ROMA - Dal kapo' alla standing ovation. A 9 anni di distanza dallo scontro tra Silvio Berlusconi e Martin Schulz, cambia sensibilmente l'accoglienza riservata a un presidente del Consiglio italiano a Strasburgo. Questa volta, per dire, anche Martin Schulz 'applaude'. Dai fischi riservati al Cavaliere, che invito' il collega tedesco ad impersonare la parte di un kapo' nazista in un film, si passa infatti alla standing ovation per Mario Monti, al termine del suo primo discorso da premier italiano nell'Aula dell'Europarlamento. Lo 'speech' di Monti e' pieno di riferimenti allo spirito unitario dell'Europa, non risparmia richiami all'integrazione e si gode una lunga serie di applausi. "Sara' un'Italia- promette per esempio il presidente del Consiglio- che non si limitera' a recepire in modo passivo gli orientamenti dell'Europa, ma vuole contribuire a determinare questi orientamenti, con il ruolo che spetta a un Paese fondatore e a una delle piu' grandi economie dell'eurozona". Il 'kapo'' di allora, oggi siede sullo scranno piu' alto, quello del presidente del Parlamento. Come vuole il galateo istituzionale, in Europa il presidente e' davvero imparziale. Il ruolo impone, anche nei comportamenti, il massimo di obiettivita'. Per questo Schulz non si lascia mai andare a un applauso a scena aperta. Ciononostante, e pur non essendo tenero con la linea rigorista della Cancelliera Merkel, Schulz apprezza Monti anche quando riconosce il "particolare merito della Germania nell'aver diffuso in sede europea la cultura della disciplina". Se poi si tratta di dare una lezione "a una superficiale cultura insulare" (quella inglese), allora il presidente del Parlamento non puo' che grattarsi la nuca, alquanto compiaciuto.
"STIAMO USCENDO DALLA ZONA D'OMBRA" - "L'Italia e' impegnata in una complessa corsa uscire dall'emergenza: stiamo gradualmente riuscendo a togliere il nostro Paese dalla zona d'ombra in cui in qualche momento e' stato collocato come fonte, contagio o focolaio" della crisi. Cosi' Mario Monti, parlando all'europarlamento di Strasburgo.
In Europa "non esistono Paesi buoni e cattivi, ma dobbiamo sentirci tutti corresponsabili per le cose fatte in passato e soprattutto per quelle in avvenire. L'Euro e' stato finora il perfezionamento piu' ambizioso della costruzione comunitaria: tutto possiamo permetterci tranne che diventi un fattore di disgregazione e divisione fra gli europei. Il rischio c'e', ma per il salvataggio dell'eurozona la soluzione e' a portata di mano: dobbiamo fare degli sforzi per recuperare uno spirito unitario". "Al tavolo del consiglio europeo l'Italia sta portando con crescente intensita' la voce della crescita proprio perche' si sente a posto e fa al proprio interno tutto il necessario per la disciplina di bilancio". "Non credo sia il momento di archiviare la disciplina di bilancio e passare ad un'agenda di crescita: dobbiamo conciliare entrambe le cose".
15 febbraio 2012
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