In questo paese può succedere di tutto

Inviata (modificato)

succede infati che i comici si improvvisino politici, con grave danno per la categoria. Quale categoria? Entrambe. Ma il colmo lo si raggiunge quando certi politici si improvvisano comici senza satere di eserlo sempre stati.

 

 

Modificato da refusi

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Inviata (modificato)

Nel parallelismo quasi perfetto, quasi euclideo, esistente tra i due personaggi Renzi e Berlusconi (ma nei paesi seri li chiamerebbero personaggetti) non poteva mancare l'aspetto della comicità involontaria. Ecco qualche stralcio dall'esilarante editoriale di oggi di Marco Travaglio dal titolo, Il pistola con la pistola:

La legge Pd-Alfano-Monty Python sulla legittima difesa si candida al premio speciale per la miglior gag comica del secolo, a pari merito con il “Sarchiapone” di Walter Chiari, il “Vieni avanti  kretino” dei fratelli De Rege e il “Che so’ Pasquale io?” di Totò e Mario Castellani...

La licenza di uccidere di notte scatena tsunami di risate sui social e soprattutto nelle gang di rapinatori. “Entra nella sede del Pd di notte e Renzi gli spara: grave Gentiloni” (Lercio.it)....“Soddisfatto il sindacato ladri: ‘Finalmente si potrà lavorare a orari decenti’” (Bufalanews). “Quindi, se qualcuno vi sta sui ***, sapete a che ora invitarlo” (Forum Spinoza).

“Di notte si spara, di giorno si spera nell’eclissi”. “Ma se di giorno abbasso la tapparella, posso sparare lo stesso?”. “Sono preoccupato per la Befana e Babbo Natale”. “All’ingresso delle ville ci saranno due cartelli: ‘Attenti al cane’ e ‘Occhio all’orario’…”. Alcuni citano Arbore (“Ma la notte no”). Mattia Feltri riprende Uno sparo nel buio di Blake Edwards. Solo Renzi, impermeabile al ridicolo, non ci fa caso fino all’altroieri, quando i suoi social vengono invasi da lazzi, moccoli e pernacchie cui si associa persino il deputato Francesco Bonifazi che, essendo il tesoriere del Pd, ha un gran senso dell’umorismo: “Non facciamoci coprire di ridicolo, la differenza tra notte e giorno non la capisce nessuno”.

Ora il tappetaro incapace di Rignano corre affannosamente ai ripari. Dopo avere fatto scrivere a un suo fedelissimo, il responsabile giustizia del Pd nominato da lui, un avvocato toscano che fa il parallelo con il berlusconiano Ghedini, la tragicomica leggina che nei suoi piani doveva sottrarre voti alla Lega, e dopo avere costretto i suoi deputati a turarsi il naso e a votare compatti un cosa più a destra e più populista della vigente legge Castelli-Berlusconi, ora finge di cascare dalle nuvole, rinnega la sua legge, fa lo scaricabarile tipico dei politucoli e promette di farla modificare al Senato. Il valore delle promesse di questo pinocchio è ben noto, ma è chiaro che sostenere una legge così ridicola e pasticciata (nonché pericolosa) e così estranea alla cultura e ai valori della sinistra sarebbe stato un clamoroso autogol. E allora il politucolo si aggrappa al Senato. Cioè proprio a quel ramo del parlamento che nei suoi progetti di premierato forte con pochi contrappesi doveva sparire o ridursi a mero passacarte della Camera. Questa banale riflessione naturalmente è sfuggita ai tg di Telerenzi (ex Rai), ma non a due comici (non a caso) che ieri sera hanno stigmatizzato in tv il ridicolo comportamento del tappetaro: Vittorio Sgarbi e Maurizio Crozza.  

Modificato da fosforo31

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