I pastorelli di Fatima saranno santi il 13 maggio: che ne pensate?

 I pastorelli di Fatima, Francisco e Giacinta, saranno proclamati santi il prossimo 13 maggio.

Il 13 maggio il Papa sarà, come annunciato, a Fatima, e dunque presiederà lì il rito di canonizzazione.

Bastano le visioni per diventare santi?

A quando la canonizzazione di Timothy Leary?

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13 messaggi in questa discussione

fortunelliiiii

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Onestamente mi sembra un modo per dare credito a un tipo di fede che ha a che far epiù copn la magia che con la religione... sta storia delle epparazioni a me non ha mai convinta fino in fondo

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2 ore fa, mariallen ha scritto:

fortunelliiiii

xD

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Comunque quantomeno sono conosciuti...

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mah... problemi loro e della chiesa cattolica.. perché impicciarsi?

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25 minuti fa, albcosta ha scritto:

mah... problemi loro e della chiesa cattolica.. perché impicciarsi?

e chi s'impiccia?

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Tutto MOLTO interessante...

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se meritevoli d'esser santi, nn so xò figuriamoci se sta sottana bianca perdeva occasione x mettersi in mostra.

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bravo Papa Francesco, così si fa.

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Che uno creda oppure no sono affari suoi,,ma ricordiamoci che ai 3 pastorelli se non ricordo male la madonna disse che la guerra sarebbe finita,ma che ce ne sarebbe stata un altra.Non si deve andare li per dire che si è andati,oppure tornare pieni di souvenir,perché così si incitano quelli che dicono che quelli sono luoghi per spillare soldi ai creduloni.Se uno va,per portare le sue preghiere alla madonna e per prendersi qualche giorno di pausa dal mondo e lo fa ignorando il lato commerciale..non fa nulla di così brutto.

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Inviata (modificato)

Non sono credente, non sono illuminato dalla fede religiosa, semmai sono un illuminista e un razionalista. Non credo ai miracoli, alle apparizioni e a tutti gli altri cosiddetti fenomeni paranormali o soprannaturali, nessuno dei quali (nessuno!) è mai stato fino a oggi accertato con metodo scientifico. Tuttavia, ritengo fuori luogo la facile ironia che traspare da molti post di questa discussione, la sufficienza e la leggerezza con cui è trattato l'argomento. I tre pastorelli di Fatima, quand'anche fossero stati tre piccoli visionari, meritano rispetto. Due di loro morirono ancora bambini, soffrendo; Lucia consacrò la sua esistenza a un'idea nella quale sinceramente credeva. La scienza non contempla il soprannaturale, ma non è neppure in grado di escluderlo. La conoscenza scientifica non è onnicomprensiva. La dimensione del mistero e dell'irrazionale è una componente dell'esistenza che, in un modo più o meno vago, tutti noi percepiamo. Basta pensare ai due grandi misteri (complementari) della vita e della morte, di fronte ai quali la scienza del XXI secolo appare sprovveduta e bambina, come e più dei tre ingenui pastorelli di Fatima. Ma pensiamo anche alla moderna Cosmologia e al principio inflazionario, in base al quale nessun osservatore potrà mai avere un'immagine completa dell'Universo. Nella parte a noi definitivamente ignota (o nella cosiddetta "materia oscura") potrebbero valere leggi fisiche del tutto diverse da quelle che conosciamo, potrebbe perfino nascondersi un "Creatore". Si pensi alla concezione olistica della Meccanica Quantistica (nell'interpretazione di Copenaghen) in base alla quale l'Universo non è riducibile alla somma delle sue parti (ma è qualcosa di più). Si pensi ai risultati cruciali della Logica classica e della Logica moderna. In base alla prima possiamo razionalmente dimostrare (consequentia mirabilis) che:

- Esiste qualcosa di assoluto (non tutto è relativo)

- Esiste almeno una verità (non tutto è falso)

- La verità è eterna (non ha inizio né fine)

- Esistono verità conoscibili con il solo pensiero

Mentre la logica moderna conclude che:

- Esistono verità indimostrabili.

Modificato da fosforo31

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Inviata (modificato)

A completamento del mio post precedente voglio ricordare le parole del fisico Heinz R. Pagels (dal suo libro Perfect Symmetry del 1985), che Margherita Hack, compianta astrofisica e razionalista atea militante (fu presidente dell'UAAR), pose a conclusione di ben due suoi famosi libri: L'Universo alle soglie del Duemila (1992) e L'Universo nel Terzo Millennio (2007). Premetto che la riflessione attiene all'ipotesi che l'Universo (con tutta la sua immensa quantità di materia/energia) sia nato letteralmente dal nulla (ovvero da una fluttuazione del tutto casuale, quantistica, del vuoto), il che parrebbe ovviamente escludere l'esistenza di un Dio Creatore. Questa ipotesi, per quanto apparentemente bizzarra (Alan Guth, uno dei padri della teoria dell'Inflazione, la chiamava teoria dell'Universo come "pasto gratis"), risulta oggi perfettamente plausibile alla luce del Modello Standard delle particelle e della cosmologia inflazionaria, anzi è attualmente la più accreditata tra le cosiddette teorie di pre-Big Bang.  

"Il nulla prima della creazione dell'Universo, è il vuoto più assoluto che si possa immaginare: non esisteva né spazio, né tempo, né materia. E' un mondo senza posto, senza durata o eternità, senza numero - è ciò che i matematici chiamano la serie vuota (una sommatoria priva di addendi, nda). Eppure questo inconcepibile vuoto si trasforma nel pieno dell'esistenza, come conseguenza necessaria delle leggi fisiche. Dove sono scritte queste leggi in quel vuoto? Cos'è che dice al vuoto che può partorire un possibile universo? Sembrerebbe che anche il vuoto sia soggetto alla legge, alla logica che preesiste allo spazio e al tempo.  

Scopriamo, dunque, che nemmeno la teoria dell'Universo come "pasto gratis" esclude l'esistenza di un "cuoco". Nemmeno l'ipotesi dell'Universo nato per caso e letteralmente dal nulla esclude in modo categorico, radicale, ontologico, l'esistenza di una qualche realtà preesistente (o meglio, esistente al di fuori del tempo e dello spazio). Anzi, al contrario, essa rimanda alla necessità di una logica preesistente e in qualche modo "creatrice".  Le ultime suggestive parole del pensiero riportato dalla scienziata atea Margherita Hack a conclusione dei suoi libri divulgativi di Cosmologia rimandano direttamente al Prologo del Vangelo di Giovanni.

En archè en o Lògos, che di solito viene tradotto come In principio era il Verbo, identificando cioè Dio con la Parola (...il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio). Ma in greco lògos significa anche "logica", ed io preferisco leggere Gv1,1 come:

In principio era la Logica,
la Logica era presso Dio,
e la Logica era Dio.

 

Modificato da fosforo31

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