beppe,vorrei ricordarti che in italia i problemi sono ben altri

Nel mondo si vota quasi ovunque dai 18 anni, con 27 eccezioni tra i 16 e i 21 anni. Solo in Italia per eleggere una delle due Camere bisogna aver compiuto 25 anni, causando distorsioni vistose».

Così Beppe Grillo tramite blog lancia la campagna per estendere il diritto di voto anche a chi ha compiuto 16 anni sia alla Camera che al Senato. «Il Movimento 5 Stelle si batterà per questo», dice Grillo, nella speranza che i giovani siano dalla sua parte.beppette...perchè invece,non provi a dire ai giovani che avranno sicuramente un lavoro ed una adeguata pensione in italia?????

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3 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

Estendere il diritto di voto ai 16enni? Se ne parla da tempo, e non solo da parte dei 5s. Il Pd per esempio ammette i 16enni alle primarie. Ma questa proposta di Grillo a mio avviso è sbagliatissima e populistica. E' vero che oggi i 16enni sono, almeno potenzialmente, molto più informati che in passato, e forse mediamente anche un po' più colti e intelligenti. Ma ciò non vuol dire che siano più maturi. Ciò che permette a un cittadino, giovane o adulto che sia, di formarsi un'opinione politica in modo responsabile, consapevole, indipendente, non è la quantità di informazione di cui dispone bensì la sua capacità di pensiero critico. Senza la quale oggi molto più che in passato si rischia di venire bombardati dalle informa.zioni senza saper sceverare il grano dal loglio, i fatti dalle opinioni, le idee dalla propaganda, la verità dall'inganno, e di finire all'amo dei tanti tappetari e friggitori di aria che infestano la politica. Per sviluppare il pensiero critico servono istruttori di qualità, studio, confronto con gli altri, esperienza. Un giovane che non ha ancora completato gli studi superiori (e dunque non ha studiato la storia e la cultura contemporanea), che vive in famiglia e che non ha mai lavorato né svolto attività di gruppo (volontariato, associazionismo e simili) a mio modesto avviso non può nemmeno avvicinarsi a una cabina elettorale. Un sedicenne deve pensare prima di tutto a studiare e a crescere, fisicamente e intellettualmente. Ciò non vuol dire che non possa cominciare a coltivare la dimensione politica propria della natura umana. Anzi a mio avviso già a quell'età egli deve liberare il suo istinto di zoon politikòn e impegnarsi nell'ambito scolastico e sociale. Il mio primo discorso in un'assemblea di studenti lo pronunciai a 15 anni, durò quasi mezz'ora e nessuno si annoiò (per la verità me lo ero preparato a casa), ma già a 18 anni, ripensando a quel discorso, quasi me ne vergognavo. Paradossalmente, anche in considerazione del progressivo innalzamento dell'età media di ingresso nel mondo del lavoro, io proporrei di innalzare l'età del voto. Confermerei i 18 anni per le elezioni amministrative, ma riporterei a 21 l'età minima per le elezioni politiche ed europee, mantenendo i 25 anni previsti dalla Costituzione per eleggere i senatori, una disomogeneità molto criticata ma a mio avviso coerente con il principio del bicameralismo.

Modificato da fosforo31
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3 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Estendere il diritto di voto ai 16enni? Se ne parla da tempo, e non solo da parte dei 5s. Il Pd per esempio ammette i 16enni alle primarie. Ma questa proposta di Grillo a mio avviso è sbagliatissima e populistica. E' vero che oggi i 16enni sono, almeno potenzialmente, molto più informati che in passato, e forse mediamente anche un po' più colti e intelligenti.etc.etc.

dici che i giovani sono piu' informati?? bè,in un blob hanno fatto vedere uno spezzone del'eredita' (quella di frizzi) a cui si chiedeva ad un giovane il nome del presidente del consiglio attuale:risposta..mattarella!! qualcuno mandi una mail al beppette nazionapopulista

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i grilli cominciano a gettare la maschera,e provano i l"dialogo"...con chi?? con la sx!!!

“Siamo aperti a fare una legge elettorale col Pd che è il partito di maggioranza in parlamento.  perchè serve oggi una legge elettorale che dopo le prossime elezioni politiche permetta di governare i Paese e realizzare il proprio programma”.

Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, intervistato da Lucia Annunziata a su Rai3 rinnova l’appello dei 5Stelle al Pd per lavorare insieme.

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