter, Manuela e Marco prendono Lorenzo dal letto e decidono di andare a passare la notte a casa dei genitori di Manuela al primo piano. La loro nuova casa si trova al quarto; si sentono troppo esposti e poi la pancia di Manuela è davvero tanto grande per rischiare una corsa per le scale. A casa dei nonni Lorenzo si addormenta insieme a loro nel lettone e Manuela e Marco nella loro vecchia camera da letto. 

Seconda scossa alle 00:40, magnitudo 3.5 Richter. Alle 03:32 l'inferno. La luce va via, l'armadio cade sul letto colpendo Manuela lateralmente sulla pancia e sulla coscia. Marco resta sotto l'armadio e al buio disperatamente cerca di scrollarselo da dosso. Manuela nonostante la botta si libera di scatto e corre a tastoni al buio a cercare Lorenzo nell'altra stanza. Cerca di aggrapparsi agli stipiti delle porte ma non li trova, la casa è scrollata da sotto, da sopra, gira tutto, cerca di gridare il nome di Lorenzo ma si accorge che quelli che escono dalla sua bocca sono solo suoni disarticolati.

Raggiunge la camera dei suoi genitori, capisce a tastoni che suo padre sta facendo scudo su Lorenzo perché il quadro staccatosi dal muro ora copre la schiena di Cesare. Manuela li chiama, li tocca ma nessuno risponde. Teme il peggio ma fortunatamente nessuno si è fatto troppo male. L'inferno dura circa quaranta interminabili secondi. Manuela è dolorante e non riesce a sentire più i movimenti di Alice nella pancia. Corrono in ospedale, il traffico è impazzito ed arrivano dopo un tempo interminabile.

L'ospedale è in pieno delirio per i crolli al pronto soccorso e in molti altri reparti. Cercano urlando nel caos un ginecologo e dopo averlo trovato le dice di non poterla visitare ma di smuovere violentemente la pancia per capire se c'è ancora. Alice si muove. Alice è viva!

Poi il campo, le tende, il freddo. Infine la piccola stanza d'albergo sulla costa, a Montesilvano. Il 10 aprile si celebrano i funerali di Stato. Una distesa oscena, inguardabile di 309 bare affolla il piazzale della Scuola della Guardia di Finanza a Coppito. Il 10 aprile, durante i funerali, a Pescara nasce Alice, che avrà come secondo nome Gea, il titano femmina che impersona la terra, la dea romana Tellure.

Alice non aveva il suo corredino, i suoi vestitini, quelli comprati dai suoi genitori, carrozzina, pannolini, confetti per festeggiare. Li aveva, ma a casa sua a L'Aquila, al quinto piano di un palazzo gravemente danneggiato. Alice è uscita dall'ospedale ed è entrata in una piccola stanza d'albergo che per sei mesi è stata la sua casa. Senza la privacy che spetta alle partorienti appena uscite dall'ospedale, ha mangiato e dormito insieme a centinaia di altri sfollati come lei, nata sfollata in abiti non suoi, allattata nella sala ristorante dell'albergo, negata persino del silenzio che contraddistingue le case dove arriva un neonato, conficcata nel caos più totale di una banda di bambini sfollati iperattivi che nel post sisma hanno scatenato tutta la loro irrequietezza, paura e rabbia incomprensibile (per loro, piccoli!).

Alice ha messo piede in una casa per sé e la sua famiglia soltanto a gennaio 2010. Le era stata donata una piccolissima casetta di quelle trasportabili dalla società sportiva Siena calcio dalla quale dovettero scappare ai primi freddi perché si erano congelati i tubi ed era pericoloso dormirci con del riscaldamento a stufette.

Alice Gea è una bambina veramente tosta. È il simbolo dell'Aquila che resiste, che non molla nonostante tutto, è il germoglio dal quale nascerà la nuova genie di Aquilani, quella dei "senza paura" perché nati dopo la terribile notte che ha fatto da spartiacque tra la vita di prima e il dopo che stiamo vivendo oggi. Andiamo avanti.

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L'Aquila piange in latino: Historia magistra vitae

Quello del 2009 non è stato il primo sisma a distruggere L'Aquila. Nei secoli la città ha subito tanti terremoti, a partire dal XIV secolo per memoria scritta.[Francesca Luzi]

Francesca Luzi

lunedì, 30. gennaio 2012 11:28

di Francesca Luzi

Numerose le cronache delle varie epoche, in particolare dell'Aquilano Buccio di Ranallo (1294 - 1363), storico e scrittore delle Cronache aquilane che raccontò nella sua opera del devastante terremoto del 3 settembre 1349. Il sisma, stando ai suoi scritti, provocò 800 vittime, cifra ovviamente non verificabile ma indicativa della catastroficità dell'evento: crolli e rovine ovunque - racconta Buccio - gente accecata dalla polvere, «tucte quante le chiese. atterrate», strade ingombre di pietre e legnami, vittime in ogni famiglia, nove settimane trascorse nelle baracche allestite per non restare nelle case. In questa situazione tanto difficile la popolazione giungeva già duramente provata da una tremenda epidemia di peste nera abbattutasi l'anno prima sulla città. Moltissimi, si legge, decisero di abbandonare la città distrutta e tornare nei loro contadi d'origine.

Il reggente locale del tempo, il conte Lalle Camponeschi, cui dispiaceva di tanto avvilimento, radunati i cittadini pronunciò un discorso incoraggiante e volto a risollevare gli animi promettendo grandi aiuti per la riscostruenda città. Lalle fece inoltre un atto di forza facendo letteralmente sbarrare le porte urbiche impedendo così lo spopolamento dell'Aquila, convinto, giustamente, che allora come non mai la città avrebbe avuto bisogno di braccia e menti per ricostruire non soltanto i muri ma anche l'economia locale. Dopo questo atto dell'autorità costituita, si legge, la città si troverà definitivamente rinsaldata nelle sue radici e non si parlerà più di abbandono. Una piccola finestra sul passato, sorvolando su altri tre eventi sismici che rasero al suolo L'Aquila (1315 - 1461 - 1703).

Una città che, come l'Araba Fenice, è abituata a rinascere dalle sue ceneri, la cui pianta è sovrapponibile alla pianta della città di Gerusalemme e l'edificazione delle cui chiese rispecchia la costellazione Aquila, (come spiegato nel libro La Rivelazione dell'Aquila - reset 3.33 di Ceccarelli - Cautilli - Proclamato, La nuova editrice, 2009) per esplicita volontà del suo fondatore, l'imperatore Federico II detto Barbarossa. Una città che si immola, offrendosi al massimo sacrificio di se stessa come il Cristo a Gerusalemme.

Torniamo ai nostri tempi. Gli ultimi dati analizzati si riferiscono a luglio 2011, mese in cui il comune dell'Aquila rende noto che sono oltre mille le richieste di cambio di residenza: oltre mille terremotati che, certificando la loro domanda, vanno via lasciando L'Aquila definitivamente. E questi sono soltanto una goccia nel mare, perché sono in realtà molte di più le famiglie che, di fatto, anche senza ufficializzare l'atto con il formale cambio di residenza, si sono trasferite altrove, per lo più sulla costa abruzzese e nel vicino Lazio, in modo particolare nella città di Roma, da sempre sede lavorativa di una grossa fetta di Aquilani.

L'Aquila senza il lavoro e il rilancio della sua economia sta morendo lentamente. Se non si creeranno al più presto condizioni favorevoli a che gli imprenditori italiani siano invogliati a venire ad investire in città, hai voglia a ricostruire le case: chi avrà più la possibilità di abitarle se non c'è di che campare e far crescere i nostri figli? 

La storia, come sempre, si ripete. Siamo i resistenti dei giorni nostri.

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